BEN O NON BEN ….E' FORSE QUESTO IL PROBLEMA?

Scritto il alle 19:34 da icebergfinanza

Intanto, se la banca centrale non tocca i tassi di interesse, gli economisti non vogliono invece che si tocchi il suo presidente Ben Bernanke, il cui mandato verrà rimesso il 31 gennaio nelle mani di Barack Obama. Per lui quasi un peana da parte dei 47 professori e analisti che ieri hanno risposto al sondaggio del Wall Street Journal. «Adesso che la recessione è finita, che senso ha rimuovere chi ha contribuito ad attutirne l’impatto?» è l’osservazione comune.

E poi c’è ancora molto lavoro da fare prima di proclamare lo scampato pericolo senza residui patemi: certo, forse la buriana è tecnicamente passata ma poi, cosa che gli economisti tendono a ignorare, fuori dai centri studi il paese se la passa ancora male.

Insomma, c’è una recessione reale che i numeri sembrano archiviare (i primi a dichiararlo furono la banca centrale canadese e una scoppiettante e assai criticata – persino da Obama – copertina di Newsweek), poi ce n’è una percepita che morde ancora.

Anche per uscire da quest’ultima e ritornare a una crescita stabile il barbuto capo della Fed appare agli economisti come un idoneo interprete della exit strategy….. 

Sole 24 Ore di giovedì 13 agosto 2009, pagina 9 "Stati uniti fuori dal tunnel" di Madron Paolo
In fondo si tratterà solo di un sottile e sotteraneo intreccio primordiale, finanza e politica, politica e finanza, il resto conto assai poco, come sempre in fondo.
Come abbiamo già scritto, inutile ricordare che il dottor Ben è considerato uno dei massimi esperti di Grande Depressione e Decenni Perduti, colui che ha studiato nei minimi particolari due delle più gravi malattie economiche del secolo, figlie del virus della DEFLAZIONE, virus che ancora oggi nonostante dati incontrovertibili, ci si ostina a chiamare disinflazione o inflazione negativa.
Tralasciando la sorprendente sottovalutazione della Grande Depressione Immobiliare, dimenticando l’elogio alla solidità fondamentale del sistema finanziario americano e sorvolando sulla " discrezionalità " con cui si è estirpato il cancro "Lehman Brother" mentre tutto il resto profumava di rischio sistemico, dimenticando tutto e sturandosi il naso come ha fatto lo stesso Bernanke con i salvataggi del sistema finanziario allora ……
«Adesso che la recessione è finita, che senso ha rimuovere chi ha contribuito ad attutirne l’impatto?» 
Certo chiamiamola recessione, sottolineamo pure che è finita, anche se magari solo tecnicamente in fondo che importa della realtà, nelle sale ovatate delle grandi scuole accademiche, ciò che conta è il PIL espressione massima della ricchezza di una nazione.
Come soleva ricordare il mito di JK Galbraith……come sempre nella storia, capacità finanziaria e perspicacia politica sono inversamente proporzionali. La salvezza a lunga scadenza non è mai stata apprezzata dagli uomini d’affari se essa comporta adesso una perturbazione nel normale andamento della vita e nel proprio utile. Cosi si auspicherà l’inazione al presente anche se essa significa gravi guai nel futuro. Questa è la minaccia per il capitalismo (…) E’ ciò che agli uomini che sanno che le cose vanno molto male fa dire che la situazione è fondamentalmente sana!
……è ciò che agli uomini che sanno che le cose in realtà stanno andando male, fa dire che la recessione è sostanzialmente conclusa, Banca Centrale Europea, inclusa!
In fondo si tratta sempre e solo di punti di vista, ma come sussurra il nostro CalculatedRisk ……

" Vorrei un medico che non ha mai rinunciato a cercare una cura, ma preferisco qualcuno con una migliore capacità di diagnosi "

Ho già espresso la mia opinione in tal senso, Yanet Yellen e in seconda battuta Martin Feldstein, hanno dimostrato meglio di chiunque altro di saper comprendere la depressione in arrivo.

Se alla fine cader dalla padella alla brace significa assistere per l’ennesima volta al ritorno di Larry Summers, uno dei paladini della Deregulation in pole position per sostituire Bernanke, allora la padella è tutto ciò che offre il convento e che ci conviene accettare.

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6 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 20:03

Da quello che si legge e si vede nei “media” di massa la crisi economico/finanziaria dovrebbe essere passata e stiamo andando verso un futuro roseo (o quasi), anche in qualche post di ieri si fà riferimento alla ripresa.
Bene, anzi ottimo la crisi è passata, meglio cosi; è arrivata l’ora di investire in finanza (se uno ha i soldi)…auguri di buoni guadagni.

Per Gino di ieri, a dire il vero io parlavo di 40.000 mq di terreno coltivabile (c’è solamente uno zero in più hehehe). Comunque anche con 4.000 mq si potrebbe fare qualcosina…..a condizioni di………accontentarsi di mangiare le uova e non le galline, ortaggi solo in primavera avanzata/estate (ed in inverno fare dieta) e coltivare i “fiori secchi” in modo che durino di più.
Non è colpa mie se le migliori zone coltivabili in Italia sono state devastate dall’edilizia selvaggia, dalle zone industriali/artigianali selvagge (investite in capannoni hehehe) e un sacco di doppie/strade!!!

Un saluto

SD

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 20:51

Premesso che condivido in toto l’analisi economica fondamentale di Andrea, stringendo di molto il campo focale, zoommando l’inquadratura su alcuni dettagli non rilevanti (il market to market) proviamo a metterla così: questo rialzo drogato delle borse, questa palese nuova bolla finanziaria, ovviamente ascrivibile alla regia della Fed & C, chi lascia out of game?: gli shorters, quindi una delle componenti prettamente speculative del mercato, investitori evoluti, Hedge funds, non certo il piccolo risparmiatore (esclusi ovviamente i traders sprovveduti e spiazzati da questa manovra not properly ususal). Pertanto una componente del mercato che partecipa allo stesso gioco con strategie diverse.
Ovviamente fra non molto “out of game” ci sarà quel poco che rimane del “ceto medio”, o aspirante tale, ma non sarebbe poi un’ingiusta nemesi per l’indifferenza con cui sempre il “ceto medio” ha ignorato per anni gli ultimi della terra, che costituiscono la stragrande maggioranza dell’umanità.

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 20:54

Tutto procede come dalle tue previsioni Andrea, la vera crisi mostra oggi il suo volto nella economia reale, ma non credo che nessuno conosca una soluzione, penso piuttosto che in ogni caso
il conto della spesa a debito deve essere ripagato, e a gli economisti, o ai politici molto distanti dalle fatiche quotidiane per condurre una famiglia o una piccola azienda,poco importa se una percentuale fallisce, si indebita in modo abnorme, o addirittura esibisce un gesto estremo perchè non ce la fa più, in fondo sono una piccola percentuale, come i disoccupati, i disabili, la famiglie sotto la soglia di povertà, gli indigenti, ecc.
Non credo che ci sarà più una ripresa come molti credono potrà arrivare nel 2010 o 2011, molte attività sono espatriate, molti lavoratori stranieri giustamente inviano parte del loro reddito alle famiglie di origine, e tutto questo è una esportazione di ricchezza, magari di dimensioni non elevate, ma che unite a una struttura economica debole come la nostra contribuiscono in modo negativo alla crescita.
Ma da dove dovrebbe arrivare la ripresa? Dall’ edilizia stracolma di
immobili invenduti?
Dall’industria , dall’artigianato dove il cambio generazionale è molto problematico, e percentualmente scarso, l’unica cosa che va alla grande sono le publiche istituzioni,(Comuni , Province,ecc) una caterva di gente per gestire nel modo più osceno il denaro dei cittadini dove basta una riunione del consiglio per decidere come sottrarre denaro ai lavoratori dipendenti,pensionati, ecc; senza che nessuno possa controdedurre, alle fantomatiche richieste di denaro per servizi veramente scadenti,utili più a chi li ha istituiti, piuttosto che ai cittadini.
Il bello deve ancora venire , vedremo al ritorno dalle ferie, dopo la sbornia estiva come sarà l’autunno, credo molto caldo, e non solo per la temperatura .

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 23:06

DORF….
ecco cari amici, come fanno a raccontarci le barzellette i nostri governanti. intendo obama, merkel, sarkozy, e company. leggete bene e vedete i 2 video. molto illuminanti.
martedì 11 agosto 2009
NASCERE, VIVERE E MORIRE COME IDIOTI

Di Dave Lindorff (CounterPunch)

http://www.ildirittodisapere.com/2009/08/nascere-vivere-e-morire-come-idioti.html

La campagna di ottimismo nei mass media degli Stati Uniti, parte dalla Casa Bianca.

Sono solo chiacchiere allegre. Per farci un’idea reale di quello che succede in questa economia, dobbiamo considerare varie cose.

Quando l’economia va a pieno vapore, come ha fatto l’economia degli Stati Uniti nei primi mesi del 2007, un rallentamento di una certa entità produce numeri enormi in termini di riduzione della produzione, riduzioni di fabbriche per bancarotta, calo delle vendite di automobili e, questa volta, il calo dei prezzi delle case.

Una volta arrivati allo stesso periodo del 2008 vediamo che ormai questa economia è in una profonda recessione e che ormai non resta tanto margine per cadere ancora.

I produttori di automobili hanno sostanzialmente chiuso in autunno del 2008, e solamente stanno liquidando enormi scorte di magazzino dovute alla sovrapproduzione.

Non ci saranno altre chiusure di fabbriche né riduzioni della produzione.

Come si fa ad abbassare la produzione sotto lo zero?

Lo stesso può essere detto a proposito della disoccupazione, ma con uno o due aspetti in più.

L’enorme cassa integrazione che ha portato il numero di nuovi disoccupati a 600.000 e 700.000 al mese all’inizio di quest’anno, sembra essere scesa a “solo” 500.000 al mese circa, questo è perché tutti i principali datori di lavoro hanno già chiuso o hanno eliminato interi turni.

Ormai non rimane tanta gente da licenziare, almeno nelle grandi aziende.

Questo è presentato al parco buoi come: “ La disoccupazione è in calo”, come si fosse una buona notizia, ma è il contrario.

Ci sono ancora più trucchi di disinformazione in materia di statistiche occupazionale. Uno di questi trucchi, ha a che fare con la frequente affermazione che il numero di cassintegrati sta diminuendo, soprattutto i primi disoccupati da quando la recessione si è instaurata. Quest’affermazione non significa che finalmente i disoccupati hanno trovato un posto di lavoro, ma che il periodo di cassintegrazione è finito.

Il limite massimo per prendere i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è di 79 settimane, e solo in alcuni Stati in cui la disoccupazione è particolarmente elevata.

In altri Stati membri è solo di 72 settimane, o fino a 59 settimane.

Inoltre non si ha diritto alla cassintegrazione di 300 dollari circa a settimana, questa somma può anche essere inferiore dipendendo dal tipo di lavoro che la persona svolgeva o lo stato in cui risiede. Se un cassintegrato che ha una famiglia tipo (4 persone) volesse lavorare part- time, sempre se trova lavoro, giacché i 300 dollari per mantenere una famiglia non bastano, esso perde automaticamente il sussidio di disoccupazione.

Questa situazione oltre che produrre errori statistici, fa sì che il lavoratore perda diritti nel confronto del suo datore di lavoro, lavorerà in nero e sarà sfruttato per cercare di non perdere la cassintegrazione.

Infine, i sussidi di disoccupazione coprono solo circa la metà dei lavoratori americani. Il resto, sono riusciti a trovare dei lavori part-time o continuano a lavorare in nero o in proprio. Sono i cosiddetti “contrattisti indipendenti” qui li chiamo precari e liberi professionisti, questi sono: artigiani, giardinieri, scrittori indipendenti, muratori, avvocati, consulenti, ecc.

Essi non sono coperti da assicurazione contro la disoccupazione, perché quando sono licenziati, possono lavorare in proprio, ma non sempre.

Sono sempre più frequenti, i licenziamenti e perdite di posti di lavoro di persone in questa categoria. I primi licenziamenti sono stati compiuti da parte delle amministrazioni delle grandi imprese che guardando avanti hanno visto la depressione in cui l’America è sommersa oggi, queste hanno implementato misure per “ridurre i costi” queste misure significano licenziare lavoratori e ridurre la produzione. I liberi professionisti e le piccole imprese, i cui proprietari sono colpiti personalmente quando sono costrette a fermare la produzione o a chiudere le loro operazioni, hanno cercato di rimanere in attività il più possibile, ma ora si sommano alle liste dei disoccupati a un ritmo accelerato.

Ma, il punto cruciale è che molti di essi non sono registrati come disoccupati nelle statistiche del governo. Chi lavora, anche se solo poche ore a settimana in un posto di lavoro, o gratis in un’azienda di famiglia, non è contato. Chi non vede prospettive di lavoro e smette di cercare, non è contato. Invece chi trova un lavoro di mezza giornata, ma ha bisogno di uno a tempo pieno e contato come lavoratore dipendente. Non è stato sempre così, in tempi più onesti, più di tre decadi fa, quella gente era contata come disoccupata, ma i politici fanno prensione per escluderli per far si che il tasso di disoccupazione ufficiale sembri più basso. Se tutte queste persone fossero state aggiunte alle statistiche, il tasso di disoccupazione oggi sarebbe di oltre il 18% negli Stati Uniti o forse vicino al 20%.

Questo vorrebbe dire che 1 americano su 5 è disoccupato.

Dobbiamo anche ricordare che, l’economia è in depressione e peggiora ogni giorno, e la disoccupazione è in aumento, lontano da essersi stabilizzata.

Devo aggiungere a questo il fatto che gli americani hanno perso collettivamente 14 miliardi di dollari di ricchezza. Hanno perso il 20% dei risparmi investiti 1 anno fa, e sembra improbabile recuperarli in un prossimo futuro. Bisogna ricordare che se la borsa scende del 40%, e poi risale di un 40%, resta bassa. Considerate questo: se avete investito $ 1000 con un indice ampio come quello di standard & poor’s, e avete perso il 40% com’è accaduto nell’autunno scorso, avete perso $ 400 e vi rimangono $ 600, Se poi il mercato ha recuperato il 40% con molta fortuna voi avete guadagnato il 40% di $600, cioè $240, così il vostro investimento è solo di $ 840 anziché $1000. Questi 14 miliardi persi includono anche la diminuzione del valore degli immobili della popolazione, che fino al 2008 era utilizzata per migliorare il livello di vita, poiché la gente chiedeva prestiti in base al valore crescente delle loro proprietà. Ora che il valore delle case ha perso tra il 20 -80 %, molte di queste case valgono meno del valore totale dell’ipoteca che si deve ancora pagare. Essi non possono vendere, e spesso non possono permettersi neanche l’ipoteca.

Da dove si presume che provengano le entrate derivanti dal consumo degli americani, che rappresentavano il 70% dell’attività economica americana, e che da qualche tempo ha smesso di fabbricare cose?

La risposta è: da nessuna parte.

La quantità di ricchezza perduta fa sembrare una barzelletta, il piano di stimolo di Obama, che è meno di un bilione, e che si estende su due anni.

Semplicemente non esiste il denaro per rianimare l’orgia consumistica che ha mantenuto a gala l’economia americana durante tanto tempo.

La gente non può accedere al credito, anche se lo desidera. Le banche non si prestano, perché sanno che è una sciocchezza senza senso, e non vogliono prestare soldi a gente e aziende che probabilmente falliranno man mano che la recessione si approfondisce.

Ecco perché le società di carte di credito tra cui American Express, Visa e Mastercard, invece di far pagare la penale per rate scadute ai suoi clienti come hanno fatto in passato, ora aumentano il tasso d’interesse che prendono – nel caso di America express di un 28%, cioè più del 2% mensile.

L’atteggiamento della banca non è aspettare che il prezioso cliente paghi, ma è l’estorsione e l’usura a danno del cliente a cui vuole estrarre il più possibile prima della sua bancarotta. Le banche stanno anche negando prestiti personali e aziendali indiscriminatamente.

Mettendo in ridicolo l’affermazione del governo Obama, che vanta di avere salvato le banche per far si che queste “comincino a prestare di nuovo”.

Anche le allegre chiacchiere che stanno migliorando le vendite di case sono devianti. Il motivo è che molte case sono state sequestrate, la vendita di case sequestrate dalle banche oggi costituisce una parte importante del mercato immobiliare.

Ancora una volta, gran parte delle chiacchiere ottimistiche che ascoltiamo, se sono analizzate accuratamente, sono solo brutte notizie mal interpretate volutamente.

Infine, dobbiamo aggiungere che, a causa della massiccia disoccupazione, che si sta avvicinando a livelli che non si vedevano dalla Grande Depressione, e grazie anche alla massiccia perdita di ricchezza personale, è improbabile che questa recessione si assomigli a qualunque altra dopo la seconda guerra mondiale. Tutti i casi visti e vissuti sono in forma di “U” o “V” in cui l’economia va verso il basso e poi, dopo un breve periodo di tempo si riprende in fretta, come in una “V”. Questa volta, è più probabile vedere una recessione…

utente anonimo
Scritto il 13 agosto 2009 at 23:09

continua….
Questa volta, è più probabile vedere una recessione tipo “L”, in cui l’economia a un certo punto toccherà il fondo, poi per anni rimarrà a un livello operativo molto più basso, e con gli anni può salire lentamente, ma non di molto.

In questo caso, avremmo ancora un elevato tasso di disoccupazione, bassi salari, e nessun ricupero della ricchezza personale.
http://www.youtube.com/watch?v=VgopOOJZL1o&eurl=http%3A%2F%2Fwww%2Eildirittodisapere%2Ecom%2F&feature=player_embedded

Pubblicato da PIERO ROLLA a 22.05 0 commenti
Etichette: Barack Obama, IDIOTI, RECESSIONE, RECUPERAZIONE

utente anonimo
Scritto il 14 agosto 2009 at 00:39

DORF

le pompose dichiarazioni del babbeo trichet.
giovedì 13 agosto 2009
Pompose Dichiarazioni , Spagna in deflazione

http://2.bp.blogspot.com/_qF5SGx8dNAI/SoQF8UF6TUI/AAAAAAAAAto/aDwsalud1jo/s1600-h/ripresa-pompose-dichiarazioni.gif

Segnalate tempestivamente da una affezionata lettrice scorrettamente informata, vi proponiamo le nuove pompose dichiarazioni di Trichet, che si vanno ad aggiungere al già ricco e tragicomico assortimento gentilmente offerto dal suddetto governatore della banca centrale europea da un anno a questa parte.

Basta infatti un briciolo di rimbalzo per gridare alla ripresa, come fa TGcom (grassetti nostri):
Forse ancora per molti a sorpresa arrivano ultimi dati in trend positivo per Germania e Francia.

Per Parigi +0,3% il Pil nel secondo trimestre (resta in negativo a -2,6% su base annua), mentre per i tedeschi si parla di +0,3% nel secondo trimestre, dunque come i francesi, ma di -5,9% su base tendenziale. Insomma, il trimestre ultimo vede le due nazioni riguadagnare in termini di dinamica del prodotto interno lordo il segno più.

Come dire in pratica che si riparte davvero.

Già.

Ehi guarda, una capretta.

La parola a Trichet ora.

Recessione mondiale al punto di svolta

Ecco alcuni stralci dal bollettino della BCE, da AGI via Yahoo news.

Sebbene il livello di incertezza rimanga elevato, vi sono crescenti segnali che la recessione mondiale stia raggiungendo il punto di svolta

[…]

i recenti risultati delle indagini suggeriscono che il ritmo di contrazione stia chiaramente diminuendo

[…]

ci si attende che l’attivita’ economica rimanga debole nella restante parte dell’anno, benche’ il ritmo di contrazione si stia riducendo nettamente

[…]

effetti avversi ritardati […] si concretizzeranno nei prossimi mesi, tra i quali l’ulteriore deterioramento del mercato del lavoro

[…]

Le significative azioni di stimolo adottate in tutte le principali aree economiche dovrebbero sostenere la crescita sia nell’area euro che a livello mondiale

Uhm.

Giusto ieri però…

Il momento peggiore della crisi

…ci informava wallstreetitalia che il membro finlandese della Bce Liikanen dichiarava due giorni fa che l’economia globale sta attraversando il momento peggiore della crisi ed i prossimi mesi mostreranno se l’area Euro ha superato il momento più critico.

Ehi, come cambia l’economia in un paio di giorni..

Liikanen poi ha il coraggio di accennare quello che migliaia di blog, siti ed esperti indipendenti continuano a ripetere:

quando la crescita ripartirà all’interno dell’area Euro, la Bce si troverà di fronte alla difficoltà di drenare la liquidità immessa nel sistema.

Già.

Non solo la BCE, aggiungiamo noi.

Comunque la rflessione di Liikanen è rilevante perchè un membro della BCE, non un blogger o un think tank indipendente, afferma chiaramente che l’ondata di moneta stampata e pompata nel sistema economico da Fed e BCE in questi mesi ha sì contribuito a rinviare di qualche settimana il crollo delle grandi banche d’investimento ed il collasso del sistema economico nel suo complesso, ma ora puo’ provocare qualche problema, per usare un eufemismo.

Tamponata l’emergenza, la liquidità va infatti ritirata dal sistema.

Altrimenti arriva l’inflazione, come ben sanno gli affezionati lettori.

Il ritiro della liquidità è un’operazione complessa, dolorosa e di non facile applicazione nel breve periodo, perchè comporta inevitabilmente un rialzo dei tassi che provocano a loro volta un raffreddamento dell’economia.

E dunque…

Se la liquidità non viene ritirata, provoca inflazione.
Se viene ritirata, strangola l’economia e affossa la ripresa.

Una bella trappola per gli stregoni del modello macroeconomico neoclassico.

Forse abbiamo un problema, houston?

(Per chi non fosse a suo agio con i concetti di inflazione e deflazione e tassi vari, è sempre disponibile la nostra trilogia Inflazione – Deflazione : Parte 1 – Inflazione | Parte 2 – Deflazione | Parte 3 – Come fronteggiare )

Passiamo ora alle notizie dal mondo reale che la BCE dimentica e la stampa allineata preferisce sacrificare in favore delle interessanti notizie sul calcaitore russo colpito dal fulmine…

(già.)

Spagna in deflazione record

Peggiora lo stato di salute dell’economia spagnola con un clamoroso tasso di deflazione del 1,4% su base annua, raggiunto il record storico.

Ce ne dà notizia ansa oggi.

USA, nuovo record pignoramenti immobiliari

Altri record storici di pignoramenti immobiliari Usa: 360.149 persone sono state dichiarate a luglio insolventi o si son visti pignorare casa.E una famiglia americana su 355 ha ricevuto un’ingiunzione di sfratto. Lo rileva l’apposita agenzia governativa. L’aumento dei pignoramenti trascina al ribasso i prezzi immobiliare. Nel secondo trimestre il prezzo medio di una casa e’ crollato del 15,6% a 174.100 dollari, il livello piu’ basso dal 1979.

(Da wall street italia che cita sempre ansa.)

Repubbliche baltiche, PIL in caduta 20%

20% in meno rispetto all’anno precedente il PIL lettone
22,4% in meno rispetto all’anno precedente il PIL lituano
16,6% in meno per il PIL estone sempre rispetto all’anno precedente

Quanto al rating, S&P ha declassato i rispettivi paesi così:
Estonia da A ad A-
Lettonia giù a BB
Lituania già declassato a Marzo a BBB
praticamente a pochi passi dal cassonetto della spazzatura.

da Baltic business news

E il resto sono pompose dichiarazioni.

Saluti felici

Felice Capretta

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