FULMINI SULL'ECONOMIA AMERICANA, LACRIME DI DISOCCUPAZIONE!

Scritto il alle 06:34 da icebergfinanza

http://img78.photobucket.com/albums/v253/ABNormal1962/Tempesta.jpg

Non poteva essere diversamente, non tanto per le cifre sull’occupazione, pessime comunque le si voglia vedere, quanto per l’effetto distorsivo dell’ormai irrinuciabile modello statistico e stagionale, virtuale CES/NET B/D model che probabilmente nessuno vi racconterà mai e per lo tsunami di revisioni negative che ormai si abbattono sull’economia americana.

Siamo in recessione, lacrime di disoccupazione scendono continue dal viso dell’economia americana, si perchè noi siamo ormai abbituati a parlare di cifre, di numeri, ma dietro vi è sempre l’altra faccia della medaglia, una lacrima di coloro che perdono il proprio posto di lavoro, senza nessun preavviso e da un giorno all’altro sono sulla strada, magari senza alcuna assicurazione sanitaria, di coloro che all’improvviso dopo aver assaporato il " sogno Americano ", ignari o colpevolmente consapevoli si trovano sulla strada, spesso senza nulla, dovendo lasciare pure i propri mobili per effetto del cosidetto patrimonio negativo, quando ormai il valore della tua casa, non compre più nemmeno il mutuo concesso!

Ecco la socializzazione delle perdite, ecco il risultato degli eccessi del sistema!

Come volevasi dimostrate il nostro modellino statistico stagionale è riuscito per l’ennesima volta a oscurare la realtà del mercato del lavoro americano.

Sia ben chiaro i dati sono pessimi da qualunque parte si cerchi di interpretarli a partire dal tasso di disoccupazione confermato al 5,5 % nonostante le illuminanti interpretazioni di alcuni analisti ed economisti che avevano imputato la crescita del mese precedente ai teenagers in cerca di lavoro dopo un lungo e faticoso anno scolastico.

Detto questo la realtà se proprio vogliamo guardarla dalla prospettiva di questi illuminati, è che questi ragazzi non hanno trovato lavoro, nessun lavoro, vista la conferma al 5,5 % rispetto alle attese di una diminuzione al 5,4 % attesa dal mercato, meno 62000 e il precedente mese rivisto da meno 49000 a meno 62000!

Se poi vogliamo entrare nel dettaglio del nostro modellino possiamo notare che è riuscito anche questa volta ad aggiungere ben 29000 posti nell’edilizia , 8000 posti nei servizi finanziari, per non sbagliarsi ne ha aggiunti " solo " 7000 " nel manifatturiero quando è in corso una grave emorragia del settore .

Sia ben chiaro, non si tratta di sommare tutti i nuovi posti di lavoro aggiunti dal modello in questione, non basta una semplice somma, ovvero più 177.000, ma senza il CES/NET saremmo oltre i centomila posti di lavoro persi, abbondantemente!

Vi risparmio ogni altro dato e considerazione sugli altri settori che potete leggere nella tabella qui sotto comunque o l’America è invasa da turisti di tutto il mondo alla ricerca del valore perduto, grazie al dollaro o è difficile spiegare le assunzioni virtuali nel settore" Leisure & Hospitality " quando gli americani sono costretti a passare le vacanze a casa loro, riducendo i piani di viaggio ad opera del caro petrolio! CES/NET_B/D_Model.

thanks to MikeShedlock

43.000 posti persi nell’edilizia, 33000 nell’industria manifatturiera, 8000 nel settore retail vendite al dettaglio, 51.000 nel " professional and business services. 

Verso le quattro poi è arrivata la conferma che anche il settore dei servizi che conta per circa l’80 % del mercato del lavoro americano è in crisi, con l’ISM sceso di nuovo abbondantemente sotto la ormai famosa " linea del fuoco " ISM_no_Manufacturing che è sceso a 48,2 %, i mercati hanno subito il colpo, ma ormai la voglia di festeggiare in pace l’Endependece Day ha preso il sopravvento, nonostante una serie di dati terribili.

Il sottoindice dell ISM ha evidenziato un crollo dell’occupazione di quasi cinque punti da 48,7 a 43,8 e a parte un’esplosione nei prezzi a seguito dell’inflazione non vi è un solo settore che non si sia contratto.

Employment %
Higher
%
Same
%
Lower
Index
June 2008 13 68 19 43.8
May 2008 18 68 14 48.7
April 2008 22 61 17 50.8
March 2008 14 66 20 46.9

Prices %
Higher
%
Same
%
Lower
Index
June 2008 72 26 2 84.5
May 2008 65 34 1 77.0
April 2008 60 38 2 72.1
March 2008 53 45 2 70.8

Se poi volete dare un’occhiata alla realtà e lasciare da parte i modelli statistici che non servono a nulla, ebbene i sussidi di disoccupazione sfondano la barriera recessiva delle 400000 unità sino a giungere a 404000 con un più 16000 rispetto ai 375000 attesi e la solita revisione al rialzo da 384000 a 388000 della settimana precedente.

Questa esplosione a oltre 400000 unità non è il frutto dell’estensione delle settimane dei sussidi decisa dal Congresso, come abbiamo già visto ma è il frutto della realtà quotidiana. La media a quattro settimane è salita oltre i 390000 altro segnale recessivo!

Se poi viviamo in un’economia di revisione è facile comprendere come i dati dei mesi precedenti sono stati rivisti pesantemente al ribasso! Che senso ha se non quello di servire la frenesia del mercato, pubblicare dati che vengono sistematicamente rivisti a distanza di settimane, mesi, anni e alle volte lustri!

Non propongo soluzioni anche se un’idea io l’avrei, in quanto il sistema non l’accetterebbe mai!

Quante sono nella realtà senza l’influenza del modello virtuale le perdite di posti di lavoro in America oggi!

Abbiamo già visto come a maggio il Business Employment Dynamics a revisionato pesantemente al ribasso i dati del terzo trimestre 2007 da più 198.000 a meno 235.000, senza dimenticare che anche nel terzo trimestre 2006 sparirono nelle revisioni successive quasi 500.000 posti di lavoro.

BUSINESS_EMPLOYMENT_DYNAMICS Business Employment Dynamics measure the net change in employment at the establishment level. These changes come about in one of four ways. A net increase in employment can come from either opening establishments or expanding establishments. A net decrease in employment can come from either closing establishments or contracting establishments. Gross job gains include the sum of all jobs added at either opening or expanding establishments. Gross job losses include the sum of all jobs lost in either closing or contracting establishments. The net change in employment is the difference between gross job gains and gross job losses.

Detto questo non resta che osservare che mese dopo mese nella realtà, la recessione economica sta lentamente sgretolando i fondamentali di un’economia basata essenzialmente sui consumi, fondamentali del lavoro che solo tra qualche trimestre o qualche anno conosceremo nella realtà!

 

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13 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 4 luglio 2008 at 07:08

Leggo sempre con piacere il tuo blog,mi sà che oggi in america si festeggia”RECESSION DAY”

Sergio

utente anonimo
Scritto il 4 luglio 2008 at 10:23

Ciao Andrea,
di sotto ti posto due articoli di Paolo Barrai riguardo la decisione della BCE di innalzare i tassi d’interesse. Mi interesserebbe sapere se li condividi e/o se avessi critiche da esporre.
Saluti e buona vita.

JEAN-CLAUDE TRICHET oggi dovrebbe alzare e i tassi e mettere in difficoltà il suo antagonista BEN BERNAKE e il sistema america.

America che oggi si prepara al dato sulle disoccupazione che dovrebbe essere molto brutto.
America che stasera inizia il lungo week end in quanto venerdì festeggiano l’INDIPENDENZA!
Forse questa festa segnerà l’inizio, per gli americani, della DIPENDENZA economica dalle scelte della BCE!

Grazie di esistere caro Trichet. Hai capito che solo il continuo aumento dei tassi porterà l’Europa verso una SANA recessione.
La recessione (o se volete chiamatela rallentamento o deflazione o stagnazione o come volete voi…) porterà a fallimenti (di aziende decotte e di paesi in forte difficoltà finanziaria).
La recessione obbligherà le aziende a riorganizzarsi, a fondersi, a tagliare i rami in perdita, a ristrutturarsi.
La recessione porterà a un develeriging (riduzione del debito)
La recessione porterà a una forte riduzione del valore degli immobili in Europa, ridando un po’ di potere d’acquisto ai salari.
La recessione imporrà minori consumi e maggiori risparmi ai consumatori occidentali.
La recessione porterà alla discesa dei prezzi dell’energia e quindi dell’inflazione.
certo, la recessione porterà anche disoccupazione (ma è inevitabile)

GRAZIE DI ESISTERE JEAN CLAUDE. CORAGGIO CONTINUA COSI’. NOI DI MERCATO LIBERO TIFIAMO PER TE.

SEI L’UNICO CHE HA CAPITO CHE LA CRESCITA FUTURA DEVE PASSARE OBBLIGATORIAMENTE DA UNA SANA RECESSIONE CHE BRUCI TUTTE LE BOLLE PRECEDENTI.

I GOVERNI EUROPEI (A PARTIRE DA QUELLO ITALIANO) SARANNO OBBLIGATI A MANOVRE ANCHE IMPOPOLARI (aumenti di tasse, patrimoniali, riduzione spesa pubblica licenziamenti, ecc ecc) e chi non lo farà uscirà dall’EURO.
Occhio allo spread BTP BUND nelle prossime settimane..

OGGI TRICHET PASSERA’ LA PALLA A BERNANKE! E LA PALLA POTREBBE FAR MALE ALLA MACCHINA AMERICANA!

DIAMO LA COLPA AL CATTIVO TRICHET

Lo sapevo di causare molte perplessita con il mio precedente articolo su Trichet e la BCE. Parlare bene di Trichet non è facile dopo che tutti, ma proprio tutti, gli vanno addosso.
Tuttavia i commenti che ho ricevuto sono qualitativamente molto interessanti. Vi ringrazio per il prezioso apporto che avete dato a tutti i lettori e al sottoscritto.
Tuttavia rimango ancorato alla mia idea che alti tassi d’interesse portino rigore e distruzione di anelli deboli e di bolle. Il debito, se utilizzato in ma, è un male e come tale va estirpato. Tassi alti mettono sotto pressione le aziende e favoriscono la selezione naturale. Da ieri l’america è più debole. Il petrolio è salito a nuovi record. Il cambio euro-dollaro dovrebbe premiare l’euro.
Probabilmente il cambio favorirà le aziende americane ma farà scoppiare il problema inflattivo in USA e farà ulteriormente ridurre i consumi americani.
Solo la recessione mondiale permetterà lo scoppio della bolla delle materie prime (insieme a quella delle case e dei mercati). Il costo sociale sarà alto, con milioni di disoccupati, ma a mio avviso le soluzioni non erano poi molte.
Lento declino con tassi bassi e altissima inflazione che erodeva il potere d’acquisto (con una socializzazione delle perdite) o recessione violenta con fallimenti degli anelli deboli della catena (vedi General Motors) e successiva ripresa economica?
Tuttavia, come già anticipato, alcuni commenti ricevuti fanno riflettere e ci aiutano a crescere e a valutare i mercati azionari che oggi dopo la decisione BCE e il pessimo dato sull’occupazione, hanno reagito bene, anche se il recupero ha poco spazio…
Da qualsiasi angolo si vedano le cose…..le borse non risultano attraenti in questo inizio estate. Il denaro continua a stare alla larga da un mercato azionario per nulla attraente.
Il resto lo vedremo fra qualche settimana!

utente anonimo
Scritto il 4 luglio 2008 at 12:23

Ciao Andrea e Buon Vento!

ho pescato l’ultimo recente rapporto sullo stato di salute dell’economia mondiale della BIS –Bank for International Settlement (cioè la BRI – Banca dei Regolamenti Internazionali), mica bruscolini, che illustra come il mondo sta avviandosi a subire una delle peggiori crisi economico – finanziarie: ecco il link:
http://www.bis.org/events/agm2008/ar2008o.htm

io con l’inglese non sono bravissimo ma a occhio mi sa tanto che per alcuni anni saranno uccelli senza zucchero!

ci siamo capiti vero …

ANCORA COMPLIMENTI AL CAPITANO!

e se ti viene voglia di andare in barca a vela …
sai dove trovarmi!

saluti
skipper
di ( http://www.navigamus.blogspot.com )

utente anonimo
Scritto il 4 luglio 2008 at 12:56

per #2 dietro alla “SANA recessione” c’è la distruzione della vita di decine di milioni di persone sparse per il globo per cui semmai il baraccone doveva essere lasciato crollare nel 98 con LCTM adesso il costo sociale sarà tremendo
By Fibus

utente anonimo
Scritto il 4 luglio 2008 at 13:52

è vero la recessione è dolorosa ma è un male necessario. Invece il continuo e ostinato tentativo di evitare recessioni ad ogni costo ha portato alla devestazione del sistema economico occidentale e ora le conseguenze saranno molto peggiori di quanto immaginato. Dobbiamo prepararci a cambiare stile di vita e riscoprire i valori che ci hanno tramandato i nostri nonni.
Risparmio, solidarietà, parsimonia, onestà, ecc. ecc. Vivremo anche in maniera più serena forse……

Marco

utente anonimo
Scritto il 4 luglio 2008 at 15:47

Il ritorno ai valori è fondamentale. Le persone sono quel che sono e null’altro. I bambini sono quel che sono non sono dei vestitini firmati.Spero che reintroducano il grembiule alle medie e superiori.

utente anonimo
Scritto il 4 luglio 2008 at 16:05

Stagflazione…e sia !
Se si tratta di stagflazione, ossia stagnazione ed inflazione la medicina e’ una sola, almeno secondo i libri, alzare i tassi, lo fece Volker nel lontano 1973 negli US per uscirne, ed ho paura che lo stia facendo Trichet oggi, ma negli US non possono, infatti non e’ la FED che difende la moneta, funzione affidata al Segretario del Tesoro US…ma e’la FED che decide i tassi, e la FED sta difendendo in ultima istanza solo se stessa ed i sui azionisti, ossia i Board delle 12 Fed Regionali (ie. New York…) tra i quali troviamo come azionisti le stesse JP Morgan…etc ect. per cui il cerchio si chiude, ed il Mercato e’ salvato, il cittadino gabbato.
E’ difficile spiegare come non sia necessario alzare i tazzi e di come negli US non sia ancora arivata una vampada d’inflazione…il petrolio a 147 USD, le materie prime, tutte dico tutte alle stelle (alimentari e non) ed il Dollaro in caduta libera verso tutte le altre valute…pure rispetto allo Zloty polacco ha perso. Ma l’inflazione non sale… magie della matematica, chissa se pure a loro vien detto che si tratta di un’inflazione percepita…ma la morale e’ sempre quella la FIDUCIA nelle istituzioni e nel mondo finanziario scende perche’non si capisce dove e cosa la FED voglia fare…perche’non ritornare a smussare gli eccessi da tutte le parti ?
Saluti a tutta la ciurma.
Massimo

utente anonimo
Scritto il 4 luglio 2008 at 16:17

il grembiule… che grande invenzione..!!

tutti uguali!! tutti diversi!!
MM

Scritto il 4 luglio 2008 at 21:01

Si il grembuilino cosi tutti uguali ma profondamente diversi, ognuno con i suoi talenti, la sua personalità, la sua creatività.

Oggi la creatività dei bimbi , la formazione della loro fantasia viene “distrutta” da quei gioielli tecnologici che incorporano paesaggi surreali, umanità immaginaria e una buona dose di violenza gratuita!

Il ritorno al passato alla ricerca dei valori fondamentali non significa tornare indietro significa riscoprire le radici delle cose semplici quelle che nascondono l’essenzialità della vita, ma oggi questo non è ammesso, si deve guardare avanti ed allora conta solo il migliore, il più bello, la ricchezza ed il potere, modelli di società avanzata, globalizzata, strutturata per coloro che hanno perso il contatto con la propria anima!

Se quanto riguarda le soluzioni a questa crisi, sono d’accordo con Paolo, oggi uno shock che sia recessione o quant’altro è una delle possibilità per uscire da questo mondo talvolta irreale, virtuale, ma oggi il problema non è solo la medicina ma sopratutto la prevenzione.

I cicli in economia fanno parte del naturale evolversi delle cose così come nella vita, gli eccessi invece andrebbero evitati non perchè esista la possibilità di una crescita infinita ma perchè vi è la possibilità di una crescita sostenibile, equa e solidale!

Flessibilità e liberta nei mercati vanno accompagnati da regole semplici e facilmente comprensibili che alcuni vedono volentieri come catene al loro ” spirito animale” come un limite insopportabile nell’arena del capitalismo.

Dire per mesi che gli hedge fund sono stabilizzatori dei mercati che assicurano liquidità o che la speculazione assicura equilibrio ai mercati e con questo evitare ogni pressione alla trasparenza significa accettare il rischio di eccessi a catena, senza nessuna possibilità di uscita.

La politica monetaria figlia del pensiero unico monetarista, ovvero quello che vede nella liquidità la soluzione a tutti i problemi economici è una politica essenzialmente demenziale se attuata solo per somministrare metadone al malato, mentre qualche crisi di astinenza potrebbero altrimenti provocare degli shock positivi!

Detto cosi sembra semplice ma ormai il mondo è così complesso e cosi immerso in questa crisi che difficilmente ora vi può essere una soluzione indolore!

Detto questo come più volte detto l’anello debole di questa crisi sono e resteranno sempre gli ultimi, gli indifesi, i sotterranei dell’ Umanità e noi che in coscienza non possiamo vivere senza avere l’attenzione all’altro abbiamo il dovere di sostenere progetti e emergenze nei loro confronti!

Buon fine settimana a tutti Andrea!

utente anonimo
Scritto il 5 luglio 2008 at 08:08

Come previsto, e ampiamente e ripetutamente detto su questo Blog, la socializzazione delle perdite è arrivata grazie alla volontà pervicace del governo USA di occultare il disastro e alla FED che è stata accomodante ai desideri del padrone.

La guerra irachena che gli USA non possono vincere, e che copre la più grande rapina della storia (100 miliardi di barili di riserve) costa troppo anche per il colosso a stelle e strisce, ed ha fatto esplodere un sistema che da decenni vive al di sopra delle proprie possibilità (scoperti carte di credito, mutui, deficit bilancia dei pagamenti, debito pubblico USA ecc ecc ecc). I consumatori americani dovranno tirare la cinghia, e l’economia di tutto il mondo intanto ha preso la polmonite.

Peccato che nel frattempo gli utili sono rimasti privati, i bonus 2007 pagati ai “masters of the universe” e col cerino in mano sono rimasti i dipendenti, i pensionati ed i genere i poveri della terra.

Per ripartire, occorrerà attendere un salto tecnologico, una di quelle transizioni epocali di cui la specie Homo Sapiens è capace, e magari grazie alla possibilità di lavorare in sieme focalizzando un medesimo problema che internet ha reso possibile, una nuova rivoluzione energetica che introduca, come dice Rifkin, l’era dell’energia decentralizzata. Ovvio, pero’, che una rivoluzione di questa fatta non potrà essere indolore.

Guido

utente anonimo
Scritto il 5 luglio 2008 at 17:27

visto che non lo ha fatto Andrea lo faccio io il commento su trichet … minuscolo non per caso
io mi consumerei il piede destro sul suo regale baricentro … BCE e FED hanno avuto lo stesso comportamento … tassi bassi, aumento indecoroso della massa monetaria, tassi alti raccogliendo i malcapitati che ci son cascati …
se si vuole controllare l’inflazione si controlla meglio la massa monetaria non i tassi … e lascio perdere l’incidenza della speculazione in questa inflazione da costi
sto con Tremonti e l’articolo 81 del trattato di Roma … è ora di finirla con la politica monetaria in mano ai banchieri
breve sintesi di un discorso che sarebbe chilometrico
sono un pò a disagio … per la prima volta in assoluto mi sento di non sottoscrivere ‘l’anello debole di questa crisi sono e resteranno sempre gli ultimi, gli indifesi’ … ho la voglia di pensare che questa volta la storia sarà diversa dal recente passato
Luca

utente anonimo
Scritto il 6 luglio 2008 at 10:51

La massa monetaria ILLEGALE !!!
Nessuno ne parla, nessuno lo dice, ma spesso ci si fodera gli occhi di prosciutto e ci si tura il naso nel mondo della finanza sulla provenienza del denaro. Se accettiamo che la stima delle attivita’ illegali/mafiose in Italia rappresentino circa il 7% del PIL allora dovremmo cercare di capire quali siano gli impatti in economia di tali masse di denaro, scordandocelo dimenticheremmo un importante e reale elemento del gioco…o forse sarebbe piu’ difficile ammettere che le dimensioni del problema sono ampie…e se cominciassimo proprio da li’ ?

Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 7 luglio 2008 at 14:13

Cosa ne pensate nel pensiero di Antonella Randazzo, che forse molti gia conosceranno:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3941&mode=thread&order=0&thold=0

Che sia davvero tutto voluto, diabolicamente pianificato, anche questa crisi, per rendere l’uomo sempre più schiavo, pieno di paure, per servire l’immonda sete di potere e denaro di pochi?
Ciao Rob2004

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