NEMESI DI UN CIGNO NERO!

Scritto il alle 19:32 da icebergfinanza

L'immagine “http://www.zmphoto.it/forum/files/thumbs/t_cigno_nero_img_3359_f1_508.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori. 

 

Una Nemesi continua, nascosta, che in silenzio proviene dalla nebbia di questa irrazionale epoca di finanza creativa, una correlazione, un boomerang che lascierà per sempre il suo segno indelebile.

Secondo la tradizione, Nemesi era una Dea venerata da tutti e temuta dai potenti e dai più fortunati.

Il filosofo Francesco Bacone ricorda che il significato della parabola relativa alla Nemesi significa vendetta o compensazione, dato che il compito di questa Dea era quello di interrompere il corso di ogni vita costantemente felice e fortunata, ponendo il suo veto.

Colpiva indistintamente la superbia umana come la prosperità più innocente e modesta, facendole precipitare nell’avversità, quasi che nessun essere umano potesse essere ammesso alla mensa degli dei, se non per esservi beffato.

I genitori di Nemesi furono l’ Oceano e la Notte, Oceano che rappresenta il perpetuo flusso e riflusso delle vicende umane e la Notte che rappresentava la provvidenza oscura.

O Nemesi, che ci rappresenti nelle vicende umane con le tue ali, testimonianza di mutamenti improvvisi e imprevedibili delle cose, ricordaci che anche uomini grandi e saggi sono periti per quei pericoli che essi avevano più degli altri disprezzati!

"Non siamo mai sicuri, in una certa misura siamo sempre ignari!

"La nostra conoscenza del modo in cui funzionano le cose, nella società o nella natura, è avvolta nella nebbia della vaghezza.

Grandi mali sono derivati dalla fede nella certezza." (…) Le nostre vite abbondano di numeri, ma a volte ci dimentichiamo che i numeri sono soltanto strumenti. Pur non avendo un’anima, possono diventare dei feticci.

Molte decisioni cruciali sono prese dai computer, strani congegni che divorano numeri, come mostri voraci, e che chiedono di essere nutriti con quantità sempre maggiori di cifre da masticare, digerire e risputare." 

Non dimenticate mai queste frasi di Kenneth Arrow premio Nobel per l’Economia…grandi mali sono derivati dalla fede nella certezza……le stesse certezze che i principali attori del mercato hanno dimostrato sino ad ora…..!

Non starò a ricordarvi l’ultima notizia relativa a quel relitto di Bear Stearns una Nemesi di 24 ore minuto su minuto giù, ma vorrei lasciarvi con questa perla lasciataci dall’amico Gian, una vera e propria perla, una sua libera traduzione di un report di Societe Generale di oggi 14.3.  Grazie Gian!

Di James Montier

Ricorda, Cassandra aveva ragione!

Adesso molti cercano di argomentare che i disastri occorsi nell’economia/mercato immobiliare/mercato dei crediti siano un esempio della teoria dei Cigni Neri di Nassin Taleb ( n.d.r. pionere applicatore dei concetti di matematica finanziaria e della teoria del caso nei criteri di investimento , vedi un breve estratto della sua vita su Wikipedia). Niente potrebbe essere più lontano dalla verità. I Cigni Neri sono eventi per definizione imprevedibili. Tuttavia gli accadimenti attuali erano tutti tristemente ben prevedibili. Essi stanno seguendo il modello standard di evoluzione che segue lo scoppio di una bolla. Numerose barriere pricologiche ci impediscono di ascoltare i moniti di Cassandra, ma varrebbe la pena di ricordare che tutte le sue previsioni furono corrette.

In caso non ricordaste il mito, Cassandra era una principessa troiana sacerdotessa del dio Apollo. Quest’ultimo si innamorò di lei e le fece il dono della profezia: tuttavia quando si accorse che il suo amore non era corrisposto, Apollo la punì facendo sì che le sue profezie non venissero mai credute da alcuno. Quando Cassandra mise in guardia il suo popolo dall’inganno del cavallo di Troia e profetizzò sia la morte di Agamennone che la propria, nessuno le credette e fu creduta pazza.

La teoria di Taleb ci dice che i Cigni Neri hanno 3 caratteristiche principali: 1) sono eventi imprevedibili 2) hanno un impatto massivo 3) vengono razionalizzati e spiegati solo a posteriori per apparire meno casuali. Ebbene queste caratteristiche non spiegano minimamente l’attuale situazione . Gli eventi in corso si spiegano invece come “sorpresa prevedibile”. Che ha invece queste 3 caratteristiche: 1) poche persone sono preoccupate dal problema, 2) il problema si inasprisce con il passare del tempo, 3) alla fine il problema esplode in una vera e propria crisi .

Lo scoppio della bolla immobiliare/bolla del credito arriverà molto probabilmente fino al punto 3). Gli stessi governatori della Federal Reserve avevano messo in guardia dal rischio del denaro troppo a buon mercato. Robert Shiller a tale proposito ha riaggiornato il proprio saggio “Irrational Exuberance” con un nuovo capitolo sull’immobiliare.

Se questi eventi sono sorprese prevedibili la domanda che sorge spontanea è perchè non cerchiamo di reagire? Ci troviamo davanti 4 ostacoli di natura psicologica.

Il primo è il sempiterno ottimismo: pensiamo sempre che le sorprese prevedibili accadano ad altri, non a noi. Il secondo è l’illusione del controllo, poichè riteniamo di poter avere influenza su eventi totalmente incontrollabili. Anche l’autoreferenzialità gioca il suo ruolo poichè tendiamo ad intepretare le informazioni di modo che siano di supporto alle nostre tesi. E da ultimo una naturale miopia ci impedisce dal valutare le possibiltà che possano verificarsi eventi negativi prevedibili. Tendiamo a seguire la preghiera di Sant’Agostino : “Cristo rendimi casto, ma non ora!” . Se ci focalizziamo sempre sul breve , perderemo il quadro di lungo periodo.

Le bolle sono un sottoprodotto del comporamento umano, ed il comportamento umano è prevedibile. I dettagli di ogni bolla possono essere differnti, ma il modello di evoluzione generale è sempre il medesimo. Quelli attuali non son certo del Cigni Neri.

Quella attuale, aggiungo io, è una NEMESI infinita dalla correlazione sistemica, figlia della Notte di questo tempo, dell’Edonismo finanziario ed umano, una follia collettiva prevedibilissima, visto che io uomo della strada ho assistito alla sua nascita, ho cercato di comprenderne il carattere e il destino tra l’indifferenza della gente e la superficilità di questo tempo.

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17 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 14 marzo 2008 at 21:45

Nassim Nicholas Taleb
Giocati dal Caso
Il Saggiatore

Altair

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 07:44

olà capitano,
si dice in giro che anche deutsche bank possa essere un cigno nero.
indiscrezioni da parte di dipendenti preoccupati????????????!!!!!!!!!!!!!!!!
sarebbe un’altro bel botto
maat

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 07:52

una simile in effetti sta giracchiando.. sigh..
Qualcuno è in grado di dare qualche smentita o qualche (triste, e possibilmente fondata) conferma in proposito?

Ma1234

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 07:55

Una voce simile..
pardon..

Ma1234

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 08:01

olà, da fondionline
Le scelte pericolose della Fed
14 Mar 2008

di Rocki Gialanella

‘La Fed si sta facendo carico di asset molto rischiosi e sta anche mettendo a rischio la Banca Centrale’, sostiene Richard Woolnough, gestore dell’M&G Optimal Income Fund
La decisione della Fed di accettare titoli mutui ipotecari con rating AAA come collaterale solleva alcune interessanti domande di carattere politico. È molto difficile immaginare che S&P e Moody attueranno a breve una serie di riduzioni del rating, in quanto andrebbero a minare le recenti azioni della Fed. La Fed si sta facendo carico di asset molto rischiosi e, nonostante stia così alleviando i problemi di liquidità del sistema finanziario, sta anche mettendo a rischio la Banca Centrale Americana. Se questi titoli con rating AAA subiranno una svolta negativa, la Fed entrerà nell’elenco delle banche in difficoltà per la crisi del mercato immobiliare americano.

un’altra bellissima notizia
qua non si tratta di “gufi e corvi”,……..si tratta di sopravvivere
maat

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 09:44

Crise systémique globale / Septembre 2008 – Phase d’effondrement de l’économie réelle aux Etats-Unis
– Communiqué public GEAB N°22 (15 février 2008) –

Selon LEAP/E2020, la fin du 3° trimestre 2008 marquera un nouveau point d’inflexion dans le développement de la crise systémique globale. A cette date en effet, l’impact cumulé de l’ensemble des différentes séquences de la crise (voir tableau ci-dessous) attendra sa puissance maximale et affectera donc de manière décisive le coeur même des systèmes concernés, au premier rang desquels se trouvent les Etats-Unis, épicentre de la crise actuelle. Aux Etats-Unis, ce nouveau point d’inflexion se traduira par un effondrement de l’économie réelle, ultime étape socio-économique de l’explosion en série des bulles immobilières et financières (1) et de la poursuite de la chute de la valeur du Dollar. L’effondrement de l’économie réelle US représente tout simplement l’arrêt quasiment complet de la machine économique américaine: faillites privées et publiques en très grand nombre, fermetures massives d’entreprises et de services publics (2), …

Signe avant-coureur, il est intéressant de noter qu’à partir de Mars 2008, le gouvernement américain interrompra un service de publication de ses indices économiques pour des raisons de contraintes budgétaires (3). Les lecteurs du GEAB N°2 et de l’alerte connexe, gardent certainement en mémoire notre anticipation qui avait notamment corrélé la chute à venir du Dollar avec la fin de la publication de M3 par la Réserve fédérale US. Voici à notre avis un nouveau signal clair que les dirigeants américains s’attendent dorénavant à de bien sombres perspectives économiques pour leur pays.

Perspective temporelle des 7 séquences de la phase d’impact de la crise systémique globale, anticipée depuis la mi-2007 – Source LEAP/E2020, GEAB N°18 (10/2007)
Perspective temporelle des 7 séquences de la phase d’impact de la crise systémique globale, anticipée depuis la mi-2007 – Source LEAP/E2020, GEAB N°18 (10/2007)
Dans ce GEAB N°22, les experts de LEAP/E2020 tentent notamment d’anticiper les conséquences concrètes de cet effondrement de l’économie réelle américaine sur les Etats-Unis eux-mêmes, et sur les autres régions de la planète. Parallèlement, notre équipe développe une série de cinq recommandations stratégiques et opérationnelles pour se prémunir face à l’aggravation de la crise systémique globale des mois à venir.

A l’occasion du deuxième anniversaire de la publication de sa fameuse « Alerte crise systémique globale » qui avait fait le tour de la planète en Février 2006 (4), LEAP/E2020 souhaite néanmoins rappeler que nous entrons désormais de plain-pied dans une période sans aucun précédent historique. Comme l’a souligné à maintes reprises depuis deux ans notre équipe de chercheurs, les comparaisons avec les crises précédentes de l’économie moderne sont fallacieuses. Il ne s’agit en effet ni d’un « remake » de la crise de 1929 ni d’une répétition des crises pétrolières des années 1970 ou boursières de 1987. Il s’agit bel et bien d’une crise systémique globale, c’est-à-dire affectant l’intégralité de la planète et touchant directement aux fondements du système international qui sous-tend l’organisation planétaire depuis des décennies.

Pour LEAP/E2020, il est également édifiant de constater que deux ans après la publication de sa fameuse « Alerte crise systémique globale » qui avait simultanément suscité l’intérêt de millions de lecteurs dans le monde entier et l’ironie condescendante de la plupart des « experts » et « responsables » du monde économique et financier, tout le monde est désormais convaincu qu’il y a bien une crise, qu’elle est bien globale et pour la plupart qu’elle est peut-être bien systémique. Cependant, notre équipe reste toujours étonnée par l’incapacité qu’ont ces mêmes experts et responsables à appréhender la nature même du phénomène que nous vivons actuellement. A les lire, cette crise systémique globale ne serait qu’une sorte de crise, « classique » mais en plus « gros ». C’est ainsi que les médias financiers reflètent d’ailleurs les interprétations dominantes de la crise en cours. Pour notre équipe c’est là une démarche non seulement intellectuellement paresseuse (5) mais moralement coupable car elle a pour principale conséquence de ne pas permettre aux lecteurs (qu’ils soient simples citoyens, investisseurs individuels ou responsables d’institutions privées ou publiques) de se préparer aux chocs à venir (6).

Ainsi, contrairement à ce que l’on peut lire ces dernières semaines dans les médias dominants, toujours prompts à tenter de camoufler la réalité pour servir les intérêts qui les dominent, LEAP/E2020 souhaite rappeler que c’est avant tout aux Etats-Unis que cette crise systémique globale prend avant tout une forme sans précédent (la « Très Grande Dépression US » comme l’a appelée notre équipe dès Janvier 2007 (7)) puisque c’est autour d’eux, et d’eux seuls, que s’est progressivement organisé le monde issu de la Seconde Guerre Mondiale. Les différents numéros du GEAB ont largement expliqué cette situation. Pour résumer, nous jugeons utile de souligner que ce n’est ni l’Europe ni l’Asie qui ont un taux d’épargne négatif, une crise immobilière généralisée jetant à la rue des millions de citoyens, une devise en chute libre, des déficits publics et commerciaux abyssaux, une économie en récession et pour couronner le tout, des guerres coûteuses à financer.

Ce ne sont donc ni l’Asie ni l’Europe (plus exactement ‘la zone Euro’) qui subiront les conséquences les plus brutales, les plus durables et les plus négatives de la crise en cours ; mais bien les Etats-Unis et les pays/économies fortement corrélé(e)s aux Etats-Unis (ce que nos experts appellent désormais le « risque américain ») (8). Il y a bien en effet «découplage» entre l’économie US et celles des autres grandes régions du monde. Mais «découplage» ne signifie pas «indépendance». Il est bien évident, comme l’a anticipé LEAP/E2020 depuis de nombreux mois, que l’Asie et l’Europe seront affectées par la crise. «Découplage» signifie en revanche que les évolutions de l’économie US et celles des autres grandes régions du monde ne sont désormais plus synchronisées, que l’Asie et l’Europe évolueront dorénavant selon des trajectoires qui ne seront plus déterminées par celles de l’économie US.

La crise systémique globale marque en fait le début du «découplage» entre l’économie US et celles du reste de la planète. Les économies non «découplées» seront d’ailleurs celles qui vont être entraînées dans la spirale négative américaine.

Chute brutale du nombre des emplois indépendants aux Etats-Unis – Source Bureau of Labor Statistics / Merril Lynch (les zones ombrées représentent les périodes de récession)
Les exemples d’explosion des bulles immobilière (2006) et financière (2007) sont éloquents. En effet, l’immense majorité des opérateurs (non-spécialistes du secteur concerné) a découvert que la «fête était finie» bien après le renversement de tendance. Durant toute la période de retournement (qui dure en général 6 mois à 1 an maximum), la parole dominante a continué à prétendre que rien ne changeait et que les incertitudes naissantes n’avaient aucune raison d’être; puis, que les problèmes resteraient confinés au secteur concerné et aux seuls Etats-Unis. Ceux, aux Etats-Unis et dans le reste du monde, qui ont écouté ce discours s’en mordent les doigts aujourd’hui car ils sont désormais prisonniers de maisons invendables (ou en passe d’être saisies) ou voient chaque jour un peu plus que la veille la valeur de leurs actions s’effriter (9).

Concernant les marchés boursiers, notre équipe avait anticipé dès Octobre 2007 que les bourses mondiales perdraient
entre 20% et 60% selon les régions au cours de l’année 2008. Aujourd’hui, nous devons réévaluer nos anticipations en direction d’une baisse encore plus forte puisque, d’une part, les places boursières ont en général déjà perdu entre 10% et 20% depuis le début de l’année (1°), et que, d’autre part, l’effondrement de l’économie réelle aux Etats-Unis d’ici la fin de l’été 2008 va entraîner toutes les bourses mondiales dans une spirale infernale. Pour LEAP/E2020, c’est vers une baisse de 50% en moyenne par rapport à 2007 que s’orientent désormais les bourses mondiales (y compris dans les pays émergents) (11).

Ce type de réévaluation est typique du travail d’anticipation réalisé par LEAP/E2020. Nous cherchons chaque mois à discerner les tendances qui se renforcent ou au contraire s’affaiblissent afin d’en tirer les conséquences nécessaires pour améliorer la pertinence de nos évaluations. Nous ne cherchons pas à «avoir raison» (12), à «vendre» ou «promouvoir» quoi que ce soit. Nous cherchons simplement et sans a priori à décrire à l’avance les conséquences concrètes des grandes tendances à l’oeuvre dans notre monde du début du XXI° siècle et à faire part à nos lecteurs des moyens permettant de se prémunir des conséquences les plus négatives.

Dans ce numéro 22 du Global Europe Anticipation Bulletin, avec notamment notre alerte sur l’effondrement de l’économie réelle aux Etats-Unis à partir de Septembre 2008, nous tentons à nouveau de prévenir ceux qui sont concernés par les conséquences de cet événement majeur qui va générer des troubles socio-politiques très graves aux Etats-Unis (13) dont l’économie est véritablement en train de s’écrouler (14), ce qui aura bien entendu des retombées très lourdes sur l’ensemble des…

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 09:45

Crise systémique globale / Septembre 2008 – Phase d’effondrement de l’économie réelle aux Etats-Unis
– Communiqué public GEAB N°22 (15 février 2008) –

Selon LEAP/E2020, la fin du 3° trimestre 2008 marquera un nouveau point d’inflexion dans le développement de la crise systémique globale. A cette date en effet, l’impact cumulé de l’ensemble des différentes séquences de la crise (voir tableau ci-dessous) attendra sa puissance maximale et affectera donc de manière décisive le coeur même des systèmes concernés, au premier rang desquels se trouvent les Etats-Unis, épicentre de la crise actuelle. Aux Etats-Unis, ce nouveau point d’inflexion se traduira par un effondrement de l’économie réelle, ultime étape socio-économique de l’explosion en série des bulles immobilières et financières (1) et de la poursuite de la chute de la valeur du Dollar. L’effondrement de l’économie réelle US représente tout simplement l’arrêt quasiment complet de la machine économique américaine: faillites privées et publiques en très grand nombre, fermetures massives d’entreprises et de services publics (2), …

Signe avant-coureur, il est intéressant de noter qu’à partir de Mars 2008, le gouvernement américain interrompra un service de publication de ses indices économiques pour des raisons de contraintes budgétaires (3). Les lecteurs du GEAB N°2 et de l’alerte connexe, gardent certainement en mémoire notre anticipation qui avait notamment corrélé la chute à venir du Dollar avec la fin de la publication de M3 par la Réserve fédérale US. Voici à notre avis un nouveau signal clair que les dirigeants américains s’attendent dorénavant à de bien sombres perspectives économiques pour leur pays.

Perspective temporelle des 7 séquences de la phase d’impact de la crise systémique globale, anticipée depuis la mi-2007 – Source LEAP/E2020, GEAB N°18 (10/2007)
Perspective temporelle des 7 séquences de la phase d’impact de la crise systémique globale, anticipée depuis la mi-2007 – Source LEAP/E2020, GEAB N°18 (10/2007)
Dans ce GEAB N°22, les experts de LEAP/E2020 tentent notamment d’anticiper les conséquences concrètes de cet effondrement de l’économie réelle américaine sur les Etats-Unis eux-mêmes, et sur les autres régions de la planète. Parallèlement, notre équipe développe une série de cinq recommandations stratégiques et opérationnelles pour se prémunir face à l’aggravation de la crise systémique globale des mois à venir.

A l’occasion du deuxième anniversaire de la publication de sa fameuse « Alerte crise systémique globale » qui avait fait le tour de la planète en Février 2006 (4), LEAP/E2020 souhaite néanmoins rappeler que nous entrons désormais de plain-pied dans une période sans aucun précédent historique. Comme l’a souligné à maintes reprises depuis deux ans notre équipe de chercheurs, les comparaisons avec les crises précédentes de l’économie moderne sont fallacieuses. Il ne s’agit en effet ni d’un « remake » de la crise de 1929 ni d’une répétition des crises pétrolières des années 1970 ou boursières de 1987. Il s’agit bel et bien d’une crise systémique globale, c’est-à-dire affectant l’intégralité de la planète et touchant directement aux fondements du système international qui sous-tend l’organisation planétaire depuis des décennies.

Pour LEAP/E2020, il est également édifiant de constater que deux ans après la publication de sa fameuse « Alerte crise systémique globale » qui avait simultanément suscité l’intérêt de millions de lecteurs dans le monde entier et l’ironie condescendante de la plupart des « experts » et « responsables » du monde économique et financier, tout le monde est désormais convaincu qu’il y a bien une crise, qu’elle est bien globale et pour la plupart qu’elle est peut-être bien systémique. Cependant, notre équipe reste toujours étonnée par l’incapacité qu’ont ces mêmes experts et responsables à appréhender la nature même du phénomène que nous vivons actuellement. A les lire, cette crise systémique globale ne serait qu’une sorte de crise, « classique » mais en plus « gros ». C’est ainsi que les médias financiers reflètent d’ailleurs les interprétations dominantes de la crise en cours. Pour notre équipe c’est là une démarche non seulement intellectuellement paresseuse (5) mais moralement coupable car elle a pour principale conséquence de ne pas permettre aux lecteurs (qu’ils soient simples citoyens, investisseurs individuels ou responsables d’institutions privées ou publiques) de se préparer aux chocs à venir (6).

Ainsi, contrairement à ce que l’on peut lire ces dernières semaines dans les médias dominants, toujours prompts à tenter de camoufler la réalité pour servir les intérêts qui les dominent, LEAP/E2020 souhaite rappeler que c’est avant tout aux Etats-Unis que cette crise systémique globale prend avant tout une forme sans précédent (la « Très Grande Dépression US » comme l’a appelée notre équipe dès Janvier 2007 (7)) puisque c’est autour d’eux, et d’eux seuls, que s’est progressivement organisé le monde issu de la Seconde Guerre Mondiale. Les différents numéros du GEAB ont largement expliqué cette situation. Pour résumer, nous jugeons utile de souligner que ce n’est ni l’Europe ni l’Asie qui ont un taux d’épargne négatif, une crise immobilière généralisée jetant à la rue des millions de citoyens, une devise en chute libre, des déficits publics et commerciaux abyssaux, une économie en récession et pour couronner le tout, des guerres coûteuses à financer.

Ce ne sont donc ni l’Asie ni l’Europe (plus exactement ‘la zone Euro’) qui subiront les conséquences les plus brutales, les plus durables et les plus négatives de la crise en cours ; mais bien les Etats-Unis et les pays/économies fortement corrélé(e)s aux Etats-Unis (ce que nos experts appellent désormais le « risque américain ») (8). Il y a bien en effet «découplage» entre l’économie US et celles des autres grandes régions du monde. Mais «découplage» ne signifie pas «indépendance». Il est bien évident, comme l’a anticipé LEAP/E2020 depuis de nombreux mois, que l’Asie et l’Europe seront affectées par la crise. «Découplage» signifie en revanche que les évolutions de l’économie US et celles des autres grandes régions du monde ne sont désormais plus synchronisées, que l’Asie et l’Europe évolueront dorénavant selon des trajectoires qui ne seront plus déterminées par celles de l’économie US.

La crise systémique globale marque en fait le début du «découplage» entre l’économie US et celles du reste de la planète. Les économies non «découplées» seront d’ailleurs celles qui vont être entraînées dans la spirale négative américaine.

Chute brutale du nombre des emplois indépendants aux Etats-Unis – Source Bureau of Labor Statistics / Merril Lynch (les zones ombrées représentent les périodes de récession)
Les exemples d’explosion des bulles immobilière (2006) et financière (2007) sont éloquents. En effet, l’immense majorité des opérateurs (non-spécialistes du secteur concerné) a découvert que la «fête était finie» bien après le renversement de tendance. Durant toute la période de retournement (qui dure en général 6 mois à 1 an maximum), la parole dominante a continué à prétendre que rien ne changeait et que les incertitudes naissantes n’avaient aucune raison d’être; puis, que les problèmes resteraient confinés au secteur concerné et aux seuls Etats-Unis. Ceux, aux Etats-Unis et dans le reste du monde, qui ont écouté ce discours s’en mordent les doigts aujourd’hui car ils sont désormais prisonniers de maisons invendables (ou en passe d’être saisies) ou voient chaque jour un peu plus que la veille la valeur de leurs actions s’effriter (9).

Concernant les marchés boursiers, notre équipe avait anticipé dès Octobre 2007 que les bourses mondiales perdraient
entre 20% et 60% selon les régions au cours de l’année 2008. Aujourd’hui, nous devons réévaluer nos anticipations en direction d’une baisse encore plus forte puisque, d’une part, les places boursières ont en général déjà perdu entre 10% et 20% depuis le début de l’année (1°), et que, d’autre part, l’effondrement de l’économie réelle aux Etats-Unis d’ici la fin de l’été 2008 va entraîner toutes les bourses mondiales dans une spirale infernale. Pour LEAP/E2020, c’est vers une baisse de 50% en moyenne par rapport à 2007 que s’orientent désormais les bourses mondiales (y compris dans les pays émergents) (11).

Ce type de réévaluation est typique du travail d’anticipation réalisé par LEAP/E2020. Nous cherchons chaque mois à discerner les tendances qui se renforcent ou au contraire s’affaiblissent afin d’en tirer les conséquences nécessaires pour améliorer la pertinence de nos évaluations. Nous ne cherchons pas à «avoir raison» (12), à «vendre» ou «promouvoir» quoi que ce soit. Nous cherchons simplement et sans a priori à décrire à l’avance les conséquences concrètes des grandes tendances à l’oeuvre dans notre monde du début du XXI° siècle et à faire part à nos lecteurs des moyens permettant de se prémunir des conséquences les plus négatives.

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 09:46

Scusate

Dans ce numéro 22 du Global Europe Anticipation Bulletin, avec notamment notre alerte sur l’effondrement de l’économie réelle aux Etats-Unis à partir de Septembre 2008, nous tentons à nouveau de prévenir ceux qui sont concernés par les conséquences de cet événement majeur qui va générer des troubles socio-politiques très graves aux Etats-Unis (13) dont l’économie est véritablement en train de s’écrouler (14), ce qui aura bien entendu des retombées très lourdes sur l’ensemble des marchés financiers et monétaires et pour l’économie mondiale. Nous n’avons toujours pas atteint le coeur de la crise. Selon LEAP/E2020, il sera atteint dans la deuxième moitié de 2008.

———
Notes:

(1) Un film très instructif vient d’être présenté au Sundance Film Festival : I.O.U.S.A., réalisé par Patrick Creadon. En suivant le parcours de David Walker), US Comptroller General (et à ce titre en charge de contrôler les dépenses publiques du gouvernement fédéral), à l’occasion d’une série de conférences à travers les Etats-Unis sur l’état des finances publiques du pays, ce film traite de manière très directe des conséquences de la crise actuelle sur les Etats-Unis et les Américains. Sa sortie illustre combien en quelques mois la crise est sortie des débats d’expert et des conseils d’administration d’établissements financiers pour entrer dans la vie quotidienne des Américains.

(2) L’effondrement complet ces derniers jours du marché des obligations municipales américaines (les «Munis») illustre la diffusion de la crise à tous les secteurs de la société américaine. Il représente un coup d’arrêt aux projets d’investissement public de l’ensemble des collectivités territoriales des Etats-Unis. Il est l’une des premières grandes victimes de l’implosion des « bonds insurers » qu’avait anticipée LEAP/E2020 dans le GEAB N°19. Et il démontre à nouveau combien les grandes banques sont désormais incapables de continuer à jouer leur rôle de financement de l’activité économique du pays. Sources : Financial Times, 13/02/2008 / Bloomberg, 14/02/2008

(3) Source : EconomicIndicators.Gov, Economics & Statistics Administration, US Department of Commerce

(4) Voir GEAB N°2, 15/02/2006

(5) La première raison qui empêche les « experts » de penser « l’impensable », ça n’est pas une question d’intelligence ; mais un problème « commercial ». En effet, cela les obligerait à revoir l’essentiel de leur « fonds de commerce » intellectuel (notamment leurs hypothèses traditionnelles de travail) et commercial (leurs « clients » n’apprécieraient pas de s’entendre dire qu’ils faisaient fausse route toutes ces dernières années).

(6) A ce sujet, soulignons le discours direct et sans fioriture de Mervyn King, patron de la banque centrale britannique, qui vient de prévenir ses concitoyens que la crise actuelle allait provoquer une baisse significative de leur niveau de vie. C’est un discours qu’hélas aucun dirigeant américain, y compris chez les Démocrates, ne semble prêt à tenir au peuple américain alors qu’il sera encore plus touché que le peuple britannique. Source : The Telegraph, 14/02/2008.

(7) Voir GEAB N°11, 15/01/2007.

(8) Dans ce numéro 22 du GEAB, l’équipe de LEAP/E2020 donne d’ailleurs une série de conseils pour aider les investisseurs à évaluer eux-mêmes le « risque américain » des différents pays, secteurs ou placements.

(9) Il en est de même pour tous ceux qui ont choisi d’écouter les discours dominants qui, tout au long des années 2006 et 2007, prétendaient impossible la montée du taux de change EURUSD vers 1,30, puis 1,40, puis désormais 1,50 … en attendant les 1,70 pour la fin 2008.

(10) Seuls les « marchands de rêve » peuvent encore imaginer un redressement boursier d’ici la fin de cette année, car la crise va aller s’accélérant.

(11) Il est utile de rappeler qu’en Janvier 2008, en un seul mois, les bourses mondiales ont vu disparaître en fumée 5.200 milliards USD. Source : China Daily News, 10/02/2008

(12) Même si indéniablement nous avons eu raison ces deux dernières années en ce qui concerne la crise systémique globale.

(13) Voir ‘Séquence 6 : 2° Trimestre 2007 – 4° Trimestre 2009 : « Très Grande Dépression » aux Etats-Unis, crise sociale et montée en puissance des militaires dans la gestion du pays’, GEAB N°18, 15/10/2007

(14) Les prévisions concernant les faillites de dizaines de banques aux Etats-Unis dans les deux ans à venir illustrent l’ampleur des problèmes à venir. Source : Reuters, 01/02/2008

Vendredi 15 Février 2008

http://www.leap2020.eu/GEAB-N-22-est-disponible-!-Crise-systemique-globale-Septembre-2008-Phase-d-effondrement-de-l-economie-reelle-aux-Etats_a1293.html

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 10:28

Se andate sul sito http://www.leap2020.eu/GEAB-in-English_r25.html
comunque trovate la traduzione anche in altre lingue (tedesco, inglese, spagnolo)

ma1234

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 12:00

Scusa tanto Andrea se mi sono permesso di inserire un indirizzo nei commenti, so bene di essere a “casa tua”.
Nonchè un “commentatore” molto poco attivo, quasi inesistente.
Se ci fosse qualsiasi problema cancella serenamente pure tutto ciò che riterrai opportuno, of course. :) con grande rispetto,
ma1234

PS: i posts con la parte in francese non sono opera mia.

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 15:27

Caro maat la Fed non andrebbe in difficoltà, sarebbe “solo” costretta a stampare dollari ( e questa volta stamparli davvero e non limitarsi a prestarli) con le terribili conseguenze che tutti possiamo immaginare (ricordate cosa accadde in Germania?).
Io credo però che almeno per il momento riusciranno ad evitarlo.

Mas

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 16:32

mas,
daccordo xò sai che inflazione e….sai dove finirebbe il dollaro.
a che germania ti riferisci?, quella del 1940?
maat

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 16:53

Esatto maat sarebbe un disastro non auspicabile da nessuno.

Mas

utente anonimo
Scritto il 15 marzo 2008 at 17:10

Sull’esempio dell’iperinflazione che travolse la repubblica di Weimar in Germania, nel 1923.

Mas

Scritto il 15 marzo 2008 at 19:24

ciao Andrea,
i miei super complimenti. Mi piace veramente il tuo modo di pensare … bello, bello!!! Concordo sull’analisi del momento e … mi sembra proprio appropriato il mito di Cassandra!!!
Non è un “dono” la preveggenza ..comporta solitudine, tristezza e derisione …. gli antichi lo avevano ben descritto ed è più facile NON voler vedere, come fecero i troiani!!!Però chi ce l’ha se lo deve tenere ed imparare a conviverci.
Il sistema sta cambiando “pelle”. Quella vecchia si sgretola e quando quella nuova apparirà sarà un animale nuovo, diverso e sicuramente migliore. Speriamo solo che la metamorfosi sia meno dolorosa possibile e gli “inconvenienti” siano poco cruenti …. ma … le nostre possibilità sono limitate e non tutto è controllabile …. Mi ricorda la parabola del chicco di grano che nella terra ha paura e non vuole lasciarsi morire. Ma è necessario se vuole trasformarsi nella spiga di grano che ondeggia al vento nel sole dell’estate successiva!!!
Pertano .. capitano!! in coffa e occhio!!! ….. di più non credo si possa fare!!!

utente anonimo
Scritto il 16 marzo 2008 at 12:03

Per Ma1234
Chi sono quelli che scrivono su questo sito http://www.leap2020.eu?

Altair

Scritto il 16 marzo 2008 at 17:43

Caro Firenze03……non è un “dono” la preveggenza……comporta solitudine, tristezza e derisione …. cosi tu scrivi e forse è stato proprio così ma le sensazioni non erano solo mie, su questo veliero da tempo immemorabile siamo in tanti, solitudine forse all’inizio ma solitudine consapevole, solitudine rispetto al luogo in cui ci troviamo ma sicuramente condivisa in molti angoli di questo nostro vecchio mondo, di questa nostra vecchia Italia, derisione questo è il meno, questo è il nulla, ma tristezza si questa tanta, tanta nel vedere che l’uomo rincorre la felicità nel nulla quando essa è nascosta nel suo vicino, nell’Umanità che li sta accanto, nelle cose semplici di tutti i giorni, un tesoro a portata di mano, dimenticato, trascurato, il tesoro dei rapporti umani, alla ricerca di un istante che sfugge per sempre.

Solo no, questo viaggio, ma tutta la vita mi ha insegnato che non siamo soli, magari siamo in pochi, ma forse è ancora per questo che vi è sempre una speranza, che il sole non tramonta mai.

Anche questo viaggio mi ha insegnato che la mia Utopia di scendere nell’Arena della Finanza per trasmettere un umile messaggio di cambiamento possibile non è come il chicco di grano che nella terra ha paura e non vuole lasciarsi morire, ma se questo seme non viene gettato non potrà mai trasformarsi nella spiga di grano che ondeggia al vento nel sole dell’estate successiva.

Benvenuto a bordo e grazie a tutti di questo dono!

Andrea

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