TRAMONTO A JACKSON HOLE!

Scritto il alle 02:11 da icebergfinanza

Mario Monti in una sua intervista al Sole 24 Ore ad opera di Carlo Bastasin esprime uno dei migliori concetti che abbia mai appreso dall’inizio della madre di tutte le crisi finanziarie ed economiche della Storia, di cui riporterò solo alcuni pezzi.

Ad una domanda relativa alle sue impressioni sul dibattito in corso a 60 dalla nascita dell’ " economia sociale di mercato ",  via per uscire dalla crisi economica e finanziaria attuale, per evitare gli eccessi dell’economia americana o impegno sociale nell’economia  considerato un freno allo sviluppo e alla stessa integrazione dei mercati, Monti risponde così:

Lo vedo con favore. Può aiutarci a capire questioni che, per la società e per la stessa economia, sono ancora più importanti della congiuntura. Vedo anche due insidie. Da un lato, la frettolosa assoluzione del modello economico degli Stati Uniti, benché lì sia nata la crisi attuale. Dall’altro, il rischio che il revival dell’economia sociale di mercato diventi un passe-partout per introdurre maggiori dosi di "socialità" e di discrezionalità della "politica", senza sottoporle a un vaglio attento.

Prosegue Monti…….

 Il fatto che i primi sintomi recessivi si vedano ora anche in Europa, e in alcuni Paesi anche più che negli Stati Uniti, non può chiuderci gli occhi sulla pessima prova data dalla politica economica americana nel corso degli anni recenti. Continuano a essere invidiabili la mobilità, flessibilità ed efficienza dei mercati dei prodotti e del lavoro, caratteristiche che discendono in parte dalle preferenze collettive tipiche della società americana, in parte dal fatto che la loro "unione economica e monetaria" non è certo allo stadio ancora "infantile" di quella europea. Ma gli Stati Uniti hanno fallito in quella "specialità" che per molti decenni avevano invece insegnato con successo all’Europa e ai Paesi emergenti: la governance dell’economia di mercato. Con la crisi finanziaria che si è generata al loro interno, hanno inflitto un vulnus severo e durevole all’immagine e all’accettabilità, nel mondo, dell’economia di mercato. Ha ragione Alan Greenspan a temere (Financial Times, 5 agosto) che questa crisi indurrà molti Governi a «intensificare la presa sulle questioni economiche» e che questo potrebbe «invertire il corso della globalizzazione»

Si Alan Greenspan monetarista e mercatista convinto e non certo pentito di cui Monti sottolinea…….

Proprio gli anni in cui è stato alla guida del Federal Reserve System, a giudizio di autorevoli osservatori anche americani, hanno contribuito largamente alla crisi attuale, con la politica di abbondante liquidità, bassi tassi di interesse e vigilanza finanziaria non rigorosa.

Gli ammiratori inveterati degli Stati Uniti –  non ho bisogno, credo, di aggiungere che per tanti aspetti lo sono anch’io – hanno sottolineato la capacità dimostrata dalle autorità federali in risposta alla crisi: si mettono da parte le regole, si interviene, si salva, che si tratti di Bear Stearns o delle due istituzioni appena citate. Ma vi è un evidente aspetto di reazione disinvolta, magari forzata, certo guidata dal panico. ( sottolineatura aggiunta! ) Se la crisi è il frutto, almeno in parte, di politiche imprevidenti, questa risposta alla crisi genererà probabilmente nuovi squilibri, sia macroeconomici (inflazione) sia strutturali (disordinato rapporto tra poteri pubblici e mercato, moral hazard, ecc.).

Detto questo Bernanke anche a Jackson Hole non ha perso l’occasione di rimarcare l’assoluto bisogno di maggiori poteri a favore della Federal Reserve…." una delle situazioni per l’economia e le autorità, più difficili che si ricordino " ha sottolineato Bernanke nel suo discorso.

" La tempesta finanziaria, non si è sopita e i suoi effetti sull’economia in generale stanno diventando chiari sotto forma di indebolimento dell’attività e di aumenti nella disoccupazione " ……..ma la Federal Reserve nonostante le pressioni inflazionistiche non ha fretta di alzare i tassi di interesse.

Che non avesse fretta di alzare i tassi i lettori di Icebergfinanza lo sapevano da tempo, in fondo è " politicamente corretto" alla parte politicizzata della Fed importa ben poco dell’attuale stato dell’inflazione come abbia visto, l’importante è evitare una recessione che una parte interessata di ingenui, definisce "mentale" anche se noi tutti sappiamo che siamo in piena recessione, nonostante le elezioni americane alle porte ed forse è per questo che non si parla tanto di economia tra i due candidati.

" Tra cinque anni l’economia americana starà meglio, ma tra cinque mesi starà peggio di adesso….." sostiene il buon Warren Buffet " la situazione è peggiorata, la crisi si rivelerà più grave e prolungata delle attese dei mercati, i poblemi si autoalimentano…." e se lo dice lui sicuramente potete crederli, ha un impero diversificato in ogni angolo di America!

Per quanto riguarda i tassi di interesse non vi era alcun dubbio, il panico gli ha fatti crollare dal 5,25 % al 2 % per favorire il sistema finanziario in difficoltà, non certo l’economia o i mutuatari che vedono i loro mutui viaggiare a tassi oltre il 6/7 % da mesi e mesi, ma Bernanke ha omesso di dire che le pressioni inflazionistiche, la speculazione sulle materie prime petrolio e cereali in primis, le ha scatenate la politica monetaria da panico della federal reserve assecondando il crollo del dollaro o meglio la sua svalutazione ed ora sempre nel panico ci raccontano che una maggiore stabilità del dollaro e delle materie prime sono incoraggianti!

Lo stesso panico che originò il ribasso dei tassi all’inizio secolo con il fantasma di una deflazione ma accennata!

E’ solo la mia opinione, ma le parole del senatore repubblicano Bunnings offrono un supporto alla situazione in atto:

Now the Fed wants to be the systemic risk regulator. But the Fed is the systemic risk.

…..la FED è il rischio sistemico in persona!

E se volete sapere la mia opinione vista la specifica caratteristica di prestatore di ultima istanza era naturale e doveroso dovere intervenire a sostegno del sistema finanziario, come abbiamo già visto la mole di derivati e scommesse giacenti nei libri contabili di Bear Stearns lo richiedeva probabilmente, ma l’azzardo morale è stato disseminato e le leve della politica monetaria per l’ennesima volta sono state "accademicamente" utilizzate in omaggio al culto del monetarismo assoluto, come unica via per arrivare ad una soluzione, in fondo per Milton Friedman l’inflazione era sempre e comunque un fenomeno monetario e non esiste altra via che l’offerta di denaro!

Comunque sia la soggezione alle disposizioni delle istituzioni finanziarie in nome di un presunto ma mai verificato rischio sistemico ed ai loro interessi è evidente, meno evidente è nel fondamentalismo monetario che questo tipo di politica monetaria non fa altro che alimentare una serie di bolle finanziarie ed economiche a catena.

La testimonianza della coesione e della credibilità di certe scelte è sistematicamente offerta da alcuni governatori della varie Fed regionali che non appena lasciano l’incarico o nel caso non abbiamo potere di voto, esprimono liberamente le loro "sensazioni" spesso di natura assolutamente contraria alla versione ufficiale.

Vorrei inoltre sottolineare un passaggio del discorso di Mario Draghi a Jackson Hole :

Trasparenza. In questi mesi le maggiori banche stanno facendo uso delle raccomandazioni sulla trasparenza per fornire informazioni più esaurienti sulle proprie esposizioni e valutazioni di rischio.

Ebbene se questo avviene lo stanno facendo in privato nel confessionale delle Banche Centrali in quanto al mercato non è dato a sapere nulla di trasparente se non comunicazioni anche in fase di rilascio delle trimestrali che vengono puntualmente riviste e modificate alcuni giorni dopo o operazioni fatte nella nebbia dei libri contabili o nella notte dei veicoli fuori bilancio.

Per un sistema che si basa sulla fiducia, questa è quasi una condanna a morte!

Cii vorrà qualche anno prima che l’economia mondiale si aggiusti e gli aggiustamenti " non saranno indolori " ha sottolineato Draghi nel suo intervento.

Secondo Donato Masciandaro sempre sul Sole 24 Ore quello che la Fed evita di dire è che negli Stati Uniti nessuno sembra aver davvero voglia di estirpare la radice della crisi ovvero la cattiva regolamentazione. A politici e vigilanti fa evidentemente comodo, prosegue Masciandaro che prevalga la legge del più forte, tuttora ad appannaggio di un club di banche d’investimento e fondi sovrani, invece della legge di mercato, anche grazie ad un accentuato intervento statale.

" La bolla non deve scoppiare, ma deve sgonfiarsi lentamente. Se però la strada è questa, il rafforzamento dei vigilanti accondiscendenti e l’intervento più o meno esplicito delle finanze pubbliche rischia di continuare ad alimentare la bolla stessa. "

Anche Willem Buiter non certo uno qualsiasi, visto il curriculum a lungo al vertice della Bank of England ed ora alla London School of Economics non le manda a dire:

" La Federal Reserve appare troppo vicina ai grandi istituti finanziari, troppo sensibile alle loro richieste per prendere le decisioni giuste in nome dell’economia generale (…) soggiogata da Wall Street, ne ha interiorizzato gli obiettivi, le preoccupazioni, la  visione del mondo e i timori rendendo ciò malsano e pericoloso (…) "

In fondo come mi disse Paul Krugman al festival dell’Economia di Trento, la finanza è ancora in grado di destabilizzare la democrazia oltre, aggiungo io, ad avere già destabilizzato il sistema finanziario stesso e l’intera economia mondiale!

 

Se desideri sostenere questo viaggio, se credi nelle analisi e nelle visioni di Icebergfinanza, uno dei pochi ad aver compreso dall’inizio gli squilibri di questo tempo, lascia il tuo contributo qui sotto, libero come sempre, di esprimerti come meglio credi, basta veramente poco. In fondo un ulteriore stimolo a proseguire con la stessa intensità questo viaggio.

A tutti color che hanno contribuito a questo viaggio verrà inviata nel fine settimana, una interessante analisi sull’oro!

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16 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2008 at 08:24

Fannulloni andate a lavorare se gli americani vivono alle spalle dei poveri indebitandosi almeno lavorano ! Voi italiani spendete denaro senza produrre nulla si buono. Amebe

Scritto il 26 agosto 2008 at 09:05

Non sono totalmente d’accordo con il commento di chi mi ha preceduto. Nel senso che anche in Italia c’è gente che vuole lavorare e si impegna (anzi magari la fanno lavorare da precari).
Comunque ci sono anche moti fannulloni che davvero non fanno nulla dalla mattina alla sera. Quelli sarebbero da licenziare in tronco.

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2008 at 09:15

Certi discorsi si fanno prendendo i DATI della produzione industriale e agricola, se no sono chiacchiere da bar che non interessano a nessuno.

Stella

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2008 at 09:29

E’ vero gli Americani ultimamente hanno lavorato molto: prima hanno inventato la presenza di armi di distruzione di massa poi hanno invaso paesi, ultimamente qualche bomba scappata di mano ha ucciso un po’ di bambini.
In ambito finanziario poi sono stati insuperabili per inventiva e dedizione.
Forse è meglio lavorare meno.
A tutti loro consiglio un ottima lettura: L’ELOGIO dell’OZIO

Mas

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2008 at 10:03

Senza le guerre fatte dagli americani te saresti col culo a bagno in una risaia e dopo sedici ore di lavoro avresti mangiato una sbobba stracotta perchè non avevi i soldi per comprarti la dentiera, e internet, mezzo che ti permette di passarti il tempo perchè puoi vivere alle spalle dei poveri della terra, non ci sarebbe. Il tuo ozio ti è permesso dallo sfuttamento di milioni di poveri disgraziati. Sei un pezzo di merda e vergognati di esserlo. Cigno Nero

Scritto il 26 agosto 2008 at 10:03

E’ vero, è meglio lavorare meno. I Cinesi, che lavorano come matti 16 ore al giorno, sono costretti, quasi per legge, ad ammazzare milioni di bambini appena nati ogni anno.

A proposito, dove sono le bandiere PEACE?, la Russia uccide i Georgiani e questi i separatisti, per non parlare di tutte le guerre in atto nel Mondo. Il popolo americano, la gente, va in guerra a morire e non ne sa niente e non capisce certo l’antiamericanismo di individui condizionati da idee strutturalmente e storicamente sbagliate e barbare.

Brava Katrina, spero che mi leggi, Bertinotto e D’Alemo (e Pecoraro e molti altri) si sono presi in giro da soli, quand’erano giovani, sbagliando completamente la scelta ideologica, poi hanno preso in giro gli altri, ma tanti sono ancora ideologicamente succubi perché il comunismo non l’hanno vissuto, però vanno in piazza a bruciare bandiere americane.

NON E’ ASSOLUTAMENTE QUESTO IL SITO dove proseguire questo reportage di fatti avvenuti, ma un pensiero a quei milioni di ragazzi americani morti per liberarci dal nazismo e difenderci dal comunismo (io penso ai ragazzi e non alle convenienze degli USA e anche nostre, di vivere in un paese abbastanza libero) è doveroso, soprattutto per chi dalla vita ha avuto molto (della serie: lavoro poco e male e campo bene lo stesso).

E che tutti i pirati ideologizzati sprofondino nel Maelstrom più profondo o s’innabissino sotto le onde dell’uragano … Katrina!!!!

Bill

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2008 at 11:50

Per 5.

Sicuro?
Ammiro la tua ottusita di vedute.
In gamba.

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2008 at 12:04

non credo che l’equipaggio dovrebbe dedicarsi a sterili accuse reciproche, ma se possibile portare ciascuno il proprio grano salis.
Rimane il fatto che gli americani e con loro (anche se un po’ meno) anche noi da decenni vivono al di sopra delle proprie possibilità, ovvero consumano più di quanto producono.
E’ cambiata la situazione, la proiezione di forza militare USA non basta più a garantirci l’alto tenore di vita a cui siamo/eravamo abituati e dobbiamo imparare a conviverci se possibile limitando i danni.

Per danni intendo anche la possibile tentazione di qualche scriteriato di ricorrere alle opzioni militari cercando di conquistare con la forza quel che non ci spetta per diritto divino. l’IRAQ è la prova lampante che le cannoniere non funzionano più, e i BRICS per primi non si faranno ricacciare nel sottosviluppo.

Guido

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2008 at 13:50

Su, Andrea, te lo hanno chiesto in tanti, dai un indirizzo postale. C’è tanta gente che odia le carte e le varie pay-palle, gente che vuole contribuire, gente che vuole mettere in busta qualche euro avvolto in un foglio di carta, con un pensiero scritto a penna.
Non usare le solite frasi altrimenti questa volta ti mando a vaffangraficodimacro.
Non escluderci dal contributo.

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2008 at 14:02

Mah, più che Cigno Nero mi sembra cigno dalla camicia nera .

Speriamo allora in qualche guerra così tu starai meglio….genio!!

Mas

Scritto il 26 agosto 2008 at 16:17

Benvenuto a bordo Lightfalcon, come credo tu abbia compreso, il catastrofismo non è nel mio DNA anche se i detrattori di Iceberfinanza coloro che analizzano il nulla ci giocano regolarmente!

C’è più Speranza in questo blog che in qualunque luogo dove si analizzi seriamente questa crisi e le sue possibili conseguenze sempre che le alternative non vadano contro gli interessi di coloro che non vogliono il cambiamento!

Non amo coloro che vivono di fiabe sognando lo status quo, quindi umilmente propongo una mia alternativa e se qualcuno vuole qualcosa di più economicamente corretto non vi è altra via che ridare il potere di acquisto alla classe media e procedere ad una nuova redistribuzione dei redditi nel rispetto della dignità di ognuno di noi, una sorte di ” made in dignity ” per i sotterranei dell’umanità.

Per quanto riguarda la politica, essa sino a quando sarò su questo veliero, non vi salirà mai, ne l’odio, ne il rancore, lascierò libero sfogo alla fantasia, all’ironia, al libero confronto ma sempre e comunque nel rispetto dell’altro!

Questo mondo è talmente stressato ed edonizzato che basta una qualsiasi scintilla per farlo esplodere!

Quindi invito chiunque a rispettare questo veliero ed a rispettare i suoi passeggeri, se poi qualcuno ha voglia di generalizzare sui popoli o divertirsi a trollare….è caldamente invitato a lasciare la nave, una scialuppa lo attende per mondi e luoghi a lui consoni!

Andrea

Scritto il 26 agosto 2008 at 16:33

Si l’indice di fiducia ecco il segreto per l’eterna giovinezza, giorno dopo giorno i mercati sembrano solcati da ingenui navigatori uomini bambini che vivono di fiabe eterne, indici di fiducia supportati dalle lune di 5000 anime scelte chissà come tra milioni di individui.

Torno a ricordare a tutti coloro che credono nell’analisi fondamentale che tralasciando gli schock esogeni l’indice S&P500 sulla base degli utili che verranno, utili recessivi vale almeno 1000 punti!

Se mi permettete un po di ironia, se vogliamo la notizia del giorno da circa un mese è che sotto la sede di STM nota società hi-tech nel campo dei microchips hanno scoperto il …….petrolio visto che da oggi in poi mangeremo chips and laptop con una fetta di televisore ultrapiatto!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2008 at 20:01

andrea nn riesco a darti il contributo tramite i link del blog.

MM

utente anonimo
Scritto il 26 agosto 2008 at 22:09

Capitano…obbedisco e tengo lontano la politca dal blog astenendomi dal prolungare la discussione.
Interessante pero’ il tuo commento di ieri…sulla FED e sulla necessita’ di salvare le banche perche’ troppo grandi per fallire.
MI SA CHE NON E’ CHIARO A MOLTI CHE LA FED NON SI TRATTA DI UN’ ENTITA’ PUBBLICA MA DI UN INSIEME DI BANCHE O ISTITUZIONI PRIVATE LE QUALI SIEDONO NEI BOARD DEI VARI DISTRETTI…E CHE LA DIFESA DEL DOLLARO NON E’ UN LORO COMPITO ISTITUZIONALE MA E’ DEMANDATO AL TESORO !!!!
Correggimi se sbaglio ma con questa precisazione gli affanni della FED ad autosalvare i propri componenti appare realmente in distonia con il pensiero ricorrente che molti hanno in mente DI UN LIBERO MERCATO….
Saluti
Massimo

p.s. non sono sicuro ma credo che navigando sul blog con MAC non si riesca ad accedere al link ed alla pagina dei contibuti !

utente anonimo
Scritto il 27 agosto 2008 at 01:41

ah ecco, infatti ho mac,
pero l’altra volta c’ero riuscito, (sempre con mac)

Scritto il 27 agosto 2008 at 02:35

Se mi è permessa una battuta……

Non basta sapere, si deve anche applicare; non è abbastanza volere, si deve anche fare. (Goethe)

Oggi i sistemi di sicurezza, protezione ed assicurazione hanno raggiunto livelli eccellenti per quanto riguarda i pagamenti via internet!

Ricordo inoltre a coloro che non vogliano utilizzare PAY PAL come sistema di contributo che vi è anche la possibilità di farsi abilitare il proprio bancomat come sistema di pagamento via internet oppure si possono utilizzare carte ricaricabili che inoltre hanno il vantaggio di poter controllare il livello di rischio di clonazione.

Detto questo, nessuno si senta obbligato a scegliere questa strada, non sono un esperto di informatica ma credo che non esista nessun impedimento attraverso i vari sistemi operativi siano essi Mac o Windows o altro ancora.

Per quanto riguarda il vaffangraficodimacro, complimenti sinceri per il tuo simpatico commento e grazie dell’idea di personalizzare il Vostro pensiero ma per ovvi motivi preferisco tenermi un minimo di privacy anche considerando il fatto che già oggi riesco a malapena a respirare.

Resta sempre e comunque la possibilità di comunicare privatamente tramite la mail [email protected] poi un domani chissà……nulla è scritto per sempre nel libro della Vita.

Ricordo a tutti che ho un lavoro normale come ognuno di Voi, che ci crediate o no e che questa è un’avventura che nasce spesso nelle ore della notte, l’orario del commento me ne è testimone

Detto questo comunque sia piuttosto utlizzate i Vostri dobloni per progetti “made in dignity” per offrire una chanche di dignità ai progetti di coloro che vivono nei sotterranei dell’umanità che si tratti di adozioni a distanza, piuttosto che di microcredito non importa.

Grazie comunque della Vostra Stima che nessuno potrà mai quantificare!

Andrea

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