GOODWILL….IL NUOVO MIRAGGIO e LA FOLLIA AIG !

Scritto il alle 08:48 da icebergfinanza

Credo che molti di Voi ricordino la "fiaba delle Monolines" veri e propri fantasmi finanziari, " Dead Mans Walking " società che dietro un premio assicurativo concedevano il privilegio di fregiarsi della propria solvibilità, rating AAA anche alle aziende zombie o la famigerata AIG colosso assicurativo che assicurava i crediti di clienti di grandi banche europee per un cifra che sfiorava i 500 miliardi di dollari….

Ebbene sul FINANCIALTIMES William Buiter commenta la notizia secondo la quale l’ultima tranche messa a disposizione dal contribuente americano a favore della ormai defunta AIG sia destinata alla copertura del suo portafoglio di CDS dove guarda caso Goldman Sachs nel settembre dello scorso anno era l’unica istituzione finanziaria che ha potuto assistere ai colloqui per il salvataggio del relitto assicurativo AIG.

Come ho già evidenziato sopra e come abbiamo già visto insieme in settembre in The beginning of the end game di Daniel Gros e Stefano Micossi apparso su  VOXEU e che vi propongo nella traduzione italiana della parte che ci interessa…..

(…) Il caso Aig ha messo in evidenza anche un altro tipo di interconnessione tra il mercato finanziario statunitense ed europeo, ovvero un colossale aggiramento dei vincoli sui requisiti di capitale. Dall’allegato K-10 del suo ultimo rapporto annuale, si scopre infatti che Aig aveva venduto alle banche europee contratti di assicurazione sul rischio di default sui propri crediti alla clientela per più di 300 miliardi di dollari. La relazione al bilancio specifica che lo scopo di questa copertura era precisamente quello di ridurre i requisiti di capitale imposti alle banche europee.

Pertanto, un’eventuale insolvenza di Aig avrebbe lasciato le banche europee senza il capitale necessario a far fronte agli impegni, con probabili effetti devastanti sul loro rating e la fiducia nei mercati. 

Ciò spiega anche perché l’approfondirsi della crisi di Aig ha colpito anche i valori di borsa dei titoli bancari europei. Di fatto, con il suo intervento, il Tesoro americano ha salvato anche il sistema bancario europeo. Tuttavia, nel caso di liquidazione di Aig, le banche europee dovranno in tutta fretta irrobustire il proprio capitale per somme considerevoli. 

La misura dell’arbitraggio regolamentare reso possibile dai contratti di assicurazione di Aig, e probabilmente molti altri, può essere calcolata come lo scarto tra il grado di leverage complessivo delle banche coinvolte e il capitale di vigilanza in rapporto agli attivi.

Le dodici più grandi banche europee presentano in media leverage complessivi (patrimonio sociale su asset totali) pari a 35, contro un livello di circa 20 delle grandi banche americane; tuttavia il leverage misurato dagli istituti di vigilanza è solo intorno al 10.

La differenza tra leverage complessivo e quello calcolato secondo la regolamentazione di vigilanza si spiega, da un lato, con il fatto che le importanti operazioni da banca d’investimento degli istituti europei non sono soggette a nessun requisito di capitale, e dall’altro come conseguenza delle operazioni di assicurazione effettuate da società tipo Aig.

Di questo articolo ne abbiamo parlato in EMERGENCY_ECONOMIC_STABILIZATION_ACT 

….. L’articolo apparso la scorsa settimana sul FINANCIALTIMES dal titolo" European banking on borrowed time" non è scritto da terroristi finanziari ma da Daniel Gross e Stefano Micossi, uno direttore del CEPS Center for European Political Studies che troverete come sempre immancabilmente tra i link del nostro blog e l’altro Direttore generale dell’Assonime (dall’aprile 1999) prima direttore generale dell’Industria alla Commissione europea (1995-1998), direttore del Centro studi della Confindustria (1988-1994) direttore del settore internazionale del Servizio studi della Banca d’Italia.

Il nostro Gabriel aveva puntualmente riportato alcuni stralci dell’articolo in questione in un commento e come vedremo la nostra preziosa vedetta ci ha segnalato un’altra perla del nostro Daniel Gros.

Questa era la tabella proposta da Gros e Micossi…..


Leverage Ratio
(total assets/equity )

  30-giu-08 2007
UBS 46.9 63.9
ING Group 48.8 35.3
HSBC Holding 20.1 18.4
Barclays Bank 61.3 52.7
BBV Argentaria 20.1 18.6
Deutsche Bank   52.5
Fortis 33.3 26.4
KBC 24.4 20.5
Lloyd’s TSB 34.1 31.0
RBS 18.8 21.8
Credit Agricole 40.5 34.8
BNP Paribas 36.1 31.5
Credit Suisse 33.4 31.5

Source: Authors’ calculations on data drawn from FT.com

……e questa è la tabella prodotta oggi dal Wall Street Journal QUI

Covered Counterparties

Some banks that were paid by AIG after it was bailed out by the government

  • Goldman Sachs
  • Deutsche Bank
  • Merrill Lynch
  • Société Générale
  • Calyon
  • Barclays
  • Rabobank
  • Danske
  • HSBC
  • Royal Bank of Scotland
  • Banco Santander
  • Morgan Stanley
  • Wachovia
  • Bank of America
  • Lloyds Banking Group

Source: WSJ research

Ora non credo che ci sia bisogno di aggiungere altro se non che AIG oltre a non poter fallire per sostenere il sistema finanziario europeo ha in pancia una buona parte dei fondi pensione americani……….aggiornamento dd 11.03.2009 ore 17.11 ….i famigerati 401K, sistema contributivo nel quale è immersa la maggioranza dei lavoratori americani che ricevono o riceveranno una pensione che è determinata dall’andamento della borsa.

Deutsche Bank & Goldman Sachs hanno beneficiato da sole di una copertura per complessivi 12 miliardi di dollari sei per ognuno ricevuti lo scorso anno, non tutte le controparti che debbono beneficiare della copertura sui derivati sono noti ma alcuni individuati dal Wall Street JournaL sono un’esclusiva……visto che il vice governatore della Fed Kohn davanti alla commissione bancaria del Senato si è rifiutato di fornire i nomi di coloro che hanno rapporti con il relitto assicurativo per questioni di opportunità. Se trasparenza deve essere che sia sino in fondo è ora di rivelare la reale consistenza di questa demenziale operazione.

Buiter sul Financial Times esprime la sua rabbia per l’immenso rischio morale che questo modo di fare finanza e concedere salvataggi sia in sintesi un enorme errore di valutazione…..

The reports on the evidence given by the Vice Chairman of the Federal Reserve Board, Don Kohn, to the Senate Banking Committee about the Fed’s role in the government’s rescue of AIG, have left me speechless and weak with rage.  AIG wrote CDS, that is, it sold credit default swaps that provided the buyer of the CDS (including some of the world’s largest banks) with insurance against default on bonds and other credit instruments they held. Of course the insurance was only as good as the creditworthiness of the party writing the CDS. 

 

…..si a garanzia di possibili default nelle emissioni obbligazionarie ed alti strumenti di credito……..invece erano semplici ed innoque assicurazioni per coprire la mancanza dei dei requisiti sui vincoli di capitale per poter continuare a concedere prestiti.

Diciamola tutta sino in fondo, i sostenitori di Icebergfinanza conoscono già questa favola, vi ricordate quello schemino semplice, semplice che vi mostra come la riserva frazionata aiuta a moltiplicare all’infinito il debito senza che il sottostante sia realmente presente….. non soddisfatti di questo, i nostri eroi hanno pensato bene di assicurare le loro menti demenziali aggirando il limite del buon senso. Questi geni della finanza sono tuttora ai posti di comando, che timonano indisturbati.

Detto questo tanto per non restare privi di qualche spettacolare sorpresa ecco che grazie al nostro Gabriel scopriamo pure tramite Daniel Gros che ci racconta come i Regulators presunti tali siano combattuti tra la necessità di trasparenza del fair value e la necessità di ridurre al minimo le perdite del sistema finanziario.

Some commentators thus proposed that we suspend mark-to-market rules for ‘toxic’ assets, arguing that the current market for such securities simply does not exist or does not value them correctly.

Sin qui tutti d’accordo tanto ormai amche se togliamo il Mark to Market la fiducia è semplicemente disintegrata…..tuttavia esiste un’altra categoria di attività in bilancio che sono state sinora trascurate. Durante gli anni del boomm irrazionale molte banche hanno accumulato una grande quantità di " intangible assets " aria fritta direbbe Gabriel, reputazione societaria, know-how ovvero conoscenze e abilità operative, pure la morale aziendale ci hanno messo questi illuminati e il potenziale strategico sul mercato.   

When banks took over other institutions at inflated prices, they booked the difference between the price paid and book value as “goodwill”.

Ora grazie a Daniel Gros scopriamo che l’aria fritta e gli altri cosidetti beni immateriali sono più che quadruplicati ad oltre 300 miliardi di dollari dai precedenti 80 miliardi nel corso degli ultimi cinque anni.

Avete mai provato a depositare nel Vostro conto corrente un attestato di stima o un diploma di buona condotta, il diploma che certifica la vostra competenza e professionalità, se magari possiamo versarci anche l’etica allora garantisco viviamo di rendita.

Nel frattempo la quota di patrimonio netto sostenuto da immobilizzazioni materiali e solamente duplicato dal 19 al 40 %….Bank of America per esempio senza far nomi detiene 90 miliardi di dollari di "goodwill" sul suo bilancio più del doppio della sua capitalizzazione e molte altre banche sono nella situazione analoga con circa 300 miliardi nelle sole prime otto banche americane.

In sintesi l’aria del bilancio è doppia rispetto ai viveri necessari alla sopravvivenza.

In Europa la situazione non è molto diversa, 270 miliardi di assets intangibili sui bilanci, la buona volontà sembra valere più della realtà…….Gros sussura che ……Now that the bust is with us, the question is whether all that “goodwill” still exists. …..in questa situazione la " buona volontà " potrebbe valere zero e il salvataggio del sistema finanziario potrebbe diventare più oneroso.

Le prime otto istituzioni americane contano per circa il 50 % sulla " buona volontà " mentre se allarghiamo il tutto all’intero sistema americano si scende di qualche gradino sino al 40 %….si i ragioniei potrebbero obiettare che la valorizzazione a zero sia frutto di estremismo contabile ci dice Gros ma il fair value parla chiaro con un crollo delle quotazioni medie del 80/90 % l’aria nei bilanci dovrebbe scendere in maniera proporzionale.

La consapevolezza di questa situazione probabilmente è uno dei motivi per cui le banche sono riluttanti a concedere finanziamenti, quel simpatico terrorista di Gros conclude dicendo che se si sgonfia l’aria dei palloncini bancari oggi le perdite possibili arriverebbero sino a 800 miliardi di dollari.

Comunque vada sarà un successo visto che i senatori americani hanno già provveduto a sistemare le perdite della mongolfiera finanziaria….. Bloomberg ci dice che è il momento di fare sul serio e sospendere le regole contabili assassine…Mark to market….

Representatives Ed Perlmutter and Frank Lucas introduced House legislation yesterday to establish the Federal Accounting Oversight Board, which would “approve and oversee accounting principles.” It would include the Treasury secretary and the chairmen of the Federal Reserve, the Federal Deposit Insurance Corp., the Public Company Accounting Oversight Board and the Securities and Exchange Commission.

The panel, taking authority the SEC now has, would “give discretion to the regulators to consider the overall condition of the financial market,” Leslie Oliver, a spokeswoman for Colorado Democrat Perlmutter, said in an interview today. The Financial Accounting Standards Board, the SEC-supervised group that sets U.S. accounting rules, takes a “narrower approach,” she said. Lucas is an Oklahoma Republican.

Dalla Federal Reserve di Kansas City, un po la terra di dorothy del Mago di Oz, Thomas Hoenig sussurra che oggi trooooppo grande è impossibile, Too Big has failed…….suona un po come un ammutinamento tra le file di una Federal Reserve che sembra la roccaforte delle ideologie di colui che ha studiato la Grande Depressione, di colui che ha compreso la " Lost Decade "……..

………..Siamo stati lenti a far fronte ai problemi fondamentali del nostro sistema finanziario e riluttanti ad intraprendere un’azione decisiva per quanto riguarda il fallimento delle istituzioni ci racconta Hoenig……sono commosso, semplicemente commosso, per la prima volta qualcuno ammette i propri errori, c’è ancora una tenue speranza……..siamo stati veloci a fornire i capitali e la liquidità ma non ad affrontare le carenze di base e la questione della possibile insolvenza di queste istituzioni.

Siamo contrari alla nazionalizzazione ma di fatto le istituzioni sono state nazionalizzate in maniera frammentaria e senza alcun risultato….le perdite non si sono fermate anzi sono aumentate ostacolando la possibilità di un recupero, abbiamo bisogno di un approccio coerente, tempestivo e specifico se vogliamo ridurre le incertezze del mercato e ritrovare la fiducia…….ma ascoltate qui si apre il cielo…..

Third, if institutions — no matter what their size — have lost market confidence and can’t survive on their own, we must be willing to write down their losses, bring in capable management, sell off and reorganize misaligned activities and businesses, and begin the process of restoring them to private ownership.

……se un’istituzione non può sopravvivere da sola dobbiamo essere pronti a scrivere la parola fine e cominciare il processo di ripristino della proprietà privata….nazionalizzazione che altro la volete chiamare……

Shareholders would be forced to bear the full risk of the positions they have taken and suffer the resulting losses…..dedicato a tutti coloro che da mesi mi urlano nelle orecchie che le banche non possono fallire ma i loro azionisti quelli si eccome se possono fallire…….

Ma dove le trovate delle simili vedette, questo è Icebergfinanza il vostro piccolo faro nella " tempesta perfetta " una luce sempre accesa anche grazie  al Vostro sostegno…….

Infine vorrei solo spendere solo due parole su quello che è accaduto sul mercato del lavoro americano …….

NEW YORK – "Durante questa recessione sono stati persi 4,4 milioni di posti di lavoro. Una cifra sbalorditiva". Il presidente americano Barack Obama non gira intorno al problema. Alle devastanti conseguenze che la crisi sta avendo sull’economia a stelle e strisce. Solo a febbraio c’è stata una perdita di 651.000 posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è salito all’8,1%, ai massimi da 25 anni. "Questo Paese non ha mai risposto a una crisi facendo lo spettatore e sperando per il meglio, il governo deve continuare ad agire in modo coraggioso sull’economia" dice Obama in occasione della cerimonia di laurea di 25 reclute del dipartimento di polizia di Columbus in Ohio che verranno assunti grazie a uno dei tanti stanziamenti previsti dal suo piano di risanamento dell’economia da 787 miliardi di dollari.

Darsi da fare, dunque. E in fretta. "Abbiamo la responsabilità di agire ed è quello che faremo e non ripeteremo le stesse politiche che ci hanno portato in questa situazione", continua Obama. Che scandisce: "Non accetto un futuro di disoccupazione per questo paese".

Ecco il significato di quasi due anni ad urlare della presenza di una " disoccupazione nascosta "  questo non è un mese qualunque è febbraio alcuni giorni in meno del solito eppure abbiamo superato l’ 8 % come scrissi …..

Oggi il tasso di disoccupazione è al 5,5 % e credo che non vedremo spiragli di miglioramento sino a che non avremo raggiunto, l’ 8%

….ebbene si tratta di numeri ufficiali le misure alternative si avvicinano al 15 %, lavoratori scoraggiati, part.time forzati e migliaia di esseri umani non considerati, per la prima volta sono stato troppo ottimista, revisione su revisione si arriva a quasi un milione e trecentomila anime falciate da questa crisi in due mesi, dove andremo a finire e cosa accadrà nella nostra cara Italia……oggi non vi parlo di modelli stagionali, non vi ricorderò di quanti posti ancora quel modello demenziale ha aggiunto al dato complessivo, QUI ne troverete le prove non ho nessuna voglia di continuare ad analizzare le lacrime di una persona, perchè comunque la vogliate vedere, per un uomo o per una donna perdere il posto di lavoro è un po come perdere la propria dignità, non solo i sogni ma anche l’anima.

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

 

Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….

  

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto

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67 commenti Commenta
Scritto il 8 marzo 2009 at 08:50

Per un problema tecnico riporto tale e quale il commento presente nella prima versione del post………

Post fondamentale. Si potrebbe dire quasi il punto più critico della tempesta.

Il problema della valutazione del goodwill è stato recentemente posto all’attenzione nell’ambito di una riunione riservata nella quale si è posto l’accento sul fatto che le banche italiane hanno a libro, relativamente a questa voce, alcune decine di miliardi di euro. Ecco il perchè del crollo in borsa di alcuni istituti che partecipano massicciamente banche dell’est. Quale goodwill per questi istituti?

Per il resto nelle prossime settimane avremo alcuni nodi critici.
Pensiamo semplicemente alla situazione di GM ed ai possibilli risvolti della crisi della casa madre su Opel. Pare che i veritici americani abbiano sollecitato il governo tedesco ad intervenire finanziariamente a sostegno di Opel, a tutela dei posti di lavoro in Germania. Hanno presentato come piano di sostegno una sorta di catalogo pubblicitario con tanto di slogan e di immagini (Sole24ore sabato, p.29), mentre si è scoperto che i brevetti (di cui Adam Opel ben poteva andare fiera) sono stati dati in pegno al governo USA a fronte dei prestiti concessi dalla casa madre.

http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=109276

Più ci si addentra nei meandri e nelle pieghe di questa crisi e più si rimane sbalorditi dalla disonestà di fondo dei grandi attori. Si pretende dal cittadino una probità ed una onestà di condotta mentre i pesci grossi…
Non voglio fare demagogia nè moralismo. Sono convinto che ciascuno, ora più di prima, debba comportarsi nella propria vita quotidiana (e soprattutto nel proprio lavoro se si ha la fortuna di mantenerlo), dando il meglio di sè e vedendo il prossimo come fine e non come mezzo. Però dovremmo pretendere che chi sta al vertice faccia altrettanto

Un caro saluto a tutti ed ancora una volta un sentito ringraziamento al Capitano Andrea

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 09:03

Ho dimenticato di firmarmi:
Daniele

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 09:56

Uno dei problemi è che per quasi tutti la crisi è colpa delle banche, della finanza, responsabilità individuali, quindi. L’economia io la vedo come il bacino di un fiume, in alto ci sono gli organismi economici, le aziende, le banche, gli stati. Se c’è acqua, se gli affluenti vanno verso il fiume, a valle arriva acqua, la pianura è ben irrigata, non ci sono alluvioni. Se il corso principale è ostruito, se non c’è acqua o ce n’è troppa, gli abitanti della pianura vivono male. Le vie folli prese dagli affluenti in questi anni sono dovute non a loro che hanno voluto cambiare strada, ma al fatto che il corso principale era ostruito. I banchieri e chi opera nella finanza non è stato diverso negli ultimi venti anni rispetto a prima, solo che tutte le forze dell’economia spingevano lì, quindi ne hanno approfittato, hanno costruito un castello sul nulla. Solo se il fiume tornerà ad essere libero da impedimenti, a valle si tornerà a stare bene. Ora abbiamo chiuso le strade diverse che avevano preso gli affluenti, ma l’acqua continua a scendere dai monti, se non la sappiamo incanalare ci saranno alluvioni nelle zone alte, a quel punto il corso sarà tutto ostruito. In altre parole, non si pensi che tolti di mezzo i disonesti e gli approfittatori (quindi il 90% di banchieri e operatori della finanza) poi si torni a stare bene. La cosa è più complessa, si tratta di trovare nuovi sbocchi a chi vuole dare il suo contributo per un mondo migliore.

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 09:56

Gianni

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 11:20

quindi è vero ke le banke europee hanno piu problemi di quelle americane !!!!!

oltre a tutti i prodotti tossici ke si sono portati a casa dai mercati americani , oltre “all’aria fritta” …hanno anke in pancia tutte quelle cartolarizzazioni fatte qui da noi e nei paesi dell’est.

ma ci dicono ke NON BISOGNA ESSERE CATASTROFISTI

QUESTA E’ LA NOSTRA UNICA RICETTA ITALIANA CONTRO LA CRISI………………………………

DEMENZIALE

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 11:27

Buona domenica a tutti.

Capitano Andrea, vuoi dire che il sistema finanziaro globale ed Italiano (forse non tutto) oltre che ad essere quasi fallito, salterà anche nella realtà??
Aspettero per vedere, ma io non sono disponibile a “soffrire” per gli errori degli altri, anche se non potrò oppormi.

Oggi un pò solleccitato dal post di Musthapa di ieri ed anche dal post di Il Compasso, come sempre realista; voglio raccontare un storia eonomica di un altro paese, di un altro mondo……; un mondo dove la crescita del PIL (visto che và di moda!!!!), anche se truccata, e del +5+7% all’anno e dove l’economia stà realmente crescendo (i diritti non lo sò). Come dice Il Compasso “Gli equilibri stanno cambiando”…..e noi italiani!!!!!

Voglio raccontare la vita di un polizziotto, dei “rappresentanti della legge” in un altro paese….di un altro mondo, e come si svolge la loro vita quotidiana in una comunità o piccola cittadina come potrebbe essere il paese dove vivo io. Questa persona, anche se non è il capo della Polizia, credo che abbia un grado abbastanza elevato, nella gerarchia.
Voglio fare una precisazione, è sempre molto difficile e complicato comprendere un altra società, le sue gerarchie, il modo di pensare, l’organizzazione sociale delle stesse; un pò per problemi di lingua ed un pò per la formazione di chi osserva. Sarebbe come chiedere ad un Aborigeno Astrauliano in qualche anno o mese di comprendere l’organizzazione sociale Italiana!!!
Per riprendere il discorso, questa persona è un polizziotto, ma per vivere fà il camionista locale, lavora la terra di proprietà della famiglia ed a volte accudisce anche i propri piccoli animali. Alla mattina quando si alza, accende il proprio CB portatile (che si porta quasi sempre dietro) ed è quasi sempre in contatto con gli altri “rappresentanti della legge”. Quando riceve una chiamata importatnte questa persona si cambia d’abito, indossa la divisa e si avvia verso la centrale per intervenire con gli altri polizziotti in eventuali reati (se mai ci sono dei reati!!!!). Io non saprei dire se è pagato per fare questo!!!! ma quando è tutto tranquillo si occupa semplicemente della propria famiglia.

Con questa storia vorrei ricordare che se cambiano gli equilibri mondiali, molte delle cose a cui siamo abituati devono o dovranno cambiare di molto………come dire che siamo/siete fo……ti

Risaluto

SD

P.S Il Compasso, allora dobbiamo sperare che gli equilibri non cambino di molto!!!!!

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 11:33

Perfettamente d’accordo con Gianni. Qui non è il caso di fare processi alle banche nè al sistema (del quale più o meno consapevolmente facciamo parte). Tuttavia occorre con forza affermare che il grado di responsabilità di una persona è direttamente proporzionale con l’importanza della sua posizione.
Se faccio il portalettere, la mia responsabilità è quella di fare bene il mio mestiere; se faccio l’Amministratore delegato di una grossa banca…. inssomma: a ciascuno il suo, anche alle agenzie di credit rating, anche ai banchieri centrali, etc..

Premesso questo, occorre ribadire che lla valanga di liquidità che le Banche centrali iniettano servono semplicemente a coprire i buchi colossali che via via si evidenziano nei bilanci dei vari istituti, man mano che il castello crolla. Ma, al momento, lo sforzo è vano. Per usare un’immagine: pensiamo ad un enorme altoforno al cui interno vi siano 1000° ed una squadra di operai che butti secchiate d’acqua all’interno. Secondo voi l’acqua arriverà a toccare le pareti?

Ecco: il problema è che l’acqua non arriva più alla base. In questo momento nel nostro paese (e non solo), in barba a tutti i messaggi publicitari (fatti a pagamento anche su quotidiani) NON ARRIVANO SOLDI ALLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA. Gli imprenditori vengono messi a rientro dalle posizioni dalle grandi banche.

Allora la domanda è la seguente: se invece di buttare acqua nell’altoforno con i secchi le varie Banche centrali bypassassero gli altoforni e provvedessero direttamente a finanziare le imprese?

Questa domanda, apparentemente sconcia, non è altro che una variante dell’istanza del Capitano: soldi direttamente alle PERSONE.

Piuttosto che dar da bere a chi ha buttato via i depositi di liquido (e forse continua a farlo), diamo da bere all’umanità.

Cari miei: il diavolo non si nasconde nei principi (là sono tutti d’accordo). Il diavolo è nei particolari. Pensate al TALF. Qualche bontempone potrebbe pensare che il TALF (programma della FED per ausiliare le vendite di beni di consumo concedendo liquidità agli intermediari finanziari) sia un modo per fare avere soldi al mercato… a me sembra un modo per continuare… nello stesso modo.
O no?

Daniele

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 14:25

Ben detto Daniele #7, il diavolo è nei particolari…….e CHE’ particolari.
Il tempo dirà da che parte soffia il vento.

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 14:38

A costo di fare l’antipatico sono costretto a rimarcare la differenza tra interventi altamente qualificati e costruttivi (Gabriel tanto per non fare nomi) da altri che sono scritti bene, paiono fare molta presa sui lettori a giudicare dai commenti, ma che in realtà spesso non hanno alcun fondamento nella realtà dei fatti .
Un esempio recente?
Al contrario di quello che qualcuno dice, LA MASSA MONETARIA E’ IN DISCESA VERTICALE DAL 2007

http://intermarketandmore.investireoggi.it/files/2009/03/eur_repo_m3.gif

http://sdw.ecb.europa.eu/reports.do?node=100000127

Mas

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 15:08

La storiella di quel poliziotto la immagino ben ambientata sulle montagne dell’Albania, magari tra Puka e Fushe Arres, dove cose del genere possono veramente succedere.

Non è detto che sia poi così male….

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 15:22

Caro MAS #9, i numeri sono …. numeri e non sbagliano mai. Nemmeno le formule sbagliano, allora perchè la finanza si è rivelata …. un mare di “sbagli”?
Sbagli che sono stati creati ad arte da persone in posti di responsabilità e mai messi in dubbio da chi poteva e doveva controllare …..
E’ inutile cercare una risposta nei numeri o nella loro interpretazione.
Puoi guardare mille volte il barometro ed interpretare i valori con grandi esperti, ma se guardi fuori …. vedi che tempo fà e la previsione è sempre legata al concetto che la definisce: previsione.
Ognuno ha la propria sensibilità su questa crisi. Chi guarda solo il grande fratello probabilmente si renderà conto di ben poco, forse perchè … vi ci sarà coinvolto per i piedi.

Comunque, tanto per aggiungere un pochino di legna al “focherello”, non tutti ci stanno perdendo, anzi …. i più furbi stanno guadagnando sulla rovina della borsa, forse questa è … la cosa più assurda che c’è.
Questo sistema deve finire, in un modo o nell’altro.
Davanti a tanta “deficenza” etica e mentale, non penso che ci sia indicatore economico che tenga.
Quanto tempo ci metteranno i fantastici USA a rendersi conto che più la politica di sostegno al delirio finanziaro messo in atto và avanti per tutti i big, e più la nazione di impoverisce.
Non sono un grande economista, ma non vedo nessun “ritorno” in una politica che lega le emissioni della banca nazionale al sostenimento di un sistema che ha truffato oltre ogni limite, e … che continua per la sua strada.
Sicuramente avrei trovato più logica la creazione di una nuova banca o serie di istituti che facessero da riferimento per la propria condotta morale, magari legate allo stato con forte partecipazione, in grado di “rilevare” solo conti e titoli delle varie “too big to fail” in via di distruzione.
Invece il delirio del quantitative easing a banche fallite per operazioni chiaramente al limite della legalità e della stupidità.
Nessun segnale di sereno per nessuno, da nessuna parte, finchè non cambierà l’approccio al problema.
Per noi, nel breve un pochino di deflazione per i “polli” che non hanno potuto “assorbirsi” i costi minori di produzione o delle materie prime, poi tutti insieme finalmente un inflazione superiore ai deliranti “tremonti bond” per un pochino, giusto il tempo di uscire dall’europa”.
A … le banche?
Bene quanto tempo ci vorrà perchè chi è legato al governo attuale (o allo stato) possa permettersi un’offertona ai barboni che stanno navigando sotto all’euro o lì vicino?
Pensate che i grandi capitani che le hanno portate in secca disdegneranno un aiuto all’ultimo minuto, magari “ad personam” pur di “salvaguardare” gli interessi di così vasti istituti bancari.
Continuate a guardare gli indici o i numeri e dipingeteli del colore che volete, tanto fuori non mi sembra tiri un’aria diversa.

Saluti marinai

Francia R

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 15:23

Anonimo #10, simpatica la mia storiella sul poliziotto (ops..avevo sbagliato, va con una sola z….zzzzzzzzzz che sonno), comunque non è una storia, è verità. Anche in Albania!!!! e noi in Italia che abbiamo un sacco di montagne…perchè no!!!

La prossima volta racconto la stiriella di cosa fà il SINDACO+ASSESSORI dello stesso paese hihihihihi.

SD

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 16:59

Post #9 aumento massa M3…scusate, ma come lo leggo io e’ la % di incremento della M3…ossia siamo passati da un aumento del 12% annuo al 5% annuo ma aumenta…

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 19:13

Internet è uno strumento di libertà
la libertà ed i suoi strumenti di esperessione vanno rispettati
il primo modo di rispettarli è quello di non parlare o scrivere a ruota libera.

Se i parla di economia ci si documenta si spiegano le tesi a partire dalle ipotesi e queste devono essere perlomeno sensate.

La libertà non è un muro bianco su cui fare scarbocchi.

L’attività di studio analisi e divulgazione di Andrea Mazzalai meriterebbe repliche più pensate e contributi originali o per lo meno testimonianzeconcrete da realtà specifiche.

Non il ragliato piagnisteo che si continua a leggere qui.
(Absit iniuria verbis)
Espressioni stereotipate di panico.

Certo, nessuno obbliga a visitare il blog e tanto meno a leggere, ma che peccato…!

La stupidigia è l’ottavo peccato capitale.

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 20:21

Anonimo #14, per documentarsi ed elaborare tesi sensate ci vuole tempo.
Una cosa che molti di noi non ha, a causa di………..

utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 20:22

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utente anonimo
Scritto il 8 marzo 2009 at 20:50

Perdona #14 ma …. cosa cerchi veramente?

Parli di “economia” di fronte ad una crisi di fiducia epocale e … ti lamenti se qualcuno non è rispettoso di una presunta “etichetta” o non cerca uno stereotipo per motivare il suo intervento?

Siamo in un “momento” storico dove la legalità serve solo per i barboni, per opprimere le masse, mentre ai danarosi signorotti, spesso tronfi di arroganza, tutto è permesso.

Guarda che al momento non c’è bisogno di motivare un bel nulla, perché ora come ora al mondo di “Economia” non se ne parla proprio.

Puoi parlare di grassatori, di truffatori, di corruttori, ma di economisti direi proprio di no.
Poi se vuoi mettere nel “mazzo” menti brillanti, validi “filosofi” e bravi pensatori …. hai pienamente ragione, io sono uno “sfigato” a confronto.

Però perdonami al momento qual’è la differenza?
Dove erano queste menti della finanza quando si è creato questo abisso di truffe a catena, questa immensa catena di S. Antonio che nessuno osa spezzare, e che sta evolvendo in mille situazioni “derivate” che nessuno pensa veramente a sanare?

Cosa possono fare in questo momento le tue “brillanti menti” se non … parlare in qualche occasione in brevi “spot” fra una pubblicità dei pannolini e la faccia di Emilio Fede (per stare nello st…ivale?), senza disturbare troppo i programmi “economici” già ampiamente impostati, o magari …. creare un piccolo blog dove almeno le persone possano trovare una guida vera ed un luogo dove poter discutere i propri pensieri “liberamente”?

Penso che prima dell’etichetta, della forma o del bel modo ammanierato conti la schiettezza e la non doppiezza negli intenti.
Perdonami ma il resto …. ci ha portato in questa situazione paradossale, dove “grandi menti” della finanza, strapagate ed osannate, abituate a parlare spesso usando stereotipi inattaccabili si sono “sputtanate” a dei livelli demenziali, pur di far “quattrini” sulle spalle della collettività che, visti i paroloni e la genealogia …. si fidava.

Bello il pensiero “La libertà non è un muro bianco su cui fare scarabocchi”, sarebbe stato perfetto ad Auschwitz a fianco del motto “il lavoro rende liberi”(+/-), non pensi?.
Non pensi che quando “Qualcuno” non ha più voglia di “gettare perle ai porci”, o di misurarsi con … il popolino abbia la capacità di …. dirlo, magari senza offendere i sentimenti di nessuno dei compagni di viaggio?

In questa che è in primis una crisi di fiducia nelle istituzioni, che hanno tradito a livelli incredibili tutte le certezze pregresse, oltrepassando i limiti di ogni decenza, Tu cosa cerchi veramente fra le parole ….
Giustizia?
Correttezza?
Professionalità?
Capacità di analisi … legata alla realtà dei dati che utilizzi?
Voglia di fare previsioni con strumenti matematici che non diano spazio alle interpretazioni di parte?

Io le prime righe di questo blog le ho lette … il primo giorno che ho attraversato la scia della nave.
E le ho condivise.
E penso anche che tutte le persone che hanno una minima “morale” interiore desiderino condividere i propri timori +/- giustificati con … i compagni di ventura, anche se …. non hanno minimamente le capacità dialettiche del Capitano, ma un cuore direi proprio di si.

Francia R

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 08:33

14….
tu nn sai cos’è la libertà!!!!

è figlia della democrazia che tu nn conosci (ti ricordo espressione del popolo)

a me sinceramente piace questo “ragliato piagnisteo”.

pensa ke “squallidume” leggere solo te ke sei all’altezza (nn come gli altri)di scrivere le “perle di saggezza” e “libertà” ke dimostri con il tuo post

maat

Scritto il 9 marzo 2009 at 08:46

Grandi Francia e maat, ..come sempre….

La Superbia quale vizio capitale è !!!???
Buona giornata compagni di viaggio.

P.s. Francia…maat..SD…e tutti gli altri e allora ci sarete al Festival
dell’ Economia di Trento?
Il tempo corre siamo già a Marzo…

PG dove sei..??
CarpeDiem…dove sei?..
ccp grazie per la tua e…mail..sei proprio in gamba..
con calma…Ti scrivo presto qualcosa…un caro saluto..
Valentina

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 09:12

Quando verrà la fine dell’impero economico Americano?
Quando si trasformerà da una tenda di protezione dalla calura e dai raggi bollenti del sole ad una tenda di circo, dove si esibiranno i primi attori come clown e giocolieri e i venditori ambulanti cercheranno invano di propinare le loro medicine miracolose?

Quando la fine e la disgregazione Europea e del loro potere oscuro del Nord?
Quando il blocco delle materie prime, gas, petrolio, grano?
Quando l’imposizione del marchio di vassallaggio per avere diritto di acquistare tali beni?

Quando per avere un pugno di grano non basterà un salario mensile?

Quando pur avendo, millemiliardi di monete o mille kg di oro, non potrai acquistare neppure una briciola di pane, e lo stesso oro, gettato nelle piazze, non ti darà nessuna garanzia alla tua sopravvivenza, forse solo allora capirai che la tua e altrui vita deve essere vissuta diversamente.

Ciò che ti è stato dato è solo per un tempo, ma poi tutto ti sarà tolto e dato ad altri, senza chiederti nulla.

c’è un tempo per ogni cosa, anche quello per distruggere e quello per ricostruire.

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 11:01

Seguo con interesse le analisi di Andrea Mazzalai
che partendo, credo, dalle valutazioni di Nouril Roubini (2004)
ha cominciato a studire approfonditamente la struttura
del sistema finanziario internazionale facendosi persuaso che
una implosione del sistema era imminente.

Lo ha scritto con stile abbastanza divulgativo su
un blog Italiano e a tutta evidenza ha colto nel segno
anche, relativamente bene, circa il timing.

Per una piccola comunità di partecipanti al blog questa
è stata ragione sufficiente per eleggerlo a Guru.

Poichè inoltre il sig. Mazzalai si esprime con umanità e
supprota le tesi di finanza etica M. Yunus questo
lo ha ulteriormente elevato dal anglo di Guru a
quello di Guida Spirituale.

Il sig. Mazzalai sostiene di non aver utilizzato i risultati delle sue analisi
per ottenere profitti in borsa. Non c’è ragione di non credergli
anche perchè nelle fasi di altissima volatilità che si
presentano in fasi di crollo degli indici non basta avere chiarezza che
ci sarà una caduta dei corsi, bisogna centrare il timing preciso
altrimenti ci si bagna e tanto.
E’ come in una regata quando il campo è soggetto a “salti di Vento”
tutti capiscono che ci sono i salti ma solo pochissimi imbroccano il
bordo giusto, glialtri continuano a impantanarsi virando e rivirando inutilmente.
Nei GP di F1 quando il tempo è incerto ogni squadra ha un metereologo che deve prevedre
“al volo” i cambiamenti del tempo, quando smetterà o comincerà a piovere. E’ questione di minuti.
Chi ci azzecca vince la corsa.

Le analisi del blog sono sempre dettagliate e approfondite,
espongono una realtà difficile e talvolta drammatica ma non
aprono mai, correttamente, ad atteggiamenti di panico.

Di fronte al pericolo la pauraè il mezzo biochimico primordiale che permette
a tutti gli animali superiori di mettere in atto comportamenti
atti a preservare la propria esistenza.
Purtroppo il meccanismo non funziona sempre bene e quando la paura si
trasforma in panico normalmente vengono messe in campo strategie irrazionali
e pericolose (corsa in massa verso le uscite in caso di incendio porta a morti schiacciati dalla folla)
o addirittura alla paralisi, come avviene ad alcuni animali notturni che terrorizzati da i fari delle macchine si
immobilizzano al centro della strada venendo sciacciati.

Se pure qualcuno pensa che scrivere su un blog esasperando le paure fino a scenari apocalittici
tali da deresponsabilizzare il singolo individuo (se viene lo Tzunami cosa posso fare io?)
sia un modo per esorcizzare la paura e ridurre l’ansia, io credo che siano meglio le benzodiazepine.
suggerisco l’Alprazolam.

Relativamente al post #14 non capisco tanto piccato risentimento da singoli che si sono sentiti chimati in causa.

Studiate, leggete , capite, fatevi sempre le vostre idee e poi cercate di agire.

Da Nerone in poi c’è sempre stato qualcuno pronto a cantare sulle rovine fumanti.

Sono due categorie: i primi sono signori che se non travolti vedono nell’immiserimento generale, nella disgrazia, la possibilità di estendere il loro potere; i secondi sono gli sconfitti del sistema che sperano di avere una nuova possibilità dal (teorico) riazzeramento delle vecchie posizioni.
Le guerre sono sempre state un buon affare per i signori ma sono state sostenuti anche da torme di diseredati che non hanno nulla da perdere se non la vita.

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 11:27

Per anonimo #21 – non voglio mettere in discussione il fatto che nelle fasi di altissima volatilità bisogna centrare il timing preciso come avviene nei GP di F1 dove per vincere bisogna azzeccare la previsione nel giro di pochissimo tempo; ad Andrea bastava investire al ribasso a metà 2007 (mese più – mese meno) per ritrovarsi oggi un buon guadagno. Per quanto riguarda il panico in riva al fiume non ne vedo, c’è solo il rammarico nel vedere i danni che sta provocando e provocherà la corrente che continua ad aumentare.
Saluti. Emilio.
scovazza 64

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 11:27

anonimo #21
tu da che parte sei?
tra i signori o tra i diseredati?
comunque preparti, perchè probabilmente non ti basterà offrire 50000 euro (come qualcuno odierno) per farti riassumere tra un po o per mantenere il tuo tenore di vita.

felice è colui che torna al suo origine ed è disposto ad affrontare la fatica della sua vita.

oggi è l’inverno, ma fra un ventennio o più, sarà nuovamente primavera.

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 11:43

Uè Coele (#20) ….
c’è anche un tempo per seminare ed un tempo per raccogliere, un tempo per soffrire ma anche uno per gioire.
Non andrà sempre male, anche se al momento sembra nera.
E’ nell’indole dell’umanità creare grandi società e poi “rincoglionire” al punto di farle … crollare su sè stesse, su la propria crisi di valori etici, morali, umani.
Ma questo non vuol dire che sarà la fine del mondo.
E, comunque, non è detto che da questa crisi profonda debba per forza uscire solo un mare di lacrime.
Siamo noi, in primis, che costruiamo il nostro futuro.
Insieme possiamo fare tutto quello che vogliamo, anche smettere di farci prendere per il culo da chiunque abbia lo scettro del potere.
Però quello che diceva il “buon” coele è verissimo, c’è un tempo per ogni cosa, ed ora è decisamente brutto.
Passerà e tornerà il sole, che noi ci crediamo o meno. In fondo il bello … è questo.

Noi, da soli, non possiamo controllare praticamente nulla, mentre uniti in libero intento possiamo fare molto. Se poi leghiamo l’etica e la morale al nostro operare … sorgerà una nuova era di speranza, per tutti.
Io la penso così

Francia R

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 12:23

ma … il capitano ci sara’ a Trento?

Scritto il 9 marzo 2009 at 13:24

Certo che ci sarà….comunque è meglio se lo chiedete a lui direttamente…
se vi interessa l’ incontro contattate carpe diem o ccp, o me… siamo tutti iscritti a splinder
se ci muoviamo per tempo…ne uscirà un gran bell’ incontro…dove inoltre ci informeremo…studieremo…in prima persona…
quale occasione migliore per stringere la mano e ringraziare personalmente il Nostro Capitano??

p.s a dire il vero come dice scovazza64..anch’ io non vedo tutto sta panico…bho!!
ma tristezza e delusione quella sempre…e menomale che c’ è…

…”prima vennero per i rom ed io non dissi nulla perchè non ero un rom poi vennero per i lavavetri e io non dissi nulla perchè non ero un lavavetri
poi vennero per gli immigrati e io non dissi nulla perchè non ero un immigrato
poi venenro per i mendicanti e io non dissi nulla perchè non ero un mendicante
poi vennero a prendere me e non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa.”
( Lorenzo guadagnucci,lavavetri,ed.terre di mezzo)

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 15:05

Il commento 14 a mio parere deve essere letto come dettato dal desiderio di vedere un blog in cui tutti cerchino di dare un contributo fattivo,giusto o sbagliato che sia, ma che possa dare il la ad approfondimenti e discussioni concrete.
In questo onestamente non trovo niente di sbagliato, non occorre avere competenze specifiche, anzi a volte servendosi solo del buon senso si vede più lontano di molti economisti (gli esempi sono sotto gli occhi di tutti )
Ad esempio questo blog è frequentato anche da agricoltori, i quali non solo commentano in maniera appropriata, ma so per certo che avendo shortato i mercati potrebbero vantare performance da fare invidia a blasonati gestori.
Questa è anche un’indiretta risposta al commento 21 il quale sembrerebbe lasciare intendere che Andrea in realtà non abbia approfittato del ribasso dei mercati per mancanza di capacità : “anche perchè nelle fasi di altissima volatilità che si presentano in fasi di crollo degli indici non basta avere chiarezza che ci sarà una caduta dei corsi, bisogna centrare il timing preciso altrimenti ci si bagna e tanto.” Dimentica l’anonimo commentatore che quando Andrea ha intrapreso questo viaggio la volatilità come la vediamo ora era assolutamente sconosciuta, il Capitano semplicemente non ha voluto prendere parte a questo gioco, ma sicuramente più di un frequentatore del blog ne ha approfittato. Da come parla, lei certamente non è tra questi ed non essendo fatto come Andrea l’impressione che da è che le dispiaccia molto.

P.S per Vale
Lorenzo guadagnucci deve aver letto Bertold Brecht ( il quale a sua volta aveva letto Emil Gustav Friedrich Martin Niemöller)

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare

Bertold Brecht

Mas

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 15:07

Adesso PERDERE IL MENO POSSIBILE

Nella psicoanalisi si dice che un paziente che ha acquisito la consapevolezza del proprio problema, sta a buon punto della terapia.
Gli americani hanno capito che iniettare altri soldi nelle banche è perfettamente inutile, oramai lo si dice apertamente LASCIATE FALLIRE LE BANCHE!
Tutti hanno capito che hanno solo cercato di salvare gli amici banchieri, perchè il fallimento delle banche porterebbe alla luce una montagna di letame, fra trucchi contabili e vere è proprie truffe perpetuate al sistema.
Attaccare il segreto bancario Svizzero e solo una foglia di fico per attaccare la vera vergogna, che è rappresentata dai paradisi fiscali caraibici e anche i meno conosciuti paradisi fiscali del Pacifico, (per non nominare un certo Delaware!!!!).
Ma dato che nessuno vuole far scoppiare un finimondo, sarà dato alla giustizia americana il suo trofeo, forse rappresentato da qualche banchiere truffatore, giusto per nutrire l’ego di qualche procuratore e saziare il circolo mediatico.
Ora l’america dovrà decidere come procedere con le banche e sopratutto come giustificare il prossimo piano di salvataggio, che avrà di sicuro un’ampiezza faraonica.
Ma come ho detto tempo fa è l’Inglilterra quella che farà da apripista.
Chi ha conosciuto gli Inglesi al tempo dell’Impero Britannico, si ricorderà molto bene la capacità e il prestigio della dirigenza Britannica.
Gli Inglesi sono persone che hanno classe da vendere, sanno essere estremamente pragmatici, sopratutto quando si tratta di SALVARE IL SALVABILE o meglio perdere il meno possibile.
Gli Inglesi hanno nazionalizzato subito le Banche e mandato a casa i vecchi banchieri, ora affronteranno tutta la dolorosa, ma indispensabile fase di risanamento, come saggiamente fece la Svezia negli anni novanta.
Lo stampare carta moneta è un’arma a cui stanno già (forse) ricorrendo. Serve da un lato a svalutare la moneta per sostenere le esportazioni e dll’altro a inflazionare il mercato.
E’ l’unica arma rimasta al Governo e alla banca centrale dopo aver portato quasi a zero i tassi, svalutare e inflazionare senza tentennamenti.
La Gran Bretagna è un insieme di popoli con i loro distingui, che si sono sempre mal sopportati, una crisi rischierebbe di portare a uno sfacello territoriale.
La Gran Bretagna opererà come chi è cosciente di avere la morte di fronte.
Lo stesso attentato terroristico dell’ IRA, nel Nord Irlanda, dimostra che in questo momento è chiarissimo che L’Inglilterra sta attraversando un momento di debolezza.
Per l’IRA è il momento di strappare ulteriori concessioni.
Del resto la palma della pace portata in giro dal segretario di stato Hillary Clinton, è la dimostrazione che in questo momento proprio nessuno ha voglia di combattere una guerra a bassa intensità che ha costi stellari.

Per quello che concerne L’Europa se si dovesse decidere per un fallimento di AIG, sarebbe la dimostrazione di voler trascinare pesantemente l’Europa dalla crisi (in un altro post vi spiego il collegamento AIG_Europa) al fine di evitare che questa si smarchi troppo dalla NATO come stanno già facendo Francesi, Italiani (siamo un popolo ingrato) e Tedeschi.
Fra pochi mesi, già potremo leggere la nuova mappa geopolitica e geoeconomica.

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 18:44

caro mas…..
il mio è un commento bonario….
dai nn portare gli agricoltori come “pietra di paragone” se no CI SENTIAMO proprio gli “ultimi.

p. s.

anke PRIMO LEVI in SE QUESTO E’ UN UOMO scrive :
…Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare

SI COPIA ALLA GRANDE…..

maat

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 19:14

…. le affermazioni che “Le banche italiane sono solide” dette da tanti economisti e politici di governo a quale realta corrisponde?
Inoltre i valori di borsa dei principali titoli bancari a Piazza Affari sono frutto di una pietosa realtà in rapido deterioramento oppure la conseguenza delle vendite da panico? Aspetto VS opinioni. Buona Sera. Mik

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 19:23

Caro maat,
senza alcun spirito polemico, ti prego di accettare mie due piccole considerazioni:

per la prima ti ricordo il celeberrimo detto popolare che insegna che spesso dove le scarpe sono grosse il cervello è fino.

Per la seconda considerando che “Se questo è un uomo” è stato scritto nel 1947 credo che la prima versione sia da attribuire a :
Emil Gustav Friedrich Martin Niemöller (Lippstadt, 14 gennaio 1892 – Wiesbaden, 6 marzo 1984) è stato un teologo e pastore luterano tedesco, oppositore del nazismo.( Cito da Wikipedia)
Venne arrestato nel 1937 dalla Gestapo su diretto ordine di Hitler, infuriato per un suo sermone. Rimase per otto anni prigioniero in vari campi di concentramento nazisti, tra i quali Dachau, finché non venne liberato. È famoso per la poesia “Prima vennero…” a lui attribuita, sul pericolo dell’apatia di fronte ai primi passi dei regimi totalitari.

Originale

Als die Nazis die Kommunisten holten,
habe ich geschwiegen;
ich war ja kein Kommunist.

Als sie die Sozialdemokraten einsperrten,
habe ich geschwiegen;
ich war ja kein Sozialdemokrat.

Als sie die Gewerkschafter holten,
habe ich nicht protestiert;
ich war ja kein Gewerkschafter.

Als sie die Juden holten,
habe ich nicht protestiert;
ich war ja kein Jude.

Als sie mich holten,
gab es keinen mehr, der protestierte.

Traduzione
Prima vennero per i comunisti,
e io non dissi nulla
perché non ero comunista.

Poi vennero per i socialdemocratici
io non dissi nulla
perché non ero socialdemocratico

Poi vennero per i sindacalisti,
e io non dissi nulla
perché non ero sindacalista.

Poi vennero per gli ebrei,
e io non dissi nulla
perché non ero ebreo.

Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa.

Ciao

Ad altiora

Mas

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 19:55

30 Up up up

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 20:22

caro maat anche il mio è un commento bonario…
nel #18 fai la morale a #14 perchè insulta chi frequenta questo blog poi nel #29 ti rivolgi agli agricoltori in modo ” poco carino “. Non so se icebergfinanza è frequentato da altri agricoltori, ma, dato che non ho nessuna pretesa di essere elevato a “pietra di paragone” lascia pure me all’ultimo posto.
Cordiali saluti.
scovazza64

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 20:46

forse mi avete un po frainteso….

1) nel mio post io ho dato del copione a levi !!!

2)scovazza ….. io sono agricoltore !!! ….e lo avevo scritto.
come posso dire cose poco carine su di loro…

ma tu veramente ti senti bene quando qualcuno ti dice ……..
se ci sei arrivato anke tu ci possono arrivare tutti ?????

:-):-) se tu mi dici si ….io essendo della tua categoria mi dissocio

maat

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 20:50

Per Valentina #19. Il festival di Trento sull’economia dovrebbe esserci dal 29/5 al 01/06/09; anche se non è a due passi da casa, mi piacerebbe esserci.
Si conosce già il programma?

Saluti

SD

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 21:34

Ho molto rispetto per gli agricoltori che sono parte dell’economia reale e nulla hanno a che fare con la finanza creativa. Per quanto riguarda il post n° 30 nessuna opinone?

utente anonimo
Scritto il 9 marzo 2009 at 22:15

Mik #30, le rispondo da inesperto, da semplice apprendista.
Una cosa è certa; sono in molti che stanno guadagnando andando al ribasso o short.
Chissa che un giorno non rimbalzino violentemente quando chiuderanno gli short. Se poi devono fallire…… in USA hanno detto di lasciarle fallire!!!

Un saluto

SD

Scritto il 10 marzo 2009 at 07:51

Si…Mas #31 …
il libro di Guadagnucci è attuale ma la copertina è come un manifesto con una lunga frase che si ispira a un celebre aforisma del pastore protestante
Martin Niemoller riferito al nazismo…ripresa poi anche da altri.
Ma..caro mas grande pirata della “vecchia guardia” non mi hai risposto per Trento ..ci sei o No.??
E Tu maat…Francia…il Compasso…ideatreonline…minghin…Marco Colacci…Massimo..
Gabriel…Bill…Roberto….grancav…il cigno nero…il Cucolo…
chissà forse anche pinio ci sarà..Canna al vento…persone queste via per lavoro…solo per citarne alcuni…
O rimaniamo nelle nostre tiepide casa dietro a un monitor?
PG..se non ricordo male avevi proposto Assisi.. .pensando di fare cosa gradita al Capitano.. potremmo cominciare ad incontrarci a Trento…poi chissà…se ti interessa
contatta carpe diem o chi vuoi…fatti sentire però…
Si SD… i giorni sono quelli che hai indicato, non mi risulta sia ancora stato fissato il programma
http://www.festivaleconomia.it/
spero che Tu ci possa essere, so che sei in contatto con ccp…ti dirà lei..se vuoi ti posso far avere anche la mia e…mail.
Buona giornata..
Valentina

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 08:29

Egregi … l’idea di visitare un festival dell’economia, con l’aria che tira è abbastanza intrigante, anche se non è …. proprio sotto casa (x me che sono di Bologna).
La possibilità di trasformare pensieri e concetti alle volte belli e profondi in, volti reali, in voci, occhi da scrutare … è ancora più interessante.
In fondo internet consente di condividere, ideali, concetti e pensieri spesso in maniera profonda ma idealizzata, superando tutte le bariere pregresse e mantenendo una sorta di “anonimato” latente.
Consente anche alle persone come me di pensare prima di parlare e … di costruire frasi sensate, di creare una realtà virtuale da condividere …. spesso superiore alla realtà oggettiva (personale ….).
Onestamente non sò quali impegni avrò da quì alla fine di maggio, ma mi piacerebbe molto esserci, per sentire quali speranze ci sono e quali idee si stanno mettendo in atto per un domani migliore, sempre che ci sia … tanta abbondanza.
Ma effettivamente … mi piacerebbe vedervi in faccia marinai e …. magari mangiare qualcosa in compagnia.

Francia R

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 08:32

Scusa maat, avevo frainteso le tue parole.

Mas

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 09:48

la scadenzaq da tenere d’occhio ora è il 31 marzo. A quella data si saprà se GM verrà lasciata al suo destino o se si continuerà a tenerla in vita. Nel primo caso si solleverà un’ondata epocale, quindi lontani dalla riva! Nel secondo caso si continuerà a vivacchiare ancora per qualche mese in attesa del prossimo default……
ciao, Marco

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 10:05

Se venite ad Assisi sarei contentissimo.
Vi seguo in silenzio da tempo e mi piacerebbe conoscervi.
Saluti,
Nello

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 10:25

Scusa maat, non sapendo che eri un mio collega ho interpretato le tue parole come uno sgarbo nei confronti della nostra categoria.
Chiedo di nuovo perdono. Emilio.
scovazza64

Scritto il 10 marzo 2009 at 11:14

Buongiorno a tutti,

per quanto possa valere, tutto il mio rispetto va ai nostri agricoltori, i quali proprio perchè sono in questo campo credo abbiano percepito meglio e prima di noi “cittadini” la stoltezza del sistema.

Complimenti ed un Grazie quindi a tutti coloro (presenti in questo viaggio e/o fuori dal veliero) che dedicano fatica e cervello alla cura della Terra.

Buona giornata a tutti quanti e facciamo di tutto e di più per incontrarci a Trento,cercando di vedere un pochino oltre……. e vediamo di consolidare nel reale quello che sì è instaurato nel virtuale.

ancora un saluto a tutti

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 12:38

ragazzi ,…tra marinai basta l’occhiolino …. nn servono scuse.

ogni giorno , tutti assieme , mi date molto con le vostre idee.

piacerebbe anke a me poter conoscerci di persona …..
ma con la mia famigliola mi è difficile far programmi a lungo termine

ho 4 ragazzi ke nel w.e. sembrano diventare 24 da quanto bisogna girare x sistemarli di qua e di la

CERCHERO’ DI ESSERCI…..
ma realisticamente devo ammettere ke sarà difficile

maat

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 14:06

Bernanke ha detto che è la peggiore crisi finanziaria da anni 30!!!!
Ragazzi secondo me è un occasione imperdibile per comperare!
Berny arriva sempre per ultimo…

Ciao a tutti.

Mas

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 15:05

Cari navigatori, io comincio a vedere qualche barlume in fondo al tunnel dei mercati …

La prima banca a chiedere i Tremonti Bond è Banco Popolare;
Tiscali ( e altri prima di lei ) chiede la moratoria dei propri debiti;
Il SOlE 24 di Sabato analizza come le banche a soffrire sono BofA e Citi e non Morgan Stanley e Goldman;
I problemi (sembra) non sono più i TITOLI TOSSICI ma L’ECONOMIA REALE, come nelle precedenti recessioni.

Forse a forza di parlare di CDO e derivati ci siamo dimenticati di guardare a questa recessione coi medesimi indicatori di sempre …

i treasury spread sono a valori massimi compatibili con la
fine della recessione e i tassi a lungo termine USA stanno risalendo, frutto dei futuri effetti delle manovre espansionistiche.

gli americani non consumano non perchè non hanno soldi ma perchè hanno ricominciato a risparmiare, ovvio percorso ad un ritorno alla normalità dagli eccessi. Tanto più rapidamente questo avverrà , tanto più corta sarà la recessione.

Gli
investor sentiment sono finalmente molto bassi.

Come dice Liera sul Sole di Domenica , stiamo inoltre vivendo nel periodo di maggiore ribasso delle quotazioni in termini reali della storia; nel 1929-1932 c’è stata una forte deflazione che ha attitutito le perdite “reali” delle quotazioni.

….

Fogar

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 15:05

Cari navigatori, io comincio a vedere qualche barlume in fondo al tunnel dei mercati …

La prima banca a chiedere i Tremonti Bond è Banco Popolare;
Tiscali ( e altri prima di lei ) chiede la moratoria dei propri debiti;
Il SOlE 24 di Sabato analizza come le banche a soffrire sono BofA e Citi e non Morgan Stanley e Goldman;
I problemi (sembra) non sono più i TITOLI TOSSICI ma L’ECONOMIA REALE, come nelle precedenti recessioni.

Forse a forza di parlare di CDO e derivati ci siamo dimenticati di guardare a questa recessione coi medesimi indicatori di sempre …

i treasury spread sono a valori massimi compatibili con la
fine della recessione e i tassi a lungo termine USA stanno risalendo, frutto dei futuri effetti delle manovre espansionistiche.

gli americani non consumano non perchè non hanno soldi ma perchè hanno ricominciato a risparmiare, ovvio percorso ad un ritorno alla normalità dagli eccessi. Tanto più rapidamente questo avverrà , tanto più corta sarà la recessione.

Gli
investor sentiment sono finalmente molto bassi.

Come dice Liera sul Sole di Domenica , stiamo inoltre vivendo nel periodo di maggiore ribasso delle quotazioni in termini reali della storia; nel 1929-1932 c’è stata una forte deflazione che ha attitutito le perdite “reali” delle quotazioni.

….

Fogar

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 15:05

Cari navigatori, io comincio a vedere qualche barlume in fondo al tunnel dei mercati …

La prima banca a chiedere i Tremonti Bond è Banco Popolare;
Tiscali ( e altri prima di lei ) chiede la moratoria dei propri debiti;
Il SOlE 24 di Sabato analizza come le banche a soffrire sono BofA e Citi e non Morgan Stanley e Goldman;
I problemi (sembra) non sono più i TITOLI TOSSICI ma L’ECONOMIA REALE, come nelle precedenti recessioni.

Forse a forza di parlare di CDO e derivati ci siamo dimenticati di guardare a questa recessione coi medesimi indicatori di sempre …

i treasury spread sono a valori massimi compatibili con la
fine della recessione e i tassi a lungo termine USA stanno risalendo, frutto dei futuri effetti delle manovre espansionistiche.

gli americani non consumano non perchè non hanno soldi ma perchè hanno ricominciato a risparmiare, ovvio percorso ad un ritorno alla normalità dagli eccessi. Tanto più rapidamente questo avverrà , tanto più corta sarà la recessione.

Gli
investor sentiment sono finalmente molto bassi.

Come dice Liera sul Sole di Domenica , stiamo inoltre vivendo nel periodo di maggiore ribasso delle quotazioni in termini reali della storia; nel 1929-1932 c’è stata una forte deflazione che ha attitutito le perdite “reali” delle quotazioni.

….

Fogar

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 17:00

Una bellissima news: Spagna Feb 09 il 30% dell elettricita proviene da rinnovabili, 15% eolico + 15% idroelettrico, cambiare anche il modello energetico si puo’ basta volerlo. Peccato che il pensiero unico…si ostini a dire che non vi sono alternative al petrolio.
Chissa perche’ ma scommetto che nessuno la raccontera’.
Saluti
Massimo

Ps festival, io vivo in Polonia…vedremo se riesco ma mi piacerebbe esserci…

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 17:50

Fogar

per favore non esagerare con l’ottimismo, il barlume che credi di vedere è in realtà un falò di senzatetto al bordi della strada.

Qui se non l’apocaliise devono almeno arrivare le sette pighe d’egitto.

Si organizzino processioni con flagellanti e prefiche per il festival dell’economia.

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 20:21

Mi piacerebbe essere a Trento a fine maggio… la famosa primavera inoltrata.
Mi associo a Roberto Francia #39 nel contenere le aspettative sulla realtà oggettiva: in rete sembriamo tutti molto più intelligenti hihihi.

Ciò non toglie che la voglia è grande e un bel weekkendone super tra le valli non ci starebbe affatto male. E il 2 giungo è festa!

Non vorrei sembrare il solito pigro (in realtà sono pigrissimo quanto a voglia di organizzarmi), ma Andrea, visto che sei della zona, potresti farci da guida turistica virtuale e darci qualche buona dritta sul dove prenotare (ad esempio per dormire bene a prezzo equo…).
In cambio ti offro volentieri la cena.
Anche alla tua paziente famiglia.

E perchè no un meeting point Icebergfinanza come punto di riferimento per tutti noi.

Sperando che Telecom la smetta di sospendermi la linea telefonica e l’ADSL.
Buona serata
Marco Colacci ;-)

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 21:58

mmm… non è questione di qualche simpatico cavaliere (ne abbiamo già uno al governo mi consenta) o sette o otto piaghe da decubito, ma il guaio è che oramai la nostra economia ha decisamente …. scollinato.
La crisi “che non c’era” ha colpito indisturbata per quasi due anni, salvo diventare il motivo d’intervento principale di una pletora di “economisti” che ora la dipingono come …. epocale.
Mamma mia, quanta ….. capacità di adeguamento al mutare delle condizioni di mercato!
Spero vivamente che abbia ragione Fogar e che gli indicatori che cita possano rappresentare una svolta reale, sufficiente a far tornare agli investitori quella fiducia che hanno perso, visto che nessuno al momento ha cambiato le regole “d’ingaggio” che l’hanno provocata, o ha avuto il coraggio di punire alcune “sviste” di contabilità sicuramente innocenti.
Personalmente al momento sono preoccupato più dal fatto che …. non vedo calare i prezzi di nulla, se non della benzina.
Ma e la deflazione?
Possibile che “nessuno” in tutti i settori della nostra economia, dai servizi alla distribuzione dei generi alimentari, dalle autostrade ai trasporti non abbia ritoccato i prezzi a scendere?. A sì … fra poco ridurranno il prezzo dell’energia elettrica di qualche % .
Però …. un bel branco di farabutti, o sono tutti innocenti?
Non è retorica del “piffero”. Che la borsa salga (spero) o che scenda, i prossimi mesi saranno comunque terribili per milioni di italiani che al massimo vivranno di sussidi statali.
Poco lavoro, pochi ordini, poca produzione, poche tasse …. devo continuare?
E il nostro vecchio e “democratico” sistema politico – sociale cosa fa?
Niente perché … va bene così, al momento le grosse catene di distribuzione tengono bene e magari forniscono pure lauti dividendi, una parte di società sta facendo “cassa” e l’altra cassaintegrazione. Perché mettere chi guadagna sotto pressione? Magari fra qualche mese, un pò come per la pasta vi ricordate no?
Ma questi in fondo sono semplici pensieri a ruota libera, senza il supporto di indici numerici ergo …. spero di non aver ferito il “sentiment” di nessuno.

Francia R

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 22:13

Buonasera a tutti.

Su dai, che un bel rimbalzo borsistico ci stava tutto, dopo le giornate/settimane passate.

Se devo essere sincero, aspetto le prossime trimestrali; e poi….chissà qualcosa di buono da comprare c’è.

Il problema è trovare i soldi per farlo hehehe.

SD

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 22:35

L’animo umano è soggetto alla sugestione, questo lo porta ad assumere atteggiamenti a volte al limite del paradossale.

C’è gente che occupa posti molto importanti, che non ha capito un tubo della crisi e che oggi ci dice che la crisi sta finendo?!!
Qualcuno addirittura si spinge a indicare una data!!?

Voi pensate che i valori immobiliari risalgano di colpo?
Voi pensate che la borsa riguadagni il suo 75% perso nel giro di qualche mese?
Voi pensate che i nuovi 400.000 disoccupati, che si sono avuti in Italia fra dicembre e gennaio vengano riassunti di colpo?

La cosa buffa è che le stesse persone che danno la fine della crisi come imminente, dicano contemporaneamente che abbiamo a che fare con la peggiore crisi di sempre!

La crisi la si sta cominciando a capire solo oggi e per essere superata richiederà molto tempo, il dire quasi ogni giorno che la crisi è finita, è un modo per sedare gli animi.
Se non ve ne siete accorti “la tigre celtica Irlandese” è diventato un paese sull’orlo di una crisi socio-economica.
L’Ucraina si avvia verso il disastro, o guerra civile o ritorno sotto l’ala sovietica non c’è scelta. Purtroppo l’Ucraina e la Biellorussia non ce l’hanno fatta ad agganciare l’Europa e ora sono spacciate.
Anche i paesi Baltici stanno messi male, ma loro oramai fanno storia a parte.
Non dimenticatevi che negli ultimi dieci giorni in Spagna, Grecia e Austria non è cambiato nulla se non in peggio.
GM, AIG, GE (General Elettric) ogni giorno che passa si avvicinano al baratro!.

La scorsa settimana vi è stata una corsa ad accaparrarsi beni durevoli (l’oro l’ha fatta da padrone).

Il momento di panico della dirignza rispetto alla crisi è finito.
Adesso tutti a trovare il sistema ad approfittare il più possibile del momento difficile.
Quando le navi affondano i pescicani fanno festa!

Vi siete chiesti come ha fatto Citigrup a ricomincire a fare utili?
Ve lo spiego io, i signori banchieri hanno scommesso al ribasso e speculato sul disastro.
Voi avete il coraggio di chiamarmi questo segni di ripresa?

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 22:44

aspetto l´interessante post di Compasso che dice¨¨(in un altro post vi spiego il collegamento AIG_Europa)¨¨
e poi secondo me qualsiasi rimbalzo é insostanziale e temporaneo,in quanto il sistema economico é lo stesso, disumano e non sostenibile
Grazie a tutta la ciurma e al capitano!
Altapatagonia

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 22:49

Condivido quello che scrive Il Compasso #53

utente anonimo
Scritto il 10 marzo 2009 at 23:23

no, non è finita, non lasciamoci ingannare dalle dichiarazioni di maniera, manteniamo alta la guardia e incontriamoci a Trento.
Cara vale64 io ci sto, per nulla al mondo perderei questo festival e l’opportunità di incontrare qualcuno dei naviganti. un saluto e un abbraccio
gracav

utente anonimo
Scritto il 11 marzo 2009 at 02:50

Cari compagni di viaggio ..non ho visto bene le date del festival di Trento ma se non ho problemi di lavoro (scadenze tecniche intendo) sarò felice di essere in vostra compagnia. Vado di fretta e non riesco a leggere tutti i commenti ora, però sappiate che l’incontro come già detto è assolutamente entusiasmante. Per Assisi ribadisco l’occasione da studiare insieme o in altre parti qualora sia più facile da raggiungere per i più. Appena avrò tempo provvederò a contattare o Vale o ccp12100 credo … A presto e buona notte a voi tutti e grazie per gli interessanti contributi.
Caro Andrea un grande saluto perchè tutto è merito tuo… hai creato una bella scuola di marinai a quanto vedo :D:D grazie ancora.

PG

utente anonimo
Scritto il 11 marzo 2009 at 10:19

Pienamente d’accordo con Il Compasso #53, in special modo quando scrive
“C’è gente che occupa posti molto importanti, che non ha capito un tubo della crisi e che oggi ci dice che la crisi sta finendo?!! ”

Questa mattina su Radio Rai, il direttore del CENSIS diceva che possiamo guardare ad aspetti positivi per il futuro:
– la benzina è scesa di circa 1/3
– il costo delle automobili è sceso
– i negozi di abbigliamento offrono saldi continui
– la pasta costa meno di un euro al pacco

mi è venuto il voltastomaco….

P.S.: è da alcuni mesi che vi seguo anche se non ho mai scritto. Ho però provveduto a sostenere Andrea che ringrazio pubblicamente per il lavoro che ha svolto finora.
Vedo con favore una qualche modalità di aggregazione tra i tanti che condividono gli ideali del Capitano.

Lucio

utente anonimo
Scritto il 11 marzo 2009 at 12:35

Scusate la correzione, in testa al post c’e’ “Dead mans walking” che è sbagliato. Il plurale di man è men.

Quindi va corretto in “Dead men walking” . Propio adesso ho messo il link al sito in un commento su IlSole24Ore, meglio fare bella figura :)
Saluti
Phitio

utente anonimo
Scritto il 11 marzo 2009 at 15:52

Ecco la realtà!
Pignoramenti + 67% su gennaio in febbraio.
Non mi pare sia finita.
Saluti
Lui580

utente anonimo
Scritto il 11 marzo 2009 at 16:34

Cari compagni di viaggio,

a mio parere non bisogna confondere la fine della recessione, che sicuramente è ancora in la da venire , con una ripresa dei corsi azionari. Questa infatti potrebbe starci per una serie di motivi.
Cercherò quindi di spiegare perché venerdì (seriamente) e ieri (in modo più scherzoso) ho affermato di ricominciare a comperare sui mercati .
Faccio prima una premessa, in un post di moltissimo tempo fa quando il blog era quasi agi inizi un commentatore sostenitore del rialzo degli indici, dopo averci apostrofato con termini quale sfigati e menagramo aveva aggiunto con aria di supponente sfida di riferirgli quando saremmo rientrati sui mercati che a quel punto lui sarebbe uscito. Ecco caro commentatore sei stato accontentato; se ancora ci leggi per quanto mi riguarda puoi cominciare a vendere i tuoi titoli.
Ma torniamo ai motivi per i quali a mio parere è possibile un rialzo degli indici.
Incominciamo dal deleveraging : indubbiamente abbiamo assistito specie in questo ultimo periodo a vendite che possiamo definire forzate, dettate cioè da un esigenza di rientro nei margini e che hanno compresso determinati titoli a dei valori veramente sacrificati . A ciò si deve aggiungere lo scoperto certamente messo in atto da alcuni fondi hedge che dopo essere stati costretti a chiudere le posizioni rialziste in buona parte si sono girati al ribasso contribuendo ancora di più ad affossare le quotazioni già di per se sacrificate.
Si aggiunga che le banche una volta ricevuti i soldi, prima di occuparsi (come a parole dicono che faranno) di finanziare imprese e privati, preoccupate dello stress test organizzato dall’Amministrazione Obama, probabilmente utilizzeranno buona parte di quei soldi per fare salire i corsi azionari.
Infatti i test non si baseranno sul tier 1, ovvero il coefficiente patrimoniale di base calcolato sugli attivi ponderati per il rischio, ma sul cosiddetto Tce ratio (Tangible common equity), ossia un rapporto che tiene in considerazione le sole attività materiali e include nel computo del patrimonio le sole azioni ordinarie. In sostanza il Tce indica quanto gli azionisti ordinari otterrebbero in ipotesi di scioglimento della società e se i titoli ibridi non si calcolano le azioni invece si.
Come già aveva riferito la FDIC una delle autorità di controllo delle banche americane, le stesse contrariamente a quello che si pensa, nella maggior parte dei casi stanno guadagnando ( recentemente è divenuto di pubblico dominio il contenuto di un memo ad uso interno del ceo di Citigroup Vkram Pandit , in cui lo stesso informava i suoi dipendenti del fatto che il gruppo aveva registrato un profitto nei primi due mesi dell’anno.)
Ciò ha sorpreso i mercati, che hanno festeggiato con un ampio rialzo, ma in realtà era intuibile dal momento che nel 2008 i depositi presso le banche USA sono aumentati del 10%, il maggiore incremento degli ultimi 40 anni; su tali depositi, le banche non pagano quasi niente perchè la FED ha ridotto a zero i tassi ufficiali, e quindi hanno una curva dei tassi con una differenza del 2.5% tra breve e lunga ( possono fare mutui in cui la forbice dei margini è la più ampia del dopoguerra).

Se analizziamo l’economia reale, Indubbiamente la situazione economica peggiorerà ancora, prima di migliorare, ma si può dire che i mercati stiano già scontandola?
La produzione industriale sta collassando dappertutto con una velocità notevolissima. I dati disponibili per i mesi recenti sono, anno su anno: Taiwan (-43%), Ucraina (-34%), Giappone (-30%), Singapore (-29%), Ungheria (-23%), Svezia (-20%), Korea (-19%), Turchia (-18%), Russia (-16%), Spagna (-15%), Polonia (-15%), Brasile (-15%), Italia (-14%), Germania (-12%), Francia (-11%), USA (-10%) e Inghilterra (-9%)
Se non completamente, certo buona parte della grave situazione potrebbe essere scontata.

Veniamo ora al famoso, e forse abusato rapporto prezzo utili:
sul blog Buttonwood’s notebook, creato dal settimanale The Economist. In base al CAPE (Cyclically Adjusted P/E), l’azionario europeo è scambiato a un multiplo di 10 volte, rispetto alle 12 volte a cui è trattato il mercato americano e alla media di lungo periodo di circa 15-16 volte .
Buttonwood’s notebook riporta anche una stima elaborata da James Montier, il global strategist di Société Générale, secondo cui multipli CAPE inferiori a 12 volte hanno storicamente portato, nel decennio successivo, a rendimenti medi annui non inferiori all’8% in termini reali (e cioè al netto dell’inflazione).

il P/E elaborato invece da Robert Shiller che, al numeratore, utilizza il livello di prezzo reale (aggiustato, cioè, per l’inflazione) dell’indice di mercato S&P500, ed al denominatore la media degli utili reali realizzati nei 10 anni precedenti
è stato di 16,3 in media di lunghissimo termine, e di 19,3 negli ultimi 50 anni. Nel dicembre 1999 aveva raggiunto 44,2, ovvero ad un livello record che poteva far presagire un andamento negativo nel decennio successivo, ovvero tra il 2000 ed il 2009, cosa puntualmente accaduta. .
Oggi è a 13,4 ovvero il livello più basso degli ultimi 21 anni, e per la prima volta al di sotto di quota 14 dal 1988.

NORISK d’altro canto ci informa che Bloomberg ha deciso di calcolare diversamente gli EPS degli indici USA diffusi attraverso il loro sistema. In pratica considererà solamente la gestione ricorrente e non quella straordinaria, escludendo quindi dal computo svalutazioni sugli strumenti finanziari e sulle partecipazioni.
Grazie a questa magia il price earning dello S&P500 corrente risulta pari a 10,4 ( della serie tutto fa brodo aggiungo io).

Veniamo ora ai cosiddetti segnali contrarian:
In base a http://www.aaii.com, sito di una delle più vecchie associazioni che rilevano statisticamente la percentuale di ribassisti, sembrerebbe che il pessimismo dilagante abbia fatto presa in maniera significativa anche sugli investitori individuali che sono ora per oltre i 2/3 ribassisti, una percentuale in assoluto molto elevata.
Ad analoga conclusione ci conduce l’analisi dell’indice ITRAXX che prende in considerazione un elenco dei CDS delle principale aziende europee e quindi si può dire che misuri il livello di paura di insolvenza del mercato, troviamo che tale indice è sui massimi assoluti.

Spostandosi all’analisi intermarket si può notare come i Tbond , l’azionario e le commodities (CRB Index) abbiano effettuato i massimi in tempi diversi ed in particolare il top è stato prima effettuato dall’obbligazionario, poi dalle azioni ed infine dalle commodities. La differenza temporale tra il top dell’obbligazionario e quello dell’azionario è stata di 4 mesi, l’obbligazionario sembrerebbe aver effettuato il suo minimo a dicembre e sta attualmente effettuando un trading range a livelli più alti, la conferma di questi livelli dovrebbe segnalare una vicinanza con un minimo sull’azionario.
Ad una conclusione simile ci induce L’andamento del rame che tipicamente è un anticipatore di ciclo e che parrebbe in ripresa assieme ad altre materie prime ( per es. petrolio) mentre l’oro non è riuscito a ritoccare i massimi.
Una considerazione a parte merita la FAS 157. E’ del tutto evidente che sono sempre maggiori le pressioni per far si che si sospenda il metodo del marked to market (anche il Ministro Tremonti ha affermato che è un metodo suicida); se ciò dovesse accadere l’effetto volano dovrebbe essere notevole.

Ma ora consideriamo pure l’ipotesi peggiore, cioè che siamo in una situazione assolutamente paragonabile alla crisi degli anni 30.
Ebbene Il rally della primavera del 1930 fu del 48 per cento, quello dell’estate del 1932 fu addirittura dell’80 per cento.
Se consideriamo lo spread tra il rendimento dei bond AAA e quello dei bond BAA, nel corso della Grande Depressione questo spread si allargò fino al luglio del 1
932 e l’inizio del suo restringimento anticipò la svolta positiva del mercato azionario.
Ora succede che da qualche settimana questo spread, che si era andato allargando per tutti i mesi precedenti, ha preso a restringersi, dando quindi un segnale positivo.

Voglio tuttavia doverosamente precisare che queste mie considerazioni non sono consigli operativi e che come Andrea giustamente sostiene questa non è una crisi come le altre.
Ricordo inoltre come il cercare di anticipare i mercati sia molto rischioso.
Il mio vuole essere un modo per stimolare la discussione e prospettare una visione un po’ meno cupa.

Ciao a tutti.

Mas

Per quanto riguarda le fonti non espressamente citate nel post voglio ricordare : castellidicarte.blogspot, duecents, Bertoncello, investireaccorto.investireoggi, opinionidalmondo, intermarketandmore, ,analisitecnica, ac-finanza, cobraf.com, marketoracle.co.uk,optionarmageddon. (spero di non aver dimenticato nessuno.)

utente anonimo
Scritto il 11 marzo 2009 at 19:01

Quoto Mas che ha centrato il problema dell’azionario, cioè il rapporto prezzo/utili.
Avere azioni di un’azienda un rendimento inferiore a quello dei titoli di stato è segno che si sta sbagliando investimento.
Lo sbandierato aumento di valore, delle azioni è solo becchime per polli, dato che l’andamento delle quotazioni è un elemento poco prevedibile e per nulla affidabile.
Che poi qualcuno abbia costruito fortune sull’azionariato è un altro discorso (se la gente sapesse!).
Tornando alla borsa di cui mi fido come mi fiderei di un casinò (non gioco d’azzardo per principio) con le roulotte truccate, vi dico che di solito questa anticipa il mercato di un sei mesi.
Se analizzate i grafici storici vedete che dopo un grande collasso fa seguito un periodo di “oscillazioni smorzate” dove vi dovete aspettare guadagni e perdite giornaliere comparabili, ma su valori sempre inferiori.
Forse (io non investo in borsa) ora vi sarà quello che in gergo viene definito rintracciamento a 1/3 delle perdite. Poi probabilmente vi sarà un movimento laterale per almeno due tre anni e poi si comincierà a salire.
Questo è solo uno scenario, dato che un qualunque evento (molto probabile) come il default di uno stato, oppure il fallimento di un big di borsa (GM, Aig, GE) creerebbe un effetto panico, con vendite da paura, il mercato oggi ha i nervi scoperti!
Uno solo degli elementi enunciati porterebbe il DJ intorno ai 3600 punti.
Più di un elemento di quelli enunciati porterebbe il DJ a testare quota 1000-1200! (non sto scherzando).
La borsa è un grande bluff, il gioco è truccatissimo dalle banche e dai grandi trader, voi siete solo il popolo Bue.
Prima di investire in borsa chiedetevi se giochereste a un tavolo da Poker sapendo che al tavoli siedono dei bari.
Conosco un pò il mondo dei casinò e della borsa e da “voci” molto affidabili, di addetti ai lavori, esistono solo “polli da spennare” che perdono puntualmente i loro soldi.(nei casinò è la regola).
Un direttore di banca che io stimavo tantissimo e che poteva essere mio padre, quando gli chiesi in cosa investire, lui mi consigliò di portare i soldi alle Poste e sottoscrivere i buoni postali.
Mi diceva di stare alla larga da fondi, polize e quant’altro ,che sono delle vere e proprie truffe.
Questo avveniva 20 anni fà!
Se avete guadagnato con il vostro sudore i soldi che avete in banca, dovete considerare un BTP decennale, già come il massimo del rischio.
Chi vi consiglia come investire in borsa non è per nulla differente da quegli imbonitori che vi vendono i numeri del Lotto.
Se i loro numeri sono vincenti perchè non se li giocano loro!! Perchè li dovrebbero dare a voi?

-IL Compasso-

utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2010 at 20:57

L’igiene è l’insieme delle competenze e delle tecniche da applicare da parte di individui di controllo dei fattori che esercitano o possono esercitare effetti negativi sulla salute. L’igiene personale è il concetto base di pulizia, grooming e cura del nostro corpo. Vi raccomando anche di migliorare la loro vita Generic Viagra

utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2010 at 20:57

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utente anonimo
Scritto il 20 gennaio 2010 at 20:57

L’igiene è l’insieme delle competenze e delle tecniche da applicare da parte di individui di controllo dei fattori che esercitano o possono esercitare effetti negativi sulla salute. L’igiene personale è il concetto base di pulizia, grooming e cura del nostro corpo. Vi raccomando anche di migliorare la loro vita Generic Viagra

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