ETICA E MICROCREDITO: DIPINTI ALTERNATIVI NAIF!

Scritto il alle 20:09 da icebergfinanza

Naif è una parola francese che corrisponde al nostro italiano "ingenuo"" l’arte di coloro che non sono intrisi di alcun tipo di preparazione accademica, che non si lasciano condizionare da correnti convenzionali.

Dipinti dai contorni marcati, pieni di vita e di colori, sono frutto della semplicità e della spontaneità di una creazione, magari priva di inutili virtuosismi, dove spesso la prospettiva è assente, ma capaci di esplorare la natura semplice di speranze e progetti che amano la trasparenza e la verità!

Il microcredito è il più straordinario dipinto naif economico che un pittore di nome Yunus ha saputo creare dall’immaginazione e dalla disperazione umana.

Cari Compagni di Viaggio, alle volte sto ancora cercando di comprendere se i miei "  Mondi Alternativi " per alcuni o forse per molti, sono una favola o una leggenda metropolitana!

Certo, molti sarebbero ben più felici se parlassi di valige piene di treasury che passano la frontiera o di codici segreti di programmi di trading che volano da uno stato all’altro, dimostrando la probabilissima, quotidiana, manipolazione dei mercati finanziari, di fallimenti di aste governative, di nuovi minimi di mercato che attendono la nostra navigazione, ma oggi vi vorrei parlare d’altro.

Da due anni sto urlando ai quattro venti la loro incredibile ed affascinante realtà, la realtà dei " Mondi Alternativi ", ma probabilmente il fascino del vecchio dipinto ( vecchio sistema……) consiste sempre e solo nel variare i colori e le tinte senza avere il coraggio di sperimentare oltre la tecnica e oltre la scienza economica tradizionale, convenzionale.

Quotidianamente, il dipinto futuristico e spesso surreale che politici, accademici ed economisti,  ci presentano è annacquato da modelli di sviluppo su base esclusivamente consumistica, tradizionale, modelli che rivelano la difficoltà di accettare la nemesi di questa crisi, che imporrà al mondo cambiamenti radicali nello sviluppo e nelle relazioni. Sono stanco di ammirare, dipinti e quadri astratti, vecchie tecniche, che non esprimano il realismo di questa epoca, fatta di natura morta, sinonimo di fallimento di una corrente di pensiero che era incentrata sulla massimizzazione del profitto a breve termine.

Dopo due anni passati ad avvisare della tempesta perfetta, io non ho il potere, ne la magia di restituire lavoro e speranza materiale a nessuno, se non la condivisione di un mondo reale economico e sociale, che da sempre viaggia controcorrente nelle arterie e nelle vene di questo sistema.

Non c’è riga che scrivo pensando a coloro che leggeranno le mie parole, non c’è situazione che descrivo senza lasciare riferimenti da approfondire, fonti e sorgenti di informazione cultura, al di là di ovvie considerazioni soggettive.

Ho sempre cercato di condividere alternativamente la realtà di questo quadro economico, che per alcuni aspetti non è certo da trasfigurare, ma da modificare al punto da renderne impossibile la vecchia fisionomia.

Nei colori naif di questo mondo alternativo che a differenza della tecnica artistica ha in se una prospettiva infinitamente umanistica, c’è la creatività di uomini e donne, autentici capitani coraggiosi, che portano avanti nel silenzio quotidiano progetti che credono nell’uomo e nelle sue capacità di reazione e riscatto, mettendo in primo piano la relazione umana e la condivisione di valori che aiutino a dipingere meccanismi economici che vadano oltre il profitto personale e il naturale egoismo dell’uomo.

Dobbiamo ritornare alle radici, tornare ad occuparci di relazioni umane, senza ritornare alle caverne e alla clava, ritrovare il senso di valori che stiamo dimenticando, utilizzare le risorse umane e tecniche, l’innovazione per sperimentare nuove arti economiche. 

Tornare alle radici significa esplorare sistemi economici e sociali, che hanno permesso ai nostri nonni di uscire da situazioni di disagio  economico e sociale, attraverso la solidarietà di uomini e donne, che rimboccandosi le maniche, hanno saputo dipingere paesaggi con prospettive affascinanti, come ad esempio il nucleo originario della cooperazione, non quello deformato dal tempo, come il microcredito, il commercio equo e solidale, l’economia sociale di mercato e l’alba del social business.

Non starò a raccontarvi, per l’ennesima volta,  la storia di questi sistemi, ne abbiamo spesso parlato insieme, nei tag troverete ogni riferimento.

Non si tratta di scegliere sempre e solo nel concetto capitalista dell’economia, che sembra essersi dimostrato il male minore, ma di incominciare a ristrutturare questo vecchio dipinto con toni naif, esplosioni di colore, che provengono dall’entusiasmo di rapporti umani che vanno oltre la pura massimizzazione del profitto, sistemi microeconomici in grado di risvegliare l’entusiasmo di uomini e donne spesso disillusi dalla natura morta di alcune sfumature di questo sistema.

Nella sua ultima enciclica " Caritas_in_veritate " il Papa esalta il ruolo del microcredito …..

" Se l’amore è intelligente, sa trovare anche i modi per operare secondo una previdente e giusta convenienza, come indicano, in maniera significativa, molte esperienze nel campo della cooperazione di credito."

Tanto una regolamentazione del settore tale da garantire i soggetti più deboli e impedire scandalose speculazioni, quanto la sperimentazione di nuove forme di finanza destinate a favorire progetti di sviluppo, sono esperienze positive che vanno approfondite ed incoraggiate, richiamando la stessa responsabilità del risparmiatore. Anche l’esperienza della microfinanza, che affonda le proprie radici nella riflessione e nelle opere degli umanisti civili — penso soprattutto alla nascita dei Monti di Pietà –, va rafforzata e messa a punto, soprattutto in questi momenti dove i problemi finanziari possono diventare drammatici per molti segmenti più vulnerabili della popolazione, che vanno tutelati dai rischi di usura o dalla disperazione. I soggetti più deboli vanno educati a difendersi dall’usura, così come i popoli poveri vanno educati a trarre reale vantaggio dal microcredito, scoraggiando in tal modo le forme di sfruttamento possibili in questi due campi. Poiché anche nei Paesi ricchi esistono nuove forme di povertà, la microfinanza può dare concreti aiuti per la creazione di iniziative e settori nuovi a favore dei ceti deboli della società anche in una fase di possibile impoverimento della società stessa.

…….e in alcuni passaggi,  coloro che hanno seguito l’avventura di Icebergfinanza dalle sue origini, sembrerà di essere a casa, di averne già assaporato il profumo.

Invito tutti a leggerle al di là di naturali considerazioni che qualcuno potrebbe fare ad esempio sullo IOR ( la banca vaticana ) la pedofilia nella chiesa, l’incoerenza che talvolta la attraversa, perchè vi sono messaggi che vanno oltre le stesse istituzioni, fatte di uomini che quotidianamente sbagliano ma che per questo non abbiamo il diritto di farne di tutta un’erba un fascio. Eccone alcuni:

(…) La interconnessione mondiale ha fatto emergere un nuovo potere politico, quello dei consumatori e delle loro associazioni. Si tratta di un fenomeno da approfondire, che contiene elementi positivi da incentivare e anche eccessi da evitare. È bene che le persone si rendano conto che acquistare è sempre un atto morale, oltre che economico. C’è dunque una precisa responsabilità sociale del consumatore, che si accompagna alla responsabilità sociale dell’impresa.

(…) Desidererei ricordare a tutti, soprattutto ai governanti impegnati a dare un profilo rinnovato agli assetti economici e sociali del mondo, che il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l’uomo, la persona, nella sua integrità: “L’uomo infatti è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale”

(…) Il diritto all’alimentazione, così come quello all’acqua, rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, ad iniziare, innanzitutto, dal diritto primario alla vita. È necessario, pertanto, che maturi una coscienza solidale che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni.

(…)  La dignità della persona e le esigenze della giustizia richiedono che, soprattutto oggi, le scelte economiche non facciano aumentare in modo eccessivo e moralmente inaccettabile le differenze di ricchezza e che si continui a perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro o del suo mantenimento, per tutti. A ben vedere, ciò è esigito anche dalla « ragione economica ». L’aumento sistemico delle ineguaglianze tra gruppi sociali all’interno di un medesimo Paese e tra le popolazioni dei vari Paesi, ossia l’aumento massiccio della povertà in senso relativo, non solamente tende a erodere la coesione sociale, e per questa via mette a rischio la democrazia, ma ha anche un impatto negativo sul piano economico, attraverso la progressiva erosione del « capitale sociale », ossia di quell’insieme di relazioni di fiducia, di affidabilità, di rispetto delle regole, indispensabili ad ogni convivenza civile.

(…) la logica del dono non esclude la giustizia e non si giustappone ad essa in un secondo momento e dall’esterno e, dall’altro, che lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità.

Il mercato, se c’è fiducia reciproca e generalizzata, è l’istituzione economica che permette l’incontro tra le persone, in quanto operatori economici che utilizzano il contratto come regola dei loro rapporti e che scambiano beni e servizi tra loro fungibili, per soddisfare i loro bisogni e desideri. Il mercato è soggetto ai principi della cosiddetta giustizia commutativa, che regola appunto i rapporti del dare e del ricevere tra soggetti paritetici.

(…) La grande sfida che abbiamo davanti a noi, fatta emergere dalle problematiche dello sviluppo in questo tempo di globalizzazione e resa ancor più esigente dalla crisi economico-finanziaria, è di mostrare, a livello sia di pensiero sia di comportamenti, che non solo i tradizionali principi dell’etica sociale, quali la trasparenza, l’onestà e la responsabilità non possono venire trascurati o attenuati, ma anche che nei rapporti mercantili il principio di gratuità e la logica del dono come espressione della fraternità possono e devono trovare posto entro la normale attività economica. Ciò è un’esigenza dell’uomo nel momento attuale, ma anche un’esigenza della stessa ragione economica. Si tratta di una esigenza ad un tempo della carità e della verità.

(…)  Il binomio esclusivo mercato-Stato corrode la socialità, mentre le forme economiche solidali, che trovano il loro terreno migliore nella società civile senza ridursi ad essa, creano socialità. Il mercato della gratuità non esiste e non si possono disporre per legge atteggiamenti gratuiti. Eppure sia il mercato sia la politica hanno bisogno di persone aperte al dono reciproco.

Le attuali dinamiche economiche internazionali, caratterizzate da gravi distorsioni e disfunzioni, richiedono profondi cambiamenti anche nel modo di intendere l’impresa. Vecchie modalità della vita imprenditoriale vengono meno, ma altre promettenti si profilano all’orizzonte. Uno dei rischi maggiori è senz’altro che l’impresa risponda quasi esclusivamente a chi in essa investe e finisca così per ridurre la sua valenza sociale. Sempre meno le imprese, grazie alla crescita di dimensione ed al bisogno di sempre maggiori capitali, fanno capo a un imprenditore stabile che si senta responsabile a lungo termine, e non solo a breve, della vita e dei risultati della sua impresa, e sempre meno dipendono da un unico territorio. Inoltre la cosiddetta delocalizzazione dell’attività produttiva può attenuare nell’imprenditore il senso di responsabilità nei confronti di portatori di interessi, quali i lavoratori, i fornitori, i consumatori, l’ambiente naturale e la più ampia società circostante, a vantaggio degli azionisti, che non sono legati a uno spazio specifico e godono quindi di una straordinaria mobilità.

(…) Rispondere alle esigenze morali più profonde della persona ha anche importanti e benefiche ricadute sul piano economico. L’economia infatti ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento; non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona. Oggi si parla molto di etica in campo economico, finanziario, aziendale. Nascono Centri di studio e percorsi formativi di business ethics; si diffonde nel mondo sviluppato il sistema delle certificazioni etiche, sulla scia del movimento di idee nato intorno alla responsabilità sociale dell’impresa. Le banche propongono conti e fondi di investimento cosiddetti « etici ». Si sviluppa una « finanza etica », soprattutto mediante il microcredito e, più in generale, la microfinanza. Questi processi suscitano apprezzamento e meritano un ampio sostegno. I loro effetti positivi si fanno sentire anche nelle aree meno sviluppate della terra. È bene, tuttavia, elaborare anche un valido criterio di discernimento, in quanto si nota un certo abuso dell’aggettivo « etico » che, adoperato in modo generico, si presta a designare contenuti anche molto diversi, al punto da far passare sotto la sua copertura decisioni e scelte contrarie alla giustizia e al vero bene dell’uomo.

(…) Negli interventi per lo sviluppo va fatto salvo il principio della centralità della persona umana, la quale è il soggetto che deve assumersi primariamente il dovere dello sviluppo.

Icebergfinanza in questi due anni non ha fatto altro che riportare e condividere, concetti e sistemi economici che " pionieri economici responsabili " hanno seminato nel mondo, oltre a cercare di vivere nella famiglia queste realtà.

“Nella Caritas in veritate la cosiddetta questione antropologica diventa a pieno titolo questione sociale”.

Prossimità " ecco la parola magica di ogni progetto economico alternativo, il diritto e dovere di sporcarci l’abito, con i colori dei rapporti umani visto che spesso l’altro è di ostacolo al mio avere, ma essenziale e determinante per il mio essere.

Prossimità e condivisione, rapporti umani che ci invitino ad uscire dall’oblio quotidiano di una crisi, di un sistema che sempre più anela alla memoria di un sistema per pochi e non per tutti, basato su una insostenibile leggerezza di uno squilibrio persistente e dilagante.

Avrei potuto fare un blog per condividere questi mondi con sensibilità ed esperienze simili alla mia, ma probabilmente sarebbe stata un’avventura e una navigazione in un mare in bonaccia, senza corrrenti, senza venti contrari.

Tornando ai mondi alternativi, posso solo condividere il mio rammarico che molti navigatori silenti di questo blog non abbiano spesso mai espresso le loro perplessità o il loro scetticismo o condiviso il loro entusiasmo per aver già sperimentato e vissuto queste realtà.

Ora apprendere che un giornale come il Corriere_della_Sera esca con un titolo qualunquista al di la delle interviste e delle esperienze del suo giornalista, su un sistema economico che ha ridato la speranza a milioni di diseredati che da sempre vivono nei sotterranei dell’ Umanità, fa comprendere ancora di più come questo sistema sia figlio di un relativismo e di una superficialità che sono madre e padre di alcune derive del medesimo figlio.

" Microcredito: ora i poveri si ribellano Sotto accusa i metodi e i tassi di interesse in crescita della Grameen Bank creata da Muhammad Yunus "

Certo all’inizio dell’articolo, il giornalista pittore per attenuare il senso complessivo dell’articolo, si prodiga a dipingere alcuni passaggi per ricordare chi è Yunus….  

( … ) Nelle sue stanze, Yunus dà un’impres­sione di profondità semplice e priva di fanatismo. La saletta d’angolo dove lavo­ra sembra più la biblioteca di uno studio­so che l’ufficio di un banchiere. (…)

….poi però è un’apoteosi esponenziale di pennellate surruali che cercano di evidenziare in maniera quasi sposmodica e semplicistica, il presunto lato esoterico di questo progetto, la sua degenerazione, la degenerazione di una iniziativa che ha letteralmente ridato dignità a milioni di poveri e indigenti nel mondo…… 

(…) Vista dai villaggi del Bangladesh, Gra­meen Bank sembra un’istituzione dete­stata e temuta. Quasi impossibile trovare qualcuno disposto a parlarne bene. (…)

Quasi impossibile trovare qualcuno disposto a parlarne bene, una organizzazione detestata e temuta……

(…) Se­duto nel suo studio di Dhaka, Yunus pro­pone anche un sistema a colori per qua­lunque prodotto in vendita: «Rosso se nuoce al prossimo, giallo se c’è un dubbio in proposito, verde se non fa alcun male». Le filiali di Grameen nelle campagne del Bangladesh tendono al verde: spesso, so­no gli edifici più imponenti del villaggio. (…)

Affascinante conclusione di un articolo che lascia aperta la porta a qualsiasi interpretazione, affascinante articolo di un giornalista che ha intervistato, suppongo, milioni di esseri umani in ogni angolo della terra avendo più o meno da tutti la stessa risposta……… quasi impossibile trovare qualcuno disposto a parlarne bene ….!

Se l’intento del giornalista e del Corriere della Sera era quello di evidenziare che in ogni paniere, in ogni cassetta delle mele, esistono qua e la delle mele marce, bisogna ammettere che la superficialità di questo articolo è leggendaria. In fondo, restando nei dintorni geografici,  chissà, anche Madre Teresa di Calcutta avrà avuto i suoi interessi nel donare il suo tempo e la sua vita a milioni di esseri umani indifesi creando un impero, si un impero d’amore.

Chiunque voglia conoscere meglio il microcredito e la sua storia può ricercarla nei tag grameen bank microcredito e muhammad yunus e nei numerosi siti sparpagliati nell’oceano telematico globale, per navigare al di là della cultura del sospetto fine a se stessa.

Avrei voluto esprimere più rabbia in questo ultimo riferimento, rabbia per la cultura del sospetto, rabbia per la superficialità e il qualunquismo di questo articolo, ma probabilmente questo lungo percorso, questi due anni di navigazione, mi hanno insegnato ad esprimere più ironia che rabbia, anche se alle volte l’oceano ……ribolle!

Dopo tante parole, è l’ora dei fatti, c’è in giro una strana epidemia ed inflazione di etica, parole, parole, parole che rimbombano nei canyon della Storia, spesso inascoltate e figlie dell’indifferenza, dell’oblio di questo tempo che invece è un’occasione unica per il cambiamento a partire dalle nostre vite.

 

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41 commenti Commenta
Scritto il 8 luglio 2009 at 21:07

Le parole dicono le intenzioni i fatti dicono la realtà.(Ghandi)

Da sempre la Gente ha bisogno di fatti…da sempre…ora forse, più che mai
Ciao…Buona serata
Valentina

p.s superlativo Capitano Superlativo!!!

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 22:36

Consolati Andrea, il giornalista dice anche che” sui benefici del microcredito esiste ormai una letteratura vasta e seria”

Ciao Angelo il mozzo

Scritto il 8 luglio 2009 at 23:04

Caro Andrea,
non avevo dubbi che avresti sottolineato le parole di Papa Benedetto,così come aspettavo che da bravo “pirata” tu dessi una stilettata al giornalista del Corriere.
Grazie per aver fatto entrambe le cose.
Sai quale differenza noto nel tuo modo di esprimerti?
Raffronto il tuo “modo” a quello di esponenti di sinistra,i quali dicono e scrivono le ragioni (condivisibili) dello scontento del popolo.
Tu ti esprimi sempre con Amore
Loro si esprimono sempre con odio e tracotanza.
Ecco dove sta la differenza.
Cristo è la cultura dell’Amore.
Marx e compagni…….privi di Amore (quello con la A maiuscola per intenderci)
Senza Cristo non andiamo da nessuna parte cari compagni di viaggio,permettetemi di dirlo,anche se ai non credenti darà fastidio.
Vi auguro di incontrare Cristo sulla vostra strada e tutto sarà meno nero,anche ciò che ci aspetta.
Buonanotte!!

utente anonimo
Scritto il 8 luglio 2009 at 23:44

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 8 lug – ”Uno sviluppo di lungo periodo non e’ possibile senza l’etica”. Lo scrive il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, in un intervento sui temi dell’enciclica di Benedetto XVI ”Caritas in veritate” pubblicato oggi sulle colonne dell’Osservatore Romano…….

…….Fino ad oggi, prosegue infatti il governatore, si e’ vissuto in una economia ”in cui gli operatori considerano lecita ogni mossa, in cui si crede ciecamente nella capacita’ del mercato di autoregolamentarsi, in cui divengono comuni gravi malversazioni, in cui i regolatori dei mercati sono deboli o prede dei regolati, in cui i compensi degli alti dirigenti d’impresa sono ai piu’ eticamente intollerabili, non puo’ essere un modello per la crescita del mondo”.

A Draghi l’Oscar dell’ipocrisia.

Dall’articolo del Corriere della Sera del 24 maggio 1998
a firma di Luigi Zingales e dal titolo: “Più trasparenza nei compensi dei manager”

apprediamo che nel archeologico 1996 l’attuale Governatore de Banca d’Italia
all’epoca Direttore generale del Tesoro, faceva altresì parte del consiglio di amministrazione
dell’Eni, ricevendo Lui insieme ad altri 6 consiglieri la modica somma di 2,7 miliardi di lire,
compenso si presume, ma è certo, oltre a quello percepito dal Ministero del tesoro, di cui
era in quell’anno, abbiamo detto Direttore Generale.

Mi viene una domanda spontanea ….di quanti consigli di amministrazione in quell’anno
ha fatto parte? e quanto percepiva quando era in Goldman Sach?

Ma guarda da che pulpito viene la predica…..il bue da del cornuto all’asino.

il Vaticano, per l’Enciclica del Papa Caritas_in_veritate poteva almeno commissionare una presentazione
ad un personaggio diverso…

Adesso che ha pancia piena invita gli altri a fare la dieta.

Se volesse essere coerente ,restituisca tutti i soldini(miliardi)”guadagnati” in passato
e si auto_riduca il suo stipendio a quello di un operaio moltoiplicato per 10,
allora si, sarebbe credibile….altrimenti è aria fritta.

Buona notte a tutti

carpe diem

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 07:31

chi sa tradurre bene dall’ inglese?

This type of fraud is especially deplorable because it targets the elderly:

“Unscrupulous loan officers, mortgage companies, investors, loan counselors, appraisers, builders, developers, and real estate agents are exploiting Home Equity Conversion Mortgages (HECMs)-also known as reverse mortgages-to defraud senior citizens. They recruit seniors through local churches, investment seminars, television, radio, billboard, and mailer advertisements, to commit the fraud primarily through equity theft, foreclosure rescue, and investment schemes.”

In essence, the fraud goes like this:

-Identify a distressed property

-Purchase property with straw buyer by lying on loan application that home will be a primary residence

-Recruit seniors to buy home from straw buyer

-After senior is in home for 60 days, they obtain a HECM with fraudulent appraisals

-Encourage seniors to take lump sum
As the FBI notes, with a baby boomer population now entering retirement, this fraud has a lot of attraction with criminals.

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 07:32

riguarda i mutui e aumento ipoteche in California….

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 08:44

Da circa un mese ho scoperto e leggo Icebergfinanza. Tutti gli articoli mi sono sembrati ottimi, concreti e taglienti

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 08:46

Da circa un mese ho scoperto e leggo Icebergfinanza. Tutti gli articoli mi sono sembrati ottimi, concreti e taglienti…

Scusate ma non era finita.

Con questo ultimo articolo l’autore perde completamente e penso irrimediabilmente tutti i punti guadagnati.

Saluti
unTrader

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 09:42

per 8 -UnTrader

Forse sei tu che non hai mai capito lo spessore e il messaggio di IcebergFinanza
Buona speculazione.

AltaPatagonia

Scritto il 9 luglio 2009 at 09:57

Non comprendo il Tuo pensiero…#8

“Con questo ultimo articolo l’autore perde completamente e penso irrimediabilmente tutti i punti guadagnati. ”

Saluti
unTrader

Perché dici questo in base a quale motivazioni?

Personalmente ritengo che il Capitano sia realistico…estremamente realistico come sempre…
Non mi interessa…non mi è mai interessato lusingarlo…ma trovo questo ultimo post davvero “superlativo”…e concordo con Altapatagonia…
ma mi piacerebbe che Tu spiegassi meglio il Tuo, per me ermetico, pensiero.

Per il resto posso solo sperare..che la “preoccupazione del Capitano”(ma non solo sua)
rimanga infondata…ce lo dirà il tempo…solo le nostre azioni…e non solo nostre, che parleranno per noi di noi…è sempre stato così e per sempre, che ci piaccia o no, sarà così…

“..vado a sedermi sulla riva a guardare scorrere il fiume. E il fiume, quel vecchio fedele compagno, mi ricorderà che veniamo da qualche luogo e andiamo verso un grande mare che ci aspetta per accoglierci nutrendosi di ogni affluente.
Vedrò la corrente maestosa e decisa che trasporta foglie, legni, chiatte, come ogni sogno profondo che un povero uomo fa per resistere al buio in agguato non appena abbandona l’utopia.
Poi però, mi rialzo. Torno a combattere con ogni mezzo non violento che conosco, perché non si può dire “è andata male”, se uno non le ha provate tutte”…( Ama la terra come te stesso)

Buona giornata…Buona navigazione…
Valentina

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 10:11

Scusa AltaPatagonia e cosa dovrei capire?
Forse l’etica negli affari?

unTrader

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 10:37

Forse dovresti rivedere il tuo concetto di “affari”.
Si ha ampia responsabilità (morale-ecologica… etc) in tutto ciò che si fa nel quotidiano,anche nei gesti, anche nel commerciare,o scambiare. Le persone non sono cose… l’ etica è ovunque. E’ parte del tuo essere. Poi, puoi vederla o meno….ascoltarla o meno.

AltaPatagonia

Scritto il 9 luglio 2009 at 10:45

Al Trader….
sì proprio così … l’etica e non solo! Il tuo messaggio mi ha proprio fatto innervosire!!! Leggo sempre Andrea e posto pochissimo perchè ci sono soprattutto commenti “tecnici” e non essendo un’esperta lascio che si esprimano gli altri…Ma questo blog mi ha insegnato MOLTO, mi ha dato la carica per cercare alternative NELLE PERSONE e non nei SOLDI fine a se stessi….
Sai perchè mi hai dato in testa????
Perchè leggi volentieri i dati che ti possono aiutare a mettere in moto i neuroni al solo fine “guadagno” … se invece devi staccare la spina, pensare “dove andremo a finire se si continua così…”, affrontare una questione etica nonchè morale … Bhe … in quel caso giudichi… Mi sei sembrato un semplice AVVOLTOIO … e mi spaventa vedere quanti ancora ce ne sono in giro, nonostante i tempi che corrono … Che fine farebbe il tuo lavoro se tutto andasse a catafascio? Se l’economia non riparte su basi sane e concrete (e non ribaltando i problemi a data da destinarsi…) prima o poi i nodi verranno al pettine …E se dovesse capitare, sarai tu per primo ad andare a cercare messaggi come questo…una speranza per il futuro!!! Andrea, scusa tanto lo sfogo…sono in “casa tua” e non vorrei maltrattare un tuo ospite … ma non sono riuscita a trattenermi… Perdonami…Torno nel mio silenzio … Ciao anche a te Trader … e prova a “sprecare” un pò del tuo tempo a guardare gli occhi ingenui e fiduciosi di un bambino innocente … e prova a chiederti cosa lascerai TU in eredità a queste prossime generazioni. Un sorriso amaro Elisa

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 11:58

…visto che stiamo ri-vivendo la storia della finanza degli anni 30…non c’è da stupirsi che anche la qualità del giornalismo sembri tornare – anche e soprattutto in Italia – ai livelli di quei tempi: una stampa mistificatrice, miope, omertosa e consenziente, che fornì un contributo importante e probabilmente decisivo alla nascita dei regimi e agli esiti che seguirono.
Stefano – Latina

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 12:11

Montecristo:

Il mistero s’infittisce.
Gli alieni sono alle porte?

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 12:11

aaa

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 13:44

Anche io faccio parte della ciurma da molto tempo anche se non partecipo al blog frequentemente.Io dico solo che per cambiare il mondo anche quello economico bisogna prima di tutto cambiare noi stessi.Il capitalismo così come è strutturato adesso è in crisi perche basato sui consumi specialmente quelli superflui.In periodi storici diversi si sarebbe risolto tutto con una guerra, magari mondiale, ma adesso è troppo pericoloso.Non so cosa si inventeranno per fare ripartire l’economia qualcosa di sicuro faranno e non certo in maniera etica.Comunque Capitano tu hai tracciato una rotta,ed anche se uno solo ti seguirà tu avrai vinto.I grandi uomini vanno sempre controccorrente.Grazie per il tempo che ci dedichi. Claudio

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 14:37

Bene bene,

Il mio lavoro consiste nell’applicare alcuni modelli, più o meno matematici, al mercato. Essenzialmente lavoro sui mercati delle Borse (regolamentati) per cui il mio è un lavoro onesto. Nessuno si metta nella testa che questo tipo di derivati possa venire modificato nella sua essenza, altrimenti dove andemmo a comperare la merce? Vi risparmio la filippica sul fatto che la speculazione stabilizza il prezzo. So benissimo che tutti voi pensate al contrario, ovvero che destabiliziamo. Sarebbe un po complicato da spiegare per cui vi lascio nel vostro brodo.

Ok essere ingenui su una materia complessa come quella della finanza operativa. Ma pensare ad una società regolata da buoni intenti, dalla sana cooperazione e dal vogliamoci tutti bene, non solo è ingenuo ma altamente pericoloso.

Quello che mi fa paura non è la vostra ingenuità (eufemismo) ma la vostra pericolosità.

unTrader

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 14:40

Grazie Andrea bell’articolo. E’ da poco che ho trovato questo diario di bordo e ne sono entusiasta sia nei modi di esporre gli argomenti che nei contenuti.

Quando ho letto l’articolo del corriere su Yunus anche a me è venuta una grande rabbia.
Yunus è una persona che ha trasformato le parole in fatti. Tutti sono capaci di parlare e raccontare delle belle favole ma lui ha reso possibile una cosa eccezionale ha liberato molte donne dalla schiavitù concedendo loro un prestito. Certo che non lo ha fatto gratis. Nessuno però lo ha fatto prima di lui e forse neppure dopo. Ha dato fiducia a chi non ne aveva, ha fornito il denaro per emanciparsi dal proprio padrone e al contempo ha preteso il pagamento di questo prestito con gli interessi. Non ha regalato nulla è vero ma ha salvato molte vite facendo il proprio interesse. Si dice che l’etica sia la ricerca di uno o più criteri che consentano all’individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri mentre la finanza sia quella scienza che studia le modalità di allocazione del denaro tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione” In poche parole massimizzare la propria soddisfazione rispettando gli altri!!! Yunus ha concretizzato tutto ciò.
Quello che mi domando è perché è stato attaccato in questo modo. Non penso che ci sia solo qualche mela marcia all’origine. Vedremo prossimamente.
Eleonora

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 15:05

Per Montecristo:

dimmi quello che vuoi , sarà la mia ansia da 2012, ma penso che meteorite,alieni o crollo sistemico e guerra annessa manipolata ad arte avranno una congiuntura nel 2012,cioè verrà utilizzata come scusa per i loro sporchi giochi. il film Zeitgeist è forse eccessivo ma ci va mooolto vicino.
Nella pratica vi posso dire che ho disdetto il flat a N.Y e sto valutando se comprare un terreno vicino a un ecocity o comunità ecosostenibili. In Australia ho visto 1 comunità che arrivava all 80% di autosufficenza…notevole.!
Voi della ciurma avete idee o consigli a riguardo??

AltaPatagonia

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 15:12

Caro Andrea,
mi ci provo ….

il fascino del vecchio dipinto ( vecchio sistema……) consiste sempre e solo nel variare i colori e le tinte senza avere il coraggio di sperimentare oltre la tecnica e oltre la scienza economica tradizionale, convenzionale

…. ovvero pubblicita’ e marketing, marketing e pubblicita’ , per una industrializzazione che ha
trabordato oltre misura inondando la societa’ di prodotti sempre piu’ apparenti, sempre piu’
vuoti … come, inevitabilmente, i valori correlati e diversamente non poteva essere visto che la
pubblicita’ e falsa per definizione !

modelli di sviluppo su base esclusivamente consumistica, tradizionale, modelli che rivelano la difficoltà di accettare la nemesi di questa crisi, che imporrà al mondo cambiamenti radicali nello sviluppo e nelle relazioni

“ per nuovi modelli di sviluppo “ :

ecco il progetto, il progetto nuovo: la trasforamazione di quanto c’e’, nessuna nuova invenzione.

1) la distinzione tra artigianato ed industria e’ fondata sul numero dei dipendenti e non
sulla diversita’ del prodotto come giustamente dovrebbe essere.
2) i contributi versati rispetto ai salari sono sostanzialmente uguali quando e’ troppo
evidente la loro disparita’ rispetto al prodotto anzi nel tempo, con il passaggio dal ci-
clo meccanico a quello mecronico ( meccanica+ elettrinica integrate, sempre meno
distinguibili) l’incidenza dei medesimi verso l’unita’ di prodotto si e’ continuamente
ridotta per l’industria e quindi proporzionalmente aumentata verso l’artigianato.
3) le aziende artigiane versano contribuzioni a favore degli ammortizzatori sociali dell’in-
dustria ( cassa integrazione, prepensionamenti … ecc .. ) che loro stesse non possono
utilizzare: di conseguenza si sono autotassate ( v. EBAP) per fare fronte ad eventuali
emergenze di questo genere.

io non ho il potere, ne la magia di restituire lavoro e speranza materiale a nessuno, se non la condivisione di un mondo reale economico e sociale, che da sempre viaggia controcorrente nelle arterie e nelle vene di questo sistema

4) distinguere quindi artigianato ed industria per la diversita’ del prodotto oltre che con
tetto limite di dipendenti od altre distinzioni: gli strumenti per fare questo ci sono!
5) nell’industria la funzione produttiva e’ svolta da un ciclo mecronico dove l’apporto
di mano d’opera e’ sempre piu’ ridotto: contribuzioni elevate si possono considerare
fiscalmente eque ovvero’ gia’ redistributive.
6) l’eccessiva contribuzione per l’artigianato non ha alcuna giustificazione quando una
congrua differenza, rispettosa della diversa natura, potrebbe essere fonte di investimen-
to in posti di lavoro !
7) analoghe considerazioni valgono per l’iva applicata ai prodotti che essendo fondamen-
talmente uguale evidenzia nuovamente un dare ( la parte piu’ debole ) per un minor
dare ( dalla parte piu’ forte ).

questo quadro economico …………….. da modificare al punto da renderne impossibile la vecchia fisionomia
8) con le giuste regole, interpreti della diversa natura delle attivita’, si puo’ rilanciare
l’artigianato di produzione, strutturato, per prodotti diversi in giusta competizione
con quelli industriali.
9) lavoro locale, nel solco della piu’ storica delle nostre tradizioni nazionali con chiaro
riferimento ai valori che hanno sempre distinto i nostri paesi con la socialita’ che li
ha sempre caratterizzati.

c’è la creatività di uomini e donne ……. che portano avanti ……… progetti che credono nell’uomo e nelle sue capacità di reazione e riscatto, mettendo in primo piano la relazione umana e la condivisione di valori ………….. che vadano oltre il profitto personale e il naturale egoismo dell’uomo

10) nulla di nuovo, appunto, ma al contempo la piu’ grande novita’ …. da cui ci siamo
distratti …. ci hanno distratti … anche se interiormente non abbiamo mai smesso di
credere che tutto questo non esistesse proprio piu’.

……………….. ritornare alle radici …………… senza ritornare alle caverne …… ritrovare il senso di valori …….. utilizzare risorse umane ,tecniche, innovazione per sperimentare nuovi … modelli di sviluppo

11) recentissimi elaborati statistici dell’andamento dell’economia nazionale e mondiale
evidenziano come i “ miglioni di partite iva “ caratteristiche peculiari della nostra
nazione si stanno distinguendo nel reggere l’economia di questi tempi difficili e come
riducendo costi, riducendo tutto quanto e’ possibile, hanno direttamente la funzione
di “ ammortizzatori sociali “ senza dismettere mano d’opera, senza per questo richie-
dere a qualcuno ….

“L’uomo infatti è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale”

…………… si continui a perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro o del suo mantenimento, per tutti: a ben vedere, ciò è esigito anche dalla « ragione economica.

12) consentire quindi di strutturare le piccole aziende, consentire loro di lavorare e
di essere competitive sul mercato: poi, successivamente, di essere tassate e non prima.

……… le attuali dinamiche economiche internazionali, caratterizzate da gravi distorsioni e disfunzioni, richiedono profondi cambiamenti anche nel modo di intendere l’impresa

13) questo processo di trasformazione non e’ il ritorno ad un passato visto in ottica
bucolica ma un progetto calato nell’oggi e con gli strumenti di oggi.
14) le attivita’ interessate dovranno fare una riconversione vera sia nella cultura di
attivita’che nelle attrezzature necessarie.
15) visto che per decenni l’industria ha usufruito delle agevolazioni e dei benefit della
L. 488 ( a carico della collettivita’ …) per la propria innovaione tecnologica, per
il principio di reciprocita’ verra’ richiesto altrettanto da parte dell’industria verso
l’artigianato …. per la sua …. di riconversione (… i conti passati ci sono ! … ).

parole …………… spesso inascoltate e figlie dell’indifferenza, dell’oblio di questo tempo che invece è un’occasione unica per il cambiamento a partire dalle nostre vite.

L’hai detto e non ho nulla da aggiungere!

p.s.
Intercalare pensieri a pensieri non e’ facile ma ho colto il tuo scoramento, la difficolta’ di chi si e’ incamminato per una strada … che ci mette il cuore …. ma sa che attraversera’, sta attraver-sando il deserto!
Anch’io l’ho fatto a suo tempo, so cosa significa ma e’ proprio quel silenzio, quel essere soli che
consente la massima attenzione, la massima corrispondenza tra cio’ che si “ sente “ e cio’ che si pensa: e le due cose devono essere in equilibrio.
Complimenti e coraggio.

arcsùlon http://www.arcsulon.it

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 15:22

ciao Andrea,
il commento #18 e’ mio ma ho forse sbagliato dimensioni o formato? … sai, non me ne intendo molto…

cordialmente

arcsùlon

Scritto il 9 luglio 2009 at 17:18

E’ un piacere talvolta ascoltare voci nuove, accogliere nuovi possibili compagni di viaggio….benvenuti a bordo…ora sono di fretta ma risponderò a breve!

Caro Trader, ti assicuro che ho ricevuto cosi tanti punti dal lato umano che anche se ne perdo qualcuno da quello finanziario non vedo il problema, comunque benvenuto a bordo anche a te.

Solo una piccola precisazione….resta con noi e ti accorgerai che siamo meno ingenui e più “pericolosi” di quanto tu possa immaginare. Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 19:00

Beh un Trader certo che dobbiamo essere proprio ingenui e malcapitati qui. Ma grazie a Dio nella vita c’e’ sempre da imparare. Ti leggo volentieri ma leggici bene anche tu, l’ingenuita’ non e’ tipica di chi riflette, cerca alternative, e non si beve la storia dei facili guadagni, e soprattutto non confondere l’etica con un’incantata visione della vita. Bisogna essere fin troppo critici e disciplinati in primis con se stessi, e non lo si e’ poi mai abbastanza, x arrivare ad assaporare il concetto di etica e trasmetterlo agli altri. Lo stesso aspetto critico e di disciplina che il lavoro che tu dici di fare, di option tading o arb che sia, dovrebbe importi. E siccome immagino tu sia gia abituato a critica e disciplina ti manca solo tanto cosi’ x capire che se farai il tuo anche in maniera etica (non ingenua, ETICA) e solidale la tua soddisfazione sara’ molto piu’ grande xche’ non e’ dell’avidita’ legata al possesso che si ha bisogno, ma di cio’ che si da e si puo’ dare.

Andrea ricordi? scrissi in un mio commento del 26 aprile di guardarsi bene da chi avrebbe sfoderato la bandiera dell’etica speculativa, ed eccoci qua ci siamo arrivati piu’ velocemente di quanto pensassi… da Gordon Brown a Draghi passando dal G8.

un caro saluto a tutti i marinai

il fringuello

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 19:02

ben detto Andrea….

benvenuti nuovi compagni di viaggio,

benvenuto Trader, resta con noi e spiegaci come i derivati stabilizzano i prezzi, approfitta del tuo onesto lavoro e spiega ai grandi della Terra come fare per non far fluttuare il petrolio… a loro dà tanto fastidio…..
ho fiducia di leggerti ancora….

saluti a tutti

gracav

Angelo, se non ci fossi, bisognerebbe inventarti…un abbraccio

Mimmo, è un piacere leggere i Suoi commenti, un saluto anche a Lei

Nonna, finalmente ti leggo, tutto il mio appoggio al tuo progetto, un giorno spero anche materiale oltre che morale, un bacio

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 20:08

poiche’ immagino che molti di voi leggano altri blog esempio libero mercato vi chiedo cosa pensate del suo “conduttore” Dott. Barrai,scusate centra poco ma e’ una insanabile curiosita’.
claudio

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 22:00

Barrai? un catastrofista pieno di se.

Crisalide.

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 22:25

Per Claudio #26, qualche volta leggo Mercato Libero (molto interessante), Il Dott. Barrai non lo conosco e non sono in grado di giudicarlo!!!!! Voglio postare un interessante link su Mercato Libero:

http://mercatoliberonews.blogspot.com/2009/06/autodeterminazione-della-moneta.html

parla di moneta…..a corso legale e non, di carta stampata (buona per un trader!!!!) ed altre cose, forse parla anche di farfalle…..

Un saluto a tutti

SD

P.S. Chi lo dice che non ci può essere una moneta alternativa ed un economia alternativa???

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 22:25

123

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 22:34

barrai? Un piccolo populista molto molto infantile e inaffidabile

utente anonimo
Scritto il 9 luglio 2009 at 23:13

quoto 30.

Infantile e inaFFIDABILE è proprio la parola adatta.

Scritto il 9 luglio 2009 at 23:27

Bhe..io ho avuto il piacere di conoscerlo ed è una persona Vera e Autentica…Trasparente… Umanamente disponibile, come lo è il suo Blog…non l’unico certo in rete, nello svolgere l’impareggiabile lavoro di svegliare le menti…altre volte ho manifestato il mio pensiero al riguardo…

Il Capitano è i rimarrà Unico nel suo genere…e insieme ad altri come
Benetazzo…i “ragazzi di Usemlab”…ecolcity… “pericolosi” davvero pericolosi :-):-)altro che “balle”! E solo per dirne alcuni…

La maggior parte li seguo silente…ma con grande stima e ammirazione…perché benché ciascuno con le proprie peculiarità, ritengo che siano accomunati da quella spinta originaria che non ti fa dormire…poco importa se poi per alcuni è una professione…è come fanno le cose..è l’impeto che ci mettono che parla, inequivocabilmente per Loro,…
Sono contenta di averli incontrati nel mio cammino,
un cammino che non ho mai ritenuto e non ritengo per niente, virtuale!
Nulla ormai è più come prima…

Usciamo allo scoperto….cominciamo col mettere i nostri nomi veri e i nostri volti, anche quando critichiamo, come fanno Gratuitamente Quotidianamente Loro, solo questo fatto è degno della massima considerazione, poi ne riparliamo!

Claudio, spero di aver soddisfatto la Tua curiosità…
Ciao..
Buona notte Compagni di Viaggio…
Valentina

p.s sono sempre stata, fino ad approdare a questo viaggio, al blog di Barrai, al sito di Ecolcity…all’associazione di Usemlab ecc..erroneamente prevenuta nei riguardi di internet…ma come sempre è l’uso che se ne fa delle cose…e non se ne poteva fare un uso migliore.…
Colgo l’occasione per ringraziare ancora una Volte Te Grande Capitano e tutti i Tuoi “colleghi”,
per l’impegno, la dedizione e il tempo che ci dedicate…GRATUITAMENTE…soprattutto per come Siete…rimanete tali!!

Ps2 davvero bello avere voci nuove a bordo!:-) un caro saluto

Scritto il 10 luglio 2009 at 00:06

La rete è un potentissimo moltiplicatore, a volte si trovano centinaia o migliaia di rimandi allo stesso argomento ma andando a fondo si scopre che nella magior parte dei casi il materiale di base è uno e viene postato e riostato all’infinito su migliaia di siti, blog, forum…

Questo genera nel navigatore “ingenuo” la sensazione di una verità assodata in quanto diffusa (un po’ come fanno i politici che ripetono alla nausea una bugia fino a far pensare che poss essere una verità), ma tutti sanno che bastano 2 specchi per moltiplicare un’immagine infinite volte.

In particolare le cative notizie, gli allarmismi, i catastrofismi trovano su internet una cassa di risonanza particolarmente efficace ed efficiente perchè sembra essere l’arma vincente, il grimaldello per vincere cntro il “grande complotto”.

Ed esercitando il dubbio lo si deve estendere a 360° e mi domando:
– Ma i registi del complotto (if any) non avranno anche loro l’accesso a Internet e schiere di adepti pronti a scrivere su i blog, a gestire blog, a orientare o confondere la massa degli internauti?

– Ma la paura non è sempre stata una freccia nell’arco del potere costituito?

Sulla rete sembra che ci sia tutto ma non è così, se non c’è capacità di giudizio critico dell’informazione “raw”, internet non genera conoscenza ma confusione.

ad malora
Il Cuculo

magari vi sembra che non c’entri nulla, avevo cominciato a rispondere circa la mia opinione sul blog di Barrai e mi è uscita questa riflessione.

Giusto per chiarezza, non è mia intenzione mettere in discussione l’onestà intellettuale di nessuno ed ovviamente e particolarmente di questa agorà virtuale dove si discute in modo molto interessante; ma navigando a volte vengono dei dubbi (per fortuna)

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 02:28

caro Andrea,le tue parole una volta lette non si dimenticano anzi si trasmettono di persona in persona e sono convinto che anche il piu’ testardo aprira’ gli occhi di fronte alla realta’ e non all,inganno con il quale i pochi vogliono ancora sottometterci.Il tempo ti dara’ ragione ,i tuoi germogli daranno tanti frutti, tanti semi da cui ogni persona potra’ attingere , tutti avranno la possibilita’ di seminare raccogliendo con i veri principi che il passato ci ha negato, non ci saranno perdenti ma solo vincenti.Grazie di esserci.Un saluto affettuoso e un abbraccio.Angelo.

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 02:49

su mio precedente 34
ho detto “che il passato ci ha negato”non voglio essere frainteso
nella mia semplicita’ e come gia’ detto in una risposta su ultimo post di ” matematica ” voglio far capire che nessuno nasce povero ma sono i principi sbagliati che l’evoluzione ha condizionato e fatto in modo di diventarlo.

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 05:57

Purtroppo (in realtà ne sono contento) mi ritrovo ad essere un quasi misantropo (alla Molière).

Il discoso dell’etica negli affari è legato a doppio filo al discorso delle regole, che devono essere poche ma che che vanno rispettate. Per cui smettete di cercare l’etica nelle transazioni. L’etica si esprime nella politica e nelle regole che ne scaturiscono e che (ripeto) vanno rispettate. Questa è etica. Purtroppo i politici sono lo specchio del popolo e per questo siamo spacciati.

Il vostro tipo di etica è irrealizzabile oltre che dannoso tantè che se ne riempiono la bocca pure i “grandi” del pianeta. Ahahahah…

Per quanto riguarda il petrolio o le commodity in genere. Alcuni propongono che i mercati siano lasciati in mano agli operatori economici ovvero vorrebbero che i contratti andassero a consegna. Beh, non ve lo auguro.

Buon lavoro capitano e comunque continuerò a leggerLa anche se l’articolo sull’etica non sono proprio riuscito a finirlo.

Saluti unTrader

Scritto il 10 luglio 2009 at 16:13

il progetto Prestiamoci nasce per cercare di restituire il senso di appartenenza ad una comunita’ e di condivisione di progetti al mercato del credito….insomma…un tocco di naif, per usare le tue parole, all’interno del grigiore e dell’aberrazione estetica dei mercati finanziari moderni….Cosa ne pensi ? Il tuo parere ci interesserebbe moltissimo. Grazie. Gio70

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 19:50

Bla…bla…bla…ma quando escono i comunicati stampa li fanno nuovi o no ?

In allegato vi copio la dichiarazione finale del G8 di Genova (si quello del 2001 di otto anni fa), parole, contenuti idee sono sempre le stesse senza mai chiedersi perche’ se allora non hanno funzionato oggi dovrebbero magicamente dare i frutti sperati…sono allibito, la prossima volta ritroviamoci tra noi e sicuramente faremo un documento molto piu’ di spessore !
Un saluto e chiedo scusa per il copy paste in inglese, ma potete fare una traduzione rapida al sito: http://translate.google.com/translate_t#
Saluti
Massimo

Meeting at the Genova G8 Summit, we agreed to support African efforts to resolve African problems. Peace, stability and the eradication of poverty in Africa are among the most important challenges we face in the new millennium. We welcome the New African Initiative, which is based on the principles of responsibility and ownership, with an emphasis on democracy, transparency, good governance, rule of law and human rights as fundamental factors of development. This initiative provides the basis for a new intensive partnership between Africa and the developed world.Significant progress has been made on conflict resolution in several parts of Africa. In many places, however, conflict remains a major obstacle to economic and social development. We urge continued commitment to conflict prevention, management and resolution by the international community in partnership with African governments, the African Union and sub-regional organisation.

We continue to support the consolidation of democracy, pluralism and electoral fairness in an increasing number of African countries. We encourage similar progress towards political openness where democratic principles and the rule of law are weak. We also stress the importance of working in partnership with African governments to improve access of African products to world markets, attract foreign direct investment and promote investment in key social sectors, in particular health and education. Implementing the HIPC Initiative will release resources for such expenditure.

We have decided today to forge a new partnership to address issues crucial to African development. We are committed to promoting this objective with our African partners and in multilateral fora – in the UN, the World Bank and the IMF, and in a new Round of WTO negotiations. Our partnership will support the key themes of the New African Initiative.

utente anonimo
Scritto il 10 luglio 2009 at 19:59

Ragazzi…ma i giornalisti che son pagati a fare per ricopiare le veline (gergo tecnico) che le agenzie di stampa gli passano.
Per favore non spegnete il cervello e informatevi:

1-dal TG apprendo che gli aiuti all’ africa sono di 20 Milirdi di Euro piu’ dei 14 previsti inizialmente…

2-Dal sito uffficiale http://www.g8italia2009.it/static/G8_Allegato/Chair_Summary_IT.pdf
salta fuori che sono si 20 miliardi ma si USD…e in tre anni…

3-da una’ altra rapida razzolata del G8 del 2005 a Gleneagles capisco che gli aiuti erano molto maggiori 25 Milirdi di USD all’ anno….

The commitments of the G8 and other donors will lead to an increase in
official development assistance to Africa of $25 billion a year by 2010,
more than doubling aid to Africa compared to 2004.

E questi sarebbero quelli che fanno il richiamo all’ etica ?

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 12 luglio 2009 at 10:32

Un Trader, seguo Andrea da due anni, le ha azzecate tutte, non ne ha MAI sbagliata una. A me basta.

Stella

Scritto il 12 luglio 2009 at 12:52

Ben detto Stella…Ben detto!!

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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