THE RECESSION IS OVER! LA RECESSIONE E' FINITA…..

Scritto il alle 18:46 da icebergfinanza

" Non so se avete visto l’ultima copertina della rivista Newsweek, ma la copertina dice che " La recessione è finita! "  Scommetto che avete trovato la notizia un pò sorprendente…….Con queste parole Obama introduce il riferimento alla copertina di Newsweek apparsa in settimana ………

"I don’t know whether you’ve seen the  cover of the latest NEWSWEEK magazine on the rack at the grocery store, but the cover says, "The Recession Is Over!"I bet you found that news a little startling. I know I did. Here’s what’s true: we’ve stopped the free fall. The market is up and the financial system is no longer on the verge of collapse. We’re losing jobs at half the rate we were when I took office six months ago … So, we may be seeing the beginning of the end of the recession. But that’s little comfort if you’re one of the folks who have lost their job, and haven’t found another …"

……. ecco ciò che è vero: abbiamo fermato la caduta libera, il mercato e il sistema finanziario non sono più sull’orlo del collasso. Stiamo perdendo la metà dei posti di lavoro di quando abbiamo assunto l’incarico sei mesi fa…. può essere l’inizio della fine della recessione. Ma questo è di ben poco conforto se sei una delle persone che hanno perso il proprio lavoro e non ne hanno trovato un’altro…."

I titoli di testa dei telegiornali e delle testate giornalistiche ieri e oggi hanno innondato il mondo di una nuova speranza, una delle tante luci che ad intervalli regolari si accendono nella grande notte della madre di tutte le crisi.

Sia ben chiaro nessuno, ne Obama, ne Newsweek ha affermato che realmente la crisi è finita, ma come spesso accade le sfumature assumono effetti diversi a seconda di chi riporta la notizia o di chi la legge.

Anzi se proprio vogliamo dare un’occhiata più in profondità alle sue parole credo che la strambata odierna sia di tutto rispetto….

WASHINGTON Dopo l’ottimismo ostentato ieri, i numeri sul Pil americano raffreddano un po’ gli entusiasmi di Barack Obama. Dopo un incontro ufficiale con il presidente delle Filippine Gloria Macapagal Arroyo, il presidente americano ha fatto il punto sullo stato di salute dell’economia statunitense assieme ad alcuni giornalisti. Obama non ha ancora visto i dati ufficiali (saranno pubblicati soltanto venerdì), ma sospetta che mostreranno "una contrazione nel secondo trimestre". E poi c’è la disoccupazione, che sta diventando una priorità. "La perdita di posti di lavoro – ha detto – resta ancora un grande problema, anche se il tasso di chi perde il lavoro sta rallentando". ( La Repubblica )

…… il che mi porta ad issare un’ipotetica bandiera rossa, sul nostro veliero! Per quale motivo Obama sospetta " una contrazione nel secondo trimestre " quando ormai questa contrazione è nota a tutti, forse che il presidente degli Stati Uniti conosce la reale consistenza di questa contrazione….. Mi sono fatto un giretto su internet e ho scoperto che …..  He said most economists agree that the economy is still slowing down, but that the pace of the slowdown is not as quick as analysts have seen in recent reports, ovvero che la maggior parte degli economisti concordano sul fatto che l’economia è in rallentamento, ma che il ritmo del rallentamento non è così rapido come gli analisti hanno visto nei loro ultimi rapporti dove la media delle attese è di una caduta del 1,5 %, passando dal – 1 % di Htazius al meno -2.2 % di Kasriel.

Consumi ed investimenti peseranno in maniera sensibile sulla caduta del PIL, domani è un’altro giorno e si vedrà! 

Giustamente Newsweek ha fatto notare ad Obama, l’asterisco in prima pagina, un asterisco che riporta il tutto alla frase " Good lucky surviving the recovery " ovvero buona fortuna a chi sopravviverà al recupero. Si ricorda inoltre che la discussione intorno alla fine della recessione è essenzialmente tecnica, (…..la crescita di un PIL non può nutrire una famiglia o saldare la rata di un mutuo……) e che ci troviamo di fronte ad una difficile congiuntura e ad una ripresa che per certi aspetti assomiglia ad una nuova recessione.

In fondo la realtà è spesso un’altra e mentre i mercati festeggiano le parole di Obama e l’immaginario aumento del valore delle abitazioni, vittima di un miraggio stagionale dimenticando altre realtà ben più fondamentali, noi proseguiamo il nostro viaggio esplorando gli abissi di questa crisi, non che non crediamo all’ottimismo e all’entusiasmo come armi per uscire dalla Grande Recessione, ma preferiamo affidarci alle correnti di un oceano spesso dimenticato, quello del realismo.

Ritornando all’interrogativo di Daniel Gross THE_RECESSION_IS_OVER..? più realistico di qualsiasi esclamazione e sottolineando la sicurezza degli economisti del Economic Cycle Research Institute che riportano i loro grafici a sostegno di indicatori probabilmente infallibili per la loro fede, mi permetto di evidenziare come senza occupazione, consumi e investimenti il veliero globale resterà ancora per molto tempo in balia delle onde della tempesta perfetta.

 

Probabilmente in questi anni ed in particolare in questi ultimi mesi,  Icebergfinanza, più che un veliero che naviga negli sconfinati oceani economici/finanziari alla ricerca di un orizzonte alternativo e sostenibile, sembra più uno di quei giapponesi che fanno la guardia ad alcune sperdute isole del Pacifico, convinti più che mai che la guerra non è finita.

Dopo essere stato uno dei pochi ad intravvedere la cosidetta tempesta perfetta, faccio sinceramente fatica, ad abbandonare oggi, la mia isola, quella di una crisi sistemica e correlata, che molti confondono con un passato lontano o vicino che sia, dimenticando che in fondo chi dimentica il proprio passato è destinato a riviverlo.

Non che ci sia affezionato a questa isola, che assomiglia più ad una valle di lacrime sia ben chiaro, ma sono stanco di una superficialità che spesso non sa analizzare gli squilibri di questo ciclo, riproponendo sempre e solo le solite ricette. Icebergfinanza in questo contesto è uno dei pochi che da sempre ha evidenziato cosa avrebbe significato questa crisi per i sotterranei dell’umanità e per la gente comune, attraverso la perdita del lavoro, lavoro che assicura dignità all’uomo quando non è sfruttamento o schiavitù.

Oggi non vedrete alcun link e nessun grafico, in questi anni vi ho sommerso di riferimenti per aiutare la vostra consapevolezza, ma oggi voglio condividere solo alcuni pensieri a briglia sciolta.

Economisti ed analisti, tendono sempre a paragonare questo ciclo con le recenti recessioni, spesso in maniera impropria, come quella del 2001, recessione provocata da una monoiperbolla informatica. Poi lo sguardo si rivolge alle crisi asiatiche, al crollo del 1987, alle recessioni degli anni della Grande Inflazione, degli anni 70 e 80 e cosi via.

Guarda caso la Depressione di fine ‘800, la Grande Depressione o la Lost Decade giapponese è spesso un riferimento improprio, proprio perchè oggi è diverso, perchè tutta cambia, nulla è più come prima.

L’Ottocento era un’altra epoca, la Grande Depressione esprimeva grandezze di misura macroeconomica diversa e non paragonabili con quella attuale e la crisi giapponese era il risultato di un’economia e di una politica monetaria che nella loro unicità e arretratezza per alcuni,  non corrispondevano neanche minimamente al pensiero occidentale.

Ebbene tutte queste crisi appena citate hanno nei loro sintomi principali il DNA della madre di tutte le crisi, quella attuale, una combinazione contemporanea e correlata, di bolle e rischi sistemici mai intravisti in passato, un DNA tecnico fatto di speculazioni e politiche monetarie espansive, un DNA umano fatto di tracotanza e avidità condito spesso da ingenuità e stupidità.

Ad essere sinceri oggi bisognerebbe dare atto agli scettici che nulla cambia, tutto è per sempre uguale nei mercati finanziari visto che i tentativi di ridurre la speculazione in opera nei mercati finanziari potrebbe essere dannosa ai mercati stessi secondo un top manager di Goldman Sachs in una recente sua testimonianza al Congresso, misure quelle proposte che potrebbero essere dannose per la liquidità dato che la speculazione ne ha aumentato il grado e amplifica l’attendibilità dei prezzi come indicatore di un valore che io considero presunto. La crociata europea degli hedge funds contro regole troppo stringenti testimonia ogni giorno di più la presenza di mille granellini di sabbia che vanno insinuandosi tra i meccanismi di una possibile ripresa, mettendo le basi per la prossima crisi.

Eppure hanno un denominatore comune queste crisi, un denominatore che noi abbiamo identificato nella “debt deflation” una deflazione da debiti combinata con una persistente instabilità finanziaria, una crisi finanziaria strutturale.

In questo ultimo anno e mezzo, abbiamo setacciato ogni angolo di questa isola tropicale deserta, la deflazione, un’isola questa si abitata da un surreale figlio del Sol Levante, Icebergfinanza, che non si è accorto che la guerra è finita e che il mondo vive il nuovo rischio di una guerra nucleare inflazionistica.

Se l’economia globale registra mensilmente variazioni negative dello 0,6 % la prima da 22 anni a questa parte,  come ad esempio in Germania o dell’ 1,4 tendenziale % come ad esempio la Spagna allora si continua a chiamarla inflazione negativa, perchè proviene dall’ennesima bolla delle materie prime e nessuno ha il coraggio di fare un’ecografia nel grembo della deflazione.

Che abbiamo rischiato una nuova depressione, una nuova grande depressione lo ha sottolineato ieri Obama nel suo discorso improntato alla speranza di alcune luci in fondo al tunnel.

Luci reali solo nella dimensione di una riduzione dell’intensità della caduta, nella dimensione di una possibile stabilizzazione effimera, che nel caso del sistema finanziario non riesco ad intravvedere se non in una sorta di obbligato accumulo di capitali necessari a far fronte all’ uragano del commercial real estate, delle carte di credito e del credito al consumo.

Si tratta in fondo di rinascita figlia di una modifica delle regole contabili e della speculazione figlia di un trading forsennato, un trading che aspira performance a scapito di fondi e investitori individuali, perchè sino a prova contraria nella finanza, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Abbiamo atteso per mesi il requiem delle vendite allo scoperto "naked" e per altrettanti mesi, se non anni aspetteremo che qualcuno metta mano alle anomalie delle zone d’ombra degli " high frequency trading " zone d’ombra riservate alla creazione di ricchezza dal nulla, una ricchezza parassita.

Se qualcuno di Voi ha tempo e voglia di dare un’occhiata ad un recente report di Fitch a proposito dell’imponente massa di derivati depositata nelle stive degli ormai leggendari "too big, to fail " si accorgerà che mentre alcune imprese gli utilizzano per copertura le istituzioni finanziarie al 97 % giocano a fare gli speculatori con la dinamite, dinamite che come ha ricordato Mark Mobius è la polveriera che farà esplodere la prossima crisi dei mercati finanziari, un’esplosione che farà sembrare quella della Lehman Brothers come lo scoppio di un sacchetto del pane gonfiato.

Ma in fondo che importa, per molti è un’altra leggenda metropolitana, quella dei derivati e del suo nozionale, che quei "terroristi" della Banca Internazionale dei Regolamenti BIS si divertono di tanto in tanto a rammentare.

Circa 22 anni per assistere alla fine della prima e vera  grande depressione dell’ 800, oltre 16 anni con una guerra mondiale per osservare la fine della Grande Depressione, 16 anni di movimenti alterni, panico ed euforia, sino alla Lost Decade che oggi si riassume in un ventennio perduto e ancora oggi qualcuno, se non molti, è convinto che in un paio di anni questa crisi sarà definitivamente risolta.

Come molti di Voi sanno,  recentemente ho sostenuto controcorrente, che oggi la disoccupazione non può più essere paragonata ad un indicatore ritardato dell’economia, per il deleveraging atto a rientrare da un eccesso di debito epocale, per la grande recessione globale che non permette via di scampo alle esportazioni ( …ciò che avviene in Cina non è sostenibile), per la depressione immobiliare che ha distrutto miliardi di dollari di ricchezza reale e presunta e lasciato milioni di americani senza lavoro e senza patrimoni. Oggi la recessione è un indicatore contingente e se vogliamo anticipatore della paralisi dell’economia, più che nel passato.

Come evidenziato da Newsweek invece si parla ancora nelle analisi dell’ ECRI di indicatori, coincidenti o ritardati, anticipatori o altro che siano, pur essendo stato l’istituto uno tra i pochi ad intravvedere questa crisi con gli stessi indicatori.

Molti altri non hanno voluto apprendere dal passato, ascoltare la storia come abbiamo fatto noi ed oggi dopo aver rinnegato il passato utilizzano indicatori come se questa crisi fosse paragonabile ad altre che nulla hanno insegnato, la storia spesso serve come illusione.

Non assisteremo a nessuna fine del mondo, non vi sarà nessuna apocalisse, ma solo un ridimensionamento epocale, ridimensionamento di cui non conosciamo le possibili variabili impazzite.

Nelle mie ultime analisi avete un riassunto di quelle che sono le mie visioni, ma non solo, anche quelle di altri analisti ed economisti, spesso indipendenti, ovvero fuori dal coro, visioni che spaziano dalla double dip recession di Feldstein e Kasriel, alla crescita recessiva di Roubini e Rogoff. Io credo che la recessione non finirà quest’anno, non solo la recessione ufficiale stabilita dal National Bureau Economic Research di Feldstein ma anche probabilmente quella tecnica che prevede due trimestri consecutivi positivi di un PIL che è oggi più una gabbia per ingenui che un reale indicatore di ricchezza, facilmente "manipolabile" da rilevazioni geometriche piuttosto che aritmetiche,

El Erian di Pimco dice che l’impennata degli zuccheri,  quella dei mercati e non la recessione sarà quella che finirà prima di tutto, ma questo sistema è già ormai diabetico, dopo aver conosciuto l’obesità della overcapacity, sovrapproduzione insostenibile ed ora ha bisogno di una lunga riabilitazione e convalescenza che non significa necessariamente un coma profondo anche se ulteriori infarti sono ancora possibili ed altamente probabili.

Come amava ricordare Voltaire, mi piacciono le favole dei filosofi, rido di quelle dei bambini anche se odio quelle degli impostori!

Spesso, è vero bisogna ammetterlo,  non si tratta di impostura, l’ottimismo è necessario, ma non solo nell’economia, ma nella vita di tutti i giorni, nelle cose che contano, nei rapposrti umani.

In economia, e sottolineo economia e non finanza, è diverso, serve realismo, un realismo che ti aiuta a comprendere i meccanismi di un sistema che va riformato, non stravolto ma riformato su una base etica che non può che tener conto della dimensione umana, attraverso un processo di responsabilità personale verso gli altri, verso la società e verso l’ambiente.

Solo il tempo, solo la Verità in fondo, è figlia del Tempo e questo, noi lo sappiamo bene.

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!  

 La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!  

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

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52 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 30 luglio 2009 at 20:26

Caro Andrea,
ti seguo da un pezzo e volevo ringraziarti per la lucidità delle tue analisi, per il tuo coraggio e per il senso del comando che fanno di te un gran Capitano. Un debito di riconoscenza devo esprimerlo anche al valore e allo spirito di gruppo del tuo magnifico equipaggio che fanno di questo vascello una coinvolgente avventura.
E’ difficile non essere d’accordo con le tue osservazioni ed è sempre più insopportabile sentire tutti i giorni “le favole degli impostori” che ci derubano la vita e la speranza di un mondo diverso e migliore. Nell’etica dei manipolatori del mondo c’è un senso di responsabilità per cui bisogna turarsi il naso di fronte alle ruberie mettendoci la pezza o il pannicello caldo a seconda di come la si vede, ma non indignarsi altrimenti per la sorte dei derubati, per l’ineguaglianza, la povertà, l’ingiustizia del mondo.
Credo che siamo nel mezzo del più temerario e rischioso esperimento di manipolazione delle sorti economiche del pianeta.
Un ringraziamento sincero per la tua voce fuori dal coro.

Davide

utente anonimo
Scritto il 30 luglio 2009 at 20:30

Grazie Capitano. Domenico

utente anonimo
Scritto il 30 luglio 2009 at 21:07

CARO ANDREA,
CHE DIO TI BENEDICA.
Piero

utente anonimo
Scritto il 30 luglio 2009 at 21:25

ma non sarebbe ora di pensare all’America (USA) come all’ex prima potenza economica mondiale?
Magari non è ancora così oggi, ma nel giro di 24/48 mesi questo potrebbe essere molto più vicino al vero.
Voglio dire: ammesso che si verifichi la impossibilità nel medio termine per gli USA di tornare ai valori economici (consumi, produzione) ante crisi, quale può essere lo scenario dell’economia mondiale?
Personalmente non vedo un sostituto nè in Europa nè tra gli emergenti.
Scordiamoci allora il mondo (economico) così come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi, nonostante i vari “manovratori occulti”.
Questo significa che assisteremo (stiamo assistendo già oggi) ad un cambiamento radicale che, sempre secondo me, dovrà per forza posizionarsi su comportamenti maggiormente etici, attraverso ragionamenti “economici” che coinvolgeranno sempre più l’ “altro” che non è che il motore/destinatario/fruitore di ogni mio atto nel mondo.
Grazie caro Capitano e grazie anche a tutti Voi sulle coffe in cima agli alberi a scrutare l’orizzonte per tutti noi.
Uno dei tanti mozzi di sentina.

utente anonimo
Scritto il 30 luglio 2009 at 21:30

So bene che il paragone è ingrato ma Obama che annuncia la fine della recessione mi ha ricordato l’immagine di Bush che sul ponte di una nave Usa annunciava la fine del conflitto in Iraq

Scritto il 31 luglio 2009 at 08:05

Si…Grande Capitano…così a ruota libera, “senza freni inibitori”, solo la Verità….

“E’ difficile sapere cosa sia le verità,
ma a volte è molto facile riconoscere una falsità”.
(Eisten)

“ Bisogna che si sia in due per scoprire la verità, che vi sia uno che la esprime
e un altro che la comprenda.”
Gibran

Ma non tutti siamo inclini a compiere sforzi di comprensione…

“Se si escutono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare,
l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi)
costituisce la maggior approssimazione concreta alla felicità su questa terra.
Ma questa è una verità che non molti conoscono.”
Primo Levi

Si…l’amare il proprio lavoro…uno dei diritti fondamentali da salvaguardare…ora più che mai.!
E…in questo viaggio, nonostante “mentiranno fino alla morte” il nostro Capitano non si risparmia certo in sforzi di indagine e comprensione di falsità camuffate da verità…
Falsità di dati puntualmente smascherati…
Ed è questo che volgiamo sentire…CIO’ CHE E’ …SEMPLICEMENTE!

Ma… quante Verità è in grado .di sopportare l’uomo!?

Ciao
Navighiamo…navighiamo

p.s idea3online condivido anche il Tuo ultimo commento.
Il Cucolo dove sei volato via? Non ti si “sente più cantare”..

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 08:05

Molto spesso la mia preparazione economica non mi permette di capire appieno i tuoi grafici le tue analisi economiche. Sono passati anni in tua compagnia e ancora oggi mi commuovo. Uno dei tanti giapponesi nell’isola della guerra non ancora conclusa.
Un povero diavolo.

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 08:11

Grazie Andrea,
Le tue analisi sono la pillola rossa del film Matrix…..

Carlo ,
Torino

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 10:30

Volevo condividere una riflessione che mi è scaturita dal confronto tra questa crisi e la grande depressione, confidando nella vostra capacità di coniugare il cuore col cervello.

A fronte di un dato positivo sulla popolazione occupata degli States che nell’ultimo secolo è aumentata demograficamente di 10 volte, se ne aggiunge uno drammatico e cioè un numero di disoccupati che oggi è circa 5 volte superiore a quello del 34’ e quasi uguale all’INTERA FORZA LAVORATIVA di quella grande depressione! Questo significa che gli odierni numeri sulla crisi avrebbero completamente divorato quasi il 100% di tutto quell’apparato economico!. In altre parole l’economia sarebbe crollata come un castello di carta e il capitalismo avrebbe chiuso per sempre.Insomma, un disastro totale che forse oggi poteva avverarsi se non si fosse deciso di affidarsi all’intervento dei governi, dissanguando il patrimonio pubblico e creando un debito enorme da piazzare nel mercato della fiducia cartacea.

I difensori dell’economia liberista improntata al profitto potranno sempre obbiettare che nel frattempo si è accelerata significamente la spinta demografica di chi ha raggiunto un adeguato livello di vita e gode della partecipazione al mondo del lavoro. Certo, a quel tempo gli USA constavano di una popolazione attiva di appena 13 milioni di individui (a fronte dei 155 milioni di oggi), anche se la ricaduta della crisi sugli altri Paesi non assunse mai contraccolpi simili a quelli odierni. Quindi tutto sommato i dati sulla crisi di oggi, al contrario del ’29, non sono una minaccia per il sistema, ma solo un disagio per chi verrà escluso dal mercato e spera prima o poi di rientrarvi, anche se dovesse aspettare anni. Insomma vi sono ampie fasce di popolazione pronte a venire sacrificate e ad accettare di versare un’ipoteca per il bene placido delle regole.

Come dice Andrea, è alle persone che soffrono che dobbiamo guardare, e a distanza di quasi un secolo la loro cifra si è quintuplicata se la poniamo in termini di disoccupazione ( parlo solo dei paesi ad economia avanzata, perchè come sapete in molte parti del mondo dilaga lo sterminio per fame, povertà e malattia).

Come vedete, a volte gli stessi dati, in periodi diversi, possono rendersi suscettibili di antitetiche interpretazioni, passando da visioni drammatiche al tutto sommato accettabile. Se la demografia di uno stato aumenta è come se il valore della vita venisse “diluito” in rapporto ai numeri. Nel 29’ l’odierno numero di disoccupati sarebbe stato drammatico, mentre oggi si cerca semplicemente di nasconderlo sotto il tappeto nell’attesa di creare l’ennesima espansione monetaria ( non ancora emessa dalle banche per via della loro temporanea chiusura del credito), nella speranza che tutto si rimetta in moto..

Man mano che la popolazione mondiale aumenta, il bacino di esclusione dal mercato del lavoro sarà in continua crescita, e potrà superare di gran lunga quella cifra che in altre importanti recessioni avrebbe potuto causare collassi sistemici. Ma del resto accettare l’esistenza di oceanici sottoinsiemi demografici che versano in condizioni di miseria è già oggi un fatto acclarato. L’importante per gli economisti sarà di usare tutti i mezzi per garantire la tenuta dello status quo.

E’ un altro il senso delle proporzioni che dovremmo cercare di recuperare perchè un essere umano ha oggi per me lo stesso peso morale e la stessa dignità che aveva in altri periodi della storia.
Se continuiamo a pensare che il mondo possa girare soltanto intorno al profitto siamo rimasti dei Tolemaici. L’ha capito persino il Papa.

-Marzxiano-

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 10:51

in effetti…anche senza analisti pagati a influenzare i nostri comportamenti, finalmente si è giunti in una fase reale, cosapevole, della quotidianità.
Le favole hanno stufato…ora occorre tornare con i piedi per terra, in un economia basata su fondamenti reali. rimbocchiamoci le mani…e ridimensioniamo i nostri bisogni…chi ha detto che is vive meglio possedendo di più?

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 12:27

Sì, il paragone con Bush calza.
Ricordate sulla portaerei appena dopo l’occupazione e caduta di Saddam? la megascritta era mission accomplished “missione compiuta”, e poi si è visto !!.

Ora Obama fa uguale per illudere gli ingenui “Crise is over” . Molti giovani soldati ,bisognosi di uno stipendio son partiti e morti,o rientrati con problemi mentali gravissimi. e invalidi(in tutti i sensi).
Idem sarà per questa guerra ,una nemesi dell’ economia speculativa, che lascerà morti sul campo. Si parla spesso di “indotto” della Fiat GM o di una qualsiasi settore in crisi. Bene, chissà quando diranno al TG di quanto è grave l’indotto della società in crisi più che i +1% di Wall street ? Quante persone sono più inclini o costrette a rubare in certe situazioni tragiche? Quante rapine e liti familiari a causa dei banchieri? La finanza ha preso in ostaggio l’economia reale e quindi la società(dice a ragione il cap.). La maglia sociale si disgrega, i valori morali scivolano più facilmente,non per niente per “grande depressione” non si intende solo per gli indici di borsa.
Per cambiare una cosa, ci vuole sempre una forza superiore e contraria alla precedente.
Questo status quo è M-A-R-C-I-O !

AP

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 14:08

x MARXIANO
Nel 32, alla fine della crisi, i disoccupati americani erano 12,5 milioni, il 25% della forza lavoro che quindi era di 50 milioni.
7+

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 14:14

PS.
A completamento aggiungo che produzione industriale e PIL calarono, da inizio a fine crisi, del 50%.
(bravo)7+

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 15:30

Pensiamo all’oggi:

* PIL USA -3,9% sul secondo trimestre 2008:

** PIL USA revisione primo trimestre 2009 (raffrontato al primo del 2008) -6,4%…rispetto al -5,5% precedentemente divulgato

*** In europa l’inflazione è al -0,6%…forse è meglio arrendersi all’evidenza: deflazione….ma i famigli dei giornali e gli economisti continueranno a negare…pena per loro….

*** In Italia, nazione che per cultura non abbassa i prezzi manco a fucilate….crescita dell’inflazione 0% (zero)…..

Dai dati sull’inflazione europei si deduce che il PIL sarà qualcosa di brutto…….

In Italia andatevi a vedere il dato del consumo di energia elettrica in questo semestre (fonte TERNA)….ricordo, per chi non lo sapesse che il 50% dell0energia consumata in Italia è a scopo produttivo (sollo l’altro 50% a scopo civile)……
Risultato terrificante: -8% (-7,8% destagionalizzato)…..si può capire bene come sarà il PIL…..

A meno che il nuovo presidente dell’Istat non abbia avuto ordini dall’alto (scherzo hahaha)…..

LA RECESSIONE E’ FINITA?….

PS
Capitano…sono i cantori dell’ottimismo ad essere i soldati giapponesi…..

Povero chi non vuole guardare la realtà…..
Ma ciò che conta è quello che sarà dal punto di vista geopolitico……tutto sta cambiando…..Cosa c’è oltre il “Nero Cancello”? Quanto dureranno i gemelli siamesi (Cina USA)?
Quanto resisterànno i sette nani (Unione Europea)?
Cosa farà l’orso russo?
E gli eredi di Montezuma (sud america)?
E la culla della civiltà (medio oriente)?

Questi sono i problemi….è vero….le crisi presto o tardi finiscono…..
ma creano sconvolgimenti anche politici……se non finiscono in fretta…..e questa crisi non ne vuol sentire di finire…..

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 15:31

Dimenticavo….

IL MOZZO DI TERZA

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 16:57

Cosa faranno orsi e siamesi??
nel frattempo ci armiamo…

eurofighter: Si tratta del maggiore contratto siglato nel settore della difesa dal 2004 nel mondo.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/07/eurofighetr-firmato-contratto.shtml?uuid=a14629a0-7dc3-11de-8f39-498e54438b53&DocRulesView=Libero

AP

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 17:01

ooooopps .. manco detto !

31/07/2009 14:17
USA – SIRIA
Obama prolunga le sanzioni Usa contro la Siria
La Casa Bianca conferma la linea di Bush verso Damasco e accusa la Siria e di “contribuire all’instabilità politica ed economica in Libano” e di “costituire una minaccia eccezionale alla sicurezza nazionale e alla politica estera degli Stati Uniti”.

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 17:01

sempre

Ap

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 17:02

Il ministro della salute cinese ha vietato l’uso dell’elettroshock per ragazzi la cui unica colpa era di navigare troppe ore in internet. [1] La pratica è ora sotto investigazione, ma le cliniche continuano a riceve pazienti e si moltiplicano anche in U.S.A. ed Europa; il Centro di Ricovero per Internet Dipendenti in Bradford, Pennsylvania, è senz’altro il più noto. [2]
In Cina però ben il 14 per cento dei giovani rischia di essere etichettato “internet dipendente”.

… per colpa di Iceberg finanza son finito anch’io così !

la crisi è finita andate in pace

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 17:08

MA E’ TUTTO COSI’ SEMPLICE

Osservo l’ennesimo sbalzo di umore, ora siete diventati pessimisti!
Cari signori la crisi è stata causata da un eccesso di debito non saldato (basta guardare la caterba di banche fallite a partire da Lheman) purtroppo i debiti stanno ancora tutti doverano prima della crisi.

Vi ripeto un analisi ritenuta più che plausibile, Spagna disoccupazione a oltre il 25%, Italia, Francia, Inglilterra e Germania al 16%.
Poi ci saranno tutta una serie di paesi che sopravviveranno solo in virtù del FMI o grazie alla BCE, o sue emanazioni.
Il paese che subirà la maggiore mazzata sarà la Cina non gli USA.
E’ buffo che non abbiate capito che quelli che di più temono il default del dollaro sono i Cinesi stessi, lo Yuan è svalutato almeno del 60%, questo vuol dire che nel caso che il dollaro “cedesse” i cinesi si troverebbero con costi di produzione fuori mercato.
Del resto se la Cina continua a fare la politica monetaria degli ultimi anni, si ritroverà con un tessuto sociale e contraddizioni stile america latina, la Cina è destinat a subire una lunga caterba di rovesci dittatura/democrazia, ci vorranno almeno 50 anni prima che la situazione si stabilizzi.
Per il Brasile il discorso è totalmente capovolto il Real e sopravvalutato di un buon 40%, questo vuol dire che una bella mattina si potrebbe asssistere ad una fuga di capitali stile Bolivar Venezuelano anni 80′ (o Peso Argentino anni 90′)
La Russia ha un’economia da rapina amministrata da baroni o oligarchi di regime, che prima o poi imploderà su se stessa.
L’india è di sicuro una promessa dello sviluppo economico, ma purtroppo pochissimi conoscono questo bellissimo paese, che presenta probblematiche e contraddizioni stridentissime, l’India è un paese da Medioevo o giù di lì, non ce lo vedo a diventare di colpo una potenza economica.
Chi si illudeva in un nuovo rinascimento mondiale si sbagliava di grosso e fra poco arriverà la parcella del falso sviluppo vissuto negli ultimi anni.

-Il Compasso-

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 17:11

Bravo Compasso .

e in più …California dreamin’

http://www.vocidallastrada.com/2009/07/emergenza-california-la-polveriera-che.html

AltaPatagonia

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 17:32

Grande Capitano…
DEFLAZIONE…

E’ l’unica punizione per i signori del FIAT MONEY…
Stanno perdendo le redini dell’economia.

Sono eccitato :-)
Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 20:51

Buonasera a tutti

Per Marzxiano #9 condivido in grossa parte il suo post, anche se qualche dato matematico è sbagliato come dice 7+ #12-13; io non saprei predire il futuro economico del mondo!!!! (non sono tanto presuntuoso come gli “accademici”) ma credo che fino a quando la moneta non sarà di proprietà dei popoli e del portatore (e non delle banche) queste cose accadranno sempre e sempre con maggiore intensità.
Io credo che molte persone si siano “stufate” (ci hanno rotto i …….) di lavorare e guadagnare dei soldi (o moneta) che non ti garantisce un futuro….a cosa serve risparmiare dei soldi per la vecchiaia o per quando ci sarà bisogno, se frà 20 anni questi soldi perderanno il 50-60% del loro valore?? o forse più; naturalmente se una persona riuscirà a risparmiare!!!!

Sempre più persone cercano di “sfuggire” da questo sistema economico della moneta-debito, sempre più persone cercano di costruirsi un futuro sereno (e di non fare debiti hahahahaha), il tempo dirà chi ha ragione!!!

SD

P.S. E’ sempre un piacere leggere i post di -Il Compasso-, ma a volte “spero” che esageri hehehe.

utente anonimo
Scritto il 31 luglio 2009 at 21:48

Nelle analisi fatte si fa’ riferimento spesso alla lost decade giapponese. Ma i dati reali di quel periodo quali sono? Come si sono comportati Pil / disoccupazione / tassi / immobili / azioni / inflazione?
Sarebbe interessante trovare materiale e fare comparazioni.
Inoltre, come era il debito delle famiglie? Era un debito da consumo oppure un debito da asset finanziari?

utente anonimo
Scritto il 1 agosto 2009 at 01:36

XCompasso,va bene quello che dici ma ricordati che il futuro sara’ dominato dalla Cina, sul lavoro non sono addormentati e il popolo sa mantenere quei buoni principi che l’occidente ha dimenticato,un miliardo e mezzo di persone non e’ poco e figuriamoci in futuro,xCrisalide mi sembra troppo presto per una grande deflazione ,max.arrivera’ al 6% in due anni per lasciare posto ad una inflazione da brivido! ma non per questo farai grandi cose con il tuo oro se non lustrarti gli occhi,x SD,sul domani “si vedra’ “,intanto cerca di mettere da parte tanti eurini, anche se varranno di meno faranno sempre comodo, in futuro lo stato non potra’ garantire aiuti per tutti quindi datti una mossa e lavora di piu’.

utente anonimo
Scritto il 1 agosto 2009 at 03:27

X il Genio dell’ultimo post…

Se arriva l’ iperinflazione l’oro scende??

Ma vai a cagher, futurologo del piffero,

Crisalide

utente anonimo
Scritto il 1 agosto 2009 at 08:20

ELLIOTT E MACROECONOMIA
Vi pare plausibile questa interpretazione:
onda A = SP da 1500 a 700
onda B l’attuale rimbalzo a 1000-1100
onda C ultimo ribasso in area 500.
che ne pensate?
Per quanto riguarda deflazione ed iperinflazione ritengo che la teoria monetaria applicata dagli anni 70 e “immortalata da Greenspan” sia in grado (coi trilioni “virtuali” delle banche centrali che prima escono e, si spera, poi rientrano) di controllarle entrambe.
Per finire l’oro a 1000 penso sia per i prossimi anni un max difficile da superare.
Dunque io guarderei al sodo : PIL, produzione industriale, prezzi immobili (che non rientrano come del resto i valori di borsa nel calcolo della deflazione-inflazione!) e disoccupazione.
7+

utente anonimo
Scritto il 1 agosto 2009 at 16:00

LA MORTE DELL’ANALISI SUI DATI ECONOMICI .

…..E L’IMBROGLIO CONTINUA

rettifica del Pil del 1° trimestre 2009 a -6,4 % da -5,5% .
rettifica del Pil del 1° trimestre 2008 a – 1,9 % da -0,8%

sui mercati finanziari la campanella dell’ultimo giro sta suonando,
anzi mi correggo, è suonata, i mercati sono sulla dirittura d’arrivo,
il cui rialzo è giunto sostanzialmente al termine.
Spazio ancora, FORSE, MA MOLTO FORSE, di alcuni punti percentuali
di crescita per L’ULTIMA FIAMMATA, se ci sarà, poi piano piano
scivolamento per qualche anno abbondante, andando a toccare nuovi
minimi.

Un saluto a tutti i compagni di viaggio
ed al nostro Capitano

carpe diem

utente anonimo
Scritto il 1 agosto 2009 at 19:01

lettura dei dati di oscar giannino :

l’aveva detto, il presidente Obama, che la recessione sta finendo, e oggi il dato rilasciato dal BEA sul GDP americano nel secondo trimestre sembra dargli pienamente ragione. A me però viene da pensare alla vecchia canzone dei Righeira, pazzi torinesi: “l’estate sta finendo e un anno se ne va/ sto diventando grande lo sai che non mi va”. Vi spiegherò perché. C’è Keynes di mezzo, ancora una volta. O meglio, la sua vulgata. ma per non apparire pazzi lunatici, bisogna spiegarsi bene.
Date un occhio all’apparato analitico del comunicato BEA. E’ vero, nel secondo trimestre la diminuzione congiunturale del GDP è pari solo all’1% sul trimestre precedente, rispetto al primo quarter in cui la frenata era stata del 6,3%.. E ciò porta la proiezione tendenziale del calo di prodotto nell’anno a un -3,9%, che dovrebbe migliorare fino a un esito inferiore al 3%, se la tendenza resta questa del secondo trimestre. Tuttavia, se vi prendete la briga di leggere gli apporti a questo dato delle diverse componenti, troverete che per esempio le spese per consumi delle famiglie sono diminuite nel secondo trimestre dell’1,2% mentre erano aumentate dello 0,6% nel primo; che il consumo dei beni durevoli è sceso del 7,1% mentre nel primo trimestre saliva del 3,9%; quello dei beni non durevoli è sceso del 2,5% rispetto a un aumento dell’1,9% nel trimestre precedente. E’ vero, in alcune componenti il gelo tende a passare dal Polo alla tundra, visto che si passa da un -39,8% a un -8,9% per gli investimenti, e dal -29,9% al -7% per l’export. Ma la differenza di fondo viene solo da una voce su tutte: la spesa pubblica. Essa è aumentata della bellezza dell’11% nel secondo trimestre, mentre nel primo si contraeva del 4,3%.

lapalissiano

maat

utente anonimo
Scritto il 1 agosto 2009 at 19:55

Per anonimo #25 ( è uno preudonimo come un altro), tenterò di risponderti, rirparmiare tanti eurini sarà difficile!!! per il semplice motivo che “non c’è ne sono”, vuoi perchè la maggior parte delle persone li ha “imbottigliati” nelle banche (cavoli loro hehehe), o perchè per AVIDITA’ non li spendono neanche per curarsi i propri malanni (ri-cavoli loro!!!!!!), o perchè non ne guadagnano abbastanza per spese extra (devono “tagliare” tutto il superfluo) od infine perchè ne hanno troppo per spenderli!!!! (a cosa gli serviranno poi!!!!).
Inoltre vorrei ricordarle che non ci sono solo gli euro, ci sono anche altri modi per costruirsi qualcosa per il futuro.
E per finire può star certo che con il mio lavoro (poco o tanto che sia!!!) ci saranno poche persone che ci “mangeranno” sopra…..sarà meglio che si stampino il denaro da soli (come stanno già facendo) o che si inventino qualcosa….magari una TASSA sull’ORO hihihihihi.

SD

utente anonimo
Scritto il 1 agosto 2009 at 20:01

Ops, scusate ma la REALTA’ ha superato la mia fantasia, ho letto in “giro” che hanno gia messo una tassa sull’ORO….gli manca solo il parere della BCI e BCE, vedremo nei prossimi mesi hahahaha.

Non avrei mai immaginato che la realtà superasse la fantasia.

SD

P.S. scusate se mi diverto con così poco….tutti abbiamo dei diffetti.

utente anonimo
Scritto il 1 agosto 2009 at 23:48

xgentile sig.na Crisalide,scusa io non ti ho detto che scende o sale il tuo oro ma solo che ti lustrerai gli occhi,x SD se sei predisposto e intonato al verde vivi alla giornata e pensa un pochino a quelli meno fortunati di te diversamente lavora tanto perche’ tra poco ci tasseranno anche la bicicletta e sarai costretto ad andare a piedi.Banca no problem,io sono la banca.Bravo 7+,ce lo auguriamo ma sara’ difficile che rientrino sono gia’ stati I P O T E C A T I ! e da chi?,da quelli che si pagheranno i debiti con la loro amata inflazione.

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 00:54

io amo il creatore e il grande spirito perche’ la preghiera e’ l’unica cosa che ci fa’ vivere meglio.Ciao Valentina e buone vacanze a tutti.

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 06:08

x #32
Ovviamente se i 10 trilioni di liquidità immessi attraverso le banche non rientreranno, concordo sul rischio inflattivo.
7+

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 15:55

finita? non è nemmeno iniziata__
quando non ci saranno auto in giro
si vedrà cosa vuol dire recessione__
mai visto gli orsi letargare in estate_
si parte mui presto con 2° discesona
10settembre?

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 16:17

per il sig.no 7+

Mi che vuol dire lustrarsi gli occhi?
Non vuol dire niente.

Crisalide

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 16:26

x crisalide
che c’entrio io col lustrarsi gli occhi?
forse ti riferivi ad anonimo #32.
riguardo al sig.no mi sembra fuori…tempo per un over …anta.
7+

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 16:44

X Crisalide; cribbio,salvato,liberato,deliziato,dai non prendertela oro e’ sempre oro ,ti farai una bella corona.ciao

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 17:53

PIL USA
se non sbaglio viene calcolato sul trimestre precedente ed annualizzato.
Pertanto -1% significa -0,25 assoluto, tuttavia conteggiando il -0,9 caricato sul primo trimestre (suppongo per poter dire la solita storiella del meglio del previsto) abbiamo -1.9 % (cioè -0,475 assoluto), ma tutto merito delle spese statali visto che le spese per consumi sono diminuite del 1,2%.
Insomma si continua con la bolla della liquidità già ampiamente usata da greenspan che porterà inevitabilmente ad un nuovo sboom con l’aggravante che a quel punto altri interventi statali (a cui si sta già pensando) sarebbero la tomba per il dollaro e la credibilità finanziaria degli USA.
Inoltre l’aumento delle materie prime ed energia, frutto della speculazione, per tenere alti i prezzi dei prodotti e quindi lo stesso pil, fanno ulteriolmente diminuire i consumi visto che nel frattempo i disoccupati aumentano ed i salari diminuiscono.
E’ un rimbalzo che non ha gambe per sostenersi, una trappola speculativa.

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 18:39

bravo SD, hai più che ragione. basta con questa moneta-debito. si devono invertire i ruoli. bisogna arrivare alla moneta-credito. cioè accreditata al suo originale proprietario, che è il POPOLO. non a quei ladroni dei banchieri usurai delle BANCHE CENTRALI. bisogna arrivare a questo. leggete.

Riprendiamoci la proprietà dei nostri soldi. OGGI la NOSTRA MONETA nasce di PROPRIETA’ della banca che la emette prestandocela. Noi vogliamo che nasca di PROPRIETA’ dei CITTADINI e che sia ACCREDITATA ad ognuno come “REDDITO DI CITTADINANZA”. Per scrivere questa frase che è valida per tutte le monete in circolazione sono occorsi 36 anni di studi universitari ( tesi di laurea, convegni ecc.) presso l’ateneo di giurisprudenza di Teramo e “La Sapienza” di Roma. Poiché democrazia significa sovranità politica popolare, il popolo deve avere anche la sovranità monetaria che di quella politica è parte costitutiva ed essenziale in un sistema di democrazia vera o integrale in cui la moneta va dichiarata, a titolo originario, di proprietà dei cittadini sin dal momento della sua emissione. Giacinto Auriti. by DORF

Scritto il 2 agosto 2009 at 18:45

Son d’accordo, una cosa è dire che la recessione finita, ben altra sostenere che la caduta libera è stata arrestata che è cosa ben diversa…

D’altro canto, le previsioni realistiche parlano di un’effettiva ripresa, di una certa consistenza, solo per il 2015…
Sulla Cina son d’accordo…

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 19:44

Toh!
Annunci propagandistici dall’altra parte dell’oceano, informazione di regime da noi che parla soltanto in occasione di dati (più spesso sondaggi) volti all’ottimismo…

qualcuno per esempio sa qualcosa dell’attuale situazione dei paesi baltici? Son lì per lì…

L’autunno signori sarà la stagione del realismo.

Godetevi le ferie, e chi vivrà vedrà!

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 20:34

Per DORF #40 leggo sempre con piacere i suoi post e mi “consolo” perchè leggendola mi sento meno isolato…….non vorrei apparire il Don Chisciotte della situazione hehehe.

Per anonimo #32, probabilmente ha ragione ci tasseranno anche la bicicletta e se non bastasse anche i passi se andiamo a piedi, perchè per “mantenere” il tenore di vita che hanno i “privilegiati” dalle mie parti serviranno anche le tasse sui passi!!!

Per finire nel suo post lei dice di ” essere la banca”, se posso permettermi !!!! e se non la offendo vorrei dirle che sarà meglio che continui a fare la BANCA (nel senso letterale della parola); se invece vuole andare oltre la sua funzione ed occuparsi anche di problemi sociali……se ne assuma la piena responsabilità e le relative conseguenze…….tanti auguri.

Buona domenica

SD

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 21:56

Una yassa patrimoniale non una tantum a elevata proporzionalità a partire da 5 miioni di Euro di patrmonio totale, tassazione delle rendite finanziarie e redditometro per gli autonomi.

Questo ci vuole,

Altro che tassa sulla bicicletta

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 22:08

#44 hai ragione, poi i dipendenti dovrebbero smetterla di fare gli straordinari in “nero” e di arrotondare sempre in “nero” al sabato e domenica.

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 22:28

Baltic crackdown:
A Riga dove i prezzi delle case (ex comuniste) son scesi da 1500 € a MQ a 470€ a MQ, bene come manovra anticris hanno dimezzato di quasi 40% i posti degli statali e contemporaneamente ridotto del 30% lo stipendio .!! La produzione industriale crollata del 30%.
Altro?
Si! poichè ricevono aiuti dalla BCE gli è stato imposto di non staccare il LAT dall’ Euro, quindi il cross rimane 0.7 per 1€. Insomma sono tra scilla e cariddi. Svaluti (e crollerebbe a picco) e inflazioni, oppure tieni il cross bloccato ma l’economia soffoca. Il default è stato già annunciato per luglio, ma sapete già che i maghetti lo mantengono in vita perchè sanno che dentro ci cadono le banche svedesi e a ruota probabilmente i paesi dell’ est, impanicati da situazioni simili ed con esposizione massiccia delle banche occidentali(si parla 70% del pil austriaco).
Se invece ti riferivi al Baltic index, beh potete vedere voi stessi…. i cargo stanno girando vuoti , amio umileparere anche per creare “fuffa”

AltaP

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 22:29

fuffa fuffa e tutta fuffa!!
….Ottobre rosso e november rain !

AltaP

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 23:45

x SD,semplice,dolce .Che bella eta’,grazie sei molto carino.Ciao.

utente anonimo
Scritto il 2 agosto 2009 at 23:52

x 44, Tassa a partire da 5.000.000 di euro?Ad averli mi prenoto per pagarla.

utente anonimo
Scritto il 3 agosto 2009 at 00:59

ok

utente anonimo
Scritto il 3 agosto 2009 at 01:12

XAlta patagonia,mi dispiace delle restrizioni sul baltico,il popolo soffre ma sono stati coraggiosi , hanno avuto la forza di decisione non si puo’ avere la botte piena e la moglie ubriaca come accade in america e forse anche in Europa, Italia compresa.Con i suoi numeri di probabilita’ ci puo’ dire quando arrivera’ il ns.turno?,tanto per regolarci.Cordialmente La saluto.Un italiano.

utente anonimo
Scritto il 3 agosto 2009 at 01:47

Pensare invece a eliminarlo del tutto questo sistema monetario fallimentare basato solo su una convenzione tra falliti no eh?. Numismatica dal greco nomisma cioè convenzione.

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