DEFLAZIONE, VIVERE CON LA DEFLAZIONE!

Scritto il alle 07:24 da icebergfinanza
" Vivere con la deflazione. Non è più un argomento di discussione teorica-accademica. Ma una realtà possibile. Rara e storicamente limitata a livello geografico ( l’ultima esperienza di prezzi in contrazione per lungo tempo si è verificata in Giappone fra il 200 e il 2006, con la Bank of Japan costretta a fissare un tasso d’interesse allo 0% per favorire la liquidità circolante), tale situazione di contrazione dei prezzi appare oggi quanto mai all’ordine del giorno. Ora poi, con la globalizzazione dell’economia e dell’informazione, l’area di contagio può espandersi sino ai limiti del mondo. I segnali lanciati dall’economia globale, a ben vedere, sembrano portare in questa direzione"
 
Ecco come si esprime nella rubrica UP&DOWN di Borsa&Finanza, il nuovo direttore Vittorio Zirnstein.
 
Non voglio ripercorrere per l’ennesima volta la rotta che da oltre un anno e mezzo solchiamo alla ricerca dei segnali che ci hanno indirizzato verso l’isola deserta, temuta e spesso innosservata sulle mappe accademiche di mezzo continente, l’isola della Deflazione, ma qualcuno dovrebbe spiegarmi per quale motivo nella sua ultima riunione la Bank of England ha deciso di aumentare il suo "quantitative easing" ovvero di innondare di ulteriori 50 miliardi di sterline di liquidità il sistema finanziario ed economico inglese, visto che non vi è alcun rischio deflazione.
Sia ben chiaro la " Deflazione " vera, non quella buona, è forse. il peggiore dei mali possibili insieme alla iperinflazione, ma oggi potrebbe essere il necessario percorso "virtuoso" per ripulire l’organismo di tutte le scorie di questo irrazionale ed insostenibile, ciclo economico, come una malattia che deve fare il suo naturale decorso.
In questi anni, le banche centrali non hanno mai permesso al paziente di riposarsi, non si dice di non curarlo, ma al contrario è stato iperstimolato, ogni qualvolta che, una o due linee di febbre salivano.
 
King’s evidently more worried about deflation than inflation — and he’s taking action that, indirectly, props up the dollar against one of its major crosses.( Marketwatch )
 
In un editoriale sul Financial Times si parla del Deflation Danger!
 
Dopo aver assistito per mesi al coro delle banche centrali ( Bank of Japan esclusa,  che prevede la possibilità di ben tre anni di deflazione……) che all’unisono definivano disinflazione o inflazione negativa, il calo dei prezzi, l’Ocse dichiara che il trend in atto potrebbe perdurare.
 
 
Sul sito di Nouriel inoltre, Arpitha Bykere and Christian Menegatti  ( RGEMONITOR ) ci spiegano nei dettagli le conseguenze della continua perdita di posti di lavoro, conseguenze che noi ben conosciamo, in quanto ormai da tempo vado sottolineando che la disoccupazione non dovrebbe più considerarsi un indicatore ritardato del ciclo economico, come in passato, ma in questa crisi, un indicatore se non anticipatore di una nuova recessione, perlomeno contingente.
 
Sul sito di Martin_Wolf sul Financial Times, si parla di "naturale" tendenza all’aumento della disoccupazione nei prossimi anni e di percentuali che resteranno sempre " naturalmente" alti per un tempo indefinito.
 
" Which great idea will economists topple next? The next casualty of economic history will be the natural rate hypothesis. I make that case in two forthcoming books and in two recent NBER working papers."
 
Ecco perchè Obama, nonostante gli ultimi dati positivi( dei quali noi conosciamo i risvolti nascosti negativi…. ) sta psicologicamente preparando l’America alla possibilità di continuare a vedere una disoccupazione a due cifre.
 
Non dimentichiamoci che oggi le misure alternative di rilevazione della disoccupazione ci dicono che considerando la sottoutilizzazione, la disoccupazione supera il 16 %.
 
Comunque sia questi sono argomenti accademici, la realtà, la scriverà la storia!
 
Se qualcuno cerca di convincerci che l’ America sta per uscire dalla recessione, grazie ad un fantasioso rimbalzo del PIL nel terzo e quarto trimestre supportato da una ricostituzione degli inventari che non tiene conto delle anemiche vendite finali, una ripresa delle vendite di auto supportate dagli incentivi alla rottamazione e da un minor calo degli investimenti residenziali, probabilmente non ha capito nulla di questa crisi, semplicemente nulla o poco più.
 
Tornando all’analisi di prima, si sottolinea come le continue perdite di lavoro continueranno a pesare sull’economia nei prossimi mesi in quanto i lavoratori rincorrono i default immobiliari a causa della disoccupazione e i programmi di modifica ipotecaria del governo, sono inefficaci.
 
Date un’occhiata, via CalculatedRisk alla dinamica dell’onda che verrà, una seconda ondata implicita al tasso di default sino ai 90 giorni……..
 
 
La preclusione Wave
 

 
 

" Khater said … federal and state efforts have mostly delayed foreclosures, preventing few.  So to tune out the noise, just look at the 90-day rate. In Khater’s view it shows “one giant wave.” 

Il rumore sta dietro l’onda dei 90 giorni, dietro la cresta sta la realtà!

 
I tassi di default, hanno già superato quelli della disoccupazione, quelli delle carte di credito secondo Moody’s raggiungeranno un picco del 12 % nel 2010.

For the labor market to stabilize, job losses need to slow to 100,000 -150,000 per month, and jobless claims need to fall to around 400,000 range. (…)  Labor compensazione e di lavoro ora anche la funzione di indicatori, e le due di questi hanno subito un rallentamento negli ultimi mesi. Even as borrowing conditions remain tight and home prices continue to fall, the dip in labor compensation will continue to constrain consumer spending , not withstanding any fiscal stimulus .

Dopo il taglio dei posti di lavoro, le aziende stanno riducendo gli orari e nel settore manifatturiero si stanno tagliando i salari.

bb_512.jpg

Data Source: Bureau of Labor Statistics from RGE MONITOR.

Le ore settimanali in media del settore privato, nonostante il lieve miglioramento nel mese di luglio 2009, sono ancora in bilico a bassi livelli record, soprattutto nel settore dei servizi.  Il numero dei lavoratori part-time è nettamente aumentato dalla fine del 2008, perché molti lavoratori non riescono a trovare un lavoro a tempo pieno.

Il tentativo di mantere i margini di profitto da parte delle aziende si ritorce come un boomerang contro le stesse aziende, una volta che i redditi scendono.

cc_512.jpg

Data Source: Bureau of Labor Statistics from RGE MONITOR

Nell’analisi poi si ripercorre tutte le fasi a catena, l’effetto a valanga che si ripercuote a valle sino a raggiungere i consumi. Non importa se oggi o domani l’economia sarà più o meno tecnicamente in recessione, importa comprendere quanto duro e lungo sarà il recupero e le implicazioni di questa gravissima recessione.

E’ importante non dimenticare le fasi della "debt deflation" deflazione da debiti, con le sue variabili impazzite, come ad esempio il credito al consumo che scende per il quinto mese consecutivo. 

US consumers reduced their debt in June for the fifth consecutive month, the Federal Reserve reported Friday. erdì. Total seasonally adjusted consumer debt fell $10.29 billion, or at a 4.9% annual rate, in June to $2.502 trillion. Consumer credit fell in eight of the past nine months.

Il credito al consumo è diminuito in otto degli ultimi nove mesi. 

Sono in molti ad intravvedere la fine del tunnel, la luce in fondo al tunnel, anche Paul Krugman sostiene che si potrebbe essere giunti alla fine della Grande Recessione, non solo dal punto di vista tecnico. Per Krugman, Bernanke andrebbe riconfermato alla guida della Banca Centrale Americana, ma come ricorda Mike Shedlock, riportando le parole di CalculatedRisk….

" Vorrei un medico che non ha mai rinunciato a cercare una cura, ma preferisco qualcuno con una migliore capacità di diagnosi "

 …… e Bernanke è sempre stato esaltato da tutti come un esperto di Grande Depressione!

Concludendo, bisogna ammettere che i mercati sanno essere affascinanti, la loro reazione ai dati sull’occupazione, ha visto la separazione consensuale del dollaro dalla dinamica di correlazione con i mercati stessi, accompagnati dai testimoni di nozze, le materie prime. Il tempo ci dirà chi avrà ragione!

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57 commenti Commenta
Scritto il 10 agosto 2009 at 07:42

Riguardo all’ipotesi deflazione un dubbio mi assale.
Nel caso di un suo perdurare, i debiti accumulatisi acquisteranno sempre più valore in termini reali così come la “capacità di acquisto” dei creditori (Cina in primis).
A pagarne le conseguenze chiaramente saranno i paesi debitori (USA in primis), sempre più schiacciati dall’aumentare in termini reali del proprio debito.
Ma siamo proprio sicuri che vada così?

Arsan

Scritto il 10 agosto 2009 at 07:57

Ineccepibile come sempre Capitano!
Grazie.

“Che fatica imbattersi ogni giorno nei muri altissimi del pensiero dominante e fossilizzato. Che fatica credere ancora che ci si possa salvare. Credere ancora che l’uomo possa usare la testa per decisioni sensate, ponderate, sagge.
E, non, come sembra oggi, solo per rafforzare lo status quo, difendendo con le unghie un modello di società che lo sta avvelenando. Quale trucco magico potrà risvegliare l’uomo da tanto micidiale torpore?
Quali parole incantevoli lo convinceranno a liberarsi dal giogo esistenziale che lo tiene incatenato a un modo di vivere così grigio e superficiale?

Devo ascoltare Bach o leggere Kazantzakis, guardare un quadro di Sysley o fare una lunga passeggiata, al fine di dimenticare un po’ quella fatica e rigenerarmi alle fonti della bellezza, del mistero, dell’esuberanza della vita.
Devo ravvivare le emozioni e i sentimenti…Vado a sedermi sulla riva a guardare scorrere il fiume.
E il fiume, quel vecchio compagno, mi ricorderà che veniamo da qualche luogo e andiamo verso un grande mare che ci aspetta per accoglierci nutrendosi di ogni affluente.
Vedrò la corrente maestosa e decisa che trasporta foglie, legni, chiatte, come ogni sogno profondo che un povero uomo fa per resistere al buio in agguato non appena abbandona l’utopia.
Poi però mi rialzo. Torno a combattere con ogni mezzo che conosco, perché non si può dire “è andata male”, se uno non le ha provate tutte.
Oggi abbiamo ancora miriadi di sentieri sconosciuti da seguire.

Ecco cos’è l’uomo disarmato. Non può essere duro, scontroso, aggressivo, superbo, ma una persona dolce, aperta, felice d’essere vulnerabile, contenta d’essere ridimensionata, che sa con uno sguardo, un gesto, una parola, disinnescare la spirale della sopraffazione, che sa indicare che il “re è nudo”, che sa far sentire l’altro benvoluto.
..L’uscita dall’era antropocentrica dovrà cominciare dai rapporti fra gli uomini e fra i popoli.”
(Christoph Baker, Ama la Terra come te stesso)

“Cade fuori!?:-) :-) :-)Molto…molto meno, di quanto si possa pensare…

Buona giornata…:-)
Valentina

Scritto il 10 agosto 2009 at 08:11

La Cina detiene motli USD (forse 2000nld forse di più) ma possiamo pensare che USD non si svaluti, in primis rispetto al RMB e poi al lo YEN ed al EUR?

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 08:48

SD ,ti ho lasciato la mia mail nel post precedente.
Saluti

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 08:54

Montecristo:

Oggi vedendo le prime notizie ho avuto un sobbalzo dalla sedia.
leggo: Bush Shock. Ha invaso l’iraq suggestionato da una profezia della Bibbia. di WSI
Non ho mai apprezzato Bush per le sue azioni intraprese durante il suo mandato ma anche io penso che oggi ci troviamo in un periodo speciale e qualcosa di profetico ho la sensazione che accadrà,sono un appassionato di queste cose e non mi lascio suggestionare molto facilmente ma a mio modesto parere sento che qualcosa si muove troppe coincidenze,troppe cose trane.

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 10:00

si interessante sto Bush ! peccato che tutto ciò avvenga sempre dopo,
quando scompaiono dalla scena e non sono più in prima pagina.

c’è anche un altro bel articolo economico
http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=767394&clk=0

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 10:16

Il debito totale USA è del 1500% cioè oltre 200 trilioni.
Si può pertanto capire che la politica del credito facile e della relativa crescita è finita, in caso contrario andrà come nell’antica Roma : l’arrivo degli schiavi e dei prodotti dalle province conquistate mandò in crisi i lavoratori ed i piccoli contadini, pertanto si aumentò lo stimolo monetario facendo lavorare giorno e notte le miniere d’argento, poi per aumentare ulteriormente la massa monetaria si ridusse il tenore d’argento delle monete, ma ad ogni manovra cresceva l’inflazione …
la ricchezza non si crea dal nulla, anche se Bernanke finge di ignorarlo.
Se non sarà deflazione (percorso virtuoso di cura), sarà inflazione od iperinflazione (malattia incurabile a lento decorso rispetto al default).

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 10:50

Montecristo:

Forse proprio perchè andiamo incontro a qualche evento apocalittico i mercati si muovono sensa più un senso logico.

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 12:11

Montecristo:

Oggi esce questa notizia su Bush sul perchè dell’invasione all’Iraq e noi ancora qui a perdere tempo ad analizzare dati economici,ma vi rendete conto della cosa e possibile che l’umanità rimanga impassibile difronte a simili affermazioni.

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 12:12

a

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 13:01

e’ veramente triste vedere tanto lavoro sprecato, te l’ho già ribadito più volte, stai sbagliando rotta, mi spiace che l’ottusaggine di volere vedere il mondo cambiarre ti spinge a non vedere ciò che sta succedendo.
un amico

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 13:14

IL QUANTITATIVE EASING, la FOLLIA DI BERNANKE e il CROLLO DELL’IMPERO ROMANO

Sono sconcertato nel leggere che le banche centrali continuino ad inondare il mercato di liquidità, senza effettuare nessuna riforma strutturale, sia del sistema bancario, sia nel razzionalizzare (che non significa ridurre) determinate spese pubbliche.

Mettiamo che la crisi in Giappone si chiuda intorno al 2015 (data ottimistica) per quel giorno quel paese avrà almeno il 350% di debito rispetto al PIL.
Questo nell’ipotesi che non vi siano ulteriori contrazioni dell’economia.
Ora immaginate il giorno in cui l’economia comincia a ripartire, allora l’inflazione si farà subito sentire, da un lato vi sarà l’esigenza di contenerla, dall’altro l’esigenza di non far troppo aumentare i tassi sul debito pubblico.
A questo punto il paese si vedrà strongolato fra il debito pubblico e un’eccessiva fiscalità, che stroncheranno sul nascere qualunque velleità di sviluppo.

L’Impero romano crollo per una serie spaventosa di errori commessi da chi lo governava.
Inizialmente fu il modello schiavistico a mettere in crisi l’economia, che obbligò all’assistenzialismo verso i cittadini romani sempre più poveri, che si erano venuti a creare per via del lavoro sottocosto degli schiavi. Inizio la distribuzione gratuita di grano, olio e vino.
Poi si ebbe una spaventosa concentrazione di ricchezza, sopratutto di proprietà fondiarie, in mano a non più di 500 famiglie romane.
Poi si pensò di rimediare alle spese dello stato inondando il mercato di monete d’oro estratto dalle miniere, di cui il titolo si impoverirà sempre di più, creando una spaventosa inflazione.
Poi si blocco il mercato del lavoro imponendo che i figli facessero il lavoro dei padre, che sfocerà nella servitù della plebe (nuova forma di schiavismo).
Alla fine fra inflazione galoppante, una macchina burocratica completamente fuori controllo e una corruzzione spaventosa,, crolleranno tutti i valori sopratutto etici che aveva contribuito alla costruzione dell’impero.
Non c’è da stupirsi che poche migliaia di audaci barbari otti alla fame (circa centomila alla volta, compresi donne vecchi e bambini) a ondate successive mettano a sacco l’Impero.

-Il Compasso-

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 13:51

“Alla fine fra inflazione galoppante, una macchina burocratica completamente fuori controllo e una corruzzione spaventosa,, crolleranno tutti i valori sopratutto etici che aveva contribuito alla costruzione dell’impero.”

Hai ragione compasso… a parte l’inflazione tutto sembra ripetersi…facciamo la rivolta degli schiavi? Anche il pensiero di Montecristo mi sembra possibile: in alto(nell’olimpo delle lobby che ci governano) sanno che tanto i nodi non verranno al pettine,o non come dovrebbero ,e fanno girare la giostra come vogliono, e noi con una nemesi infinita continuiamo a pagare per loro e per la nostra “coscienza” intorbidita.

AltaP

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 14:15

L’ondata di imbarbarimento di cui parla il Compasso potrebbe essere a mio giudizio scongiurata o almeno mitigata se ad essa sovrapponessimo un ondata di civilizzazione che ponesse le premesse per la costruzione della società del futuro. Un valido esempio, meritevole di ammirazione e di fiducia, è quello della piccola comunità spagnola di Marinaleda.

Vi rimando al link di wikipedia per saperne di più:

http://it.wikipedia.org/wiki/Marinaleda

Aggiungo che a dispetto del resto del mondo, il modello di sviluppo economico di Marinaleda non conosce crisi, poichè grazie all’impiego nei campi per la coltivazione degli ortaggi e all’impiego nei magazzini per la produzione di conserve alimentari vi è una situazione di piena occupazione. Il surplus di ciò che viene prodotto viene venduto nel mercato e il ricavato viene diviso in parti uguali tra i lavoratori. Tutti i cittadini partecipano alla vita democratica del paese e decidono su come utilizzare i fondi destinati all’urbanistica, allo sviluppo e alla promozione di attività culturali e ricreative.

In oltre, desidero rivolgere il mio pensiero a tutte quelle comunità, presenti anche sul territorio italiano, che ormai da decenni portano avanti con successo un modello di organizzazione ben collaudato, basato su autosostenibilità e autosufficienza.

-Marzxiano-

Scritto il 10 agosto 2009 at 14:24

Per #11
Ciò che si dona non va mai perduto…

Il mare profuma le strade dell’isola, oggi: il Maestrale apre i pori della pelle, lava la faccia alle case, spacca le onde e la rotta. A terra, aspettando che la forza del vento si consumi.
(Emil Cioran, da “Quaderni”)

Ma…non mi stancherò mai di dirlo…

“Quando il mare è indurito dalla forza di una burrasca, l’inclinazione di una barca a vela si piega al montare dei venti, e il movimento della barca ceda al montare delle onde.
Piegandoci e cedendo riconosciamo la forza del mondo; indurendoci e resistendo (ottusaggine forse!?) riconosciamo la forza di noi stessi.
..Ecco perché…La ROTTA CURVA DI UN NAVIGATORE FORTE NON SI SPEZZERA’”.
(Ray Grigg, Il tao della barca)

“Il futuro è una scelta, non una fatlità. Ignorare i problemi di oggi significa perdere l’occasione di poterlo cambiare” (Thomas L. Friedman , caldo, piatto e affollato, com’è oggi il mondo, come possiamo cambiarlo, ed. Mondatori)..

Se c’è una “cosa” che imparo quotidianamente in questo viaggio, grazie a una salda guida, è vedere le cose come sono realmente..senza …falsi“miraggi”….

Valentina
un amica

p.s da oggi sono un pò in ferie e mi “diverto”, anche se c’è ben poco di cui divertirsi, a “scorrazzare” sul veliero:-) :-)

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 14:30

Il vero calo arriverà, con ritardo, ma arriverà comunque. Stimiamo che nel prossimo biennio le quotazioni delle località turistiche diminuiranno del 15 per cento». Sulla stessa lunghezza d’onda Guido Lodigiani dell’Ufficio studi Gabetti secondo cui nel prossimo anno il valore del “portafoglio di seconde case” degli italiani scenderà del 10 per cento.

Alta Pata

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 14:31

Valentina ma riesci a dire qualcosa di tuo che non hai preso da un libro ?

AltaPata

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 14:33

Scherzo, ma la tentazione era troppa!

Ti ringrazio per i tuoi post e la possibilità di leggere libri e autori sconosciuti

AltaP

anche io sto scorrazzando tra le segrete del veliero hi hi

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 14:56

una sola considerazione: se, come molti di voi ripetono spesso, il cambiamento deve partire dall’individuo e se , come inquivocabilmente sembra siate tutti italiani, perchè il capitano continua con le sue analisi, peraltro puntuali e condivisibili, a parlare di US e mai, dico mai, un’analisi che riguardi l’ITALIA, visto che è da qui e ora che dovrebbe partire un cambiamento?….mi piacerebbe avere una risposta…….anche se nell’aria sento PAURA…..

cordiali saluti

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 15:00

vorrei dire qualcosina a gino, a SD, a valentina, alta patagonia, e a quelli che ascolteranno. sapete la storia della moneta avvelenata? che si può anche dire del sangue avvelenato? inteso come il sangue economico. altro che banche etiche (ma dove?) e altre scemenze simili. vi vorrei fare vedere un uomo, un grande, quello si’ che l’avevano proposto realmente come premio nobel x l’economia. e dopo tanti anni di studio, ha messo in pratica nella vita reale come si deve fare x uscire dal regno dell’usura, e della miseria. guardate, vi prego questo video. http://www.youtube.com/watch?v=i5heRmJgT8g&eurl=http%3A%2F%2Fwww%2Esimec%2Eorg%2F&feature=player_embedded e poi che cosa ha fatto realmente nel suo paese. vedete il video fino alla fine. vedrete che all’inizio un pò lo vogliono sputtanare il professore e la sua teoria (ottima!). questo. http://www.youtube.com/watch?v=xgN9Nj7hf3Q&feature=related e ultimo un altro. vedrete che lo hanno minacciato il prof. AURITI.ma lui non cedeva e ci ha rimesso di tasca sua, senza toccare nessuno. qui. http://www.youtube.com/watch?v=i_Fsoav4szg&feature=related poi ditemi che ne pensate. bye DORF

Scritto il 10 agosto 2009 at 15:10

Quando ci vuole, li ritengo magnifici rafforzamenti di ciò che penso e sento…non potrei esprimermi meglio, per caso disturbano..!?:-)

“Pezzi di carta dov’è scritta la storia dell’uomo, la civiltà e i sentimenti”.
E poi…se propri ci tieni Alta p. qualcosa..forse di insignificante, di mio..in questi 2 anni e più di navigazione, penso di aver seminato o è un miraggio!?:-) :-) …mi hai stuzzicato…e mi è tornato alla mente una giovane lettura che è sempre scolpita nella mia mente…

È un’incessante cercare collegamenti e annessioni,
“tra libro e libro, tra sé e i libri, ma anche tra sé e gli altri. Cercava le armonie perché senza le armonie della vita i giorni girerebbero vuoti come pianeti abbandonati e nulla, nessuna nota combacerebbe nel pentagramma delle umane credenze”…
(Giorgio De Simone, L’Armonista, ed. Rizzoli)
Scusa ma non ho proprio resisto! :-):-)E…non potrei altro che definire questo Viaggio armonico…

Valentina

Scritto il 10 agosto 2009 at 15:16

Altap. Burlone :-):-)
però Libro di De Semone lo consiglio, avevo meno di 20 anni quando l’ho letto …grazie per averlo richiamato alla mia mente.

Scritto il 10 agosto 2009 at 16:35

Per la Tua domanda #20, è utile riportare ciò che scrive Andrea in un suo commento, che forse Ti è sfuggito:

#5 09 Febbraio 2009 – 07:27

Noto con piacere che molti di Voi sono scettici di fronte alla possibilità di avere una reale deflazione……con piacere perchè è giusto esprimere anche la propria idea contraria, ma vi sono dei fattori che nessuno può mettere in discussione.

In questo blog da sempre si parla di America in quanto è il centro dell’economia mondiale o almeno lo era, se ho individuato questa crisi prima di chiunque altro è anche perchè ho focalizzato la mia attenzione sull’America e i suoi incredibili squilibri.

Perchè non parlo mai dell’ Italia……e allora parliamone in quattro righe vi dirò quello che penso.

La nostra inflazione, l’erosione dle nostro potere d’acquisto reale è stata importata dall’avvento dell’euro ma non per colpa dell’euro stesso ( se non ci fosse stato oggi si che saremo alla deriva…..) ma per colpa di un sistema che non ha controllato nulla (….e non centra nulla la moneta di carta da un euro ) per colpa di un sistema che in maniera esponenziale si è arricchito a danno della classe media, una filiera della distribuzione che vi ha marciato alla grande…ecco questa è la nostra inflazione.
Se qualcuno ha il coraggio di chiamare inflazione quella delle merci che provengono dallo sfruttamento dei paesi emergenti e della loro povera popolazione si rivolga a coloro che importano magliette a 1 euro e le vendono a 50!

L’eccesso di liquidità, la massa monetaria in circolazione ha solo prodotto speculazione o ha raggiunto la classe media e povera attraverso il debito e non certo per un aumento degli stipendi , spirali che un giorno si ed uno no le banche centrali agitano come spauracchio del nulla…per tenere sotto controllo la situazione.

Oggi l’America è sotto un’autentica ondata deflativa e nessuno tantomeno un economista neoclassico e studioso della sua ideologia fallita riuscirà a fare bere un cammello che non vuole bere un cammello che ha indebitato la sua prole per gli anni a venire.

La stessa ideologia che oggi chiama inflazione o meglio potenziale inflazione la massa monetaria congelata che resterà congelata o al massimo si scioglierà per opera della speculazione ma solo se il dollaro verrà svalutato e il petrolio e le materi prime voleranno oltre ai livelli visti in precedenza avremo una possibile inflazione……ma in una nuova possibile depressione chi è che investe o produce……..

Per quanto riguarda il mercato immobiliare italiano credetemi oltre alla differenziazione del territorio, città o periferia, nord o sud, università o poli di ricerca nei pressi, nuovo o vecchio, etc.etc.
quindi quotazioni differenti per ogni realtà, tutto dipenderà dal risparmio, in Italia tra risparmio privato e senso della realtà più accentuato che nei paesi anglosassoni frutto dell’eredità di una generazione che proviene dalla guerra, sistema finanziario tradizionale spesso inconsapevolmente che ha evitato un collasso immediato, la dinamica sarà più lenta ma non per questo non ci sarà.

Poi tutto è possibile l’inflazione potrebbe esplodere ma non oggi non domani e neanche il prossimo anno.

Andrea
icebergfinanza

Sempre a proposito dell’analisi della realtà americana e non iatliana, c’erano altri bei commenti del Capitano, che non tanto tempo fa ho anche citato, davvero indicativi, ma al momento non li trovo..
comunque Ti potrà dire Lui…

Valentina

p.s Grazie al Marzxiano e ad Dorf della segnalazione; il video non l’ho ancora visto.

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 18:10

Ho sempre più il forte dubbio che Krugman non abbia capito le cause di questa crisi.
Come si evince bene anche dalla sintesi della caduta di Roma fatta dal Compasso, c’è sempre nelle grandi crisi, la concentrazione della ricchezza; in pratica la presa del potere economico, diretta o indiretta, da parte dei pochi che si arricchiscono lasciando ai molti le briciole; non potendo aumentare i consumi li si fa indebitare fin oltre i limiti e poi …crac.
E’ per questo che le misure keynesiane adottate nel mondo non serviranno a niente, se non a vedere alcuni indicatori un pò migliorati per alcuni mesi; come succedeva in Giappone ogni volta che attuavano misure di stimolo pubblico; non serviranno perchè in fondo lasciano tutto il sistema come prima; e serviranno solo ad aumentare il debito pubblico, rimandando e aggravando i problemi del dopo.
Complimenti al Capitan Andrea; di tutti i commenti che leggo da anni sul Sole e simili a me sembrano nettamente i più lucidi.
Gab

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 18:36

Grazie Marzxiano, mi ha incuriosito quanto fanno a Marinaleda riporto anche questo http://ita.habitants.org/notizie/abitanti_d_europa/a_marinaleda_un_giovane_puo_avere_una_casa_per_15
Forse un altro mondo è proprio possibile bisogna crederci
Giorgio

Scritto il 10 agosto 2009 at 19:44

Bollato anche Krugman !

non si salva nessuno

Per il prossimo nobel vedo solo due candidati possibili

Andrea e il Compasso

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 19:53

Il mondo e’ un problema e senza problemi non c’e’ vita.Il cassetto e’ stato riempito di simboli ,belle parole ma anche di sogni positivi .E’ arrivato il tempo delle prove, giusto e bravo sara’ riconosciuto l,individuo o persona che riuscira’ a superare l’esame.Solidarieta’ e’ anche capirsi iniziando a comunicare e aiutare cominciando dall’inquilino della porta accanto.Saluti a tutti .Gino

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 19:56

Buonasera Andrea è da molte leghe che non lascio più un commento sul veliero vuoi per il tempo o per la mia accidia , ma stasera ho due minuti e vorrei fermarmi a fare due risate sulle baggianate che gli illustri economisti vanno affermando ed i loro dati che chissà com’è o come non è sono sempre alterati rispetto alla realtà che tutti noi viviamo quotidianamente . Poi i media cagnolini propugnano queste notizie non veritiere ai quattro venti e qualche pesciolino poco accorto capita nelle fauci dei pescecani! A un certo punto viene da chiederemi se tutti ormai sono asserviti al potere da non vedere l’evidente realtà: l’economia è completamente ferma , stoppata , imbalsamata , kaput e sicuramente non servira una pacca sulla spalla della Fed per farla ripartire . Ti scrivo questo anke perchè personalemente vedo quotidianamente il disfacimento dell’economia tutti i giorni e so che nel mio settore di cui preferisco non parlare sono già stati licenziate qualche migliaio di persone di cui sono alcune direttamente altre indirettamente a conoscenza . ma queste notizie chissà come mai non escono mai dai quei quattro tavoli…Ultimamente inizio ad essere più negativo e inizio a pensare che gli economisti non siano così ingenui come stanno dimostrando ma siano consapevoli del reale stato delle cose e siano conniventi di Poteri molto forti che cercano di dominare l’intero globo per potersi ritagliare uno spazio nell’elitè del potere . I miei pensieri sono molto cupi , perchè tutto sembra essere fuori controllo e sembra che non ci sia uno che per ignoranza ingenuita o interesse e meschinità faccia cose giuste per salvare questa economia allo sfascio .Vorrei scrivere ancora ma questo sfogo mi sembra già abbastanza pesante e mi dispiacerebbe se pesasse troppo sul veliero preferirei che passasse lievemente e sorvolasse tra le nuvole magiche di una notte d’estate sospinto dal caldo vento del gobi .

Il male vero nasce dall’inerzia con cui il bene non combattere la malvagità

Ain

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 20:13

andrea premio nobel? suvvia cuculo, andrea certamente lo rifiuterebbe, ma devi ammettere che anche krugman negli utlimi mesi non è stato molto lineare nelle sue dichiarazioni

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 20:28

Questa sera vorrei rispondere a diversi post, ma purtroppo il tempo è poco………almeno per mè che lavoro “nell’economia reale” hehehe.

Per Valentina, sempre lieto di leggerti e felice che sei fra noi.

Per Gino di ieri, io non scappo cerco semplicemente di pensare al MIO futuro!!!!

Per Altapatagonia, la mia proposta di unirci in molti….avevo già tentato di farla con persone “reali”….la risposta… “picche”….si vede che in molti pensano che sia meglio mangiare la gallina oggi che le uova….tutti i giorni. Ma chissà forse qualche utente potrebbe essere intressato.

Per Dorf ho iniziato a vedere i video del Prof. Auriti, ma ormai è tardi e devo “andare” domani si lavora. Comunque ad ogni occasione cerco di far conoscere alla gente il Prof. Auriti.

Bello il post di Ain #29 condivido che l’economia è in stallo e che “non ci sono soldi”.

Un saluto a tutti

SD

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 20:29

(…) ))))

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 21:27

Iperinflazione.
Alcuni hedge funds ci investono perfino: in una discussione privata col nostro corrispondente, un trader che lavora nell’ufficio centrale del ramo speculativo di Societé Générale ha rivelato che “ogni singolo giorno noi discutiamo dell’iperinflazione”. Concordando pienamente con la previsione, fatta da LaRouche, di un periodo di deflazione seguito da una fiammata iperinflazionistica a livello planetario, simile alla Germania del 1923, la fonte ha affermato: “Per noi, il dibattito non è più sul se, ma sul quando. Secondo le mie stime, il casino attuale può durare un altro anno, massimo due, e poi bang: esplode l’iperinflazione”.
Tant’è vero che la cosiddetta “industria finanziaria” sta già investendo nell’iperinflazione! “Negli ultimi quattro mesi”, ha confidato la fonte, “abbiamo elaborato una strategia con molti hedge funds per realizzare profitti dall’imminente iperinflazione. Io sto lavorando a questo. Sono contrario alla speculazione sul petrolio o sul cibo, che veramente danneggia la popolazione. Ma la speculazione sull’iperinflazione? Grandiosa”.

http://www.movisol.org/09news148.htm

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 21:31

x tutti,Valentina valorizza in modo particolare questo sito perche’ci mette a conoscenza della poesia che e’ la speranza di vita,medicina indispensabile durante la nostra pausa di riflessione e per questo ti rendiamo merito.Grazie e buone vacanze anche a tutti i compagni.Gino

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 21:42

PER 33 cosa rispondere?Toccando i miei amuleti dico che superi tutti proprio come un grande fottuto iettatore.Saluti a tutti da CORNO ROSSO.

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 21:48

x 35
fottuto iettatore?
piuttosto direi che abbiamo 1-2 anni di tempo per prepararci.
uomo avvisato, mezzo salvato.
( alla larga dai titoli 3-5-10 anni)

Scritto il 10 agosto 2009 at 21:54

qualcuno sarebbe così gentile da spiegare come possa avvenire qualcosa come una “iperinfalzione planetaria”

grazie

Scritto il 10 agosto 2009 at 22:14

Dite davvero!’—Bhe! GRAZIE…GRAZIE…AMICI!
A tutti….davvero lusingata…..e non voglio fare nomi…

Si Ain è un po’ che non ti si sente, a volte giochiamo o perlomeno tentiamo di giocare leggermente sul Veliero, ma amiamo solo la realtà e soprattutto non scappiamo davanti ad essa…qualunque essa sia…
Vero grande gruppo di “manigoldi!?” :-):-):-)
Si Il Cucolo, il nostro Grande Capitano e il nostro amato Compasso…
Ma il Capitano da parte del suo equipaggio ha già ricevuto un’infinità di premi nobel
incontrandolo a Trento…ne ho semplicemente avuto la conferma …anche se non era necessario…. ciò che scrive..come scrive… come vive…parla di LUI e per Lui… senza essere un premio Nobel!..
Cos’è poi un nobel…non sono forse pilotati anche questi riconoscimenti…

Ma il Capitano, per il suo equipaggio di Nobel ne ha infiniTi….nobel in economia-finanza Alternativa…ma il Nobel più prestigioso in Umanità!

Ricordo ciò che scrisse ideatreonline, uno dei tanti suoi significativi e condivisibili pensieri, a proposito di Andrea:
“Secondo me sei un economista i dottorati sono invenzioni dell’uomo, la capacità e la perspicacia sono dell’individuo.
Un economista e Andrea sono la stessa cosa perché entrambi interpretano la realtà economica.(aggiungo ma non solo quella!)”

Continuo la citazione che ho fatto di Baker,(ama la terra come te steso) nel commento #2, continua:

“Invece che trasformare l’esistenze in un lungo, implacabile, micidiale combattimento all’ultimo sangue, l’uomo disarmato imbandisce una tavola con la tovaglia bianca e comincia a portare ogni bendiddio che annuncia la grande festa della vita, con invitati di ogni genere. L’uomo disarmato non costruisce un’arca per sfuggire all’ira di un Dio vendicativo; l’uomo disarmato si siede nella radura e, gli occhi chiusi, lascia che il sole e il vento l’abbraccino, aspettando fiducioso la prossima sorpresa che gli ha confezionato la vita.”

Attenzione però…non si intende un’attesa passiva…
Non ho risposte…non ho mai avuto risposte ma…
disarmati…con solidale condivisione, mai più soli…dovremo solo, vincendo le umane paure, imbandire la tavola con una tovaglia bianca…ciascuno portando e donando ciò che può..questa non è un’utopia…

Buona serata…
Grazia della Vostra presenza…
Capitano…..
Navighiamo…navighiamo
A tutti …un solidale abbraccio
Valentina :-)

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 22:23

La debt deflation si trasforma in inflazione od iperinflazione nel momento stesso che il mare di liquidità che cerca di contrastarla o di salvarla dal default, si riversa nell’economia sotto forma di moneta circolante.
Per planetaria suppongo si riferisca ai paesi sviluppati.

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 22:48

x dorf,ciao ti ho mandato due messaggi ,li hai letti?Mi sembra strano che non hai risposto oppure devo ripassare il manuale di insegnamento del computer fammi sapere . Auriti ,altro che nobel diventera’ il Santo dell’economia e tra poco lo imploreranno per concederci la grazia di liberazione dalle BESTIE FEROCI che continuano a sbranare la volonta’ del popolo.Fammi sapere,ciao Gino

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 22:49

Montecristo:

Sembra proprio che si stia avverando la profezia di padre Pio.

Ci saranno terremoti striscianti su tutta la terra,inegozi saranno saccheggiati ecc ecc ecc.

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 23:13

X 35 Sei gentile e allontana la brusca risposta che ti ho dato sai le notizie improvvise e violente (inflazione germania 1923) che spero sia una battuta, mi hanno improvvisamente messo sull’attenti,fossi giovane non me ne importerebbe piu’ di tanto ma alla mia eta’ come farei ad andare avanti se non contando sui risparmi di una vita di lavoro .Nella mia condizione come faresti a tutelare i risparmi e se c’e’ inflazione i btp di nuova emissione hanno maggiore interesse oppure bisogna tutelarsi con monete forti o ancora l’oro.Grazie se riesci a rispondere.ciao Corno Rosso

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 23:18

ok

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2009 at 00:17

per gino. ti ho risposto. rivai sul sito e guarda la tua posta. mi hai dato una mail sbagliata. correggi. bye DORF W sempre AURITI.

Scritto il 11 agosto 2009 at 07:57

Per #11 a ulteriore sostegno di perché il Capitano analizzi prioritariamente la realtà americana:
Ritengo, un’altra, interessante voce…

“Abbiamo bisogno di quell’america – e dobbiamo essere quell’America-oggi più che mai.
Questo libro spiega il perché.
La tesi centrale è semplicissima: l’ America ha un problema e il mondo ha un problema.
Il problema dell’America è che negli ultima anni ha smarrito la strada, in parte a causa dell’11 settembre e in parte per le cattive abitudini cui abbiamo permesso di prendere piede nei tre decenni scorsi, cattive abitudini che hanno infiacchito nelle nostra compagine sociale la capacità di misurarsi con le grandi sfide e la determinazione a farlo.
Anche il mondo ha un problema: sta diventando caldo, piatto e affollato. Il modo in cui affronteremo queste tendenze globali, tra loro interconnesse, determinerà in larga misura la qualità della vita sul nostro pianeta nel ventunesimo secolo.
Ne sono convinto: la via migliore che l’America ha a disposizione per risolvere il suo grande problema – il modo migliore in cui può ritrovare il proprio “carattere” – è applicarsi, nel ruolo di guida, a risolvere il grande problema del mondo. In un pianeta sempre più caldo, piatto e affollato, il compito di di approntare gli strumenti, i sistemi, le fonti energetiche e le risorse etiche che gli consentiranno di crescere in maniera più pulita e sostenibile finirà per diventare la sfida più impegnativa della nostra vita.
Ma questa sfida è per l’America una vera opportunità. Se ce ne facciamo carico, rianimerà l’America in patria, la metterà di nuovo in collegamento con gli altri paesi e la preparerà per il domani.
L’ america raggiunge sempre il massimo della sua forza e della sua influenza quando combina innovazione e ispirazione, creazione del benessere e promozione della dignità, ricerca di ingenti profitti e confronto con problemi considerevoli.
Quando si dedica a uno solo di questi due aspetti, risulta inferiore alla somma delle parti che la compongono. Quando si impegna su entrambi i fronti, è più grande della somma delle sue parti, molto più grande.

Non si tratta però solo di un’opportunità, ma anche di un test per mettere alla prova la nostra capacità e la nostra volontà di essere leader.

Che si ami o si odi l’America, che si creda o no nella sua forza, la convergenza di un surriscaldamento, livellamento sociale e sovraffollamento rappresenta una prospettiva così scoraggiante che l’ipotesi di arrivare a una soluzione efficace senza una decisa entrata in scena degli Stati Uniti è inimmaginabile.
“Diventeremo dei vinti o degli eroi: ormai non c’è più posto per le posizioni intermedie” ha dichiarato l’amministratore delegato della EcoTech Internetional, Robert Watson, uno dei maggiori esperti americani in materia di questioni ambientali.

E’ vero: o acquisteremo il necessario livello di leadership, spirito di innovazione e cooperazione, o sarà una sconfitta pesante per tutti. Continuare a barcamenarsi facendo le solite vecchie cose è una strada ormai impraticabile. Serve una concezione del tutto nuova. Come dicono in Texas, “se ciò che fai è ciò che hai sempre fatto, tutto quel che avrai sarà quel che hai sempre avuto”.

..PER CERTI VERSI IL DISASTRO DEI MUTUI SURPRIME E LA CRISI DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE SONO ALTRETTANTE METAFORE DI CIÒ CHE È ACCADUTO ALL’AMERICA NEGLI ULTIMI ANNI: LA ROTTURA DEL SALDO VINCOLO CHE UNISCE DURO IMPEGNO, RISULTATI E RESPONSABILITÀ.”
(tratto da T. Friedman, Caldo, piatto e affollato, ed. Mondadori)

Il Capitano ha compreso, insieme a pochi altri e prima di pochi altri, tutto ciò e non ha guardato altrove..e noi..noi…lo scrive chiaramente Andrea, è il retaggio del nostro passato storico…che condivido pienamente”:

“ tutto dipenderà dal risparmio, in Italia tra risparmio privato E SENSO DELLA REALTÀ PIÙ ACCENTUATO che nei paesi anglosassoni FRUTTO DELL’EREDITÀ DI UNA GENERAZIONE CHE PROVIENE DALLA GUERRA, sistema finanziario tradizionale spesso inconsapevolmente che ha evitato un collasso immediato, la dinamica sarà più lenta ma non per questo non ci sarà. “

Sarà una questione certamente di ridistribuzione, della ricchezza…ma nessuno riuscirà sradicare dalla mia mente …anche soprattutto di stili di vita amplificati, anche se la ricchezza, quella vera è concentrata nelle mani di pochi…

Scusate se mi sono dilungata, direte Fridman è “di parte”, ma il suo libro, che consiglio, contiene notevoli punti di riflessione.

Buona giornata
Valentina

Scritto il 11 agosto 2009 at 09:13

Ops!… correggo era…per il #20…
…bhe insomma…penso che un po’ tutti, prima o poi ci siamo chiesti, il perché di queste dettagliate e costanti, puntigliose, veritiere analisi focalizzate…

E…ancora Andrea scrive:

“Se non abbiamo ancora compreso il significato dell’importanza del mercato immobiliare ai fini di una ripresa è meglio lasciar perdere qualsiasi altra considerazione, se non abbiamo ancora compreso che qualsiasi ripresa partirà dall’ America, allora è meglio occuparci di altro. “


“L’unico problema è che nessuno vuole assumersi la responsabilità di questa crisi, nessuno vuole ammettere che ci siamo cacciati in una spirale che l’onnipotenza delle lobbies e dei poteri forti, non vuole riconoscere, contribuendo nel contempo a distruggere il tessuto economico e sociale, in nome di una un interesse privato che da sempre è una seria ipoteca sul futuro dell’Umanità. “

e…questo è un problema, ritengo, universale, senza distinzione alcuna di latitudine o longitudine…

non è che voglio ripetere a pappagallo, ma ci sono concetti che a volte sfuggono e non si rimarcano mai a sufficienza…e come dice sempre il nostro Capitano, certamente nessuna verità assoluta…
ma aggiungo io, purtroppo, una concreta realtà difficilmente smontabile, per chi vuole dilettarsi a farlo…

a modo mio ci ho provato a darti una risposta…
ciao…
Valentina

Scritto il 11 agosto 2009 at 12:54

Ehi! “banda di manigoldi” :-):-)s’intende bonariamente, amichevolmente parlando..

Cos’è questo silenzio…fuori dalla cabine!…
Vi piace, non vi piace…condividete…non condividete il libro…
e al commento dell’amico #11 non dite niente?…e alla domanda del #20?
Ci sarà pur altro da dire…
Aggiungo ancora questo…

“Lasciatemelo ripetere: l’ecologia non è soltanto un nuovo modo per produrre energia elettrica, ma un nuovo modo per generare forza nazionale. Punto. Non si tratta semplicemente di illuminare la nostra casa, ma di illuminare il nostro futuro. (David Rothkopf, esperto di energia e collaboratore della Carnegie Endowment, una fondazione privata per la promozione della pace e della cooperazione tra le nazioni.)

é sempre Friedman, nel suo libro…e continua dicendo, Vi lascio ancora questo, ci tengo:

“Se vogliamo risolvere questi problemi dobbiamo dotarci di nuovi strumenti… nuovi modi di pensare collaborare con gli altri..

E’ bene quindi che cerchiamo di capire quest’era nella quale stiamo entrando.

La parola decisiva è “nuovo”. Dobbiamo smettere di pensarci come “post” qualcosa, postcoloniali, postbellici, post guerra fredda, post post guerra fredda..
..
“Penso che non siamo più post di alcunché, ma che siamo “pre” qualcosa di totalmente nuovo”

ha detto Rothkopf,…E la cosa verso cui siamo diretti è l’era del clima e dell’energia.
“Credo che ci troviamo a una di quelle svolte della storia in cui le cose possono cambiare in modi al limite dell’impensabile e in un gran numero di ambiti contemporaneamente”… continua dicendo:
“Abbiamo già conosciuto momenti del genere:le rivoluzioni democratiche dell’Illuminismo, la Rivoluzione industriale o,nel nostro tempo, la rivoluzione dell’Informatica.

Uno degli aspetti che li accomuna è che, quando il cambiamento ha inizio, la gente non ne coglie subito l’intera portata.”…

E…se non è una crisi Antropologica questa…come da circa 3 anni ci va dicendo Il Capitano…e chi sarebbe chi non ha saputo vedere o non vede ciò che sta succedendo !

..non Vi pervade un brivido freddo…ma ricco di aspettative?

Allora che dite??:-) :-):-)Valentina

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2009 at 14:41

valentina stai scherzando vero, su friedman? farai mica affidamento sulle parole di un amico degli usurai!! i suoi libri son buoni x accendere un falò. vallo a dira a naomi klein. vi posto un articolo della randazzo. vale, fatti un’idea di come vanno le cose. meno romanticismo e più realismo, anche se è nudo e crudo. leggete qui.

A CHE PUNTO E’ LA CRISI ? – Dare ai ricchi e reprimere i poveri
Data: Lunedì, 10 agosto @ 17:10:00 CDT
Argomento: Economia

DI ANTONELLA RANDAZZO
lanuovaenergia.blogspot.com/

Non si può capire il corso della crisi finanziaria ed economica attuale se non si considera il pianeta nel suo complesso. Infatti, a seguito della cosiddetta “globalizzazione”, le sorti dei paesi del mondo sono strettamente intrecciate, e ciò che accade in un luogo influisce su altri.

In generale si può dire che le autorità hanno approfittato del momento di crisi per rafforzare il sistema alimentando la sua base di potere: le banche. In altre parole sono state sottratte altre risorse ai popoli, peggiorando la situazione di quasi tutti i paesi del mondo.

La ricetta anticrisi è stata resa chiara da Gordon Brown (1), che disse di attuare la “ricapitalizzazione delle banche e delle società in difficoltà”, ovvero che tutti i cittadini dovevano accollarsi quei debiti, senza averne alcun vantaggio e accrescendo a dismisura il debito pubblico.

Si cerca dunque di intervenire sempre all’interno del sistema, ovvero rafforzando le vecchie strutture che hanno causato la crisi.

Aiutare le banche e le grandi industrie non risolve i veri problemi, anzi li peggiora. Si accresce ancora di più il debito pubblico, riproponendo le stesse dinamiche di saccheggio precedenti.

Le sceneggiate dei vari G8 o G20 nascondono le uniche risposte possibili da chi lavora per il sistema stesso: soldi ai soliti noti e repressione dei popoli che non ci stanno.

Il Pentagono prevede per il prossimo anno una spesa più alta del 4%, e anche la Cina e la Russia avrebbero deciso di aumentare il bilancio militare.

I paesi che risentono meno della crisi sono quelli che hanno preso le distanze dal potere statunitense e stanno agendo in modo relativamente autonomo, come il Venezuela e la Bolivia.
Molti paesi del Sud America oggi hanno un Pil uguale a 0 oppure negativo. La disoccupazione cresce anche perché ne risente non poco il settore turistico e c’è la caduta dei consumi. Con la povertà crescono la criminalità e le proteste, e cresce la militarizzazione. Da tutto questo le corporation statunitensi che producono armi traggono grossi profitti, se si pensa che almeno il 90% delle armi usate dai cartelli della droga messicani sono prodotte dagli Usa.

In Honduras, le autorità statunitensi hanno finanziato l’ennesimo colpo di stato contro un presidente regolarmente eletto.
Ma non siamo più agli anni Settanta dello scorso secolo. Oggi tutti sanno chi organizza i golpe. Gli honduregni non accettano la dittatura, e stanno facendo di tutto per rimettere al governo Manuel Zelaya.
Oggi, dopo i golpe, i popoli fanno sentire la loro voce, e i media locali denunciano quello che sta accadendo. Non c’è più pericolo che si pensi che gli Usa non c’entrino niente, dato che tutti sanno che sono proprio loro a produrre quelle armi e ad addestrare i golpisti. Inoltre, alcuni paesi non esitano a mettersi dalla parte del legittimo presidente. Infatti, il presidente boliviano Evo Morales e quello del Venezuela Hugo Chávez hanno condannato il colpo di Stato in Honduras e auspicato il ritorno della democrazia.
L’alternativa Bolivariana per le Americhe (ALBA) è sempre più forte, e accoglie sempre nuovi paesi. Il 24 giugno scorso si è svolto un incontro straordinario per accogliere Ecuador, Antigua & Barbados e St. Vincent. Durante l’incontro è stata letta una dichiarazione di sostegno al presidente Zelaya.
L’Honduras è praticamente un paese occupato dagli Usa, sia economicamente che militarmente, con la base militare di Soto Cano, che ospita centinaia di soldati e molti aerei ed elicotteri da combattimento.
Con il golpe si vuole allontanare l’Honduras dai paesi dell’ALBA.
Oggi (agosto 2009), la lotta degli honduregni contro la dittatura prosegue, appoggiata da altri popoli.

Dunque, esistono molte persone che vogliono creare un assetto diverso, di tipo bolivarista o islamista. Per questo motivo, le truppe imperiali hanno un bel da fare ad intervenire nelle zone più “calde”, in Sud America, Medio Oriente, e in alcune zone dell’Africa e dell’Asia.

In particolare, sul fronte Anti-islamista, i somali, i pachistani, gli afgani e i palestinesi stanno patendo un’escalation militare che per molti significa morte. Anche in Sud America sono molti i paesi perseguitati dall’impero nel tentativo di impedire l’emancipazione politica ed economica. Ricordiamo in particolare il Messico e la Colombia, la cui popolazione subisce un livello di militarizzazione incredibile.

In queste militarizzazioni o guerre non muoiono soltanto “terroristi” o “narcotrafficanti”, come dice la Televisione. Muoiono persone comuni, che hanno l’unica colpa di non volere un sistema tirannico e opprimente (si veda http://www.disinformazione.it/significato_terrorismo.htm).

Negli ultimi anni le truppe statunitensi hanno addestrato personale militare e stipulato accordi con le autorità locali per poter tenere sotto controllo i gruppi che non accettano un potere iniquo. Ad esempio, Washington e Colombo hanno firmato l’“Access and Cross Servicing Agreement”, che permette alle unità della Marina e dell’Aviazione statunitense di utilizzare le infrastrutture dello Sri Lanka. Questo ha dato il via ad interminabili bombardamenti a tappeto, che hanno ucciso molte persone. Per aggravare la situazione, l’esercito ha impedito anche all’ONU e alla Croce Rossa di aiutare la popolazione civile.

Contro chi sono le guerre? Contro “talebani” o “terroristi” come vi dicono? Dobbiamo credere che esistano sparuti gruppi di arabi fondamentalisti che irragionevolmente si mettono contro chi ha una forza militare senza pari? E come mai questi pazzi avrebbero tutto questo bisogno di morire prima possibile?

La verità è che non si tratta di sparuti gruppi di “terroristi” ma di persone, molte persone, in alcuni casi (come l’Iraq e l’Afghanistan) di interi popoli oppressi che cercano di uscire dall’oppressione. Non sono pazzi a sfidare il potere imperiale, poiché la lotta può coincidere con la stessa possibilità di sopravvivenza. Ovvero, nei paesi del Terzo mondo sopravvivere significa ormai sbarazzarsi di quel gruppo di potere che costringe alla fame e alla miseria. In molti casi, più che una lotta per la libertà è una lotta per la sopravvivenza.
Per giustificare guerre e repressioni, cercano di intrufolare Al Qaeda dappertutto.
In Afghanistan, anche i nostri soldati uccidono persone, anche bambini, ma non viene detto, come se quelle vite fossero senza valore. Gli afgani sanno benissimo da che parte stanno gli italiani, e non li amano, anche se la nostra propaganda vuole farci credere il contrario. Voi amereste chi si installa a casa vostra e vuole che accettiate le sue regole sennò vi uccide? E i loro complici li amereste?

Per alcune grandi società la “crisi” è stata come una nanna dal cielo. Ad esempio, la Finmeccanica ha avuto nel 2008 una crescita del 32% rispetto all’anno precedente. I più richiesti sarebbero gli elicotteri (+28%), in particolare i micidiali elicotteri da guerra di Agusta Westland, gli A129 “Mangusta” o i “Combat”.
Quest’anno il nostro paese ha firmato con la Direzione Generale degli Armamenti Aeronautici (Armaereo) del gruppo Finmeccanica Agusta Westland un contratto per la fornitura all’esercito italiano di ben 16 elicotteri CH47F “Chinook” del costo di 900 milioni d
i euro.
Avete capito bene, le nostre autorità piangono miseria e stanno costringendo gli italiani a vivere in condizioni sempre peggiori per pagare armi, aerei da guerra e “missioni” militari all’estero, oltre che per ingrassare le tasche dei soliti noti attraverso la truffa del debito.
Ecco qual è la vera risposta alla crisi, oltre al saccheggio chiamato “aiuti alle banche” c’è anche la risposta militare con relative spese.

Si parla di “potenze economiche emergenti dell’Asia”, in particolare la Cina, senza considerare che lo sviluppo di questo paese è inserito all’interno della dinamica economica globalizzante. Ovvero, la Cina serve per vendere macchinari e per produrre a costi ridottissimi. La Cina è anche utile per contrapporre un’altra potenza al vecchio imperialismo di stampo statunitense, e per avere qualcuno da accusare di antidemocrazia, decantando le lodi alla democrazia occidentale.
Pochi tengono conto del fatto che il miracolo asiatico è basato sullo sfruttamento di milioni di lavoratori, e sulle repressioni durissime contro chiunque protesti. Ovviamente, con la crisi, le esportazioni sono cadute, producendo alcuni fallimenti e l’aumento della disoccupazione.
Il presidente cinese Hu Jintao, ha detto che sia la Cina che gli Usa sono vicine e ”condividono il peso di importanti responsabilità in tutti i campi per far fronte alla crisi internazionale”.
E’ chiaro però che, avendo la Cina un credito astronomico verso gli Usa, deve rassicurare gli investitori ma non ignora di certo che in futuro le cose fra i due paesi potrebbero cambiare, non essendo la Cina disposta ad investire in qualcosa che non conviene più. Il capo di governo cinese Wen Jiabao ha dichiarato al “Telegraph”: “vorrei fare… appello agli Stati Uniti…

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2009 at 14:46

governo cinese Wen Jiabao ha dichiarato al “Telegraph”: “vorrei fare… appello agli Stati Uniti perchè onorino la loro parola e rimangano una nazione credibile e assicurino la sicurezza degli investimenti cinesi”.

Gli Stati Uniti non hanno più quella credibilità e quel prestigio che avevano qualche decennio fa, e oggi si trovano in bilico, come se dovessero crollare da un momento all’altro. Il crollo sarà definitivo quando i popoli non riconosceranno più alcun valore al dollaro. Questo crollo, sembrerebbe inevitabile prima o poi, e cambierà notevolmente la situazione globale a favore di chi oggi cerca di liberarsi dall’oppressione imperiale.

E in Europa cosa sta accadendo?
In Grecia le autorità hanno cercato di creare un forte razzismo contro gli immigrati, per fare sfogare la rabbia accumulata dai cittadini a causa del grave impoverimento. Si è cercato di creare odio verso la comunità islamica, che in qualche occasione è stata repressa dalle forze dell’ordine. Secondo alcuni, addirittura, sono stati rispolverati gruppi di estrema destra collusi con le forze di polizia, per assaltare migranti (com’è avvenuto a maggio) e creare separazione e odio.
Come anche nel nostro paese, si vuole creare una netta divisione fra autoctoni e immigrati, in modo tale che le persone siano distratte dalle vere cause dei loro problemi e si sfoghino in altro modo piuttosto che attivare vere e proprie lotte contro il sistema.

Paesi come la Francia, il Belgio e la Gran Bretagna stanno vivendo una durissima stagione di proteste. Si lotta per il posto di lavoro, contro il precariato o per i minimi diritti che si sono persi nel processo di “privatizzazione e tagli alla spesa pubblica”.
Qualche mese fa si agiva con il metodo dei rapimenti. Ovvero, i lavoratori rapivano quei personaggi del “middle management”, che avevano “ristrutturato” licenziando.
Nel periodo marzo-aprile si sono avuti diversi casi del genere.
Ad esempio, gli operai dello stabilimento di Grenoble della Cat produttrice di macchinari per costruzione, che aveva licenziato più di settecento persone, hanno sequestrato quattro dirigenti, per chiedere il mantenimento del posto di lavoro. E’ stato interpellato persino Sarkozy per risolvere la questione.

In Belgio una ventina di lavoratori FIAT della concessionaria di Chaussée de Louvain, il 9 aprile scorso hanno preso in ostaggio per cinque ore tre dirigenti, per protestare contro la chiusura del reparto riparazioni della officina di Bruxelles-Meziers.

Si tratta senza dubbio del degenerare di una situazione molto grave, che richiederebbe ben altre strategie se si fosse in un contesto veramente democratico. I politici e i sindacalisti dovrebbero trovare soluzioni, ma questo non avviene. I lavoratori sono sempre più soli e con sempre meno diritti, e possono reagire in modo disperato.

In Gran Bretagna addirittura c’è chi chiede ai lavoratori di lavorare gratis. Infatti, da recente, l’azienda British airways ha chiesto ai suoi dipendenti di lavorare gratis per un periodo. Ma chissà perché questo non viene mai chiesto ai dirigenti di alto livello, che intascano stipendi milionari.

In Italia Berlusconi e i suoi compari si vantano di occuparsi di chi sta ai livelli medio-bassi di reddito, congegnando soluzioni come il togliere l’Ici o la “social card” (che spesso è vuota). Si tratta ovviamente di palliativi ridicoli, in un paese in cui è stato legalizzato lo sfruttamento lavorativo e un piccolo gruppo di persone si arricchisce sull’impoverimento di tutti gli altri. In questi mesi il livello di disoccupazione sta crescendo notevolmente, e nessun politico sta offrendo soluzioni serie.

Alcuni autori sono convinti che la “crisi” è stata creata ad oc per timore che i popoli possano acquisire nuove forze per abbattere il sistema. Lo stesso Samuel Rothschild, nel giugno 2008 confessava al “Financial Times”:
Il Credito crea denaro… Comunque, visto che denaro e potere sono sinonimi, e visto che il potere dovrebbe essere concesso in modo selettivo, anche lo scopo del prestito merita considerazione. Il recente ‘panico bancari’ è stato autoinflitto. I banchieri hanno abusato del loro privilegio di creazione del denaro… Un dollaro sottovalutato ed una enorme liquidità, scatenata da un eccesso di prestiti bancari, hanno fornito la scusa per la bolla speculativa del petrolio, delle case, delle azioni e delle commodity”.

In molti casi non è il lavoro che manca, ma i liquidi, ovvero la “crisi” non è dovuta ad altro che al potere delle banche di dare o negare il denaro. Scrive il giornalista Tommaso Cerno: “Il dramma di molte aziende non sono nemmeno gli ordinativi… Sono i soldi liquidi che mancano. Nessuno paga più nessuno. E così si accatastano le merci, che non stanno più nei magazzini. Milioni di metri cubi di invenduto che rischia di restare tale”. (2)
Ovviamente, questo non potrebbe accadere se il nostro paese godesse di sovranità monetaria e non fosse più schiavo del clan dei banchieri.

Gli inglesi sono sempre più insofferenti verso governi che difendono soltanto gli interessi del gruppo egemone, e il potere reagisce male. Addirittura, nel maggio scorso, in occasione del G20, sarebbero stati utilizzati poliziotti per aizzare i manifestanti e poter reprimere, come oramai sembra accadere in quasi tutti i vertici dei paesi più “sviluppati”. Il fatto è stato messo in evidenza dal parlamentare Tom Brake, che ha raccontato di aver visto poliziotti in borghese che aizzavano i manifestanti contro i poliziotti. Brake accusa il Capo della Metropolitan Police, Sir Paul Stephenson, e afferma di poter provare quello che dice semplicemente mostrando i filmati video.

Un sistema che cerca di criminalizzare i dissidenti mettendo in scena le “sommosse” non può certo definirsi civile e democratico. Gli inglesi lo hanno capito già da tempo, e infatti sono molte le organizzazioni che lottano per i diritti umani e sono sempre meno i cittadini inglesi che vanno a votare.

A CHE PUNTO E’ LA CRISI ? – Parte seconda: Rivoluzione o Evoluzione?

Alcuni autori fanno notare che le crisi servono anche a rinnovare la paura e a produrre shock. Osserva la giornalista Naomi Klein:
“Sono ritornata all’origine della metafora della shockterapia e ho cominciato a leggere del suo uso nel contesto psichiatrico e nella tortura… ho visto come la Cia parla dell’importanza di mettere i prigionieri in stato di shock perché… non possono difendere i loro interessi, diventano infantili e regrediscono… Quindi ho cominciato a pensare a come fosse applicata su vasta scala. Lo sfruttamento della crisi e dello shock era stato usato molto consapevolmente dai liberoscambisti radicali… Milton Friedman scrisse nel 1982 ‘soltanto una crisi reale o percepita produce un cambiamento reale’ ed ammetteva che le sue idee e la sua visione di un mondo radicale e privatizzato non potessero essere imposte nell’assenza di una crisi… ma penso che nella maggior parte dei casi, non importa quello che si vuole realizzare, ma l’attitudine psicologica che prepara al disastro affinché quando la crisi colpirà si sarà pronti ad accettare quello che faranno”. (3)

In altre parole, il sistema attuale non potrebbe licenziare ad oltranza, dare molto denaro alle banche, oppure imporre una massiccia militarizzazione, se non ci fosse una “crisi”. Le crisi servirebbero anche a permettere alle autorità di far accettare cose altrimenti inaccettabili. Infatti, non è certo una soluzione militarizzare, dare soldi ai più ricchi o togliere il lavoro. La soluzione è togliere il potere a chi lo ha usurpato.

Qualche autore, dati alla mano, ha parlato di grave crisi dei diritti umani. Come emerge dai dati di Amnesty International, in molti paesi, con la scusa della “crisi”, non vengono rispettati i diritti umani. Spiega il p
ortavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury:

“I diritti umani, già sacrificati in nome della ‘guerra al terrore’, sono stati nuovamente messi in secondo piano da questa nuova emergenza. La recessione, oltre a peggiorare le condizioni di vita, ha alimentato l’instabilità politica e la violenza di massa ed è stata usata per giustificare una dura repressione del dissenso: dall’Iran allo Zimbabwe, dal Guatemala alla Siria, dalla Turchia alla Cina. Il clima di insicurezza ha reso ancora più vulnerabili paesi che già vivevano gravi difficoltà, dall’Afghanistan, dove il clima di instabilità ha pregiudicato l’accesso al cibo, alle cure mediche e all’istruzione, al Pakistan, precipitato in una spirale di violenza. Dobbiamo essere consapevoli che la povertà non è un accidente inevitabile ma il frutto di decisioni e politiche reversibili. La crisi che stiamo vivendo non è solo finanziaria, è una crisi dei diritti umani ed è proprio dai diritti umani che dobbiamo ripartire, nei diritti umani dobbiamo cercare la soluzione. Per queste ragioni abbiamo lanciato la nuova campagna ‘Io pretendo dignità’, per ridare dignità ai prigionieri della povertà, affinché possano cambiare la loro vita e diventare loro stessi attori di questo cambiamento”. (4)

Qualcuno si chiede quando scoppieranno le rivolte. Qualcun altro parla di “rivoluzioni creative” prendendo ad esempio quella fatta in diverse fabbriche argentine. Gli operai, senza alcuna violenza o protesta, sono entrati nelle fabbriche e hanno riavviato la produzione. Adesso, sotto controllo operaio, diverse fabbriche producono utili divisi equamente tra tutti i lavoratori.

In effetti, il gruppo di potere trema quando i popoli iniziano a credere in se stessi e prendono le redini della situazione. Non c’è…

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2009 at 14:49

In effetti, il gruppo di potere trema quando i popoli iniziano a credere in se stessi e prendono le redini della situazione. Non c’è bisogno di ideologie, di partiti o di guru, queste cose le hanno create le stesse persone che ci opprimono. C’è bisogno soltanto di credere in se stessi e di non sostenere più il vecchio regime.

Alcuni ritengono che il gruppo egemone e i suoi servi hanno paura e non sanno più cosa fare. Qualche autore fa notare che stanno succedendo molte cose, e che le lotte dei popoli non sono sempre fatte nella vecchia maniera.
Il giornalista e scrittore Paul Hawken, dopo aver fatto parecchie conferenze in molte parti del mondo, si è reso conto dell’esistenza di un movimento fatto di milioni e milioni di persone, che ha l’intento di cambiare il sistema attuale.
Non si tratta di un movimento di tipo tradizionale, esso ha dimensioni che nessun movimento ha mai avuto, e viene minimizzato dalle autorità per cercare di non far capire che il mondo di oggi è davvero diverso da quello delle altre epoche.
Spiega Hawken nel suo libro dal titolo “Moltitudine Inarrestabile. Come è nato il più grande movimento del mondo e perché nessuno se ne è accorto”:
“Quello che salta agli occhi è indiscutibile: aggregazioni coerenti, organiche, autorganizzate, che riuniscono decine di milioni di persone che operano per un cambiamento… Le persone non sempre sanno leggere e scrivere o sono istruite. Molti individui nel mondo sono poveri e soffrono di malattie croniche. Non sempre i poveri riescono a procurarsi il cibo giusto per un’alimentazione corretta e devono lottare per nutrire ed educare i loro figli. Se persone con tali carichi riescono ad andare oltre le loro difficoltà quotidiane e agire con il chiaro scopo di combattere lo sfruttamento e operare per la ricostruzione, allora si sta preparando qualcosa di veramente potente… Curare le ferite del mondo e dei suoi abitanti non richiede santità o un partito politico, ma solo buon senso e perseveranza. Non si tratta di un’attività liberale o conservatrice, si tratta di un atto sacro. È un’impresa enorme che cittadini comuni, e non governi autonominati od oligarchie, stanno portando avanti in tutto il mondo… Secondo alcuni storici e analisti, i movimenti esistono solo quando possiedono un nucleo di credenze ideologiche o religiose. Inoltre, non esistono nel vuoto totale: un forte leader caratterizza qualsiasi movimento e spesso ne costituisce il fulcro intellettuale, anche dopo che è morto. Il movimento che descrivo in questo libro, come ho già detto, non si riconosce in nessun leader e, di conseguenza, rappresenta un fenomeno sociale del tutto diverso… Il movimento nasce e si diffonde in tutte le città e paesi, comprendendo praticamente ogni tribù, cultura, lingua e religione, dai Mongoli agli Uzbechi ai Tamil. È formato da famiglie indiane, studenti australiani, agricoltori francesi, senzaterra brasiliani, bananere dell’Honduras, i ‘poveri’ di Durban, abitanti dei villaggi in Irian Jaya, tribù indigene boliviane e casalinghe giapponesi. I suoi leader sono agricoltori, zoologi, calzolai e poeti. Offre un sostegno e un senso a miliardi di persone nel mondo. Questo movimento non può essere diviso, perché è estremamente frazionato, una raccolta di piccoli gruppi con collegamenti molto aperti… Immaginate l’esistenza collettiva di tutti gli esseri umani come un organismo, pervaso da attività intelligenti, risposte immunitarie dell’umanità per resistere e curare gli effetti di corruzione politica, economie malate e degrado ecologico, indipendentemente dal fatto che siano causati dal libero mercato, dalla religione o da ideologie politiche. In un mondo divenuto troppo complesso per ideologie restrittive, anche la stessa parola ‘movimento’ può risultare limitante per descrivere tale processo. La scrittrice e attivista Naomi Klein lo chiama ‘il movimento dei movimenti’… Per la prima volta nella storia, un grande movimento sociale non è tenuto insieme da un ‘ismo’. Ciò che lo unisce sono le idee, non le ideologie. C’è una grande differenza fra le due: le idee fanno domande e liberano; le ideologie giustificano e comandano… Se esiste un sogno comune a tutto il movimento, malgrado la sua diversità, è quello di un processo: in una parola, la democrazia, ma non quella praticata e corrotta dalle multinazionali e dagli stati moderni”. (5)

Il libro di Hawken fa capire come i modelli ideologici del passato sono fallimentari. Queste ideologie sono state create da quelle stesse persone che hanno creato e proteggono il sistema.
Per cambiare occorrerebbe semplicemente “evolversi”, ovvero impegnarsi in ciò che può produrre crescita individuale e collettiva.

Non dimentichiamo cosa è avvenuto il 30 novembre 1999 a Seattle, in occasione della Conferenza dei ministri del WTO. Un evento che ha fatto spaventare così tanto gli stegocrati (6) che al G8 di Genova, previsto per il 2001, hanno progettato una dura repressione. A Seattle si presentarono centinaia di piccole organizzazioni di cittadini provenienti da molte parti del mondo, per chiedere conto del comportamento del WTO. Non si trattava di “fanatici” o di estremisti violenti, come li hanno descritti i media, ma di persone comuni, insegnanti, agricoltori, operai, suore, studenti, ecc. che si stavano preoccupando per il futuro del pianeta e dell’umanità. Non avevano qualche stramba ideologia, e non si opponevano certo al commercio, ma chiedevano che vi fossero regole che non piegassero i deboli ai più forti.
Istituti come il WTO, il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca mondiale (BM) agiscono senza tenere in considerazione in nessun modo gli interessi dei popoli. Per loro fenomeni come la disoccupazione, la miseria o la morte per fame o non esistono oppure sono da minimizzare.
Non c’è mai alcuna responsabilità per le aberrazioni economiche prodotte dal modello che essi impongono. Economisti al soldo del potere considerano un mondo al contrario: in cui non sono le persone protagoniste ma le cose materiali, che devono essere gestite da colossi societari, dominati da una cieca e disumana avidità.

Chi manifestava a Seattle sapeva che alcuni meccanismi posti in essere dalla globalizzazione del commercio avrebbero fatto perdere “la resilienza economica, ovvero la capacità delle economie regionali di resistere a cicli di rapida crescita e di recessione. Inoltre, anche la sicurezza economica è scomparsa. Quando le comunità dipendono quasi interamente da fonti di produzione lontane migliaia di chilometri, se non addirittura continenti interi, esse diventano città fantasma delimitate da fastfood e giganteschi hard discount.” (7)

I nostri media vogliono convincerci che non sta succedendo veramente nulla di importante, e le nostre autorità ci inducono a credere che soltanto loro possono affrontare e risolvere i problemi, e intanto li peggiorano.

Una cosa è certa: non sarà lo stesso sistema che ha creato i problemi a tirarci fuori. Bisogna per forza fare qualcosa.
Cosa si può fare di concreto per prendere le distanze dal sistema? Molte cose. Ad esempio:

– Capire come il sistema manipola, ovvero come crea consenso e induce le persone ad agire contro i loro stessi interessi. Studiare testi che possono far capire questi meccanismi. Capire come noi stessi possiamo essere condizionati. NESSUNO E’ IMMUNE.

– Capire quali strategie finanziarie, economiche o mediatiche sta attuando il gruppo dominante, per avere ben chiari i casi di crimini contro persone o popoli. Ad esempio, capire che in Afghanistan si stanno chiamando tutti “terroristi”, anche la legittima resistenza.

– Capire i tentativi del sistema di impedire una maggiore consapevolezza usando la paura o altre tecniche. Ad esempio, capire che la recente emergenza pandemia è stata usata anche per generare paura e distogliere l’attenzione.

– Capire la singolarità storica del
periodo in cui stiamo vivendo. A questo scopo occorre l’impegno di studiare libri indipendenti, che facciano capire la nostra vera Storia, quello che non ci è stato insegnato a scuola.

– Non sviluppare nessun atteggiamento fazioso o “sindrome del nemico”. Non c’è alcun vero nemico. Si tratta semplicemente di prendere atto di una situazione precisa: i popoli si sono deresponsabilizzati, affidandosi ad autorità esterne che hanno approfittato di questa situazione per creare una realtà funzionale al loro potere: hanno fatto credere ai popoli di essere impotenti e hanno suscitato paure e sottomissione, anche attraverso le tante ideologie architettate a questo scopo. Adesso si tratta di fare il processo inverso: responsabilizzarci e riprendere la sovranità che ci appartiene. E’ un processo che è già iniziato. Il semplice fatto di rendersi conto della situazione significa poter iniziare a cambiare.

– Praticare la disobbedienza civile in molti modi. Ad esempio non comprando prodotti di corporation criminali, oppure non dando alcun appoggio ai politici corrotti.

– Non preoccuparsi del giudizio altrui. Ci sarà sempre qualcuno che cerca di tacciare di eccessivo idealismo chi parla di cambiamento. E’ sempre successo così: chi vuole realizzare qualcosa di nuovo viene sempre all’inizio ridicolizzato. Ogni cosa nuova all’inizio appare strana o difficile da realizzare, ma se tutti rinunciassero non ci sarebbe mai alcun cambiamento. Bisogna anche tener conto che da secoli riceviamo condizionamenti che ci inducono a credere che le cose non cambieranno mai e che se cambieranno, sarà perché le autorità lo hanno voluto.

– Condividere con gli altri le conoscenze e la consapevolezza che abbiamo acquisito. Ovviamente, senza voler imporre niente a…

Scritto il 11 agosto 2009 at 15:14

Grazie #48 per l’articolo e la segnalazione, menomale che qualcuno ha detto qualcosa.

E’ la prima lettura di Thomas Friedman, per ora vedo di leggerlo con attenzione e spirito critico, poi deciderò il da frasi,…la prossima lettura è shok economico.…
Le parti che ho estratto, scevre di romanticismo, mi sembrano, realistiche e condivisibili,…di ogni cosa seleziono solo ciò che può contribuire, a un certo concreto discorso, che ho ben chiaro in mente…(metodo criticabile) …Del Viaggio ho preso molto…
Leggerò con estrema attenzione anche il tuo materiale, il sito l’ho inserito nei preferiti, sono meno “romantica” di quanto possa sembrare…
Il discorso ambientale, ma non solo, mi sta particolarmente a cuore…
i dati e le notizie sono sempre verificabili…

Sola da un aperto confronto…
si può crescere
Ciao, a presto,
Valentina

Scritto il 11 agosto 2009 at 15:34

Comunque per capire di chi stiamo parlando?
Io parlo di Thomas L.Friedman giornalista del “New York times” da sempre impegnato nella battaglia ecologista…e da ciò che sto leggendo non mi
sembra che abbia nulla che fare con gli usurai…Ha scritto le radici del futuro (2001),
Il mondo dopo l’11settembre(2003) e il mondo è piatto(2006), e il libro citato che sto leggendo.. ha vinto 3 volte il premio Pulitzer, nelle sue pagine
il discorso ambientale assume quasi contorni da battaglia personale, quale dovrebbe essere
Stai parlando di questi libri?

Naomi Klein parla di Milton Friedman…
Penso che ci sia stato un equivoco..tu parli di Miltton Friedman vero? Per chiarezza…

Valentina

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2009 at 21:41

Carina sta vignetta….

http://immobilienblasen.blogspot.com/2009/07/but-still-better-than-expected.html

Altapatagonia

utente anonimo
Scritto il 11 agosto 2009 at 23:51

si è vero vale, c’è stato allora un equivoco. parlavo di milton friedman,,sorry.

Scritto il 12 agosto 2009 at 01:03

Allora questa sera, Mercoledì sera,“adunata” generale sul ponte per vedere le stelle della notte di San Lorenzo…o è troppo romantico!.:-) :-) :-):-)
Buona notte
Valentina

utente anonimo
Scritto il 12 agosto 2009 at 02:04

x 48 e 49,sono un po’ stanco ma in vacanza alla mattina si puo’ dormire di piu’ e cerchero’ di rispondere.La frittata e ‘ fatta e per l’aspetto economico e etico che garantisce il vero diritto di democrazia e liberta’ alla singola persona non abbiamo la bacchetta magica per risolvere in un secondo tutto,essenziale e’ avvicinarsi e con il dialogo tra persone coscenti si puo’ rimettere in careggiata il tutto.Per millenni e’ stata una vera giungla dove il piu’ forte ha vinto sempre ma adesso almeno ci sappiamo difendere e con il tempo tutte le persone della terra saranno obligate a vivere nella pace e nella fratellanza per il semplice motivo della nostra sopravvivenza.Per il concetto sulla guerra e stabilizzazione delle zone calde arabe ( come in passato in altre localita’ del mondo) e’ sempre la religione forzata che non vuole arrendersi a creare l’instabilita’ ,affiancata dalla speculazione e poteri nascosti invade il popolo sottomettendolo per la sua semplicita’ e lo martirizza ai primi bagliori di vera democrazia.Io ho fede e rispetto i simboli e le belle parole di ogni religione ma non la guerra e il potere nel nome della religione, concludo augurando la pace in tutto il mondo grande mediatrice per la continuazione e prosperita’ del genere umano.Buonanotte Gino

Scritto il 12 agosto 2009 at 06:06

Un giorno forse si arriverà a comprendere che la “questione ambientale”è strettamente e inequivocabilmente interconnessa alla “questione”dei Diritti civili, e necessaria/indispensabile
per una pacifica sopravvivenza, non convivenza, sopravvivenza. Quel giorno, sarà un grande giorno!

“La natura è una sfera infinita il cui centro è ovunque e la circonferenza in nessun luogo.”
(Blaise Pascal, Penseri, 1670)

p.s mi raccomando questa sera/notte tutti sul ponte a guardare le stelle vero….:_)

Condivido Gino, per me la
questione religiosa è ancora un “nodo “tormentato dellla mia esistenza, rispetto le idee e le parole di tutti, ma non tollero tutto ciò che provoca immiserimento umano soprattutto, gli scempi che in nome di false religioni o falsi miti vengono compiuti.

Ciao:-) :-) :) Buona giornata…
Valentina

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