FAHRENHEIT 451! IL MOMENTO DELLA VERITA'!

Scritto il alle 21:48 da icebergfinanza

       

      
" Moreover, changes to the bankruptcy code mean that counterparties to Lehman’s credit-default swaps can seize their collateral at any time, posing an enormous potential risk to the entire financial markets.. Investment banks, hedge funds and other financial players labored throughout Sunday to offset their exposure to Lehman, moving their contracts to other firms. " LEHMAN_TO_FILE_BANKRUPTCY_PROTECTION!

Al momento non si sa ancora nulla sul deposito del fallimento di Lehman!

Il numero 451 corrisponde alla temperatura misurata in fahrenheit in cui la carta incomincia a bruciare per autocombustione, la stessa autocombustione che lentamente ed inesorabilmente stà bruciando la carta finanziaria prodotta dalla irrazionalità di un sistema definito creativo!

Il sistema finanziario si trova sull’orlo di un vulcano e non potrebbe essere altrimenti con un susseguirsi spasmodico di " leggende finanziarie " che si avvicinano alla loro liquidazione, la stessa liquidazione che secondo le ultime notizie da lunedi vedrà protagonista Lehman Brothers oltre 150 anni di storia, bruciati nello spazio di un istante subprime! Dopo Hurricane IKE è la volta di Hurricane Lehman ad abbattersi con la massima intensità su Wall Street!

Domani ognuno di Voi comprenderà l’importanza dell’ "attesa in riva al fiume" e forse dimenticherà quella sottile noia che nasconde la serenità!

Washington Mutual prima cassa di risparmio americana, American International Group ex colosso assicurativo mondiale e quel rumore sinistro che proviene da Merrill Lynch sono solo alcuni dei prossimi appuntamenti ad alta temperatura, carta finanziaria bruciata sotto l’alta temperatura del modello "mark to market"!

Fiducia, la mancanza di Fiducia, una crisi di Fiducia come sostengo da mesi ancor prima di una crisi di liquidità che si stà trasformando in un vulcano di default in grado di esplodere da un momento all’altro!

Anche Paul Krugman sul NEWYORKTIMES in un articolo intitolato Financial Russian Roulette si domanda se il sistema finanziario degli Stati Uniti sta collassando o collasserà nei prossimi giorni!

Will the U.S. financial system collapse today, or maybe over the next few days? I don’t think so — but I’m nowhere near certain. You see, Lehman Brothers, a major investment bank, is apparently about to go under. And nobody knows what will happen next. To understand the problem, you need to know that the old world of banking, in which institutions housed in big marble buildings accepted deposits and lent the money out to long-term clients, has largely vanished, replaced by what is widely called the “shadow banking system.” Depository banks, the guys in the marble buildings, now play only a minor role in channeling funds from savers to borrowers; most of the business of finance is carried out through complex deals arranged by “nondepository” institutions, institutions like the late lamented Bear Stearns — and Lehman.

Nessuno in realtà può prevedere cosa sta accadendo o meglio ciò che accadrà nei prossimi giorni è in sistesi una questione di fiducia e nul”altro!

Senz’altro la notizia che un pool di banche stà creando un fondi di oltre 70 miliardi di dollari per fornire liquidità ai mercati Bloomberg e che la Federal reserve si appresta ad supportare il mercato con iniziative straordinarie FederalReserve esprime il clima di questa notte che stà per finire!

JK Galbraith nel suo libro sulla Grande Depressione scriveva che …….il 26 marzo 1929 poteva essere la fine, il denaro poteva rimanere scarso, le autorità potevano restar ferme nella loro intenzione di stringere i freni, il panico poteva continuare, ogni caduta dei prezzi avrebbe costretto una nuova schiera di speculatori a vendere e ciò avrebbe fatto scendere ancor di più i prezzi…..ma tutto ciò non avvenne grazie all’intervento di Cahrles E.Mitchell presidente della National City Bank…….ma ciò non servi a nulla!

Particolarmente importante è inoltre la notizia della "disperazione" di AIG apparsa sul WSJonline un colosso in un oceano di Credit Default Swaps un colosso dal potenziale sistemico che supplica la Federal Reserve!

Sept. 14 (Bloomberg) — Wall Street prepared for a potential Lehman Brothers Holdings Inc. bankruptcy after Barclays Plc said it pulled out of talks to buy the firm and the government indicated it wouldn’t provide funds in a resolution. Banks and brokers today held a session for netting derivatives transactions with Lehman, or canceling trades that offset each other, in case the New York-based firm files for bankruptcy before midnight New York time. “The purpose of this session is to reduce risk associated with a potential Lehman Brothers Inc. bankruptcy filing,” the International Swaps and Derivatives Association said in a statement today. The ISDA includes 218 banks, brokerages, insurance companies and other financial institutions from the U.S. and abroad.

Il preavviso era stato dato dal ritiro di Barclays dalla rosa dei probabili pretendenti alla carica di principe azzurro per Lehman subito seguita da Bank of America!

Sept. 14 (Bloomberg) — Bank of America Corp. abandoned talks to buy Lehman Brothers Holdings Inc., according to a person with knowledge of the matter, less than three hours after Barclays Plc said it wouldn’t buy the faltering investment bank.

Senza garanzia da parte del governo americano e della Federal Reserve, nulla da fare!

Sembrerebbe che la cattiva abitudine di creare delle BAD COMPANY  dove far confluire l’oceano di carta finanziaria e attività patrimoniali tossiche richiamando la medicina utilizzata durante l’epocale crisi delle Saving & Loans denominata Resolution Trust Corp sia fallita nel fine settimana!

WASHINGTON (Reuters) – Treasury Secretary Henry Paulson is "adamant" that no government money be used in any deal that resolves the crisis at Wall Street investment bank Lehman Brothers, a source familiar with his thinking said on Friday. 

Quindi nessun aiuto per Lehman nelle dichiarazioni del fine settimana!

Sul NewYorkTimes si legge che ……

Unable to find a savior, the troubled investment bank Lehman Brothers appeared headed toward bankruptcy on Sunday, in what would be one of the biggest failures in Wall Street history…..

Il più grande fallimento della Storia di Wall Street, Cari Compagni di Viaggio questa è la Madre di tutte le crisi finanziarie della storia e in questi mesi si stanno scrivendo capitoli epici nella finanza e nell’economia!

Ora il problema sembrerebbe quello di comprendere per quale motivo per la prima volta dall’inizio della crisi Lehman Brothers è stata messa in liquidazione anche se come ricordava il New York Times……

The overarching goal of the weekend talks was to prevent a quick liquidation of Lehman, a bank that is so big and so interconnected with others that its abrupt failure would send shock waves through the financial world. Of deep concern is what impact a Lehman failure would have on other securities firms, insurance companies and banks, notably Merrill Lynch and the American International Group, both of which have come under mounting pressure in the markets.

L’obiettivo era quello di evitare una rapida liquidazione di Lehman una banca cosi grande e cosi interconnessa con le altre che il suo improvviso fallimento invierebbe onde d’urto attravreso il mondo finanziario!

Prepariamoci a visionare i prodotti strutturati "conditi" con maionese Lehman, fondi monetari, fondi assicurativi, fondi pensione e quant’altro!

"The fate of Lehman Brothers Holdings Inc.’s darkened early Sunday afternoon with Barclays PLC, the sole remaining bidder for the 158-year-old Wall Street firm, telling federal regulators that it is walking away from a transaction, people familiar with the matter say. ( Bloomberg )

"Il destino di Lehman Brothers Holdings Inc ‘s oscurato ………….

Non vi è nulla da aggiungere, non ci resta che aspettare domani, ma se le notizie verranno confermate, un nuovo capitolo verrà scritto nella storia dei mercati finanziari, il momento della Verità, perchè come ben sappiamo, la Verità è figlia del Tempo!

Detto questo si stà per aprire un nuovo capitolo per il regno delle Nebbie eterne, quell’oscuro regno dei Credit Default Swaps, mercato non regolamentato dove i rapporti sono molto più complessi di quanto possano essere percepiti, un autentico vulcano che si avvicina alla sua possibile eruzione!

As word that a Barclays deal was off filtered across Wall Street, credit derivative traders scrambled to unwind their outstanding contracts with Lehman and shift their positions to other banks. CDS traders at many Wall Street firms were told to come to work immediately.

With many trading desks open, investors rushed to buy credit default swaps tied to other brokerages and corporations, sending the cost of protection on investment banks such as Goldman Sachs and others sharply higher. One senior trader said Bank of America is offering to face Lehman’s counterparties in CDS trades, as long as the swaps don’t reference Lehman’s own debt.  WSJonline

Si lavora fuori orario a Wall Street anche di notte se possibile………..

Inoltre scriveva ieri  il nostro Nouriel Roubini sul suo sito RGE_MONITOR!

It is now clear that we are again – as we were in mid- March at the time of the Bear Stearns collapse – an epsilon away from a generalized run on most of the shadow banking system, especially the other major independent broker dealers (Lehman, Merrill Lynch, Morgan Stanley, Goldman Sachs). If Lehman does not find a buyer over the weekend and the counterparties of Lehman withdraw their credit lines on Monday (as they all will in the absence of a deal) you will have not only a collapse of Lehman but also the beginning of a run on the other independent broker dealers (Merrill Lynch first but also in sequence Goldman Sachs and Morgan Stanley and possibly even those broker dealers that are part of a larger commercial bank, I..e. JP Morgan and Citigroup). Then this run would lead to a massive systemic meltdown of the financial system. That is the reason why the Fed has convened in emergency meetings the heads of all major Wall Street firms on Friday and again today to convince them not to pull the plug on Lehman and maintain their exposure to this distressed broker dealer.

The reason why Lehman is having a hard time to find a buyer is that it is most likely insolvent. If you had to mark to market the value of it illiquid and toxic assets (the $40 billion of commercial real estate assets, its remaining residential MBS and CDOs, its holdings of real estate private equity funds) Lehman is most likely insolvent (i.e. has negative net worth with liabilities well above its impaired assets). So leaving aside the potential and now dubious value of its franchise (an option to the value of a much slimmed down financial institution) no financial institution should be paying even a single penny to buy an insolvent firm. That is why all the potential suitors of Lehman (such as Bank of America and others) are waiting for the government to provide another sleazy Bear Stearns deal where the government would buy at higher than market value the toxic assets of Lehman (the commercial real estate assets for example) so as to make the net worth of the remaining institution positive and worth buying.

E non sono affatto finite le sorprese in questa che si preannuncia come la notte del tempi, una notte che precede una giornata campale con la notizia che proviene da  Marketwatch secondo la quale Bank of America e Merrill Lynch sono in discussione per un merger ad alta tensione! Dopo aver abbandonato la strada per il salvataggio di Lehman, Bofa corteggia Merrill Lynch considerata più adatta alle sue dimensioni.

Tutto ciò ha un solo significato, la situazione finanziaria di Merrill Lynch è più grave di quanto il mercato si aspettasse e se dietro c’è la regia della Federal Reserve e del governo americano se magari martedì per dare una mano al sistema la Federal Reserve ridurrà i tassi all’ uno per cento di Greenspaniana memoria, complimenti nel caso la regia andasse a buon termine e come dice il NYT…..

The move suggests a desperate effort at triage on Wall Street, as Bank of America works to shore up the likely next victim of the credit crunch.

Maggiori dettagli su Dealbook.blogs.nytimes

…….per puntellare la probabile prossima vittima del credit crunch….Merrill Lynch con l’incredibile cifra di oltre 38 miliardi di dollari, forse che Lehman costasse di più!??

A dimenticavo nella nebbia lasciata dall’esplosione del vulcano, non bisogna dimenticare che domani AIG ci racconterà come intende sistemare la sua situazione finanziaria…….. Rush_Is_On_to_Prevent_Big_Insurer_from_failing!

Avrei voluto parlarVi di fondamentali, delle vendite al dettaglio, del deficit commerciale e del vigore ritrovato del dollaro che unitamente al calo dell’inflazione preparano fuochi d’artificio per il prossimo PIL americano, ma in fondo alle volte mi sembra di parlare al vento, di analizzare il nulla, in un sistema dove chiunque ormai conosce la fine della fiaba, il grand finale sceneggiato dal  " Grande Mangiafuoco " dove i burattini sono i modelli di statistica o le manovre sui mercati delle materie prime o valutari, movimenti improvvisi che nascondono i fondamentali!

Ma arriverà anche quel tempo, dietro all’angolo nell’inferno del Fahrenheit 451 ci aspetta la stagione autunnale delle trimestrali e solo allora anche coloro che amano fuggire dalla realtà dovranno comprendere che questa recessione sarà più lunga e profonda di quanto la mente possa comprendere.

Non sta a me giudicare la qualità del nostro veliero, ma credo che se non fosse per pugno di splendidi marinai, il contributo ad Icebergfinanza sarebbe polvere al Vento!

Questo è Icebergfinanza, seduto in riva al fiume insieme a coloro che hanno creduto nelle sue "visioni" al sicuro dagli uragani e dai vulcani di questa crisi, fatti ed analisi documentati, non parole al vento ma realtà scolpite nella pietra del fiume, ad attendere il momento della Verità, alla ricerca di un’alternativa, per far conoscere un sistema che già esiste, alla ricerca di un mondo migliore!

 

 

 

Secondo le ultime notizie apparse su Bloomberg, Wall Street si prepara per il potenziale fallimento di Lehman o meglio la sua liquidazione nelle parole della ISDA  International Swaps and Derivatives Association.  

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39 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 14 settembre 2008 at 21:35

Caro Andrea, ma questi che fanno … sessioni di trading la domenica pomeriggio …. Ho tradotto bene … sistemano le loro cosucce prima della dichiarazione dei bancarotta … a mercati chiusi ….

Un caro saluto dalla Liguria, Roberto.

“ISDA confirms a netting trading session will take place between 2 p.m. and 4 p.m. New York time for over-the-counter derivatives,” the ISDA said. “Trades are contingent on a bankruptcy filing at or before 11:59 p.m. New York time, Sunday, Sept. 14, 2008. If there is no filing, the trades cease to exist.”

utente anonimo
Scritto il 14 settembre 2008 at 21:54

“If there is no filing, the trades cease to exist.”

Se non c’è bancarotta …. le compravendite vengo annullate ….

Andrea, siamo alla frutta !

Ringrazio il buon Dio che ti ho incontrato, Roberto.

NEW YORK (Reuters) – A rare emergency trading session opened Sunday afternoon to allow Wall Street dealers in the $455 trillion derivatives market reduce their exposure to a potential bankruptcy filing by Lehman Brothers.

U.S. regulators and bankers were making last-ditch efforts on Sunday to prevent toxic assets from ailing Lehman Brothers spilling into global markets and rupturing investor faith in the international financial system.

“This is an extremely, and I stress extremely, rare event. It also speaks to the more general notion that, in today’s highly disrupted financial markets, the unthinkable is thinkable,” said Mohamed El-Erian, the chief executive of Pimco, the world’s biggest bond fund, based in Newport Beach, California.

The session opened at 2 p.m. and was due to run until 4 p.m. New York time, according to the International Swaps and Derivatives Association.

Trading involved credit, equity, rates, foreign exchange and commodity derivatives. ISDA confirmed a “netting trading session” was taking place for over-the-counter derivatives, in which trades that offset each other are settled.

ISDA estimates the OTC derivatives market excluding commodities has a value of $455 trillion.

Market sources said the special session was initiated by the Federal Reserve.

The aim is to reduce risk associated with a potential bankruptcy filing by Lehman Brothers Holdings Inc.

“Trades are contingent on a bankruptcy filing at or before 11:59 p.m. New York time Sunday (0359 GMT),” said the statement. “If there is no filing, the trades cease to exist.”

utente anonimo
Scritto il 14 settembre 2008 at 22:03

Che roba ragazzi ma dove si vede che si apre un mercato per sistemare gli amici….roba da matti MA SCOMMETTO CHE COME SEMPRE NESSUNO SI INDEGNERA…
Grande come sempre CAPITANO
Massimo

Scritto il 14 settembre 2008 at 22:08

Non ho la più pallida idea di ciò che accadrà domani, ma oggi più che mai, chiunque abbia seguito la regola ” dell’attesa in riva al fiume ” comprenderà il significato delle mie visioni!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 14 settembre 2008 at 22:11

Bank of America and Merrill Lynch in merger talks…Reuters

Mi sa che si vedra di tutto.
Massimo

Scritto il 14 settembre 2008 at 22:27

Merrill Lynch…..vero Mariano, e pensare che era un sistema fondamentalmente solido!

………Devo dirti una cosa importante, bambina!
Ricordati di non perdere mai la calma, qualunque cosa accada!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 14 settembre 2008 at 22:40

ti stavo scrivendo io, ehehe
forse mi sono fischhiate le orecchie e ho acceso il pc.
domani ne vedremo delle belle, anche se penso che la messa in liquidazione sia l’ennesima porcata di wally, metto all’asta gli asset buoni, i derivati li hanno sterilizzati,e i debiti li pagano i risparmiatori, che ti anticipo…. sono quasi tutti europei, ma soppratutto italiani.
Mariano

Scritto il 14 settembre 2008 at 22:56

Non serviva metter il dito nella piaga della ferita Lehman, Mariano non serviva rivangare come ho scritto che i fondi monetari, pensione ed assicurativi oltre che qualche prodotto strutturato sono in un oceano di semiguai e probabilmente tutto ciò con l’interesse per Merriill è stato orchestrato alla grande, comunque sia se funziona tanto di cappello!

Ciao Andrea

Scritto il 14 settembre 2008 at 23:12

Apertura del dollaro a 1,4350 ed ora antendiamo notizie dall’ ORO!

Poi vediamo se riescono a manovrare la situazione per l’ennesima volta!

utente anonimo
Scritto il 14 settembre 2008 at 23:19

io sono con te dall’inizio di questa avventura e sai come la penso, ma conosco bene la forza di questi zozzoni, per cui non mi sorprende mai niente.
sono comunque certo come te del resto, che col tempo tutto verra’ a galla,indipendentemente da quello che si inventeranno da qui ad allora, dovremo aspettare le elezioni e poi ………….

buona notte
Mariano

Scritto il 14 settembre 2008 at 23:28

Buona Notte a Voi tutti e speriamo di non dover fare colazione con Latte Parmalat e Pomodori Cirio!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 00:23

Ciao Andrea, Sempre un Piacere leggerti.
MM

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 00:29

stasera mia moglie non capiva come mai mi attardavo al pc… onestamente anche prima di venire qui su iceberg a leggere il cataclisma lehmann e tutto quello che vi verrà dietro soprattutto con i CDS, mi è venuto un groppo allo stomaco. Magari domani non succede niente, ma io ho il gran brutto sentore che la resa dei conti si sta avvicinando più velocemente del previsto, nonostante tutti i tentativi di posticiparla a dopo le elezioni (manovre sul cambio del $, le materie prime che crollano a 2 mesi dalle elezioni USA, congelamento dei pignoramenti per 3 mesi ecc.)
Buona notte e speriamo in bene.

Roberto.

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 00:37

andrea potresti indicare l’offerta minima?
E magari rendere pubblico il bilancio?
In fondo se nascondi qualcosa è come scappare da qualcosa.
Sinceramente non saprei quanto è giusto il prezzo del blog,
MM

Scritto il 15 settembre 2008 at 06:11

Caro MM ho sempre scritto che si tratta di un avventura con il sostegno reciproco, non esiste un minimo, ognuno è libero di scegliere.

Questa è un’osservazione che faccio ad alta voce riferita al fatto che in questi mesi sono stati circa un centinaio i contributori su oltre 1500 contati fissi giornalieri, alcuni con un euro ma questo non conta ognuno con le proprie possibilità!

Questa ovviamente non è un’osservazione a coloro che hanno già manifestato la loro gratitudine.

Questa è condivisione specialmente nell’ambito dei “Mondi Alternativi” ma per quanto riguarda la rotta economico/finanziaria avrei sperato in qualcosa di più!

Buona giornata, sarà una storica giornata!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 08:53

Andrea ma non potresti comunicare privatamente i tuoi estremi in modo da poter fare un bonifico?

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 08:56

Ci dirai se (e quando) è il caso di ritirare i propri soldi dalla banca? Circolano certe notizie…

ciao
Stella

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 08:58

Icebergfinanza non si caratterizza solo per l’afflato etico, quasi un unicum in Italia, ma anche per l’essere sempre con la prua “una spanna” avanti…

da molti mesi insisto, anche qui su Icerbergfinanza, nell’invitare ad usare con cautela gli ETC (Exchange Traded Commodity), la cui principale emittente in Italia, quasi monopolistica, è una piccola controllata dell’ (ex ) colosso assicurativo AIG…questo “veicolo” ha una curiosa sede “balneare” (Isole Jersey), e il suo capitale sociale è molto ristretto…

atenzione a non confondere ETF con ETC : i primi sono OICR, caratterizzati da separazione patrimoniale (ma trattamento fiscale penalizzante, minus non compensabili, poichè forniscono prevalentemente reddito da capitale), mentre gli ETC NON sono OICR, quindi NON c’è separazione patrimoniale ( tuttavia, minus compensabili, fornendo tutto reddito diverso, come i certificati)

GLI ETC, PERTANTO, HANNO (COME I CERTIFICATI) UN RISCHIO EMITTENTE (per la verità esiste anche un rischio controparte…giuridicamente gli ETC hanno come struttura base una obbligazione, “commodity contract”, che funziona come una specie di zero coupon senza scadenza, che riflette l’andamento di svariati sottostanti o derivati (future) su questi )

GLI ETC SONO DIFFUSISSIMI FRA GLI INVESTITORI IN MATERIE PRIME, FRA CUI ANCHE L’ORO ( con quest’ultimo, il sottostante è spesso oro “fisico”)…c’è anche un rischio cambio (in genere sono espressi in dollari)…

Ebbene, AIG, che come detto gioca un ruolo primario nella emissione di questi strumenti, è come noto in gravi difficoltà…in borsa ha perso circa l’80% in un anno (solo venerdì ha perso il 31% ), e ieri sera si sono sparse voci di interventi straordinari…

sul Sole24.com:
” 15 settembre 2008
NEW YORK – E’ l’altro gigante malato che potrebbe rappresentare un nuovo capitolo nel contagio della crisi. Aig, il colosso delle assicurazioni, ha freneticamente cercato di mettere a fuoco un piano di sopravvivenza domenica notte: ha deciso di vendere le sue attivita’-gioiello, nel settore auto e aeronautico, e di rastrellare nuovi capitali. In tutto le operazioni studiate dalla compagnia vorrebbero fruttare rapidamente fino a 50 miliardi di dollari.
Se non basta, ha anche intenzione di rivolgersi per aiuti direttamente alla Federal Reserve: l’amministratore delegato Robert Willumstad ha chiamato il governatore della Fed di New York, Tim Geithner. I vertici della Fed, pero’, finora non hanno fatto avere una risposta e non e’ chiaro se la banca centrale, che non si occupa di assicurazioni, sarebbe in grado o avrebbe la volonta’ di intervenire (…) ”

invito alla cautela tutti i sottoscrittori di ETC, anche al fine di valutare una diversificazione degli emittenti, o lo switch verso altri strumenti similari…

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 09:21

avevo fatto un post (nr 18) sulla cautela nell’uso degli ETC (commodity, inclusi l’oro)(da non confondere con gli ETF ), il cui principale emittente in Italia è un veicolo controllato da AIG…

da mesi invito alla prudenza con l’uso di questi strumenti, e le recenti vicissitudini di AIG, ex colosso assicurativo, consigliano una diversificazione degli emittenti, o lo switch verso strumenti similari…

gli ETC hanno un rischio emittente, a differenza degli ETF (i quali sono OICR, quindi con separazione patrimoniale), e il veicolo usato da AIG ha sede “balneare” (Isole Jersey) e capitale sociale molto ridotto…

AIG ha perso nell’ultimo anno circa l’80 % della sua capitalizzazione di borsa (meno 31% solo venerdi scorso)

ILSOLE24ORE.COM
Aig vende per evitare il collasso
di Marco Valsania
15 SETTEMBRE 2008

” NEW YORK – E’ l’altro gigante malato che potrebbe rappresentare un nuovo capitolo nel contagio della crisi. Aig, il colosso delle assicurazioni, ha freneticamente cercato di mettere a fuoco un piano di sopravvivenza domenica notte: ha deciso di vendere le sue attivita’-gioiello, nel settore auto e aeronautico, e di rastrellare nuovi capitali. In tutto le operazioni studiate dalla compagnia vorrebbero fruttare rapidamente fino a 50 miliardi di dollari (…) ”

PS l’ineffabile Greenspan, che ancora ieri delirava di probabilità quasi 50-50 di recessione, oggi, in un sussulto di lucidità, ha ammesso che l’attuale crisi è “la peggiore degli ultimi 50 anni, e forse da un secolo da questa parte….”

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 09:32

scusate, vedo che è stato pubblicato il mio commento in doppia copia, mentre per lungo tempo il primo post non è stato visibile…
( by the way: perchè e da quando, quel target di lettere da ricopiare, prima della pubblicazione dei post di commento? sa tanto di “grande fratello” e identificazione del computer da cui si scrive…)

mi permetto, e mi scuso per l’inciso, di invitare alla serietà, alla pacatezza e al selfcontrol…commenti come il post n 17 dovrebbero, a mio avviso, essere evitati…
scusate ancora.

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 09:43

stamattina sono corso in banca a comprare gli ETF short…ma ormai è troppo tardi :(…. schizzati ai massimi! Andrea per attesa in riva al fiume cosa intendi? Scusa ma ti seguo da solo una settimana

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 10:47

I nodi vengono al pettine e le ritative USA dovranno girare a più non posso nei prossimi mesi per tenere in piedi la baracca almeno fino alle elezioni.
L’attesa in riva al fiume significa credo cercare la tranquillità per i propri sudati risparmi in Euro cash o pronti contro termine, aspettando tempi migliori, che potrebbero essere lunghi ad arrivare.

Guido

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 10:54

La Cina ha tagliato i tassi

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 11:55

Mi sembra che oggi i commenti siano un pò preoccupati. Come dicevo qualche post fà, tutto si sistema, chi non ha niente (o poco) non ha niente da perdere.
Vedrete che tutto andrà a posto.
SD

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 11:58

Io ho solo una domanda ricota un po’ a tutti. Sul Corriere di oggi c’e’ un’intervista a tale Lester Thurow, il quale dice che il dollaro e’ sottovalutato (!!!!!). Ora, siccome non mi sembra si tratti di un think tank neocon, qualcuno mi puo’ spiegare un’affermazione simile quando io credevo (e continuo tendenzialmente a credere) tutto il contrario? Grazie

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 12:11

Lester Thurow è un economista settantenne del MIT che ha sempre sostenuto la necessità di una maggiore presenza dello stato in economia. Mi pare che in passato abbia sostenuto (prima del crollo) che il sistema sovietico fosse una minaccia per le economie di mercato prprio grazie alla sua impostazione dirigista.

Per quanto riguarda il $, ognuno può pensarla come gli pare, ma se si eccettua la possibilità che il Tesoro USA debba rialzare i tassi per permettere di sostenere i titoli di stato USA (che altrimenti nessuno comprerebbe) il che è attaulmente assai improbabile visto che precipiterebbe l’economia in recessione profonda a pochi mesi dalle elezioni, non vedo argomenti per un suo rafforzamento.

La moneta in fin dei conti è rappresentativa del Paese e dunque dell’economia sottostante; gli USA sono pieni di debiti, e gli interventi recenti rischiano di far esplodere il debito pubblico: la BCE fa buona guardia all’Euro, la Cina, il Brasile e il Giappone sono pieni di soldi; perché uno dovrebbe fidarsi proprio degli Stati Uniti?

L’unico fattore dirompente sarebbe ovviamente un conflitto, vista la capacità militare degli amici a stelle e strisce, ma dopo la triste lezione dell’Iraq mi pare difficile prevedere una mossa così irresponsabile.

Guido

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 12:35

vi faccio una domanda inquietante :
se, come sembra, lehman verrà liquidata, verranno messe all’asta anche le mortgage backed securities ed i CDO che lehman si tiene in pancia.
A questo punto non sarebbe più possibile per le altre istituzioni bancarie fare il giochetto del level 3 perchè si avrebbero delle transazioni materiali di titoli equiparabili a quelli posseduti dalle banche ancora “in vita”.
Ciò non dovrebbe forzare un default a catena?
chiedo ad Andrea delle delucidazioni
Fibus

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 12:38

Mi unisco a Gabriel nel chiedere gentilmente il motivo della presenza delle lettere da digitare con conseguente obbligo di attivazione dei Cookies

Grazie.

Mas

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 13:13

Lehman ha dichiarato di avere debiti per 613 miliardi di dollari, una cifra pazzesca!!!

Mas

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 14:07

sì è vero che il debito di Lehman è oltre 600 mld. di dollari, ma a fronte di 600 mld. di asset. Ora si tratterà di capire quale sia il valore di questi asset. Supponiamo che il valore reale degli asset sia 500 mld. di dollari Lehman si troverebbe nell’impossibilità di romborsare 100 mld. di dollari di debito.
Ciò innescherà perdite dirompenti sui bilanci delle banche creditrici.
Per quanto riguarda il dollaro la risposta è semplicissima. Una moneta è correttamente valutata quando il bilancio delle partite correnti (export-import) è in pareggio. Se questo pareggio non c’è allora è necessario che la moneta si svaluti sino al conseguimento di tale pareggio. Ora visto che la bilancia dei pagamenti degli USA è negativa per ca. 700 MLD. di dollari annui, ne consegue che il dollaro è sopravvalutato (soprattutto nei confronti delle valute asiatiche). Ogni diversa considerazione è dovuta a manovre politiche.
Per quanto riguarda invece la valutazione degli asset level 3 non credo che cambierà molto, perchè alla fine dei conti l’unica cosa che conta è se alla fine del mese paghi le “bollette”, tutto il resto è pura contabilità. Lehman, Bear Sterns, e Merryl sono fallite perchè non erano più in grado di onorare i propri debiti. Cassa, cash, money, questo è ciò che conta!

saluti, Marco

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 15:42

MA CHE BELLA TRASPARENZA SUI MEDIA…DOVE AVETE RI-LETTO E SPIEGATO CHE IERI DALLE 14 ALLE 16 E’STATO APERTO IL MERCATO DEI DERIVATI PER LA BANDA BASSOTTI AL FINE DI SISTEMARE I PANNI SPORCHI DI LEHMANN…..CON UN CONTROVALORE PER 451 MILIARDI DI USD ????
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 16:55

Lehman: Axa primo socio con 9,5%, Algebris 0,65% a fine giugno-FOCUS

Nessun socio italiano ha una posizione rilevante

Radiocor – Milano, 15 set – Axa, Soros, Jp Morgan, Morgan Stanley, Allianz, Citigroup, Deutsche Bank, ma anche Algebris, il fondo gestito da Davide Serra. Erano circa 600, compresi quelli con posizioni del tutto marginali, gli investitori istituzionali piu’ o meno famosi che a conclusione del secondo trimestre controllavano il 79% del capitale della banca d’affari statunitense. Secondo la fotografia fatta dalla Sec sulla base dei documenti aggiornati a fine giugno, nessuna posizione rilevante era allora in mano a istituzionali italiani. La francese Axa, con il 9,5% circa, e’ al primo posto tra gli azionisti della banca d’affari e precede Fmr (Fidelity Management and Research) con il 5,73%, Clearbridge Advisors con il 5,68% e Baclays Global con il 3,95%. Tra gli azionisti con quote superiori al 2% vi sono poi Wellington Management con il 3,71%, Janus Capital Management con il 3,26%, Vanguard Group con il 2,91%, Norges Bank coni il 2,54%. Tra i nomi noti spiccano poi quello di Soros, con l’1,37%, Jp Morgan Chase con lo 0,96%, Allianz Global Investors of America con lo 0,79%, Citigroup con lo 0,72%, Morgan Stanley con lo 0,69% e il Credit Suisse con lo 0,68%. Segue Algebris, che attraverso Algebris Investment Uk, deteneva al 30 giugno lo 0,65% con una posizione che risulta aperta proprio nel secondo trimestre di quest’anno.

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 17:51

E’ bene che si sappia: in Italia, una delle maggiori controparti di Lehman Brothers era…..lo Stato stesso, anzi il Ministero dell’economia ( swap in occasione di emissioni di titoli del debito pubblico, specie in dollari ).

Ora, dopo il default di LB:
a) se lo Stato con quegli swap era in perdita, bene…
b) se era in guadagno, ciao ciao al guadagno…

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 18:09

# Gabriel. Ho in portafoglio etc oro. PHAG/ETF SMS NTS JE00B1VS3770. Dove posso trovare informazioni su di esso? Fa parte della galassia (o buco nero) AIG. Ringrazio.

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 19:16

per 34:

sì, come è evidente dalle prime due lettere del codice ISIN (JE = Isole Jersey, domicilio del veicolo posseduto da AIG ).
Il sottostante è oro fisico, valutato in dollari, pur essendo l’ETC quotato in euro come tutti gli ETC in Italia

http://www.etfsecurities.com/en/updates/document_pdfs/ETFS_Physical_Gold_Fact_sheet.pdf

Scritto il 15 settembre 2008 at 19:42

Nella mia ” ignoranza informatica ” non saprei dirvi a cosa corrisponde questa novità in riferimento alla possibilità di pubblicare un commento liberamente. Credo comunque sia una prassi che funziona in alcune circostanze come ad esempio quando si usano anche i traduttori, ma dovrei chiedere ai responsabili tecnici di Splinder!

Una sola piccola osservazione vorrei fare riguardo ai depositi bancari e alla crisi in atto!

Con i dovuti distinguo non vi è alcun dubbio che il sistema finanziario italiano per vari motivi è rimasto ai margini della follia anglosassone, Inghilterra,Svizzera, Germania e Francia non hanno nulla da insegnarci in quanto a gestione del rischio, quindi andrei piano ad enfatizzare i rischi sui depositi anche se ovviamente il riferimento è sempre e comunque a coloro che non si sono lasciati ammaliare dalle Sirene del ROE, il nuovo idolo finanziario a scapito del patrimonio e della solidità dei fondamentali!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 20:01

Giusto Gabriel

FINANZA&MERCATI
ILSOLE24ORE.COM > Finanza e Mercati ARCHIVIO
L’Italia «trema» con la merchant Lehman
di Morya Longo
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15 SETTEMBRE 2008
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Ha colpito le Borse. Ha picchiato gli investitori di tutto il mondo. Ma ora la
debacle di Lehman Brothers rischia di lasciare ferite anche tra gli emittenti obbligazionari italiani: ministero del Tesoro in prima fila. La Repubblica italiana, come tantissime società e banche, ha infatti effettuato negli anni numerose emissioni obbligazionarie avvalendosi della consulenza di Lehman Brothers: dal 2003 ad oggi la banca d’affari americana ha curato, in pool con altre, il lancio di almeno 7 bond denominati in dollari targati Italy. Cifra che fa dell’istituto guidato da Richard Fuld uno dei partner più attivi con Via XX Settembre. Il problema è che ora questa consulenza rischia di trasformarsi in un boomerang: se Lehman non riuscisse a superare la crisi attuale, il Tesoro e gli altri emittenti potrebbero infatti rischiare di trovarsi con il “cerino” dei derivati in mano. Certo, il condizionale è d’obbligo. Ma sono d’obbligo anche le preoccupazioni. E fonti bene informate riferivano ieri che in Via XX Settembre c’è una certa apprensione.

Il nodo è tecnico, ma anche di sostanza. Quando una società o un ente pubblico emettono un prestito obbligazionario, si avvalgono della consulenza di un gruppo di banche d’affari.E Lehman Brothers, che per 158 anniè stata una delle più blasonate del mondo, è sempre stata molto attiva. Dopo l’emissione di un bond, è spesso consuetudine stipulare con le stesse banche un contratto derivato. Si tratta di uno strumento finanziario che serve per trasformare un tasso fisso in un tasso variabile oppure una valuta in un’altra: chi ha emesso obbligazioni in dollari per venderle in America ma vuole comunque il rimborso in euro, per esempio, stipula un derivato con le banche ed è accontentato. Ovviamente questi derivati (tecnicamente si chiamano swap) sono anche una scommessa sul futuro: a seconda dell’andamento delle valute o dei tassi d’interesse, una delle due controparti vince e l’altra perde. Insomma: o guadagna l’emittente del bond oppure le banche. Tutto dipende da come è stata fatta la «scommessa» e da come si muovono i mercati.
Qui viene il punto. Se una delle controparti con cui è stato stipulato il derivato dovesse “saltare” (fallire o finire in default), il contratto salterebbe di conseguenza. A questo punto l’altra controparte si troverebbe di fronte a due possibili conseguenze: vedersi annullare una perdita potenziale (nel caso in cui il mark to market sia negativo) oppure rischiare di perdere un guadagno potenziale (nel caso in cui il derivato sia per lui in positivo). Qui nasce la questione: la Repubblica italiana è in positivo o in negativo sui derivati stipulati con Lehman? Ieri sera «Il Sole-24 Ore» ha contattato il Tesoro, ma non è arrivata risposta.

Non conoscendo la risposta, si possono dunque ipotizzare due scenari. Se il Tesoro fosse in guadagno sui derivati stipulati con la banca Usa, questo guadagno diventerebbe un credito: in caso di fallimento o di default, quindi, via XX Settembre dovrebbe insinuarsi al passivo per cercare di recuperarne almeno una parte. Se invece il Tesoro fosse complessivamente in perdita, allora sarebbe una fortuna: sarebbe come avere stipulato un mutuo con una banca che non c’è più. Bene inteso: queste sono per ora mere ipotesi. Lehman Brothers non è infatti fallita (anzi in America stanno facendo di tutto per salvarla) e gli stessi mercati finanziari assegnano al suo default una probabilità di appena il 18%. Il nodo di Via XX Settembre, dunque, per ora è solo teorico. Ma comunque non impossibile.

E il Tesoro non è l’unico a incrociare le dita. Lo stesso problema (o vantaggio) potrebbe infatti presentarsi per tanti altri emittenti. Telecom Italia, per esempio, a maggio ha lanciato un bond da 2 miliardi di dollari e tra le quattro banche capofila figura quella guidata da Richard Fuld. Idem per la Banca Popolare di Milano, che ha emesso obbligazioni da 1,25 miliardi di euro in febbraio. Stesso discorso vale per il bond legato all’inflazione lanciato lo scorso ottobre da Terna. Lehman è sempre stata protagonista. Speriamo che gli emittenti italiani non ne debbano pagare le conseguenze.

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 20:03

i due pezzi del sole li ho lasciati io.
non so come sono uscito anonimo.
sono gian o scap a seconda dei siti.
un saluto atutti e forza andrea :)

utente anonimo
Scritto il 15 settembre 2008 at 22:06

Per Gabriel,
molti ringraziamenti per la tua informazione riguardo agli ETC.
Questa sera leggo su yahoo.com che l’AIG è stata autorizzata dalla FED a ricevere finanziamenti dalle sue società, potra quindi anche riceverli dalla Etfsecurities?

NY allows AIG to borrow from subsidiaries, shares fall 60%- AP
American International Group Inc. will be allowed to use $20 billion of assets held by its subsidiaries to provide cash needed for the troubled insurer to stay in business, New York Gov. David Paterson said Monday.

Grazie un cordiale saluto

ettore

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