DEFLAZIONE e DEBT DEFLATION: RITORNO AL FUTURO!

Scritto il alle 20:07 da icebergfinanza

 

Sebbene una rondine non faccia primavera, ai cultori dell’arte inflativa, basta mezza rondine per far primavera, una mezza rondine le cui ali sono inzuppate di petrolio.

A dimenticavo, prendetevi mezza giornata di ferie, probabilmente non vi basterà per poter leggere tutto questo post……

L’aumento generalizzato delle materie prime frutto della diversificazione e dell’accumulo di riserve made in China e dei giochi "proibiti" messi in atto dai principali attori speculatori finanziari, si rispecchia nel dato dei prezzi alla produzione in attesa di qualcuno che abbia il coraggio di trasferirli direttamente al consumatore.

A proposito di "giochi proibiti" vorrei farVi notare cosa dice un certo Mobius ( hat tip Raffaele ) su Bloomberg …..Mobius Says Derivatives, Stimulus to Spark New Crisis.

Una nuova crisi si svilupperà dalla mancanza di regolamentazione efficace sui derivati e l’oceano di liquidità che circola a livello mondiale, quello stimolo perduto. Vi siete mai chiesti perchè tutta questa fretta di restituire i contributi governativi da parte delle maggiori banche di investimento e commerciali americane?

Semplice, per poter continuare il lavoro di pressione politica, avendo le mani libere ( lobbing ) atto ad evitare che il mercato dei derivati subisca una adeguata regolamentazione…… un’altra crisi ci aspetta dietro l’angolo se non apprenderemo dagli errori del passato.

I prezzi dell’energia ( + 6,6 % ) quelli delle automobili ( + 2 % ) e di automezzi leggeri ( + 3, 4 % ) e della verdura e frutta secca del 1,1 % rappresentano complessivamente tutto l’aumento del 1, 8 % registrato nei prezzi alla produzione.

Nel frattempo, se escludiamo gli incentivi all’acquisto delle auto e il volo dei prezzi energetici, le vendite al dettaglio scendono per l’ennesima volta.

Dopo il calo dello 0,3 di aprile e del 0,1 di maggio, abbiamo questo calo del 0,2 % in giugno, il che la dice lunga sulla forza di questo recupero, contribuendo a mantenere abbondantemente sotto il livello dell’acqua il PIL del secondo trimestre.

Ricordate la stupenda definizione del PIL lasciataci da Robert Kennedy tre mesi prima di essere assassinato….. il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta……ebbene la Federal Reserve nelle minute relative alla sua ultima riunione ( FOMC ) prefigura un cammino di gioia per l’economia nei prossimi anni, una lenta ma strabiliante per quanto è accaduto sinora, ripresa economica.

Affascinante è la prospettiva di una PIL che potrebbe raggiungere una crescita del 4,6 % nel 2011 con una forchetta che parte dal 3,8 % e quindi rivisto positivamente, abbinata ad un incremento della disoccupazione che resterà abbondantemente sopra l’  8 % nel 2011.

[FED_update.jpg]

Ricordo a tutti coloro che si fossero messi in viaggio in questo momento che questa è stata la crescita del PIL americano in questi anni, quella che vedete nel grafico qui sotto…..

 

Questo grafico è una delle pietre miliari del nostro blog, del nostro viaggio, senza il contributo della ricchezza virtuale estratta dall’aumento del valore delle abitazioni americane, il consumatore americano non avrebbe mai sostenuto la crescita del PIL e questa sarebbe stata negli ultimi sei anni che hanno preceduto la crisi essenzialmente recessiva, come viene chiamata ogni crescita che non eccede l’ 1%.  Suvvia siamo seri, ditemi quali sarebbero i nuovi motori della crescita, su quali basi si fonda l’ottimismo della Federal Reserve.

Si può essere ottimisti nelle risorse dell’uomo, ma non in quelle che dispongono coloro che fanno analisi che lasciano il tempo che trovano.

Se non riusciremo a comprendere che l’economia non può in alcun modo tornare al punto in cui era prima di questa crisi, se non riusciremo a comprendere che l’eccesso della finanza non serve all’economia, che non esiste un mercato immobiliare senza una chiara redistribuzione dei redditi, senza un giusto equilibrio tra salari, affitti  e valori immobiliari, se non comprenderemo che un’economia di carta oscura l’economia reale, che abbiamo prodotto più macchine di quante siamo in grado di utilizzare, allora non avremo capito nulla.

Goldman Sachs ci dice che non è cambiato nulla, che il modello di business è sempre quello, esponenziale e demenziale allo stesso tempo, un mondo di carta, di liquidità, che gli illuminati sostengono necessario, assolutamente necessario all’economia reale, perchè la liquidità è la liquidità, la musica non cambia.

Addirittura la fine della recessione viene annunciata dalla coppia Bank of America e Merrill Lynch ( quanto ci manchi caro Rosenberg ) , un senso di sicurezza che lascio alle vostre conclusioni, nella migliore delle ipotesi avremo una double dip recession!

Razionalmente non vedo nulla di quanto riescono a vedere coloro che non sembrano essersi accorti della madre di tutte le crisi, sottovalutando e semplificandone ogni possibile contagio.

Laggiù all’orizzonte, tralasciando alcune variabili impazzite che abbiamo ampiamente visionato insieme, scorgo solo una lenta e prolungata stagnazione economica, figlia di una fragilità ed insostenibilità che questa epocale crisi finanziaria ed immobiliare ci ha lasciato, nessuna fine del mondo, ma solo la fine di un’economia, che come dice Robert Reich ha bisogno di utilizzare una X come simbolo di una ripresa futura.

Abbiamo bisogno di una nuova economia, abbiamo bisogno di nuove proposte che vadano oltre la restaurazione di un sistema che ha fallito, ma che può e deve essere integrato e revisionato per ripartire, con l’uomo al centro dell’universo e non il profitto.

Sono tanti coloro che non condividono questa visione, un ostacolo al cambiamento.

Se date un’occhiata in profondità agli ultimi dati delle vendite al dettaglio, vi notate il "fallimento" dell’inutile stimolo fiscale, che cerca di sostituire l’aumento della disoccupazione, contribuendo a gonfiare il risparmio e il rimbalzo dei settori che più di ogni altro sono caduti nei mesi scorsi, benzina e vendita di autovetture, come dire che più la pallina cade dall’alto, più rimbalza per inerzia.

I prezzi al consumo invece registrano una variazione congiunturale che alimenta le speranze degli incendiari che amano il fuoco dell’inflazione, un dato che per oltre l’ 80 % è stato alimentato, da un aumento di oltre il 17 % del prezzo della benzina…. quando si dice gettare benzina sul fuoco. L’immagine qui sotto parla da se, non occorre aggiungere altro grazie a Econompicdata

Lasciamo perdere l’indice core, perchè diversamente dovrei invitarVi tutti ha rileggere il post dal titolo Cucù_cucù_e_l’inflazione_non_c’é più! scritto il  15 maggio 2008, quando scrissi……

O l’economia americana è alla vigilia di una deflazione o meglio di una  "Stagdeflation " oppure le esalazioni del petrolio stanno modificando il buon senso e la consapevolezza. 

Il CPI è ora giù del 1,2 % YOY anno su anno, la più grande variazione annua dal 1950, mentre il CPI core staziona intorno al 1,7 % lontano dai livelli di guardia della FED ovvero il 2 %.
 
Confermando la stima preliminare e nonostante il rialzo della benzina di oltre sei punti e degli alimentari anche in Italia, l’inflazione si dimezza, mese su mese.

 

IMAGE

thanks to TIM IACONO

thanks to http://econompicdata.blogspot.com/

Oggi fra i dati macroeconomici usciti in giornata ce ne uno che tra i tanti che il mercato non sa interpretare, o meglio fa finta di non interpretare, ovvero quello della produzione industriale e quello relativo alla capacità di utilizzazione degli impianti sceso dello zero virgola, meglio delle attese anche se quello del mese prima è stato rivisto negativamente.

E’ giusto osservare che la contrazione complessiva di questo trimestre è stata del 11,6 % rispetto al 19,1 % del precedente trimestre, ma sarebbe interessante comprendere per quale motivo negli ultimi mesi l’indice ISM manifatturiero quello che mette in evidenza la fiducia del settore, non rispecchia il continuo declino della capacità di utilizzazione degli impianti del settore manifatturiero.

Siamo quasi 13 punti sotto la media degli anni 1972/2008, mentre il minimo assoluto è stato registrato nel 1982 a 70,9 il punto più basso dall’inizio delle rilevazione avvenuto nel 1967…..più o meno quando gattonavo!

Ricordatevi questa parola " OVERCAPACITY " oppure " SOVRAPRODUZIONE " per gli amici, lo stesso granellino di sabbia che bloccò gli ingranaggi industriali nella Grande Depressione! Non ho intenzione di spaventare nessuno, ma questa si chiama analisi ogettiva, analisi della realtà, alla ricerca di una consapevolezza che possa portare i grandi della terra a comprendere che non è possibile avviare una nuova fase di sovraproduzione o produzione fine a se stessa, senza fare i conti con la " DEBT DEFLATION " quella spirale che sta costringendo il consumatore americano a rientrare da tutti i debiti che avevano permesso di restare al passo con la sovraproduzione!

     July 15 (Bloomberg) — Following are the details of
June capacity utilization from the Federal Reserve.
========================================================================
                   June   May   April  March   Feb.   Jan.   Dec.
                        2009   2009   2009   2009   2009   2009   2008
========================================================================
Total utilization       68.0%  68.2%  69.0%  69.5%  70.6%  71.1%  72.7%
   Excluding high-tech  68.3%  68.5%  69.2%  69.7%  70.9%  71.4%  73.0%
———————————————————————–
Manufacturing           64.6%  64.9%  65.6%  65.9%  67.1%  67.1%  69.0%
Manufacturing(NAICS)    64.7%  65.0%  65.7%  66.0%  67.1%  67.0%  68.9%
   Excluding high-tech  64.9%  65.1%  65.7%  66.1%  67.3%  67.2%  76.1%
Durables               57.8%  58.1%  59.3%  59.8%  61.3%  62.0%  65.4%
  Selected high-tech    60.3%  61.4%  63.5%  63.3%  63.9%  65.4%  66.0%
   Computer, office eq. 61.6%  63.1%  64.8%  66.7%  68.8%  70.5%  85.5%
   Communication equip. 66.2%  66.0%  68.8%  69.7%  72.2%  74.5%  78.3%
  Semicond, electonics  56.0%  57.8%  59.5%  57.4%  55.7%  56.5%  81.4%
  Wood Products         49.4%  48.4%  48.2%  48.8%  50.1%  49.5%  50.9%
  Nonmetallic mineral   53.8%  54.1%  54.7%  54.4%  56.4%  57.4%  60.7%
========================================================================

Sempre da Bloomberg sempre dalla nostra preziosa vedetta Raffaele…..
 
World Bank Sees ‘Deflationary Spiral’ Risk From Excess Capacity
 
Sarà una coincidenza ma forse anche la World Bank legge Icebergfinanza, da oltre un anno e mezzo nell’oceano della deflazione, alla ricerca di una comprensione delle dinamiche future!
 
Nell’articolo in sintesi, si ritiene che l’eccesso di capacità produttiva possa aspirarci nella spirale della deflazione, un errore nell’affrontare l’eccesso di capacità produttiva può prolungare la crisi con la conseguente necessità del salvataggio di più imprese….una volta che nel ciclo economico appare un eccesso di capacità, l’economia viene intrappolata in un circolo vizioso……..o aggiungerei virtuoso a seconda dei punti di vista, visto che la sostenibilità in questa società è un optional!
Prezzi sotto zero in 4 città ,Banca d’Italia ripresa lenta. Inflazione ai minimi da 4° anni. E quanto emerge dai dati dell’Istat, secondo i quali a giugno i prezzi sono aumentati su base annua dello 0,5% (+0,1% su base mensile). E in quattro città del Nord (Milano, Venezia, Trento e Aosta) le variazioni sono state addirittura negative, mentre si parla già di pericolo deflattivo. ( Sole24Ore )
Hihihihiihihi…… chissà cosa direbbero i miei concittadini se scoprissero che sussurro il rischio della deflazione da oltre un anno e mezzo ora che ha bussato alla porta della città, in fondo per il momento si tratta di "deflazione buona ".
Se mai abbiamo bisogno di conferme ascoltiamo cosa dice la Coldiretti…..

L’aumento tendenziale dei prezzi degli alimentari dell’1,9 per cento è stato quasi quattro volte superiore il valore medio dell’inflazione (+0,5 per cento) a giugno, nonostante nelle campagne i prodotti agricoli si trovino

in piena deflazione con un calo del 12,7 per cento a maggio secondo Ismea. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento ai dati Istat sull’inflazione a giugno.  

I recenti numeri sulla disoccupazione che ormai in molti condividono, resteranno molto alti anche dopo la fine di questa recessione, nascondono una realtà molto più profonda e differente di quella che i dati ufficiali riescano a raccontare. Senza occupazione ovviamente non vi può essere nessun ritorno ai consumi. WSJonline
 
Ecco dieci ragioni per osservare i numeri da un’altra prospettiva che in alcuni casi ripercorrono quello che i lettori di Icebergfinanza già conoscono.
 
a ) 185.000 nuovi assunti inventati dal nostro ormai leggendario modellino stagionale CES/NET B/D che presuppongono importanti e sensibili revisioni nei prossimi mesi, che ovviamente ai mercati interesseranno poco, ma a noi interessano assai in quanto questi ipotetici 185.000 nuovi assunti in settori fantasma non contribuiscono al consumo
 
b) imprese che chiedono ai dipendenti di prendere congedi non retribuiti che ovviamente non vengono valutati come disoccupati
 
c) non meno di 1,4 milioni di disponibili a lavorare ma non registrati in quanto non hanno cercato lavoro nelle quattro settimane precedenti all’indagine del BLS ( lavoratori scoraggiati )
 
d) sottoccupazione raddoppiata a circa nove milioni sino al 16, 5 % ( ne abbiamo già parlato )
 
e) ore settimanali che scendono a 33 ore, 48 minuti in meno di quando la recessione è incominciata mediamente, il più basso livello degli ultimi 45 anni, da quando è iniziata la rilevazione del dato, aumento del partime e fabbriche che oeprano al 65 % della capacità produttiva. Se semplifichiamo il tutto porta, solo nel caso di un minor numero di ore lavorate ad una disoccupazione di complessivi nuovi 3,3 milioni di posti per una percentuale complessiva che sale all’ 11, 7 %

 
f) durata media della disoccupazione che sale a 24,5 settimane altro record, altro numero che risale all’inizio della rilevazione storica
 
g) salari che ovviamente scendono sino a raggiungere i 18,53 dollari l’ora che come vedremo in seguito, testimoniano la scomparsa di ogni reale possibilità di inflazione
 
h) il settore della produzione di beni perde il maggior numero di lavori 223.000 solo nell’ultima relazione
 
i) prospettive future per la creazione di posti di lavoro che sono altrettanto desolanti, come abbiamo già visto nella recentissima, Ballando_sull’orlo_del_vulcano, aumento delle ore di lavoro e partime che ritornano a pieno regime, ecco per quale motivo la disoccupazione resterà a lungo su livelli molto alti rispetto alla media storica.
 

Broad Unemployment Across the U.S. NYTIMES ….

questo post testimonia e riassume più di ogni altra parola alcune riflessioni sul mercato immobiliare che noi ben conosciamo…..nell’ambito di un conctto più ampio della parola disoccupazione, dobbiamo comprendere i lavoratori part.time che desiderano lavorare a tempo pieno, suggerisce l’autore ma anche persone che vogliono lavorare ma non hanno cercato nelle ultime quattro settimane. il che porta alcuni stati a una disoccupazione superiore al 20 %, poi ognuno faccia le sue valutazioni.
Questa è analisi signori! Un simpatico compagno di viaggio ha scritto nel forum che per navigare nei mercati azionari, non serve navigare nei fondamentali, , ma solo seguire il trend, seguire l’onda……
 
Ebbene qui si fa cultura economica e finanziaria, i mercati da tempo sono un gingillo che lasciamo volentieri a coloro che amano fare i pirati di breve termine, che troveranno tutto l’occorrente e il materiale a loro consono, in altri lidi.
 
July 15 (Bloomberg) — Investor sentiment for U.S. stocks
fell to the lowest level since March and confidence in equities
around the world declined as prospects for the global economy
worsened in June, according to a survey of Bloomberg users.
 
Tornando all’occupazione, il tutto ci porta a costantare che unitamente alla dinamica del deleveraging, ovvero il conseguente e concomitante rientro dal debito di tutto il sistema, in una sorta di collettiva " debt deflation " e ridimensionamento della sovrapproduzione, la deflazione è oggi il pericolo numero uno dell’economia, anche se per certi versi sta contribuendo ad una sorta di disintossicazione generale, alquanto virtuosa.
E’ estremamente affascinante notare schiere di illuminati opinionisti ed economisti sussurrare la ripresa quando consumi, produzione industriale ed occupazione sono continuamente in calo, una dinamica in rallentamento ma pur sempre negativa al quanto.

Sul Sole24Ore di ieri Carlo De Benedetti ci racconta chi è la deflazione, condividendo la sua riflessione e i pensieri di Paul Krugman.

Ma prima di entrare nel dettaglio della lettera al SOLE24ORE diamo un’occhiata a cosa dice De Benedetti:

"  I lettori del Sole 24 Ore sanno che quello della deflazione è il timore che più di ogni altro, come una fastidiosa ulcera,mi ha accompagnato in tutto questo anno di crisi. E’ sul Sole 24 Ore che nell’autunno scorso denunciai per primo questo pericolo. E da allora ne ho parlato altre volte, rimanendo per una voce piuttosto isolata nel dibattito, almeno in quello italiano. E con qualche piacere, perciò , che vedo di condividere quella mia piccola ulcera con economisti dalla voce potente come Krugman. E non perché così io possa sentirmi meno solo. (…)

Lo so che a qualcuno non farà piacere intravvedere un pizzico di autocompiacimento o di vanità nelle mie parole, ma credo che il lavoro di Icebergfinanza vada giudicato per quello che è stato alla luce di questa crisi, un lavoro di analisi e ricerca che ci ha permesso di comprendere prima di altri i meccanismi di questa crisi, il tutto ovviamente con l’aiuto di altre preziosissime vedette.

 " Dopo l’attenuarsi della crisi del credito e un periodo di alta inflazione non è impossibile prevedere una nuova era di deflazione, difficile da gestire, tanto è elevato il livello del debito. Le statistiche potrebbero sottovalutare gli effetti del credit crunch! I lettori sanno che da tempo uso il termine STAGDEFLATION inusuale per la teoria accademica ma a breve ne sentirete parlare sempre più.

Era il primo luglio 2008, tempi non certo sospetti, mi pare di ricordare che fosse estate, quella che viene prima dell’autunno, ma da tempo se ne parlava di deflazione da debiti, come abbiamo visto sempre più in su sino a maggio del 2008.

Icebergfinanza non poteva certo ambire ad un palcoscenico come quello dell’imprenditore torinese, ma questa "ulcera" solo nei dibattiti accademici era isolata, dibattiti che da sempre dimenticavano di prendere in considerazione la cosidetta " DEBT DEFLATION " di Irving Fisher che troverete spiegata nell’ultima parte del  TRAMONTO_DI_UNA_LEGGENDA.

Insomma tempi da TEMPESTA_PERFETTA , nelle mani del destino, e da quel momento in poi il binocolo di Icebergfinanza è stato puntanto sempre esclusivamente nella direzione del "Sol Levante", dove la deflazione ha creato la leggenda della "Lost Decade".

Da quel momento non ho fatto altro che studiare la crisi giapponese, rifacendomi alla " Debt Deflation " di Irving Fisher, una deflazione da eccesso di debito più volte spiegata nel corso di questa lunga navigazione e alla magistrale interpretazione di Hyman Minsky e Charles Kindleberger riassunta in un bellissimo paper di Gianni Degasperi; La dinamica delle crisi finanziarie: i modelli di Minsky e Kindleberger, Agosto 1999, un lavoro che si propone di interpretare la dinamica delle crisi finanziarie, stilizzandone la fenomenologia tipica sulla base del modello di Minsky (Ipotesi di instabilità finanziaria) e dell’approccio storico-economico di Kindleberger. Degasperi99a.pdf (322 kb)

Molti di Voi probabilmente si chiederanno per quale motivo continuo ad insistere sull’argomento che ormai è diventato insieme al mercato immobiliare uno degli argomenti principi di Icebergfinanza, testimoniato dal numero di post disponibili nei rispettivi tag.

Oggi di chiunque si tratti, di un investitore o di un imprenditore, di un comune cittadino o di un giovane che si appresta a fare delle scelte per il futuro, non può fare a meno di comprendere come questa lotta tra titani verrà risolta all’interno di una dinamica, quella della madre di tutte le crisi, che nasce da un eccesso di debito mai sperimentato in passato, se non in forma diversa nella Grande Depressione e nella crisi giapponese appunto.

Attendersi un periodo di alta inflazione o di persistente deflazione, cambia radicalmente, le prospettive di investimento o di qualsiasi progetto economico o finanziario che si tratti di stipulare un mutuo, piuttosto che aprire un’attività.

Nei prossimi giorni, insieme a coloro che hanno contribuito e vorranno contribuire anche economicamente, liberamente, all’avventura di Icebergfinanza, vedremo di analizzare insieme nuovi aspetti che contribuiscono a comprendere sempre più la dimensione del vortice deflattivo in cui l’economia mondiale si sta lentamente avviando, nuovi tasselli per comprendere sempre più questa scienza triste.

Per poter raggiungere tutti coloro che hanno inviato un bonifico, avrei bisogno della mail!

Tornando a De Benedetti leggiamo il resto del suo intervento…..

" Intorno a me vedo diffondersi un ottimismo un po’ irresponsabile, quasi un’euforia della ripresa, che mi sembra davvero pericolosa. E pericolosa perché ci porta a ragionare di exitstrategy dagli aiuti quando oggi, più che mai, abbiamo bisogno di vigorosi pacchetti di aiuti. "

Sin qui nulla da dire, se non che oggi, da tempo, il sistema mondiale ha messo in piedi un imponente New Deal indirizzato quasi esclusivamente al sostegno del sistema finanziario mondiale, ritenuto indispensabile a sua volta per evitare la cancellazione del sistema economico mondiale, come ha recentemente dichiarato il governatore della Federal Reserve per giustificare l’imponente creatività contabile e finanziaria messa in atto dalla banca centrale americana.

Peccato che nessuno abbia avuto il buon senso di chiedersi che ne sarebbe del sistema finanziario se all’improvviso, l’economia mondiale crollasse in una nuova depressione, quale sarebbe l’utilità di un istituto di credito, una volta che l’economia reale è collassata.

Credo che sia assolutamente improprio paragonare l’imponente stimolo governativo attuale, i mille programmi di salvataggio governativi al New Deal del presidente Roosevelt, un’esplosione di debito pubblico che ha sostenuto l’economia reale la sua, le famiglie, il lavoro.

Il tutto a differenza di questo tempo nel quale la grande "mano visibile pubblica" principalmente ed inizialmente, si è occupata di sostenere talvolta arbitrariamente il dogma del rischio sistemico, finanziando più la speculazione che l’economia reale come dimostrano gli ultimi dati rilasciati da Goldman Sachs, beneficiaria principe di aiuti governativi, anche in forma indiretta attraverso il salvataggio di AIG il gigante assicurativo che da solo ha salvato i principali istituti di credito mondiali via Federal Reserve.

Utili record provenienti eslusivamente dal settore Trading & Principal Investments e una cascata di bonus, l’altra faccia della medaglia di un’ America che vede milioni di famiglie sulla strada, senza lavoro, che si sono viste sotrarre il "sogno americano" la casa per tutti.

Se questa non è una nuova mina vagante, nell’oceano ditemi Voi cosa è, questo è un iceberg all’incontrario talmente evidente che prima o poi vi andremo a sbattere…..

La percentuale di esposizione al rischio sulla base del cosidetto risk based capital ratio con il quale si misura il livello del rischio di credito in rapporto a tutti gli assets di una impresa una sorta di indicatore del grado di solvibilità di una impresa rispetto ai componenti di bilancio. ( thanks to Barry Ritholtz )

Se poi andiamo a dare un’occhiata al VAR Wikipedia.org  Value at Risk, una sorta di termometro del rischio di portafoglio, apriti cielo …..

Da un frizzante FELIX_SALMON abbiamo una raffigurazione illuminante della rampa da lancio utilizzata dagli scienziati finanziari di Goldman Sachs denominata Chart of the Day…. ricordate cosa ha sussurrato poco fa Mobius…

var.tiff

Su Bloomberg compare la notizia che Sheila Bair con il sostegno dei funzionari della Federal Reserve ( sarà vero……..che ne pensano Geithner e Summers  ) sta spingendo per ottenere misure più severe per ridurre le dimensioni e l’assunzione di rischio della più grandi società finanziarie americane QUI e QUI

“Our model really never changed,” Goldman Sachs Chief Financial Officer David Viniar said yesterday in an interview. “We’ve said very consistently that our business model remained the same.”

Il nostro medello non è cambiato molto…..abbiamo sempre detto che il nostro modello di business rimane sempre lo stesso….e meno male che si tratta oggi di una banca commerciale…..

Come dice il Fringuello citando gli ultimi ritocchi relativi alle norme contabili….

…..e ora vi chiedo: perche’ una banca o un’assicurazione dovrebbe finanziare l’economia reale, se acquistando e tradando distressed bonds o semplicemente bonds, o acquistando azioni sotto la dicitura partecipazione strategica, dove lo strategico non e’ individuato in maniera certa e peculiare, non e’ soggetta alla valutazione di mercato e puo’ valutare tutto al fair value o al costo? Da una parte, ovvero finanziando l’economia reale aumentando gli impieghi ed aprendo i cordoni della borsa, accetterebbe un rischio d’impresa, dall’altra il rischio di svalutazione a bilancio ed eventuale ricapitalizzazione o svalutazione del capitale per perdite e’ praticamente zero,  di conseguenza il rischio d’impresa di gran lunga mitigato, e se si sbaglia ….beh ci sono 2.5 trillioni di dollari di mamma FED.

Altrimenti il VAR di GS col cavolo che era li dov’e’. ……col cavolo aggiungerei io, ma sotto il cavolo ci sta ancora!

Inoltre secondo il Financial Times, i dirigenti di  Goldman Sachs, hanno venduto quasi 700 milioni di dollari di azioni personali, dopo il crollo di Lehman Brothers secondo i numeri forniti dalla SEC. La maggior parte delle vendite è avvenuta nel periodo in cui il contribuente americano sosteneva la rinascita di questo gioiellino esoterico.

Nessun commento ulteriore a questa euforia da avvoltoi che circola nei mercati finanziari, su utili stratosferici, utili prodotti dal nulla!

In fondo questa è la vita, c’è chi vince e c’è chi perde, magari sempre e solo gli stessi, chissà che forse un giorno senza generalizzare il cliente_non_abbia_sempre_più spesso ragione,  ma la nemesi di questa crisi è racchiusa nell’intreccio primordiale tra finanza e politica, tra politica e politica, una politica che non vede l’ora di prendersi la sua rivincita populista, sempre_più_tentati_da_un_colpo_di_mano!

Ma poi se quelli che devono controllare quelli che a loro volta devono essere controllati da coloro che sanno di essere controllati, chi mai controllerà quelli che non vogliono essere controllati.

BERLINO (awp/ats/ansa) Il ministro delle finanze tedesco, Peer Steinbrück, ha esortato oggi le banche e le casse di risparmio del paese a fare credito alle imprese a condizioni vantaggiose, sottolineando che tirerà un bilancio della situazione il primo settembre prossimo, in occasione della giornata delle Camere di Commercio tedesche.

"Mi aspetto concretamente che gli istituti concedano credito alle imprese a condizioni vantaggiose", ha scritto il ministro in una lettera indirizzata all’associazione federazione del settore. "Terrò d’occhio lo sviluppo dell’assegnazione del credito – ha proseguito il ministro, secondo quanto riporta l’agenzia stampa Dpa -. Su questo piano mi consulterò poi con la Banca centrale".

Steinbrück ha poi concluso: "Gli istituti di credito in Germania oggi hanno una particolare responsabilità per l’economia. Chiediamo e continuiamo a chiedere di rendere giustizia a questa responsabilità, assicurando all’economia tedesca credito sufficiente a condizioni convenienti".

Ormai è un discorso generalizzato, una dinamica a livello mondiale anche se bisogna ammettere che non è solo l’acqua che non si trova, ma anche il cavallo che non vuole più saperne di bere, dopo essersi ubriacato di debito in questi anni.

Ma torniamo alla nostra deflazione…..

" (…) I dati di pochi giorni fa sulla disoccupazione americana sono davvero negativi. E anche in Europa, in autunno, ci si aspetta una dura stagione per l’occupazione. Lo ricordava proprio il Sole domenica scorsa:centinaia di crisi aperte per il nostro sistema produttivo e 4OO mila posti a rischio. Come si fa a ragionare di exit strategy in questa situazione? La curva dei salari, negli Stati Uniti, lo evidenziava Krugman nel suo blog, ha raggiunto quasi lo zero  (il grafico in pagina mostra proprio la variazione percentuale delle retribuzioni negli ultimi tre mesi, espressa su base annuale). Ebbene, se si tiene conto che solitamente l’inflazione dovrebbe salire al disotto del valore della variazione percentuale delle retribuzioni, è evidente che ci stiamo muovendo verso uno scenario giapponese di deflazione. krugman.blogs.nytimes 

Stimoli si, stimolo no WSJonline

DESCRIPTION 

(…) Altro che uscita dalla strategia degli aiuti. Bisogna piuttosto garantire che i tassi ormai prossimi allo zero e l’enorme massa di liquidità lirimessa nel sistema arrivi effettivamente a rianimare il meccanismo della domanda e dell’offerta. Bisogna cioè evitare di avvitarci in un tipico meccanismo da trappola della liquidità. In questo senso è un cambiamento delle aspettative quello che serve. L’ho già detto: senza la prospettiva chiara di un reflationary shock, di una scossa inflazionistica, difficilmente l’economia mondiale ripartirà. Solo se i consumatori si convinceranno che comprare oggi è più conveniente che farlo domani, la curva dei consumi tornerà a crescere rimettendo in modo tutto il sistema.

Difficile convincere i consumatori ancora una volta che questo è l’unico dei sistemi possibili, dopo che è naufragato in un mare di debiti, difficile davvero

"E la lezione della Grande Depressione degli anni Trenta e della crisi svedese del 92, quando un deprezzamento della moneta mise fme a un annodi pericoloso declino. Faremo la fine del Giappone se invece faremo come i giapponesi negli anni Novanta, quando la spirale depressiva si prolung per un decennio anche perché la Banca nipponica si mosse con tale prudenza e riluttanza da non invertire le aspettative."

" Gli ultimi dati della disoccupazione americana hanno evidenziato che potremmo essere sul limitare di un nuovo arretramento. Questo ha spinto Krugman a criticare dalle colonne del New YorkTimes quella che lui giudica una sottovalutazione della crisi da parte di Barack Obama. Secondo Krugman serve una ulteriore politica di stimolo per evitare che lo scenario depressivo si accentui. D’altronde l’economia americana dall’inizio della crisi ha già perso 6,5 milioni di posti di lavoro e la caduta dell’occupazione, come dimostrano i dati di pochi giorni fa, sta continuando. "

Magari fossero realmente solo 6,5 milioni, in realtà abbiamo visto che sono molti di più del dato ufficiale, al quale dobbiamo aggiungere, il lavoro nero degli immigrati, quello che ha permesso nella fase iniziale di contenere la dinamica di perdita di lavoro ufficiale nel settore delle costruzioni, non dimentichiamolo, vero motore dell’economia negli scorsi anni, che non si riproporrà a breve e tutti coloro che hanno già perso la loro casa.

" In Europa la situazione non è diversa, con un autunno atteso particolarmente nero su questo fronte. Nei singoli stati americani, come in Europa, poi, il crollo delle entrate fiscali sta determinando, per esigenze di bilancio, la tendenza a percepire come inevitabili tagli alla spesa.E uno scenario molto pericoloso. E uno scenario che somiglia molto a quanto avvenne negli anni Trenta, quando – anche allora – un presidente democratico mise in atto attraverso la creazione di posti lavoro una politica di rilancio, ma lo fece in modo così aggressivo da essere realmente efficace.

"In tutti i miei interventi sulla crisi ho sempre sostenuto che le lezioni del passato dovevano guidarci nel tentativo di trovare la via di uscita. Anche questa deve essere una lezione. E deve essere una lezione – lo ha sottolineato anche una brava consigliera di Barack Obama come Christina Romer – soprattutto quello che avvenne nel 1937-’38. Quando, dopo anni di aumento dell’occupazione, la crisi torna a mordere in seguito a politiche fiscali e di liquidità improvvisamente più restrittive. La paura di spinte inflazionistiche e il rigore di bilancio, insieme con la convinzione che si fosse alla vigilia di una defìnitiva uscita dalla crisi, spinse troppo presto a tracciare una exit strategy. Esattamente come sta avvenendo oggi.

" In troppi documenti di vertici internazionalie di prestigiose istituzioni ci si è occupati di exitstrategy dagli aiuti. Ma il tempo, per questo, non è ancora arrivato. La politica deve resistere alle tante sirene che parlano di via d’uscita. Servono ancora aiuti, anzi servono più  aiuti e più stimoli. E serve una prospettiva inflazionistica in chiave anti-deflattiva, non una precoce lotta a un’inflazione che non c’è."

Forse è tardi, forse no. Non saprei dire oggi se dopo aver diretto principalmente tutti gli aiuti verso il sistema finanziario, l’economia reale, sarà in grado di assorbire questo schock, non saprei affermare con certezza se una nuova ed imponente ondata di stimoli governativi oltre che ha produrre nuovo deficit che inevitabilmente andrà a cadere sulle generazioni future e sui programmi futuri, riuscirà a fermare l’imponente rientro dal debito generale in corso in America.

Roma, 15 lug. (Apcom) – Per il Giappone "una ripresa durevole non apparirà probabilmente prima del 2010". E’ la previsione del Fondo Monetario Internazionale che oggi ha pubblicato il suo rapporto annuale sulla seconda economia mondiale per la quale è stimata una fase di deflazione, con indici dei prezzi al consumo in calo, fino al 2011.

Conclude De Benedetti…. E su questo che Obama si giocherà il futuro della sua leadership. E, con lui, noi tutti ci giocheremo un pezzo del nostro futuro.

Non sarei cosi drammatico, in fondo esiste anche una " buona deflazione ", la possibilità che inflazione e deflazione si equivalgano, come negli anni della "Grande Moderazione" ; probabilmente sarà difficile, ma vi è anche la possibilità di un lungo percorso virtuoso, necessario per ridimensionare gli enormi squilibri creati da questo modo di concepire l’economia, anche se inevitabilmente ciò comporterà un notevole ridimensionamento del nostro stile di vita, che, secondo la mia opinione, non potrà che preparare un futuro migliore per i nostri figli.

 Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!  

 La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!  

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

 

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
73 commenti Commenta
Scritto il 16 luglio 2009 at 06:57

GRAZIE!! anche oggi,
Buona Giornata…
Ciao a tutti
Valentina:-)

p.s rileggerò tutto con calma questa sera.

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 07:00

Sono arrivato a metà …. una delle tue migliori analisi di sempre.
In effetti è così: il rialzo delle borse fa rialzare il prezzo delle commodities questo fa rialzare l’inflazione e quest’ultima fa migliorare i dati macroeconomici.

Notare il movimento dei rendimenti dei bonds prima del mega rialzo di ieri. I bonds ( a mio avviso) di rialzi di tassi non ne vedono questo a significare che forse non tutti si bevono le fanta storie delle banche.

Un vecchio compagno
Ancora complimenti

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 08:34

MA CI POSSIAMO PERMETTERE LA DEFLAZIONE?

Gentile Andrea complimenti per la tua analisi, veramente molto ben documentata.
Verrei esprimerti il mio semplice punto di vista su alcuni punti, per esempio non comprendo questa nuova moda di affermare che l’inflazione causata dal petrolio va scorporata dal contesto, perché considerata una componente non “reale”. Se la mattina dico al mio benzinaio di scorporarmi la componente dell’aumento del petrolio dal mio pieno, mi consiglierà di passare da un neurologo.
L’Energia purtroppo va a incidere in modo fortissimo e a cascata su moltissimi settori, a volte la sua componente è più pesante di quella della manodopera. La componente energia, DEVE ESSERE conteggiata!
E’ chiaro che poi un basso costo dell’energia innescherà una deflazione, ma questo è vero solo nel brevissimo termine, poi il basso costo dell’energia stimola il processo di crescita dell’economia.
In quei paesi, che sono fortemente dipendenti dall’importazione dell’energia, il suo basso costo, darà uno slancio allo sviluppo.
Anche per questo l’Europa viene vista come il mercato che si riprenderà per prima, già dagli inizi del 2011, paesi come USA e Gran Bretagna, vedranno una ripresa fra sei sette anni, dato che dovranno vedersela con i loro esorbitanti debiti.
I paesi emergenti avranno tempi di ripresa paragonabili a USA e GB anche se forse un pò minori, (l’India potrebbe essere un’eccezione).
Russia, paesi arabi e Sud Africa cadranno in crisi difficile prevedere i tempi di ripresa.
Il panorama che si va delineando è estremamente complesso e forse neanche immaginabile.

Negli Stati Uniti se l’economia dovesse andare in deflazione, non oso immaginare le conseguenze.
Già i margini delle attività economiche sono esigui (finanza a parte), dover ridurre i prezzi per allinearsi al mercato deflattivo è insostenibile per la maggior parte delle aziende.

Caro Andrea non siamo negli anni venti, oggi siamo nell’era post industriale, in pieno consumismo sfrenato.
Se la gente smette di comprare il “superfluo” i due terzi dei posti di lavoro saltano e recuperarli sarà durissima.
Molti parlano di ritorno all’antico come ad una sorta di Arcadia, un perduto luogo di sogno romantico.
Qualcuno pensa addirittura di tornare a coltivare la terra, ma lasciate che vi dica che questa è gente molto lontano dalla realtà (perdonatemi il giudizio pesante, ma parlo a ragion veduta).
Lasciate che vi dica che è impossibile tornare indietro, picco di Hubbert, asteroide che colpisce la terra, deflazione o altro, si andrà sempre avanti.
Dare a qualcuno una cosa e poi togliergliela sarebbe uno shock tremendo, soprattutto per i più giovani che sono il futuro.
In Italia è bastato perdere la sicurezza del lavoro per vedere, crollare i matrimoni e le nascite.
Immaginatevi subire una totale crisi con tutte le “certezze”andate in fumo, attraversare un piccolo medioevo e impensabile, piuttosto scoppieranno rivoluzioni e cadranno governi e stati.
Ma no…arrivare sull’orlo del baratro e scorgerne l’abisso oscuro e mortale, darà lo slancio e la forza per reinventarsi un futuro sostenibile e all’insegna del progresso.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 09:26

Ciao Andrea e ciao a tutti i naviganti. L’ analisi è superlativa come preziosa è la segnalazione de Il Fringuello. C’è una spaccatura pericolosa tra economia reale e la virtual reality che le nuove norme contabili producono nei bilanci delle banche e delle assicurazioni. D’altra parte con tutte le porcherie che ci sono li dentro e dato che non c’è nessuna intenzione di fare pulizia hanno pensato bene di dotare il mondo finanziario degli strumenti necessari a sospendere la realtà. A fronte di cio’ il problema è che senza adeguati controlli e regole e vista l’avidità che continua a imperare ai vertici dei megamostri (sempre loro, GS e JPM, BAC su tutti) che stanno nascendo dalle fiamme di questa crisi il rischio di rinforzare i flussi su strumenti finanziari più o meno esotici oltre che su azioni e bond è altissimo e sinceramente non possiamo permettercelo in questo momento. Non possiamo permettercelo soprattutto se, come penso, le promesse di ritorno al Bengodi che le stesse JPM, GS, BAC assieme a Geithner, Bernanke e a tutti i paladini mondiali del greed è bello non dovessero concretizzarsi.
Raffaele

Scritto il 16 luglio 2009 at 09:26

Il Mondo è già in Deflazione. La deflazione senza la leva del debito sarebbe arrivata diversi anni fa. Quando i redditi da lavoro perdono potere d’acquisto oppure svaniscono, con la disoccupazione, i consumi scendono. In questi anni l’acquisto del “superfluo” e delle case è stato sostenuto unicamente dal debito. La Globalizzazione ha spostato la produzione reale in Asia ed è lì che è andata la ricchezza. In Occidente (Famiglie e Stati) ci siamo solo riempiti di debiti per mantenere un elevato tenore di vita e di servizi pubblici.
Se il reddito pro capite non aumenta e non avviene una redistribuzione della ricchezza o riduciamo drasticamente i consumi del superfluo e non, o aumentiamo di nuovo il debito (che però oggi le banche non concedono).
L’inflazione importata causata dall’energia continuerà a crescere a causa dei consumi asiatici, perchè la riconversione dell’economia ad altre fonti sarà lunga, anti economica e rappresenterà una piccola percentuale dell’energia ricavata dal petrolio.

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 09:30

Ciao Andrea e ciao a tutti i naviganti. L’ analisi è superlativa come preziosa è la segnalazione de Il Fringuello. C’è una spaccatura pericolosa tra economia reale e la virtual reality che le nuove norme contabili producono nei bilanci delle banche e delle assicurazioni. D’altra parte con tutte le porcherie che ci sono li dentro e dato che non c’è nessuna intenzione di fare pulizia hanno pensato bene di dotare il mondo finanziario degli strumenti necessari a sospendere la realtà. A fronte di cio’ il problema è che senza adeguati controlli e regole e vista l’avidità che continua a imperare ai vertici dei megamostri (sempre loro, GS e JPM, BAC su tutti) che stanno nascendo dalle fiamme di questa crisi il rischio di rinforzare i flussi su strumenti finanziari più o meno esotici oltre che su azioni e bond è altissimo e sinceramente non possiamo permettercelo in questo momento. Non possiamo permettercelo soprattutto se, come penso, le promesse di ritorno al Bengodi diffuse dalle stesse JPM, GS, BAC assieme a Geithner, Bernanke e a tutti i paladini mondiali del greed è bello non dovessero concretizzarsi.
Raffaele
p.s.: scusate la ripetizione, avevo saltato qualcosa nel commento

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 10:45

Complimenti come sempre per l’analisi dettagliata e documentata.

Gianluca Udine

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 10:55

Complimenti Andrea, inutile dire che condivido oltremodo la tua visione, ormai da tempo, e ancora tanto abbiamo da viaggiare insieme vecchi lupi di mare, e non alla ricerca dell’isola che non c’e’, xche’ c’e’ c’e’ eccome se c’e’. E grazie Andrea, troppo onore x la citazione nel post odierno.
Purtroppo in questi giorni assisto a cose che mi fanno venire l’orticaria, mascherare una truffa di dimensioni colossali dietro la bandiera dell’Eticamente Corretto e’ qualcosa che fa accapponare la pelle. Ma come dice qualcuno non c’e’ Etica senza Veritas, ed e’ per questo che sara’ l’Etica stessa a prendersi la sua rivincita su chi ora ne fa scempio usandola come vessillo x giustificare le peggiori scelte.
Un’altra osservazione sulle minute di ieri. Cosa volete che dica la Fed se i suoi principali azionisti sono le stesse banche? nel momento in cui anche in Congresso inizia a serpeggiare l’idea di auditare la Fed e renderne pubblici investimenti e portafoglio? JPMorgan ha fatto la mossa di restituire 20 blns di TARP fund che aveva ricevuto, ma credono davvero che abbiamo dimenticato che i 30 blns x acquistare e salvare Bear Stearns li aveva ricevuti dalla stessa FED, oltre al fato di essere i primi originator di credit derivatives al mondo? E gli amici geni di GS che hanno restituito 10 blns del Tarp, dovremmo dimenticae x caso che Grazie agli agli aiuti Governativi ad AIG sono riusciti ad evitare un cappotto clamoroso su SWAPS e CDS che avevano come controparte proprio GS e che una volta arrivati i fondi pubblici sono stati la prima cosa ad essere ripagata? oltre al fatto che Grazie al Tesoro Americano che li usa come dealer principale nelle emissioni governative stanno stampando soldi grazie ai contribuenti su cui quel debito grava? Ma va bene cosi’, intanto anche oggi la notizia di record di foreclosures, ma ciascuno veda cio’ che vuole in tutto questo. A volte meglio un’accomodante menzogna che una scomoda verita’, ma le bugie hanno le gambe corte, e anche se ultimamente gli hanno messo i trampoli, non potranno camminare sui trampoli x sempre.

Un abbraccio a tutti voi.

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 11:40

dbenedetti ha interessi in business come energia ed healtcare che sono altamente protetti dall’ inflazione. dalla sua alta visione di ” oligarca parassita” non vede l’ ora di godere degli effetti della tassa inflazionistica su cui lui prenderebbe una comoda percentuale. la cosa orrenda è che l’ uomo potrebbe usare la sua cartaccia per propangadare queste balzane idee.invece si fa pure ospitare dal sole 24 ore e si siede al tavolo con krugman. il tutto sarebbe patetico se la sua arroganza non lo rendesse odioso.

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 11:42

ANDREA quindi cosa consigli per uno che vorrebbe comprare la sua prima casa???

Grazie della super analisi.

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 13:50

ciao
sono un tuo lettore ormai da tempo e mi complimento per le analisi.
Due piccoli appunti al blog:
1) non si potrebbe avere una formattazione del testo migliore?
2) capita (non rararamente) che ci siano degli “orrori” di italiano. Del tipo “ha” invece di “a”, “ce” al posto di “c’è”. So che può non importare nulla e che spesso per buttare giù le tue analisi non rileggerai il testo, ma anche la forma vuole la sua parte :-D
con stima

angelo

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 14:01

Ha con l’hacca ???

ahhah

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 14:26

ciao Libero

Non intervengo quasi mai ma… prima che fai errori gravi… riprendo quello che hai scritto ieri:

“Domani inizio la ricerca per comprarmi la mia prima casa non aspetto la (VS.DEFLAZIONE!!!!!),NON VOGLIO PAGARLA TRA POCO TEMPO IL 5O O MAGARI IL 7O PER CENTO IN PIU’!!!!!!”

Leggiti cosa dicono in questo forum:
http://freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=150353&f=150353

Anch’io voglio comprare casa ma TUTTI gli indicatori dicono che i prezzi caleranno e anche di parecchio

Fai come vuoi comunque io ho studiato grafici e grafici e letto e (credo) capito

Tu… lo hai fatto? Ho compri casa senza informarti veramente di come vanno i prezzi?

Se proprio devi farlo minimo chiedi uno sconto del 20% sul prezzo. Probabilmente te la venderanno comunque

ciao

kelcri

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 15:02

Laggiù all’orizzonte ………… scorgo solo una lenta e prolungata stagnazione economica, figlia di una fragilità ed insostenibilità ………, nessuna fine del mondo, ma solo la fine di un’economia, che ha bisogno di utilizzare una X come simbolo di una ripresa futura.
Rimanendo nella metafora dei simboli grafici la X mi suggerisce l’inversione, qualcosa che prima e’ da un lato e poi e costretto a passare dall’altro, (…. un tempo si sarebbe detto “ tirarci una croce sopra “ … da cancellare, come si fa con qualcosa che si e’ constatato sbagliato… un vicolo cieco, senza prospettiva ….).
La nostra societa’ non ha riflettuto su se stessa e su cio’ che andava accadendo dagli inizi degli anni ’80 nel mondo della produzione per effetto dell’avvento del personal computer, della possibilita’ di “ processare “ la computazione e la comunicazione, dei microcircuiti ecc ….
Quando fu chiaro il non limite di tutto questo, con una accelerazione che anno dopo anno stupiva se stessa ancor prima di tutti gli altri, si profilo’ l’ultimo limite … ovvero la materialita’ dei prodotti rispetto ai processi ormai mecronizzati … e fu chiaro che il mercato doveva essere il mondo.
Subito quindi le nuove regole per la costruzione della Globalizzazione, non importanta come e con chi … tanto a pagare saranno inevitabilmente altri ….
Ecco perche’ :
…. abbiamo bisogno di una nuova economia, abbiamo bisogno di nuove proposte che vadano oltre la restaurazione di un sistema che ha fallito, ma che può e deve essere integrato e revisionato per ripartire, con l’uomo al centro dell’universo e non il profitto.
… i non globalizzati, i non delocalizzati, i non ….paradisati ( scusami il neologismo ma mi e’ venuto proprio d’istinto ! ) i non est-izzati dove hanno il loro progetto? Chi ha pensato alle conseguenze di quanto andava accadendo visto che una ventina di anni non sono nemmeno pochi?
Hannah Arendt – Vita activa – “ … l’ingegnere, per esempio, o qualunque produttore di cose, non e’ padrone a casa sua: e’ la vita politica, in quanto sta al di sopra del lavoro fisico, che deve fornire l’orientamento. “
Caro Andrea ti leggo sempre con attenzione, argomenti che non sono il mio specifico e che riesci a rendermi chiari, familiari. Quando pero’, tra le pieghe delle tue analisi, colgo quei riferimenti tipo “ … vediamo di andare al sodo “ allora non mi trattengo e ti scrivo.
La mia analisi non e’ nemmeno un’analisi … sono pochi appunti per tracciare un possibile percorso di una analisi. Non credo sia alla mia portata perche’ la ritengo troppo complessa e variegata … quasi impossibile. Sono convinto pero’ della necessita’ che sia fatta … magari da qualcuno appunto piu’ bravo di me perche’ credo ( e questo lo pongo come fondamento ) che la figura preposta ad uscire fuori dalle secche in cui ci hanno cacciati sia l’imprenditore cioe’, fuori dagli schemi ideologici di ogni tipo e provenienza, l’unico soggetto nella societa’ che sia in grado di fare analisi e di fare sintesi con il coraggio di incamminarsi su sentieri incerti, pieni di rischi, di vita difficile … per realizzare un’idea, un’idea di attivita’ che significa di vita, che significa di societa’, che significa futuro.
arcsùlon

http://www.arcsulon.it

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 15:37

caro Andrea,
ho impaginato attentamente, ho scritto con colori diversi per avere semplicita’ ed una giusta ” leggibilita’”.
Il risultato, vedo, e’ scoraggiante ma ti assicuro che prossimamente mi superero’ … con l’aiuto di qualcuno bravo …

buon proseguimento

arcsùlon

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 16:10

I commenti sull’italiano secondo me non sono corretti …. già andrea sottrae molte ore di sonno per il suo lavoro se poi perde anche tempo a rileggere e correggere gli errori non dorme proprio più. Secondo me è anche bello così … in fondo preferisco gli articoli con contenuti anche se con qualche imperfezione che un bel italiano ma vuoto.

W ANDREA E LA TUA SEMPLICITA’ !

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 16:54

http://www.arcsulon.it

bravo ti sei fatto la tua bella pubblicita?
vuoi un consiglio?? cambia l’immagine del header da . png con una in .jpg cosi non mi tocca scaricare centinaia di KB per vedere il tuo sito.
Crisalide.

Scritto il 16 luglio 2009 at 17:18

Ciao Compasso….

l’energia è una componente oggi indispensabile alla produzione e ai trasporti, indispensabile quasi in ogni campo ed è per questo che dovrebbe essere paragonata ad una risorsa come l’acqua o il grano, un elemento sul quale investire ma non speculare a breve termine.

Sappiamo che è una materia prima strategica, non per niente vi sono le riserve strategiche, ma se la Cina un giorno compra materie prime per conventire giustamente pezzi di carta svalutati e il giorno dopo registra un calo dei consumi energetici del suo paese, il risultato è uno solo……overcapacity ovvero sovraproduzione esponenziale!

Detto questo permettimi di dissentire dalla tua visione di un necessario consumismo volutuario per oviare alla mancanza di lavoro, nessuna Arcadia, nessuna catacomba ci attende, ma il romanticismo passa da una soluzione, semplice anche se agli occhi dei più utopica……una nuova redistribuzione dei redditi o meglio una proporzionalità a seconda delle responsabilità sostenibile e verificabile.

Non si tratta di tornare tutti a coltivare la terra, ma di permettere che la terra nella sua dimensione quantitativa offra sussistenza e qualità ad un numero maggiore rispetto a quanto possa offrire una macchina.

Non si torna indietro ma si prosegue, modificando il sistema, con regole ben chiare e condivise, regole che costringano tutti a dover dipendere uno dall’altro.

Cerchiamo di essere onesti, nessuno di noi ha voglia di combattere per cambiare questo sistema, perchè siamo tutti complici di questo sistema, nessuno escluso!

Centinaia di migliaia di dollari di bonus, per tradare e violentare il tempo, macellando ingenui e sogni di milioni di esseri umani, con la complicità della tecnologia, grande risorsa utilizzata spesso per controllare le coscienze e manipolare il sistema.

Dici bene, il futuro ha portato la sicurezza ai nostri figli, sicurezza ambientale ed economica…una meraviglia abbiamo offerto in nome di una sensibilità edonistica, flessibilità e massimizzazione del profitto, del tempo, dei rapporti umani, violentando tutti coloro che si oppongono alla turbodemocrazia finanziaria ed economica.

Ci sono isole felici….. vogliamo condividerle o a noi basta viverle fregandocene come sempre degli altri……

” Ma no…arrivare sull’orlo del baratro e scorgerne l’abisso oscuro e mortale, darà lo slancio e la forza per reinventarsi un futuro sostenibile e all’insegna del progresso……”

Ecco qui siamo d’accordo, ma per favore lasciamo perdere tutto ciò che profuma di nuovo dimenticando il passato è amiamo il passto come compagno per il futuro, un compagno non ingombrante, ma saggio ed infinitamente umano…..provate a gettare una bomba ad idrogeno sull’ Umanità e poi buon divertimento con il progresso e la scienza….vi mancherà dannatamente il rumore di uomini e donne che respirano, amano e sanno sognare.

Se non comprendiamo che questa è essenzialmente una crisi antropologica, tutti i progetti e la scienza di questo mondo ci faranno fare un passo in avanti e due o tre indietro, sino a quando all’improvviso, capiremo che senza l’uomo e Dio, non siamo nessuno!

Andrea

Scritto il 16 luglio 2009 at 17:34

x crisalide 17 : meschino il tuo commento, non sai vedere oltre il tuo naso,quando si hanno dei progetti si cerca di condividerli e non si vorrebbe cozzare contro un “prossimo” diffidente bensì si vorrebbe incontrare collaboratori!
x 11 e 12 – c’è poco da ridere sugli errori di battitura e/o ortografia……..provatevi voi a scrivere per delle ore ed ore,magari notturne, e poi vediamo se non vi si incrociano gli occhi.

mi montano i fumi agli occhi quanto sento sibilare “giudizi” su chi ci dedica il suo tempo!

quanto veleno, mamma quanto veleno!!

buona serata

ANDREA,GRAZIE SEMPRE, DAL CUORE,

e se ci sono degli errori,passatemi un …chissenefrega!!!

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 17:51

“Ma no…arrivare sull’orlo del baratro e scorgerne l’abisso oscuro e mortale, darà lo slancio e la forza per reinventarsi un futuro sostenibile e all’insegna del progresso. ”

Caro Compasso io vedo una qualcerta contraddizione in cio’ che dici. Il tuo post comincia con la giusta osservazione che il prezzo del petrolio non puo’ assolutamente essere scorporato dall’inflazione….nella tua frase finale da me quotata qua sopra parli anche di futuro sostenibile.

Beh….io penso che tutto questo implichi necessariamente una rivisitazione completa dei nostri stili di vita, non necessariamente tornando tutti a lavorare la terra (magari qualcuno si’ pero’).

Giusto un’opinione personale….

Scritto il 16 luglio 2009 at 19:04

Ciedo squsa mah halle volte è difficile lasciare solah la miah A senza l’ H qualunque sia la sua funzione……è questione di sensibilità!

Proseguendo, il mercato immobiliare è un oceano difficilmente generalizzabile e quindi i consigli non possono essere che romantici….

a) la prima casa è come il primo amore, non si scorda mai o quasi

b) magari non va più di moda, ma è essenziale che sia vergine, privo di “gravami” nessuna ipoteca, nessuna servitù, una sorta di vetustà sostenibile con annessa qualche crepa che dimostri la sua qualità….

c) arrivare al matrimonio con qualche piccola dote, non fa mai male, se il fatidico si, costa 100, almeno 30 è necessario avere, per evitare un giorno nella peggiore delle ipetesi di finire sott’acqua, come è accaduto al di la dell’oceano…. un buon matrimonio si vede dal mattino, amore, passione ma anche un pizzico di attenzione….

d) una casa, qualunque sia è spesso unica ed inimitabile, insostituibile, la tua casa, la prima casa, talvolta non ha prezzo, perchè è quella che vuoi a qualunque costo, non c’è ragione, solo amore e passione…..

e) la rata fissa è come un figlio tanti sacrifici o rinunce, oggi ,per la gioia e la felicità di un domani; non esiste prezzo alla serenità, una serenità che dimentica anche la possibilità di pagare il doppio o il triplo di quello che diversamente domani potrebbe essere….non ci pensare vivi la sostenibilità

f) la rata variabile è figlia della sostenibilità di oggi ma madre della insicurezza nel futuro…..qualunque ” matrimonio finanziario ” deve essere figlio della consapevolezza, figlio di una visione del futuro che contempli risorse reddituali e patrimoniali possibili, figlio di una sostenibilità amica della formica più che della cicala…diversamente non resta che attendere un periodo migliore, nulla è dovuto, alle volte i sogni diventano incubi figli di un’illusione..

g) ….infine non dimenticate che la vita senza rischio o avventura è come il matrimonio senza amore e senza passione, un pizzico di rischio deve essere supportato dalla disponibilità a sacrificare qualcosa per qualcos’altro…..nulla è dovuto, nulla!

In Italia i prezzi hanno raggiunto in alcune regioni livelli insostenibili. Hanno ragione coloro che sostengono che a noi non accadrà mai quello che è capitato in America, case bancomat o mutui NJNJA no reddito, no patrimonio, nessun fenomeno subprime.

In alcune regioni una insostenibile dinamica INVESTIMENTI/ AFFITTI / VALORI IMMOBILIARI / SALARI dinamica dinamica che in altre regioni è sempre più vicina alla percezione di momento propizio. Non esiste alcun mercato al mondo composto da mille variabili come quello immobiliare, un mercato pachiderma, che vive di dinamiche lunghe decenni alle volte, provate a chiedere a tedeschi o giapponesi cosa ne pensano.

Concludendo non lasciatevi condizionare da nessuno, informatevi, non importa se sarà deflazione immobiliare, la prima casa non si scorda mai, purchè si tratti di un matrimonio sostenibile e responsabile, particolare che solo gli sposi probabilmente ma non sempre conoscono.

Ciao Andrea

Scritto il 16 luglio 2009 at 20:34

Non “attorcigliate”il naso….

“La scommessa ecologica richiede dunque un atto di fede. Niente di nuovo sotto il cielo (è ugualmente un atto di fede – ma perverso- credere nella visione economica della vita).
Sarà anche un pensiero debole quello che invita ad abbandonare al suo destino il treno della modernità materialisti, quello che suggerisce di avere un po’ di coraggio per lasciare dietro di sé l’imperativo del consumismo e della corsa all’arricchimento…
Ma è un pensiero liberatore

La facilità con la quale sturiamo Madre Terra è la misura della nullità filosofica che domina il mondo in questo momento storico. Come bambini viziati a oltranza, rompiamo tutti i giocattoli che abbiamo ricevuto per il piacerete sadico di dire “Sono il più forte!” Ma poi si presenta la logica conseguenza: tutto intorno è macerie, rovine, spazzatura. Desolante.

e’ ancora possibile incamminarsi su una strada diversa più rispettosa della natura, del visibile come dell’invisibile, della vita in tutte le sue forme.
..
C’è tutto da guadagnare in questo passaggio epocale.
..
Semplicemente allora è Madre Natura che ci prende per mano. Allora è naturale che uno cominci a sbarazzarsi, uno allo volta, degli strati di immondizia che ci coprivano, messi lì da secoli di cattive lezioni, di brutti condizionamenti, di micidiali filosofie, di perversi dogmi religiosi.Piano piano la pesantezza che avevamo scambiato per maturità e bravura lascerà il post a una leggerezza liberatrice…
Allora il richiamo della natura diventa la preziosa guida in mezzo agli scogli e alle trappole che la nostra mente razionale tende sul cammino.
…L’evidenza razionale porta da tutt’altra parte.
Sul letto di morte, se non hai fatto altro che difenderti, aggredire, battagliare tutta la tua vita e guardi indietro, vedrai solo rovini e cumuli di macerie.
E ti renderai conto troppo tardi, che tutto questo non vale la pena.
Invece, se hai ballato con la vita dentro la vita, un dolce sorriso si formerà sul tuo viso e quando la mano invisibile della morte ti chiuderà gli occhi per l’ultima volta, sarai contento perché avrai vissuto. Pienamente, pazzescamente, stupendamente.
E avrai la dolce consapevolezza che se il corpo torna a fertilizzare la terra, il cuore e l’anima si avvinghieranno ancora una volta e, come quella sera sotto il cielo dell’Epiro con il bouzouki che canta nella notte, balleranno ancora a perdifiato fino allo svenimento.”

La terra mi è stata dolce,
madre natura generosa.
(tratto da Ama la terra come te stesso) …piccolo intensissimo libro che Vi consiglio…come questo viaggio..

L’orlo del baratro è quando scrutiamo la nostra buia anima rimasta intrappolata nelle “spirali” perverse del pensiero razionale.
Buona serata :-):-)Valentina

p.s. Grazie nuovamente Capitano andrò a rileggermi il tuo oceanico post.
Interessante, davvero molto interessante la disamina/consigli che dai per l’acquisto della prima casa..

p.s2 arcsulon.. a me piace il tuo blog…

a proposito di errori…qui si naviga oltre la sterile forma e vuota apparenza…oltre… o no…

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 21:25

ANDREA, IO NON VOGLIO L’INFLAZIONE.
Io non avrei tutta questa voglia di inflazione, perchè con le attuali dinamiche salariali si avrebbe un immediato impoverimento dei lavoratori e pensionati ( i soliti fortunati)
Inoltre spingere l’economia sulla strada dell’inflazione con il debito pubblico non è una buona idea visto che nel giro di un paio d’anni i debiti statali saranno intorno al 100% ed aumentarlo ulteriolmente significa puntare volontariamente alla svalutazione (dollaro) od al default (addio poveri risparmi !) per girare definitivamente pagina.

Un piccolo risparmiatore.

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 21:42

i segnali che il peggio sia alle spalle e che stia per ricominciare una fase positiva ci sono.

Allineiamoli: innanzitutto il dato sulle vendita di auto in Europa è in crescita del 2,4% in giugno dopo oltre un anno di picchiate vertiginose; conta naturalmente l’effetto incentivi, ma è anche vero che nei mesi scorsi nonostante gli incentivi il mercato delle 4 ruote era immobile come uno stagno. In particolare le vendite Fiat vanno bene, soprattutto in Germania, il che induce a dare al segnale un peso diverso. Un segnale che fa il paio con la crescita del 4,4% a maggio degli ordini in Germania (se riparte la macchina tedesca ripartono tutti) e con la ripartenza delle Borse che hanno smesso di bruciare miliardi e stanno un po’ per volta recuperando.

Non basta? Allora mettiamoci anche che le banche danno segni di ripresa inaspettati dopo mesi di coma profondo. A non tutte va come a Goldman Sachs, che ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto record di quasi 3 miliardi e mezzo, ma sembra finito il buio.

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 21:43

hi hi

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 21:45

Buonasera

L’articolo del Capitano Andrea è abbastanza lungo e molto interessante, devo ancora leggerlo tutto, ma la senzazione è che i prezzi dei beni di tutti i giorni non subiscano la deflazione…anzi sembra il contrario.
Riguardo all’immobiliare concordo pienamente, siamo in deflazione ed i prezzi stanno calando (quando si vendono!!!).
Bello anche il #21 di Andrea….a) la prima casa non si scorda mai…verissimo, nel bene e nel male hehehe anche perchè “invecchia” con noi.

SD

Scritto il 16 luglio 2009 at 22:46

Volete avere un esempio di come i mercati vengano regolarmente manipolati dai media……..sino ad un’ora dalla chiusura i mercati erano negativi poi all’improvviso….

July 16 (Bloomberg) — U.S. stocks rose for a fourth day, the longest streak in six weeks, as economist Nouriel Roubini said the worst of the financial crisis is over and the recession will end this year, while takeover speculation lifted commodity shares.

….all’improvviso la notizia del secolo, nulla di nuovo, Roubini sostiene che il peggio della crisi finanziaria è dietro le spalle e che la recessione finirà alla fine dell’anno…….

…peccato che sul suo sito…..

“It has been widely reported today that I have stated that the recession will be over “this year” and that I have “improved” my economic outlook. Despite those reports – however – my views expressed today are no different than the views I have expressed previously ……tuttavia le mie opinioni espresse oggi non sono diverse da quelle espresse in altre occasioni,

If anything my views were taken out of context. ….

Se mai le mie opinioni sono state prese fuori dal contesto. …..

SI fuori dal contesto chissà che anche i dati alle volte non vengano presi fuori dal contesto……..peccato che nessuno abbia letto le precisazioni ufficiali che hanno accompagnato il dato di oggi sui sussidi di disoccupazione e la sua distorsione stagionale e relativa al settore automobilistico come vi avevo anticipato….peccato che nessuno abbia dato un’occhiata alla media degli earnings sin qui pubblicati, un spettacolo che alimenta fondamentalmente obiettivi lontani nel tempo……peccato che Nokia non sia cosi ottimista come Intel che vede il Paese delle Meraviglie in ogni angolo d’America……..peccato che tutti i dati negativi delle altre società passino in secondo piano in attesa del fallimento di CIT Group……domani è un’altro giorno, peccato davvero!

Andrea

Scritto il 16 luglio 2009 at 22:56

Questo è il testo ufficiale che Roubini si è sentito in dovere di mandare a tutti coloro che seguono la sua rubrica……presumo chiarire la manipolazione del suo pensiero che ha fatto volare i mercati nell’ultima ora…….

……mamma quanto ti amo Verità, figlia del Tempo…….

FOR IMMEDIATE RELEASE

July 16, 2009

STATEMENT ON U.S. ECONOMIC OUTLOOK BY DR. NOURIEL ROUBINI

The following is a statement from Dr. Nouriel Roubini, Chairman of RGE Monitor and Professor, New York University, Stern School of Business:

“It has been widely reported today that I have stated that the recession will be over “this year” and that I have “improved” my economic outlook. Despite those reports – however – my views expressed today are no different than the views I have expressed previously. If anything my views were taken out of context.

“I have said on numerous occasions that the recession would last roughly 24 months. Therefore, we are 19 months into that recession. If as I predicted the recession is over by year end, it will have lasted 24 months with a recovery only beginning in 2010. Simply put I am not forecasting economic growth before year’s end.

“Indeed, last year I argued that this will be a long and deep and protracted U-shaped recession that would last 24 months. Meanwhile, the consensus argued that this would be a short and shallow V-shaped 8 months long recession (like those in 1990-91 and 2001). That debate is over today as we are in the 19th month of a severe recession; so the V is out of the window and we are in a deep U-shaped recession. If that recession were to be over by year end – as I have consistently predicted – it would have lasted 24 months and thus been three times longer than the previous two and five times deeper – in terms of cumulative GDP contraction – than the previous two. So, there is nothing new in my remarks today about the recession being over at the end of this year.

“I have also consistently argued – including in my remarks today – that while the consensus predicts that the US economy will go back close to potential growth by next year, I see instead a shallow, below-par and below-trend recovery where growth will average about 1% in the next couple of years when potential is probably closer to 2.75%.

“I have also consistently argued that there is a risk of a double-dip W-shaped recession toward the end of 2010, as a tough policy dilemma will emerge next year: on one side, early exit from monetary and fiscal easing would tip the economy into a new recession as the recovery is anemic and deflationary pressures are dominant. On the other side, maintaining large budget deficits and continued monetization of such deficits would eventually increase long term interest rates (because of concerns about medium term fiscal sustainability and because of an increase in expected inflation) and thus would lead to a crowding out of private demand.

“While the recession will be over by the end of the year the recovery will be weak given the debt overhang in the household sector, the financial system and the corporate sector; and now there is also a massive re-leveraging of the public sector with unsustainable fiscal deficits and public debt accumulation.

“Also, as I fleshed out in detail in recent remarks the labor market is still very weak: I predict a peak unemployment rate of close to 11% in 2010. Such large unemployment rate will have negative effects on labor income and consumption growth; will postpone the bottoming out of the housing sector; will lead to larger defaults and losses on bank loans (residential and commercial mortgages, credit cards, auto loans, leveraged loans); will increase the size of the budget deficit (even before any additional stimulus is implemented); and will increase protectionist pressures.

“So, yes there is light at the end of the tunnel for the US and the global economy; but as I have consistently argued the recession will continue through the end of the year, and the recovery will be weak and at risk of a double dip, as the challenge of getting right the timing and size of the exit strategy for monetary and fiscal policy easing will be daunting.

“RGE Monitor will soon release our updated U.S. and Global Economic Outlook. A preview of the U.S. Outlook is available on our website: http://www.rgemonitor.com”

Andrea

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2009 at 22:58

A volte mi chiedo xche’ sono qui, xche’ x la prima volta nella vita scrivo su un Blog, beh sono qui x post come il 18 e il 21 Andrea questo e’ certo, si si il resto interessante, ma ne parlo tutti i giorni, ogni minuto del giorno, ma e’ il resto che devo migliorare… ma piano piano ci arriviamo… Grazie

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2009 at 00:51

DORF. ragazzi questo articolo è abbastanza inquientate. cosa può fare, e realmente fà, il sistema economico/bancario sulla pelle della gente. leggete! di Paolo Barnard

Lo spaventapasseri e la vera catastrofe

* le fonti dell’articolo in calce

Angelino Alfano e Joseph Cassano. Ovvero: lo spaventapasseri e la catastrofe, oppure, il fantasma degli idioti e la concretezza del vero male. Poi ci sono Giorgio e Laura. Parto da questi ultimi. Sono due lavoratori italiani (storie vere), licenziato il primo e cassintegrata con azienda in fallimento la seconda, padre separato lui e fidanzata lei. Laura è incinta di due settimane, lo avevano pianificato, ma ora il problema è duplice: manca il reddito sicuro e all’orizzonte sale lo spettro di una vita co.co.pro o peggio, visto che anche il compagno è precario. Questo getta su di lei l’ombra della decisione più tremenda: abortire? La depressione le sta annebbiando l’esistenza, nonostante i suoi 29 anni. Laura affronta oggi un naufragio di speranze prima ancora di averci potuto provare. Giorgio ha guai ancor più seri: un affitto e mezzo da pagare che non può più permettersi, e dunque la scelta forzata è la riunione sotto un unico tetto con l’ex moglie e la figlia. Ma ciò significa il ritorno nella stessa gabbia di due persone che si erano sbranate fino alla rottura, e già allora le conseguenze sulla piccola erano state pesantissime, fa pipì a letto e non parla più. Lo spettro di ulteriori traumi sull’innocente lo angoscia, così come assilla l’ex consorte. Vi si aggiunge la madre di lei che è allettata e necessita della badante, ora impossibile da mantenere. Ogni mattina Giorgio preferirebbe non svegliarsi più, ma a 42 anni è difficile che la natura gli doni quella via d’uscita. Vita e disperazione ordinarie in Italia oggi, sofferenze che scardinano vite umane, rispettivamente a Vicenza e a Rimini.

Angelino Alfano è l’uomo che ha tenuto Berlusconi fuori dalle corti di giustizia, finora. Male, bene, dipende dalle opinioni. Poi c’è Joseph Cassano. E’ l’uomo che ha distrutto la vita di Giorgio e di Laura, del vostro vicino di casa, o di un vostro ex compagno di scuola e dell’azienda in cui lavorava con altri 80 operai, oppure dell’artigiano sotto casa, della famiglia sfrattata ieri nel vostro palazzo, di vostro padre, la vostra forse, quella di moltissimi altri italiani, dei loro figli nel futuro, e assieme a queste vite ne ha distrutte altre che ancora persino devono nascere e che per decenni a venire pagheranno per colpa sua, qui, in Italia, nella vostra città, nella vostra borgata. Poi ci sono i centinaia di milioni di altri disperati, sparsi per il mondo, distrutti da Cassano, ma qui non ci interessano.

Antonio Di Pietro non sa neppure chi sia Joseph Cassano. Marco Travaglio meno che meno. Grillo? Zero, buio. Michele Santoro? Idem. Voi lo sapete? Di Pietro, Travaglio, Grillo e Santoro sanno però alla perfezione chi è Angelino Alfano, ve ne parlano a tamburo battente, strillano che è colui per colpa del quale “La Democrazia è in Pericolo in Italia”, e chiamano all’azione migliaia di italiani per fermarlo. Ora veniamo a Joseph.

Parto dal semplice per andare man mano verso il complesso. Joseph Cassano era il dipendente del gigante assicurativo americano AIG che da solo e in poco tempo ha innescato la più grave catastrofe finanziaria dal 1929, che oggi soffoca il mondo economico globale. Dal suo ufficio di Londra, costui ha orchestrato una truffa finanziaria di tale entità e di tale gravità da aver lacerato, con i suoi contraccolpi in crescita esponenziale, l’intero mantello produttivo del pianeta. Giorgio e Laura ne sanno qualcosa ora.

Cassano dirigeva un ufficio della AIG chiamato AIG Financial Products, sede londinese, con 377 dipendenti. Una inezia d’ufficio, se si pensa che AIG contava 150.000 assunti prima del crack. Ma a Joseph venne l’idea di scommettere qualcosa come 500 miliardi di dollari che non aveva, né li aveva la AIG, vendendo polizze assicurative sostanzialmente scoperte, cioè senza possedere il denaro per poterle eventualmente onorare. Tali polizze assicuravano le banche internazionali contro il rischio che i loro prestiti/mutui potessero rimanere scoperti, cosa che può accadere quando i titolari dei mutui/prestiti per svariati motivi dicono “non abbiamo più una lira da darvi”. In termini tecnici quelle polizze si chiamavano Credit Default Swaps. Cassano pensava: “Vuoi che tutte ste banche vengano tutte insieme a incassare le polizze tutte nello stesso periodo? Impossibile, per cui io intasco i loro soldi e se va male ne dovrò liquidare due o tre al massimo, cioè gli scoperti ordinari”. Joseph Cassano non fece a tempo a finire di pensare quella frase che praticamente tutte le banche del mondo da lui assicurate gli si presentarono in ufficio e gli dissero: “C’è stato un crack in America, qui i debitori non ci danno più un soldo, possiamo incassare le polizze signor Cassano?”. Panico. La AIG scopre così di avere un buco di 500 miliardi di dollari, le banche si ritrovano con scoperti per trilioni di dollari che nessuno gli ripagherà (1 trilione = mille miliardi di $), e cosa fanno? Chiudono i rubinetti del credito. Senza credito le aziende colano a picco, i mercati si fermano, l’economia crolla e i lavoratori pagano col ‘sangue’. Ecco come Giorgio e Laura, a Vicenza e a Rimini, piangono oggi sulla rovina della loro vita e sul naufragio dei loro sogni. Tutto ciò avviene negli ultimi 2 anni.

Torniamo dall’inizio, e fate attenzione, perché la storia che segue vi mostra come lavorano i veri Padroni del Mondo, i veri attentatori alle vostre vite e i veri padroni di Silvio Berlusconi, cioè coloro che nessuno dei ‘paladini’ dell’Antisistema italiano si sogna di combattere, mentre vi fanno perdere tempo dietro a minuzie.

La catastrofe di cui sopra monta, esattamente come monta una tempesta tropicale, in anni non troppo lontani, cioè durante l’era Clinton (1993-2001), quando in America qualcuno pensa che la speculazione finanziaria può rendere molto di più se i governi la piantano di mettere i bastoni fra le ruote degli investitori. Ed è così che un drappello di politici sia repubblicani che democratici ottengono l’approvazione di una legge chiamata Gramm-Leach-Bliley Act, che liberalizza le transazioni finanziarie a scopo speculativo. Gli sponsor della legge sono il repubblicano Phil Gramm e i democratici Robert Rubin e Larry Summers, oggi consiglieri di Obama (sic), nonché Joe Biden, oggi vice-presidente (sic). Clinton la firmò nel 1999. Essa tagliava le ali a un’altra legge USA, la Glass-Steagall, che anni prima aveva voluto mettere un freno alla finanza selvaggia. Dietro le quinte, il lavoro delle lobbies bancarie e assicurative che avevano speso 350 milioni di dollari in finanziamenti ai politici giusti. A quel punto gli uomini di Wall St. e della City di Londra avevano briglia sciolta. Con l’aiuto dei migliori giovani matematici neolaureati, si misero a creare dei prodotti finanziari diabolici, astrusi, ma micidiali, che gli facevano guadagnare milioni di dollari in un battibaleno. Tali prodotti erano, e sono, così complessi che il Financial Times di Londra dovette incaricare Jillian Tet e il suo team di economisti di studiarli, cosa che li impegnò per anni prima di capirci qualcosa. Nel 2006 il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Calude Trichet, aveva già detto anch’egli testualmente “…non li riesco a capire”. Si trattava in maggioranza dei famosi Derivati, cioè prodotti finanziari il cui valore ‘deriva’, o meglio è garantito, dal valore di qualcos’altro. Esempio: vendono un prodotto finanziario a te in Italia dicendoti che ti renderà tot % all’anno. Tu gli dai i soldi, loro incassano, ma non ti dicono che quel prodotto è garantito dal mutuo di un altro tizio che sta a Chicago o a Bangkok, per esempio. Se il tizio di Chicago o di Bangkok paga le rate in regola tutto
fila liscio, ma se per disgrazia smette di pagarle? I Derivati sono anche mille altre cose (come i Credit Default Swaps di cui sopra), ma sono sempre scommesse sul valore di qualcos’altro. Sono azzardi scellerati che oggi si sono sparsi per il mondo per un valore totale di… rullo di tamburi… 525.000 miliardi di dollari, tre volte il PIL mondiale, e questo grazie soprattutto al Gramm-Leach-Bliley Act di cui sopra.

Fra questi azzardi finanziari c’erano anche una colossale montagna di mutui dati agli americani senza tanti controlli, chiamati ‘sub-prime’, dati cioè a gente la cui posizione finanziaria era incerta ma che pensava di poter pagare le rate grazie al fatto che in America c’era una bolla immobiliare stupefacente in continua crescita. Cosa vuol dire? Vuol dire che John Smith lavoratore precario comprava una casa con un mutuo ‘sub-prime’ per 250.000 dollari, ma la casa nel giro di sei mesi aumentava di valore (bolla immobiliare) di 30.000 dollari, nel giro di un anno di 80.000, e via dicendo. Mr Smith poteva così sentirsi sicuro di poter ripagare il mutuo con facilità. Riassumendo: le banche USA davano via mutui come noccioline a chicchessia, i signori chicchessia sfruttavano la bolla immobiliare per ripagare i mutui e, attenzione ora, sapete cosa hanno pensato di fare le banche? Hanno pensato di impacchettare tutti questi mutui faciloni (sub-prime) e di vederli in giro per il mondo sotto forma di prodotti finanziari, cioè proprio quei prodotti Derivati di cui sopra (l’esempio di Chicago o Bangkok). Ma come tutte la bolle speculative, anche quella immobiliare americana scoppiò di colpo. Il mercato dell’immobile in America perse vertiginosamente 7 trilioni di dollari, di cui 1 trilione era stato sborsato dalle banche sotto forma di questi mutui scellerati. Eccoci…

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2009 at 03:11

x Andrea,con il mio lavoro finisco tardi ma con piacere ho letto il tuo commento,appena posso un contributo lo mando volentieri per il lavoro e l’informazione che ci dai rendendoci anche consapevoli di una crisi che alla fine ci aspettavamo,abbiamo corso troppo e adesso riposiamo .Il mondo va’ avanti con nuove soluzioni non importa se positive o negative basta andare avanti,purtroppo siamo pilotati da un branco di poteri forti che per il momento decidono per noi contando e sperando sulla reazione e risorsa umana liberandosi col tempo di ogni peccato che hanno fatto.A mio avviso dovremo convivere per lungo periodo piu’ con l’inflazione che la deflazione o forse viceversa ma questo da come stanno le cose a chi comanda poco importa e’ gia’ stabilito che qualcuno dovra’ soffrire per dare modo all’altro di andare avanti.Facendo riassunto sulle esperienze passate, hai proprio ragione,non si va’ avanti dominando gli altri ,bisogna iniziare a gettare fondamenta nuove con i valori etici e morali nel vero senso della parola lasciando in parte una parte del ns.orgoglio se vogliamo garantire un futuro dignitoso a tutti.

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2009 at 03:13

mio precedente 31 , aggiungo saluti a tutti,Libero.

Scritto il 17 luglio 2009 at 06:36

Ciao Fringuello……grazie a te e grazie a Voi tutti, per l’aria che si respira su questo veliero nonostante tutto quello che accade intorno a noi!

Oggi sono curioso di conoscere come verrà “liquidiato” il fallimento di CIT Group, sembra che si porterà dietro il credito concesso ad oltre 650 imprese manifatturiere e un numero imprecisato di piccole e medie imprese……ma probabilmente è too small to fail all’incontrario, chissà che non si tratti domani di una Lehman Brothers dell’economia reale, in fondo di correlazione o contagio a Washington ne capiscono solo se conviene agli amici degli amici.

Sembra che Goldman Sachs abbia concesso una linea di credito di 3 miliardi di dollari, come il contribuente americano con i vari programmini del tesoro……..servono altri sei miliardi per il salvataggio, chissà cosa accadrà!

Goldman Sachs dice di essersi protetta che avrà inventato, una guardia del corpo derivata o uno scienziato pazzato che trasferisce il rischio a chi non sa di averlo…..mistero intanto si celebrano gli utili di ieri, utili di carta, carta estratta dal sangue di milioni di uomini e donne innocenti.

Ma proseguiamo, Sheila Bair, della FDIC dice che potrebbero fallire altre 500 banche……in fondo cosa vuoi che sia mai, la crisi è finita, i consumi dietro l’angolo, Intel addirittura li vede volare…..probabilmente Nokia vive sulla luna!

Tutto come ai bei tempi nulla è cambiato……frotte di gestori ingenui ed investitori istituzionali peggio riempiono i fondi pensione di speranze GS la mente e JPM il braccio destro della Fed sono i nuovi padroni del sistema finanziario Americano…….oggi BOFA e CITI ci diranno qualcosina in più….

Buona giornata Andrea

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2009 at 08:29

Grazie. Un’altra pietra miliare, una panoramica a 360 gradi sulla attuale situazione economica gettando il cuore e lo sguardo oltre l’orizzonte. La mia conclusione però è più pessimista quando dici che ” inevitabilmente ciò comporterà un notevole ridimensionamento del nostro stile di vita”. Sicuramente questo sarà vero per le classi più povere e per quella media ma non per i ricchi che sapranno cogliere in questa fase nuove opportunità di speculazione. Goldman Sachs e JPMorgan docent.

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2009 at 10:28

Molto bello il post #30 l’unica cosa che però mi sento di aggiungere è quella di non credere assolutamente che nei piani alti non si sapesse nulla.
Che Jean Claude Trichet dica di non capire i derivati è un menzogna spudoratissima, sarebbe come un pittore che dichiarasse di non conoscere i colori!
Ci vogliono assolutamente far credere che i vertici di AIG non sapessero nulla di quello che succedeva nell’importantissimo ufficio di Londra diretto da Joseph Cassano. Come pure la storia di Jerome klevier di SG che fa un buco di 5 miliardi di Euro e i vertici dicono che non ne sapevano nulla, se pure fosse vero (ne dubito) i signori amministratori sono colpevoli di omessa vigilanza!! Questo vi sembra niente!!
Per non parlare della ridicola dichiarazione di Goldman Sachs che afferma che la banca avrebbe, o potrebbe subire delle perdite per via di password operative rubate!!!
Cioè quando i signori di Goldman fanno utili tutto bene, quando sono in perdita è colpa di qualcuno che ha rubato le Password !?!?!?!!!
E’ bene che i vertici della finanza mondiale la smettano di usare certi mezzucci per scaricare le responsabilità, loro sono colpevoli e se questa crisi non accenna a terminare, sicuramente la terra sotto i piedi di questi “lor signori” comincierà a franare.

-IL Signoraggio-

Scritto il 17 luglio 2009 at 11:44

Di una cosa sono sicuro: il pessimismo non ci porterà fuori dalla crisi. Finchè si continueranno a diffondere ad arte notizie negative (anche se vere) siamo certi che le cose andranno sempre peggio.

Scritto il 17 luglio 2009 at 11:46

Too many “Better than expected”
Too many …sandbagger

Il Cuculo

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2009 at 12:54

ma che cacchio scrivi in inglese…
scrivi come mamma ti ha insegnato.
o sei diverso tu?

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2009 at 14:32

ecco come hanno liquidato il fallimento di Citigroup:

Citigroup torna in utile. Profitti secondo trimestre raggiungono i 4,3 mld dollari

(ANSA) – ROMA, 17 LUG – Citigroup torna in utile: i profitti netti del secondo trimestre hanno raggiunto i 4,3 miliardi di dollari, pari a 49 centesimi per azione. Lo scrive la Bloomberg. L’utile comprende una plusvalenza di 6,7 miliardi di dollari dovuta alla vendita della divisione Smith Barney a Morgan Stanley.

17 Lug 14:26

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2009 at 20:22

Buonasera

Oggi leggendo le ultime notizie ho appreso che stà fallendo un altra “bella” banca, USA e chissa che non ne falliscano altre.
Ma vorrei linkare degli altri articoli che forse ci possono interessare direttamente. Anche se gli autori non piacciono a tutti……le notizie forse sì.
Spero vi faccia piacere leggerli; a proposito non datemi del catastrofista perchè non li ho scritti io!!!! In fondo cosa volete che sia….gli euro sono solo carta stampata (e debiti)…..euro + euro – hehehe.

http://www.eugeniobenetazzo.com/ottobre_rosso.htm

http://www.arcipelagoveneto.org/immagini/L%27EURO_DI_CHI_E%27.pdf

SD

P.S. Attendo dei commenti.

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2009 at 21:05

Ma ho capito bene la notizia dell’Ansa su Citi?
Esiste una plusvalenza di 6,7 miliardi e profitti per 4,3 miliardi.
Quindi considerando la plusvalenza Citi ha dei profitti!
Io non ho parole, se ci spacciano per notizia positiva una simile cosa, siamo alla frutta!

Per la cronaca io ho quest’altra notizia:

(Teleborsa) – Roma, 17 lug – Sugli scudi il titolo Citigroup che inizia gli scambi segnando, sul Nyse, un rialzo di quasi quattro punti percentuali a quota 3,15 dollari per azione.
Anche la trimestrale Citigroup è riuscita a battere le attese del mercato e ha riportare, nel secondo trimestre, un netto aumento dei ricavi che si sono attestati a circa 30 miliardi di dollari dai 17,6 mld dell’analogo trimestre 2008. Le attese del mercato erano per ricavi a 23,4 mld.
17/07/2009 – 15:45

SENZA PAROLE!

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2009 at 21:39

BOFA E CITI
“…oggi bofa e citi ci diranno qualcosina di più…”
NO, il solito ritornello: better than expected.
Sono proprio bravi a mettere in scena la solita commedia a lieto fine.

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2009 at 22:16

Allora mi metto a vs servizio x dati oggi.

Bofa: 3.2 blns net vs 3.4 nello stesso periodo dello scorso anno, x share 0.33 vs 0.72 scorso anno ( e qui si nota l’enorme diluizione). Non performing assets passano da 25.6 blns di marzo a 31 blns di giugno. Le provisions x crediti in sofferenza salgono a 13.4 blns. Naturalmente anche qui plusvalenze one of, la vendita ad una JV del merchant processing business x 3.8 blns pre tax gain oltre alla vendita della partecipazione in China Commercial Bank x 5.6 blns pretax. Da notare che grazie agli aumenti di capitale effettuati e alle emissioni coperte da garanzia Governativa il capitale Tier 1 si e’ rafforzato a 40 bLNS. La divisione carte di credito e’ in perdita rispetto all’utile dello scorso anno x 1.6 blns.

City: si compasso leggi bene, 6.7 blns pretax grazie alla cessione della Smith Barney alla JV con Morgan Stanley. Tassazione su City al 17% a quanto pare. il resto sono rivalutazioni di portafoglio ( almeno leggendo bloomberg).

GE: a parte la divisione energy infrastructures na tragedia. Utili – 47% e revenues – 17% ammazza che salute. E meno male che hanno battuto le stime, bisogna precipitarsi a comprare che occasione!!!

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2009 at 00:14

DORF. devo postare il continuo dell’articolo di Barnard.. strano non si sia incolato ieri. cmq è questo. ——————————– Eccoci all’AIG. Moltissimi debitori americani smisero di pagare le rate, la banche si trovarono con miliardi di dollari di scoperto, chi nel mondo (cittadini e banche come Unicredit) aveva comprato i derivati garantiti da quei mutui americani si trovò fregato, e quando le banche si rivolsero all’AIG per riscuotere le polizze fasulle di Joseph Cassano tutto andò in pezzi. Inclusa la vita di Giorgio e Laura.

Questa spirale disastrosa, pensate, sta costando all’intero sistema bancario americano e inglese la bancarotta. Cioè, in parole povere, con un buco che supera i 3.600 miliardi di dollari si può dire che i sistemi bancari di USA e GB siano in effetti falliti. Nella sola Inghilterra, una singola banca aveva uno scoperto per un ammontare superiore all’intero PIL nazionale. Le conseguenze nel mondo sono sotto gli occhi di tutti, e dritto in casa vostra oggi. Va fatta qui una prima riflessione: vi rendete conto che i giochi di una manciata di individui che distano dall’Italia migliaia di chilometri possono lacerare le vite degli italiani con una distruttività mille volte superiore a qualsiasi Lodo o processo berlusconiani? C’è qualcuno qui che vi sta mobilitando per difendervi? Nessuno. Perché? Perché a Di Pietro e a Travaglio non gliene frega un accidenti delle famiglie italiane vere, e del pericolo democratico che proviene da disastri del genere. Gli importa solo di quel nugolo di borghesi col deretano parato (dai genitori, spesso) che vanno a formare la maggioranza dei loro elettori/fans, e che fanno la loro fortuna politica/economica. Giorgio e Laura neppure li considerano.

Torniamo ai giochi finanziari scellerati. Gli istituti finanziari internazionali protagonisti di questi crimini facevano anche di peggio. Per esempio il cosiddetto ‘Banner Swapping’. La banca Tizio e la banca Caio si scambiavano 1 miliardo di dollari di Derivati, che come sappiamo avevano valore di carta straccia. Ma entrambe le banche scrivevano sui libri contabili che quello scambio era invece un incasso. Con un ‘incasso’ di 1 miliardo di dollari le azioni di quelle banche schizzavano in alto, e i manager si intascavano dei premi personali favolosi (i bonus). Il fatto poi che tutto questo fosse fasullo, veniva lasciato al futuro, chi se ne importa. Ma nel futuro ci sono le nostre vite di lavoratori, di cittadini, ci sono gente come Giorgio e Laura.

I bonus sono centrali per capire la filosofia politica che sta alla base non solo di questa catastrofe globale, ma anche di tutto il pensiero del Libero Mercato. Essa si riassume così: se io banca/investitore vinco intasco i profitti (i bonus ecc.), se perdo pagano i cittadini (gli Stati). E infatti oggi in tutto il mondo sono i contribuenti che stanno sborsando trilioni di dollari per salvare banche, banchieri, investitori e soci. Un dato: Obama sta elargendo quasi 3.000 miliardi di dollari al mondo finanziario in bancarotta, cioè ai Cassano d’America. Confrontate questo con i miseri 19 miliardi di dollari che il presidente USA ha garantito contro il fallimento della General Motors, dove chi lavora non sono yuppies rampanti con lo yacht a Malibù, ma gente vera con famiglie vere come Giorgio e Laura. Una logica scandalosa. Di fatto, essa si traduce in quelli che l’economista premio Nobel Joseph Stiglitz ha chiamato “gli incentivi perversi” a scommettere col destino di milioni di lavoratori e di cittadini, poiché, ribadisce Stiglitz, i ricchi “intascano enormi profitti se le cose gli vanno bene, ma non pagano nulla se gli vanno male”, infatti chi paga siamo noi tutti. Un altro Nobel dell’economia, Paul Krugman, ha definito tale filosofia “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”. E sapete come hanno fatto gli squali di Wall St. a ottenere questi indecenti favoritismi che noi tutti paghiamo? In due modi: primo, hanno elargito al buon presidente ‘progressista’ Barack Obama 38,6 milioni di dollari in campagna elettorale nel 2008; secondo gli hanno detto “poiché in questo disastro di Derivati nessuno ci capisce nulla a parte noi che li abbiamo creati, è meglio che non ci affondi, se no affondate tutti con noi”. Italiani inclusi.

E in Italia stanno accadendo cose simili. Perché anche da noi i vostri soldi stanno finendo nelle tasche degli scellerati, o di coloro che, per causa di questi criminali Padroni del Mondo, stanno oggi fallendo nella disperazione di migliaia di famiglie. Nel solo marzo del 2009, il governo di Roma ha stanziato 12,8 miliardi di euro per salvare il settore bancario e quello auto/elettrodomestici. Per darvi le proporzioni, è una cifra quasi identica a quella della finanziaria di quest’anno (13,1 miliardi), con la quale si sarebbe potuto aiutare tutt’Italia, incluso quel 38% delle famiglie italiane in difficoltà nella cui vita il lodo Alfano conta come un peto, e la cui capacità di partecipare alla vita democratica è distrutta quotidianamente dal perenne affanno per arrivare a fine mese.

Ma al peggio non c’è mai fine. Si è appena descritto in termini concreti uno degli agghiaccianti pericoli per le democrazie mondiali (già verificatosi) e per il welfare di milioni di cittadini, che costituisce, assieme a molto altro ahimè, la vera minaccia democratica a noi persone comuni, Italia inclusa, e di fronte a cui gli scandali strombazzati dai ‘paladini’ dell’Antisistema italiano sono minuzie. Viene dunque da chiedersi: cosa si sta facendo per combattere tali pericoli? Casa si è fatto? La risposta è disperante, e di nuovo è materia nascosta a quasi tutti voi e su cui i vostri ‘paladini’ tacciono. Durante l’ultimo G8 all’Aquila, sono state annunciate misure per ridare ordine alla finanza internazionale. Sono palliativi cosmetici. Nella realtà accade questo: il governo americano, che è quello che conta, ha chiamato per ripulire i disastri di questa crisi globale gli stessi personaggi infami che l’hanno creata. Invece di punire gli scellerati investitori, invece di fargli perdere ciò che avevano scommesso sulla nostra pelle, invece di farli fallire e di impiegare il denaro pubblico per la gente in difficoltà, Obama e il suo ministro del Tesoro Timothy Geithner hanno offerto agli Hedge Funds (il peggio degli scellerati di Wall St.) e ad altri gruppi di investitori selvaggi una montagna di denaro facile affinché comprino i debiti delle banche fallite, e cioè quei famosi Derivati carta straccia che anche noi abbiamo comprato. E’ l’ennesima truffa che ci distruggerà il futuro, a New York come a Teramo. Funziona così, e cerco di farla semplice: questi investitori hanno ricevuto da Washington l’85% del denaro necessario per comprare quei debiti, mentre loro ne metteranno solo il 15%. Se i Derivati che comprano dalle banche asfissiate ritorneranno a guadagnare, gli investitori sopraccitati si intascheranno i profitti; se invece rimarranno carta straccia, essi ci rimetteranno solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo USA (cioè i contribuenti) e non è da restituire (i fondi così regalati si chiamano Non-Recourse Loans). Forse è difficile da capire, ma fidatevi, è così, è il solito “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”.

Ciò che più importa, però, è che in tale modo si è ricreata una vera Cupola mondiale di investitori privati collusi col governo più potente del mondo, di fatto una colossale impresa zeppa all’inverosimile di questi prodotti finanziari esplosivi, che se esplode di nuovo ci trascinerà tutti in un abisso mai visto nella Storia dell’economia. Di nuovo, al timone di questo ordigno nucleare della finanza impazzita ci sono gli stessi personaggi che hanno causato il presente disastro economico planetario (Summers, Rubin, Liddy ecc.), perché sono gli unici che ne capiscono qualcosa. Noi, i cittadini, e pure i n
ostri politici, ne siamo esclusi del tutto, anche se le conseguenze di un eventuale nuovo crack, lo ripeto, le pagheremo noi, i nostri figli, il nostro futuro, in ogni singolo atto della nostra vita di comunità, e col ‘sangue’. Per tali motivi, quanto è già accaduto e qui descritto, e quanto sta accadendo, sono la vera minaccia alla democrazia che pende sui nostri capi oggi. Una minaccia agghiacciante, poiché la Storia ci insegna che nulla indebolisce la democrazia dei cittadini come il terrore economico, di cui i Padroni del Mondo sempre approfittano per ledere i nostri diritti. Ne capite la gravità? Capite perché la Società Civile Organizzata italiana, oggi ipnotizzata dai nostri falsi ‘paladini’, dovrebbe accantonare Alfano e occuparsi con ogni sua forza di Cassano? Quando la democrazia è alla fase terminale, esistono priorità urgenti, e gli sbraiti di Grillo, i libri fotocopia di Travaglio e le idiozie per mezzo stampa di Di Pietro non lo sono. L’ossessione contro Berlusconi oggi non lo è. Anzi, ci distraggono dal salvarci la vita.

Le fonti di questo pezzo sono:

Gabriel Kolko, Factors in Our Colossal Mess, CounterPunch, 26/11/2006

William Greider, Goldman Sachs Socialism, The Nation, 23/09/2008

Matt Taibbi, Intervista, 25/3/2009, Democracy Now.org

Joseph Stiglitz, A Better Bailout, The Nation, 01/10/2008

New York Times Magazine, Italy Plans Fashion-Industry Bailout, 02-0-2009

Frobes.com, Italian Banking Bailout Kicks Off, 10-03-2009

John Cavanagh, The Rich and the Rest of Us, The Nation, 11/06/2008

Paul Krugman, intervista, Democracy Now.org, 23/03/2009

Jeremy Warner, The Week the Economy Turned Nasty, The Independent, 19/01/2008

Indagine Ipsos,…

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2009 at 01:27

Buona sera a tutti,al capitano Andrea e le sue analisi che tanto ci insegnano come sta’ il mondo per capire la retta via e buona sera a Valentina e a fringuello che come amici penso in buona salute e con tanto rispetto.Sono contento, la mia prima settimana di lavoro e’ andata
ok e stasera sono stimolato a trasmetterVi la mia esperienza che in qualche modo rendera’ fiducioso chi oggi tribula alla ricerca di un lavoro.Non bisogna chiudersi e in qualsiasi ceto sociale ci troviamo,abbiamo la possibilita’ di conoscerci meglio non sottovalutando niente perche’ anche la persona piu’ semplice puo’ contribuire a superare con meno difficolta’ questa crisi.Alla mia eta’
55 anni restare disoccupato, benche’ qualcosa nella vita abbia fatto,diventa un dramma e ti fa’ capire l’amarezza della vita non tanto per il lavoro perso ma sopratutto per quelle persone che in un attimo si dimenticano delle perle che hai donato lasciando prevalere il loro distorto interesse personale.Una domenica mattina e’ venuto a trovarmi mio cugino e per distrarmi accetto di uscire con lui a fare una passeggiata e siamo andati a trovare una famiglia di calabresi immigrati nella mia citta’ che vivono in affitto nell’appartamento di mio cugino.Durante il tragitto mi mette a conoscenza del fatto che da tanto tempo non pagano per il semplice motivo che hanno poco lavoro e con quello che prendono a malapena vanno avanti pero’ gli hanno assicurato dopo tanti mesi, una mensilita’ di pagamento,si parla dei tempi passati dove iniziando non poche difficolta’ si erano incontrate e se non proprio per un bisogno assoluto non avrebbe mai sfrattato una famiglia sulla strada per causa di mancanza del lavoro.A destinazione siamo accolti con timore che alla fine nella loro semplicita’ ma cordiale accoglienza decidiamo di restare a pranzo lasciandoci coinvolgere nei vari problemi che la vita ci impone.Il genitore esperto saldatore ci dice che anni fa’ decise di venire al nord perche’ dove viveva non aveva neppure uno spiraglio di riuscita e qui da noi qualcosa ha fatto ma con cinque figli 2 piccoli e tre grandicelli in eta’ scolastica per il momento lavorando solo mezza giornata non e’ all’altezza per sopportare le spese di affitto.Lo misi al corrente che anche io da poco ero diventato disoccupato e discutento mi informa che il sabato va’ a pulire i macchinari di una ditta del quale il padrone affabile gli permette di farlo anche se alla fine non ha bisogno perche’ vede la neccessita’ altrui e quasi come per aiutarmi mi da’ l’indirizzo.Ci salutiamo nella speranza di un miglioramento e ritorniamo a casa.Alla sera pensai molto a quella visita e il biglietto con l’indirizzo della ditta era la mia speranza di un nuovo lavoro.Il lunedi’ mattina suono il campanello e vengo ricevuto dal titolare che quasi per incanto senza guardare l’eta’ mi prende in considerazione per quello che posso fare dando piu’ importanza alla mia esperienza lavorativa.Siamo una ditta piccola dove ognuno di noi titolare compreso collabora senza presunzione ma per il bene reciproco e con qualche mia idea di innovazione sicuramente fara’ strada.Lo stipendio non e’ il massimo,saro’ passato di categoria inferiore ma per la prima volta lavoro con soddisfazione perche’ mi sento come in una grande famiglia.(A proposito non sono io il tizio del post 11 e 12 e per non fare confusione mi firmo diversamente aggiungento una parola davanti) Un saluto cordiale da primo Angelo.

Scritto il 18 luglio 2009 at 09:15

LETTURA IMPEGNATIVA PER IL WEEK END[..] FONTE http://icebergfinanza.splinder.com/post/20964969/DEFLAZIONE+e+DEBT+DEFLATION%3A+R mercoledì, 15 luglio 2009 DEFLAZIONE e DEBT DEFLATION: RITORNO AL FUTURO! Sebbene una rondine non faccia primavera, ai cultori dell’arte inflativa, [..]

Scritto il 18 luglio 2009 at 09:15

LETTURA IMPEGNATIVA PER IL WEEK END[..] FONTE http://icebergfinanza.splinder.com/post/20964969/DEFLAZIONE+e+DEBT+DEFLATION%3A+R mercoledì, 15 luglio 2009 DEFLAZIONE e DEBT DEFLATION: RITORNO AL FUTURO! Sebbene una rondine non faccia primavera, ai cultori dell’arte inflativa, [..]

Scritto il 18 luglio 2009 at 09:15

LETTURA IMPEGNATIVA PER IL WEEK END[..] FONTE http://icebergfinanza.splinder.com/post/20964969/DEFLAZIONE+e+DEBT+DEFLATION%3A+R mercoledì, 15 luglio 2009 DEFLAZIONE e DEBT DEFLATION: RITORNO AL FUTURO! Sebbene una rondine non faccia primavera, ai cultori dell’arte inflativa, [..]

Scritto il 18 luglio 2009 at 09:15

LETTURA IMPEGNATIVA PER IL WEEK END[..] FONTE http://icebergfinanza.splinder.com/post/20964969/DEFLAZIONE+e+DEBT+DEFLATION%3A+R mercoledì, 15 luglio 2009 DEFLAZIONE e DEBT DEFLATION: RITORNO AL FUTURO! Sebbene una rondine non faccia primavera, ai cultori dell’arte inflativa, [..]

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2009 at 10:20

(ANSA) – WASHINGTON, 18 LUG – Il tasso di disoccupazione ha superato il 10% in 15 stati Usa piu’ il Distretto di Columbia, mostrano dati del Ministero del Lavoro. Lo stato piu’ colpito e’ il Michigan, patria dell’industria automobilistica, che in giugno ha raggiunto il 15,2% di disoccupazione. Si tratta del livello piu’ alto raggiunto da uno stato Usa in 25 anni: il primato precedente apparteneva allo stato minerario della West Virginia dove nel 1984 la disoccupazione aveva a sua volta superato il 15%.

PORTELLO

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2009 at 11:05

Ciao primo Angelo, non ti avrei confuso con l’altro Angelo; se non ci fossi bisognerebbe inventarti, i tuoi post sono sempre delle iniezioni incredibili di fiducia, in se stessi e nel prossimo, merce rara di questi tempi… occhio che non ti scoprano altrimenti finisci in prima pagina!!! :-)

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2009 at 11:06

Il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2009 at 13:19

Cosa sento al Tg, per far muovere i neuroni estivi(…durano 2 mesi) dei poveri italianotti narcotizzati ??
..”ma il problema è:come spendere tutti quei soldi in caso di vincita all’enalotto ? “(servizio di 2 minuti circa)

Intanto leggo……..
16 luglio 2009
China Merchants Bank sbarca a Londra. E Pechino sogna la grande espansione
16 luglio 2009
Usa, i californiani all’attacco. Calpers denuncia le agenzie di rating
16 luglio 2009
Usa, in sei mesi un milione e mezzo di pignoramenti
16 luglio 2009
American Express sospende i contributi ai dipendenti inglesi
15 luglio 2009
GB, disoccupazione record: 281 mila perdono il posto in tre mesi
15 luglio 2009
Lehman Brothers: pronto il maxi piano di rimborso per l’Europa
15 luglio 2009
Usa, asse Bair-Bernanke per una tassa sulla dimensione delle banche
15 luglio 2009
BOJ estende la durata dei piani d’emergenza: peggiorano le previsioni sul pil
14 luglio 2009
Usa, il deficit supera i mille miliardi di dollari in soli nove mesi
14 luglio 2009
Goldman Sachs, quasi 700 milioni di vendite sospette. E la SEC indaga

Altapatagonia

Scritto il 18 luglio 2009 at 20:55

Quello che pochi hanno capito è che i GOVERNI hanno attivato una reazione antipanico, è confermato che il Pianeta è entrato in uno scontro tra Oriente e Occidente, questa crisi è il riflesso del mondo UNIPOLARE fallito, i GOVERNI sono consapevoli che la ripresa non ci sarà alle stesse condizioni di prima, però prendono solo del tempo per salvare il salvabile, rivedete il film il TITANIC la parte del salvataggio, a noi PARCO BUOI, tramite i mass media ci faranno diventare anche se lo siamo una “MASSA MEDIA”.
Mentre noi ascoltiamo la MUSICA loro e compari riordinano i settori strategici. Un consiglio: Anche noi possiamo salvarci dalla crisi sistemica, dobbiamo vivere secondo i nostri mezzi, ai nostri beni fornire una buona manutenzione, odiare le carte di credito se proprio non siano necessarie.

utente anonimo
Scritto il 18 luglio 2009 at 23:37

Una piccola cosa personale.

Dopo aver letto dei bonus di Goldman e aver ascoltato tanti soloni che dicono che ormai siamo all’inversione di tendenza….bè, io non sapevo se ridere o piangere…..visto che chiunque abbia un pò di senno capisce che se riprendi a fare ciò che facevi prima, torni esattamente quello che eri prima…al di là del fatto che i medici dicano che sei guarito o meno….cosa succederebbe – ho pensato – ad uno che gli hanno trapiantato il fegato se riprende, come prima, a bene grappa?

Dopo questa breve riflessione ho messo un pò di musica.

it’s the end of the world as we know it, and I feel fine dei REM….

Così va la vita…….

IL MOZZO DI TERZA

Scritto il 19 luglio 2009 at 09:59

I vostri commenti sono fantastici, per cui mi ripropongo di partecipare di nuovo attivamente al forum!!!

Proprio così, grande Mozzo di Terza, ma non solo. Le malattie, quasi tutte, le puoi prevenire a monte. Invece vengono “curate” in modo che te ne vengano delle altre: io la chiamo TRAPPOLA DEL FARMACO. Quando poi l’organo non funziona più lo sostituiscono, ma non andando all’origine del problema, il tuo è un chiaro esempio, la patologia ritorna, come e più di prima, fino all’exitus (= obitus). tante volte, poi, le malattie vengono indotte volutamente per aumentare il consumo dei farmaci: vedi i danni da vaccinazioni.
Questo stanno facendo questi signori anche con l’economia e più fanno così, più il recupero sarà impossibile e l’exitus profondamente drammatico.

Però non ce lo dicono, ovviamente.

Molti non lo sanno, come tanti medici di famiglia che prescrivono farmaci credendo che quella sia l’unica soluzione. Altri se ne rendono conto, ma continuano ad “ascoltare l’orchestrina sul Titanic”. Altri, i peggiori, lo sanno, ma pensano a salvare solo se stessi ed a loro auguro un oceano di sofferenze in questa e nelle prossime mille vite.

La cosa più importante è che la massa continui a vivere inconsapevole della vita.
Per me, per esempio, l’inflazione c’è già stata!!! Non può tornare così a breve.
Non ci hanno detto che c’era l’inflazione, quando c’era (con l’euro è quasi raddoppiato tutto), ora non ci dicono o diranno che c’è la deflazione.
Non ci dicono tante altre cose, ma c’è il nostro fantastico Capitano ed altri illustri marinai che ci tengono ben informati.
Non ci dicono che la moneta è delle banche e non del popolo.
Non ci dicono che le attuali vaccinazioni sono molto dannose e stanno inibendo la vita a milioni di bambini ogni anno.
Non ci dicono che i farmaci sono più dannosi che utili e ci fanno spendere migliaia di miliardi nel SSN.
Non ci dicono che il geotermico è meglio, che la fusione fredda è meglio, che l’elettromagnetismo secondo Tesla è meglio e ci fanno vivere sotto l’incubo del petrolio.
Non ci dicono chi in realtà muove i fili dei burattini, ma fate una ricerca sui Rothschild e ve ne renderete conto.
Non ci dicono la forza della legge morale dentro di noi e ci sotterrano di dogmi religiosi condizionanti, fin da bambini.
Chissà quante altre cose non ci dicono, ma noi non dobbiamo dormire, noi le cose dobbiamo dirle: ho spedito a tutti, via mail, il commento 30…

Però anch’io ho deciso di comprarmi un piccolo pezzo di terra e di coltivarlo con un amico. Avrò frutta e verdura biologica, perché esiste un modo per trasformare velocemente qualsiasi terreno, sabbioso, salmastro… in terreno fertile e grandemente produttivo, ma, ovviamente, non ve lo dicono: devono vendersi i loro OGM!!!

Ma io ve lo dico, ma solo dopo che avrete fatto la ricerca sui Rothschild…. Fate una ricerca su MICRORGANISMI EFFETTIVI (EFFICACI). Su Wikipedia c’è tutto e…
Buona coltivazione!!!

Scritto il 19 luglio 2009 at 10:02

Dimenticavo la firma.

Bill

utente anonimo
Scritto il 19 luglio 2009 at 16:42

Andate a guardarvi questo, ho riso di gusto, anche se di un riso amaro, x l’intera durata del filmato.

http://thecynicaleconomist.com/?p=6050

una volta visto, sappiate che dovete aggiungere la nuova scelta del Vice Chairmain di Goldman Sachs Robert Hormats come sottosegretario al dipartimento di stato x affari economici energia e agricoltura.

Buona visione

Il fringuello

utente anonimo
Scritto il 19 luglio 2009 at 17:13

Post # 55 G.S. e Braudel

Eccellente post e video quello del #55 vorrei fare una piccola associazione, mai si e cercato di capire il capitalismo cosi come lo descriveva Braudel (uno storico francese) ovvero che fine ultimo del capitalismo non e’ la competizione ma cercare la garanzia dello Stato per ottnere un monopolio. Il video mi pare un ottimo esempio, ossia una societa’ come Goldman S. che potremmo definire la quintessenza del capitalismo avanzato, non cerca la competizione, come a noi ci hanno sempre fatto credere, ma di fatto sviluppa il suo monopolio con l’ aiuto dello Stato per imporre solo se stessa.
Che di fatto conferma la visione di Braudel, il quale sosteneva che all’ ultimo livello, il capitalismo e lo politica si accordano per farsi favori reciproci…chissa’ forse dovremmo riscoprire tale autore e dimenticare i tanti pre-concetti che abbiamo sul capitalismo competitivo….
Saluti a tutta la Ciurma ed ovviamente al Capitano.
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2009 at 00:40

condivido il post 63 su rating boomerang lev. ciao michele

utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2009 at 10:26

“MILANO (MF-DJ)–Prima del 29 luglio verra’ completato nei particolari l’ultimo piano di ristrutturazione del gruppo Risanamento. A seguito della richiesta di fallimento del gruppo presentata dai pm, Laura Pedio e Roberto Pellicano al tribunale fallimentare di Milano, c’e’ la convinzione che nemmeno il piano delle banche bastera’ a salvarlo dal fallimento.

Nella richiesta dei pm, si legge in un articolo di Mi Fi, e’ stato scritto che “la situazione di illiquidita’ era concreta, manifesta e diffusa gia’ al momento nel quale era stato formato e approvato il bilancio d’esercizio e il consolidato al 31 dicembre 2008 e pertanto quel bilancio non poteva essere redatto secondo i principi di continuita’ aziendale”.

I pm di fatto, segue l’articolo,stanno chiamando in causa i revisori di PriceWatherhouseCoopers, la Consob, oltre a una pletora di analisti e operatori tutti incapaci di scorgere gli evidenti segnali di fallimento del gruppo Risanamento. red/ste

inizia la stagione dei fallimenti aziendali?

Scritto il 20 luglio 2009 at 13:13

Another Plan To Fix The Housing Market: Rent-To-Own

Posted Jul 17, 2009 01:15pm EDT

A few days ago, Reuters reported that the Obama administration is considering another plan to stave off foreclosures: Rent-to-own.

(The administration’s original plan–mortgage modifications–has so far been a disappointment).

The goal of the program would be to reduce foreclosures and keep people in their houses – by reducing their monthly payments and eliminating the crushing burden of debt on homeowners that underwater.

Reuters reported few details about what, exactly, the administration is considering, and with rent-to-own, the devil is in those details. For example: Does the bank have to become a landlord? Can it sell the house? What will the rent be? How will the bank handle the writedown?

Our guest Dan Alpert of Westwood, has proposed a version of rent-to-own that works like this:

The homeowner is given an option to give his or her house to the bank in exchange for a 5-year lease (at market rates) on the property. The homeowner must be able to decide singlehandedly to pursue this “deed for lease swap”, or the banks won’t agree to it.
The bank takes over ownership of the house and rents it back to the homeowner for the lease term, at which point the homeowner has the option to buy the house back at fair market value.
The big drawback, from the bank’s perspective, is that the bank would have to take the loss on the mortgage right away, which most banks are desperate to avoid doing.

Mi pareva di aver ipotizzato la stessa soluzione qualche mese addietro…
Ma non mi sembrave una idea da Premio Nobel, solo buon senso di chi gestisce normali relazioni commerciali.

ad maiora
Il Cuculo

Scritto il 20 luglio 2009 at 13:33

.

utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2009 at 15:43

Siamo in itaGlia, parlate in italiano cribbio!!!

Scritto il 20 luglio 2009 at 19:16

Ciao Cuculo, in questa crisi si gestiscono solo le relazioni corporative e di conseguenza gli interessi delle lobbies.

Sono quasi due anni che continuo a ripetere che era necessario diluire l’onere dei mutuatari americani, necessario evitare l’oceano di default e foreclosure anche a costo di violentare il “libero mercato”, libero mercato che ha dimostrato di aver bisogno di aiuto, quando viene violentato continuamente dagli interessi corporativi e ispirato dagli interessi collettivi.

In serata vi sarà un nuovo post

Chiedo a Voi tutti cari Compagni di viaggio di esprimervi su una futura navigazione fatta di pochi post oceanici, prerogativa di Icebergfinanza o di piccoli spunti sintetici ripetuti, magari all’interno della stessa giornata, una sorta di piccolo sondaggio che ovviamente non impegna il timone…….

Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2009 at 19:50

Io sono contento cosi,caro Capitano,e grazie mille!Che Dio Ti benedica per il bene che mi ha fatto!Gabriel F

utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2009 at 21:12

A me va bene cosi’ com’e’ Andrea, anche se oceanici i post sono sempre belli da leggere e ricchi di stimoli…. sta a te scegliere, magari puoi fare un po’ e un po’ anche a seconda delle disponibilita’ di tempo che hai…

un abbraccio

Il fringuello

utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2009 at 21:22

a me va bene qualsiasi cosa decidi, grazie di tutto

giorgio80

utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2009 at 21:47

S&P
1000 e non più 1000…
ben presto ci sarà lo scontro finale tra l’orso ed il toro.

utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2009 at 22:19

FOMC
Le incredibili previsioni della fed hanno fatto ripartire le borse a razzo.
PIL 2009 -1% e poi via con +2, +3 e +4% nei prossimi 3 anni, mentre i disoccupati aumenteranno oltre il 10% (economia basata sul debito statale ?)
Ma allora con queste previsioni non può essere la peggior crisi dopo quella del 29.
Ormai anche la fed dà…i numeri.
La realtà comunque è ben diversa ed è rappresentata dai disoccupati in continua crescita, dai pignoramenti arrivati al 9% e dal fallimento di 82 banche minori che si stima arriveranno a 500 o perfino a 1000 se anche i mutui sull’edilizia commerciale, come ormai pare certo, andranno in crisi.

utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2009 at 23:46

Sono tornato stamattina da una settimana di vacanza.
Ho letto in giornata gli articoli e i commenti non visti: tutti con grande interesse e piacere.

> Angelo
Sono molto contento per il Suo nuovo lavoro.
Il Suo ultimo messaggio, oltre che una testimonianza di grande forza d’animo personale, è un incoraggiamento ad avere fiducia nel prossimo: credo che ciò tutti noi vogliamo e dobbiamo continuare ad avere.

> Capitano
Lei sa essere faro anche solo con un commento.

Salute e grazie a Tutti. Mimmo

utente anonimo
Scritto il 21 luglio 2009 at 09:34

caro Andrea, a volte i tuoi commenti sono più toccanti dei tuoi post, ammiro le tue analisi dei fatti ma talvolta le tue risposte sono più illuminanti… un abbraccio

Scritto il 21 luglio 2009 at 17:35

Non importa in che tempi e in che modi…l’importante è Navigare…
Che i Tuoi commenti Capitano abbiamo la stessa intensità dei post, a volte se non di più
lo ripeto nuovamente anch’io…
A Te la magistrale guida del timone…a Te ogni decisione… :-)
Angelo( #45) Grazie…sono davvero felice …molto felice per Te!!…
Dorf continua così….anche i suoi commenti sono oceanici vero Capitano!…
e…c’è ben poco da dire, Giorgio e Laura…la loro vita…la nostra vita…

…Bill …Bill…certo che devi farti sentire…non possono mancare i Tuoi contributi…
confesso che a Trento mi ero un po’ rattristata quando hai detto che non leggevi più i commenti…
è bello risentirti…un abbraccio…
E Gabriel dov’è…è un po’ che non si sente!

A proposito del Tuo…”La cosa più importante è che la massa continui a vivere inconsapevole della vita.”

“Essere sconvolti dall’immensità della vita …è un viatico per affrontare le vicissitudini dell’esistenza. Contrariamente a quello che ci vogliono far bere dalla più tenera infanzia, il grande trambusto d’emozioni e sentimenti che ogni giorno ci fanno sentire VIVI, non rappresenta un pericolo. Anzi, è proprio il tentativo di repressione delle emozioni che porta all’orrore…al rifiuto dell’altro(non solo umano)
….
E’ fin troppo evidente che l’uomo ha fallito il grande progetto d’essere Dio. Certo ci prova ancora, c’è in atto un’inerzia allucinante, che fa che si vada alla guerra per il potere di manipolare geni o cervelli…

L’evidenza è che il progetto è fallito…A voler essere il maestro di tutto, l’uomo si è semplicemente inaridito e isolato.


Ma se si è stanchi di tanto trionfalismo di specie, di tanta superbia di razza, resta la grande opportunità di dare le dimissioni da questa becera follia e cominciare le trattative di pace con l’ecosistema che ci circonda e, fino a prova contraria ci ama.
Di un amore molto al di là della nostra capacità d’intendere. Un amore essenziale, immenso, privo di ogni condizionamento, libero da ogni ricatto….che sa di empatia.

La terra non è un Dio giudicante, né una divinità gelosa e violenta.La terra è semplicemente il grande mosaico che dalla notte dei tempi si colora di ogni sogno, di ogni mano tesa… E….noi a rompere il mosaico, a buttarci fango chimico e radioattivo, a coprirlo di escrementi mentali e filosofici.

Smettiamola facciamola finita. …
Proviamo a spogliarci delle nostre inutili certezze …
Sediamoci di nuovo e lasciamoci sconvolgere per sempre dall’immensità della sfida e dal dolce invito ad accettarla, tanto non è un concorso a premi, non è una gara. E’ semplicemente l’essenza del nostro stare su questo Unico pianeta.

…C’è una incommensurabile ricchezza fuori dalle gabbie della razionalità”…

la fonte è sempre la solita …non riesco non citarla…perché la soluzione…forse semplicemente sta tutta li…
Ama la terra come te stesso…
Carissimi saluti… un grande abbraccio…Compagni di viaggio
Valentina

p.s e che dire del post di oggi Capitano…semplicemente superlativo come sempre… si come sempre!!…
Ho nostalgia della Tua bellissima città e dei Compagni di Viaggio che vi ho conosciuto…
nulla togliendo, ovviamente, a questi confronti “virtuali”…
A proposito Bill se Ti va contattami che ti fornisco la mia e.mail così rimaniamo in contatto…
A presto come dice PG al prossimo porto sicuro…
Ah…dimenticavo…bella la nuova scelta grafica per i mondi alternativi…in evidenza…ora si che si vedono..!:-) :-)

Navighiamo…navighiamo:-)

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
Articolo dal Network
Sembrava una settimana piatta e forse persin noiosa. In realtà è stata ricchissima di spunti c
Per fare un quadro tecnico e ciclico sul futures Dax, presento il Battleplan Biennale che per ora se
Oggi rifacciamo il punto sul lungo periodo dell'FTSEMIB, il quale ha visto partire l’ultimo Inters
Oggi analizzeremo il mercato americano più importante, ovvero l’S&P500. Nell’immagine si n
Maggiore consumo di carburante, anomalie e perdita di potenza al motore. Sarebbero queste le pi
Giusto per comprendere come funziona il più Europa, dopo le recenti dichiarazioni Moscovici...
Ftse Mib: dopo la corsa di oltre il 7% avviata il 4 gennaio, il listino italiano sembra prendere una
Mentre i mass media continuano a focalizzare l'attenzione sulle quotazioni altalenanti di Bitcoi
Il 25 e 26 gennaio prossimo l'Inps celebrerà i suoi primi 120 anni  di esistenza e in attesa che s
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )