LA NUOVA FRONTIERA: CLO&LBO, RISK DEFAULT!

Scritto il alle 06:52 da icebergfinanza

www.liceoberchet.it/…/Impatto_2lv.htm

Non più tardi di sette mesi fà scrissi che la nuova frontiera, un nuovo pericolo da cui i mercati globali avrebbero dovuto guardarsi era da identificare nel mondo delle operazioni LBO leveraged by out ed in particolare al trasferimento del rischio attraverso i CLO.

Cosi scrissi il 5 di marzo:

Secondo un sondaggio effettuato tra gestori ed investitori di hedge funds cresce il timore per il futuro delle compagnie controllate dagli stessi fondi. Gli stessi fondi hanno ammesso che sino al 20 % degli affari andati in porto potrebbero essere a rischio se nei prossimi anni cambieranno le condizioni di liquidità sul mercato in quanto difficilmente il costo del debito resterà così basso.

Mai in passato la percentuale di default delle società era stata così bassa e quindi non risulta difficile comprendere come lo scorso anno vi sia stato il record assoluto nelle operazioni di fusione ed acquisizione con effetto leva.

 Secondo l’agenzia Moody’s in una ricerca consultabile nel sito (http://www.moodys.com/cust/default.asp) le previsioni di aumento di tasso avranno un maggiore effetto sui bilancio delle società.

E’ previsto un aumento dal minimo storico di 1.56% del 2006 raddoppiando al 3,07 % per il 2007 ma restando sempre sotto la media storica del 4,9%. Secondo l’analisi di Moody’s il rischio default di emittenti sotto il rating “B” che hanno presentato le loro obbligazioni sul mercato negli ultimi anni potrebbe avere la sua fase critica durante il periodo 2007/2008.

 

Bene oggi la maggior parte del debito corporativo e individuale contratto attraverso il sistema è parametrato sulla base dei tassi euribor o libor in costante tensione ad opera della difficile situazione del mercato del credito.

 

Vorrei ora brevemente soffermarmi sui cosidetti CLO ovvero Collateralized Loan Obligation per cercare di comprendere come a differenza di quanto si sostenga sono legati da un filo sottile con il resto degli strumenti finanziari a loro volta derivanti da settori differenti.

I CLO, talvolta detti anche CLOs ovvero derivazione sintetica sono quelle obbligazioni che contengono portafogli di prestiti concessi alle imprese e successivamente rivenduti agli investitori.

Attraverso la cartolarizzazione viene costituità una società veicolo che acquista un numero indefinito di piccoli prestiti aziendali che vengono garantiti dai finanziamenti relativi.

La tecnica è sempre la stessa ovvero presuppone il trasferimento del rischio e la sua dispersione nell’universo dei mercati globali. L’incentivo è quello di poter offrire maggiori prestiti alle aziende anche con basso livello di accreditamento (rating) Teoricamente dovrebbe essere uno strumento che diversifica il rischio rispetto all’investimento in un unico corporate bond.

Ovviamente è diventato lo strumento che ha permesso ai private equity di mezzo mondo di poter dar vita alla più grande e intensa campagna acquisti aziendale che la storia ricordi, ovviamente tutto rigorosamente tramite LBO la tecnica del leverage by out. 

Un’annata stellare quella che è in corso, un’anno record per le M&A come potete vedere dalla splendida MAPPA_INTERATTIVA pubblicata sul WSJ, un viaggio affascinante nel mondo dell’irrazionalità, cifre che farebbero rabbrividire le finanziarie di un qualsiasi paese sovrano.

posizione di segnale minimo

   Ora durante i mesi di agosto e la prima parte di settembre, l’attività del mercato delle cartolarizzazioni dei debiti ipotecari e corporativi è rimasta completamente paralizzata come conseguenza della crisi di liquidità ed in primo luogo di fiducia che ha colpito i mercati.

Non vi è alcun dubbio che scorrendo la tabella qui sotto la piccola ed insignificante farfalla subprime con il suo lieve battito ha provocato un terremoti di dimensioni planetarie.

[Subprime Hits]

Merrill Lynch è solo la punta dell’iceberg di un sistema, quello finanziario, che ha subito uno tsunami delle svalutazioni mai riscontrabile in passato, svalutazioni che secondo alcune indicazioni porterebbero alla modica cifra di 20 miliardi di dollari. La prima perdita in sei anni da parte di Merrill Lynch e l’ammissione di non poter prevedere l’andamento per il resto dell’esercizio non ha scalfito l’ottimismo dei mercati che hanno premiato le pulizie fatte in casa, da parte delle maggiori istituzioni americane. In fondo l’utilizzo dell’aspirapolvere FAS 159 ha permesso di rimuovere la maggior parte della polvere depositatasi nei bilanci in seguito alla peggior contrazione della liquidità che la storia ricordi.

Nella realtà le cifre dovrebbero essere molto più rilevanti considerando che attualmente circa 400 miliardi di dollari giaciano nelle stive delle corazzate finanziarie.

La mia domanda ora è la seguente: se le fonti della liquidità mondiale, del credito corporativo e retail, ammettono di aver subito l’onda di questa crisi che la maggior parte degli analisti e commentatori dicono in via di risoluzione come è possibile che le aziende e la corporate americana possa uscire indenne attraverso la presentazione delle trimestrali da questo mini tornado? L’appuntamento con la trimestrale di General Electric gigante poliedrico americano è da non perdere vista la grande diversificazione delle sue attività.

Gli investitori tendono a pensare che nei prossimi mesi, anni le cose resteranno come sono ora, artificialmente sostenute dalle politiche monetarie che immancabilmente intervengono a sostenere la liquidità in nome del rischio sistemico. Si passa dalla depressione all’euforia, come nello stato d’animo di coloro che vivono la vita dipendenti da sensazioni artificiali che deformano la realtà. Vi è come la sensazione che questa oasi di politica monetaria, flessibile alle esigenze dei mercati, possa sostenere i consumi, gli investimenti, l’occupazione, la produzione perchè non vi è alcuna alternativa, nessuna alternativa alla recessione economica oggi, alla deflazione ieri.

La dinamica in atto nel mercato immobiliare è sostanzialmente inarrestabile, nelle fasi iniziali e produrrà le sue tossine negli anni a venire. Il possibile tallone di Achille dell’economia americana è riposto nei prezzi delle case, che come stò dicendo da mesi , una dinamica al rallentatore che vede la resistenza dei venditori nel mettere sul mercato un bene sovrastimato. L’annullamento dei preliminari congiuntamente con una crescita esponenziale delle "foreclosure" e la contrazione del credito che tiene lontani i cosidetti compratori principianti, ovvero coloro che si affacciano nel mercato immobiliare per la prima volta, aumentano gli inventari e l’offerta sul mercato, causando una inevitabile caduta nei prezzi. Prezzi che scendono, corrispondono a minor ricchezza, aumento della disoccupazione, diminuizione dei consumi con conseguente calo nell’equity ed ulteriore minor ricchezza. Ecco perchè oggi l’ultimo motore da tener in vita artificilamente restano i mercati finanziari sia quelli del credito che quelli dell’equity.

Secondo un’ultima rilevazione di Moody’s il tasso di default globale è il più basso dal marzo 1995 quantificabile in 1,3 % del terzo trimestre 2007, nonostante la crisi del credito, di liquidità,  come se una crisi di queste dimensioni non avesse prodotto nessun effetto sul debito delle aziende.

Secondo S&P la liquidità disponibile per le aziende con rating B o inferiore si stà progressivamente prosciugando. Alta leva finanziaria, debole disponibilità nel breve termine e poche possibilità di miglioramento nel rating costituiscono un viatico per un sicuro innalzamento del tasso di default, specialmente nel caso di una intensificazione della crisi in corso.

Fondamentali solidi e flessibilità secondo S&P sono indispensabili per poter resistere alle avverse condizioni.

Vorrei ora proporvi un blog americano dove si parla di fallimenti, a Discussion on Credit and Bankruptcy, CREDIT_SLIPS

2001to2007filings

 

 

 

 

 
 
 
Secondo il sito della AACER.com  ( AACER (Automated Access to Court Electronic Records) is the premier provider of United States bankruptcy data to Attorneys, Lenders, Employers and individuals.) le figure preliminari di fallimento ( Bankruptcy Filings ) totali negli STATI UNITI in settembre ammontano a 67.286. Il dato rappresenta un aumento da Agosto stimabile in 76.959 unità. I BF di settembre sono relativi a soli 19 giorni di attività lavorativa contro i 23 di agosto. Presupponendo una media giornaliera abbiamo un incremento di 195 BF da 3.346 a 3541 che corrispondono ad un aumento del 5,8 %. Quello di settembre è il più alto tasso quotidiano di bankruptcy filings da quando è promulgata la legge di fallimento del 2005.
Secondo l’autore del Blog gli architetti della legge del fallimento hanno lavorato per rendere il fallimento più costoso e una procedura che richiede più tempo. Ora è un successo sostenere che vi sono minori fallimenti ma ricorda l’autore "  Claiming victory by keeping people out of the bankruptcy system is like claiming victory over illness by closing the hospital."
Ma ormai si sa, in questo particolare contesto l’economia americana viene tenuta in vita con tutte le soluzioni contabili e monetarie possibili, un coma artificiale costante.
Dicevamo quindi che il sistema finanziario deve ancora smaltire i postumi della sbornia LBO una sbornia da 400 bn di dollari che dovrà inevitabilmente essere assorbita dai propri bilanci, i quali ormai erano abbituati al trasferimento attraverso i veicoli e strumenti finanziari da asporto ( CLO ). Ormai hedge & SIV hanno grosse difficoltà a investire in strumenti che sino ad ieri erano parte integrante delle loro strategie, potenza di una leva, e gli sconti in questa direzione si fanno pressanti. Se il mercato LBO & LBOs non riparte, di conseguenza la liquidità latita e uno dei motori principali di questi ultimi anni, ovvero il M&A è in panne. In fondo chi comprerebbe un prodotto di cui nessuno comprese le agenzie di rating è in grado di determinarne l’effettivo valore?
La sbornia da LBO ha spinto inevitabilmente i prezzi e i rendimenti verso l’alto e il mercato del prestito, che ha subito una notevole contrazione rende costoso l’accesso al rifinanziamento da parte delle aziende, per le piccole realtà addirittura proibitivo.
La realtà è comunicata in maniera semplice dalla curva dei tassi che oltre alle tensioni sul breve termine, presuppone un futuro incremento del costo del borrowing parallelamente alle prospettive d’inflazione di cui le banche centrali continuano a parlare, ma nel caso della FED temporaneamente ignorano.
Non oso pensare cosa significherebbe una recessione globale figlia di quella americana, per un mercato finanziario totalmente dipendente dall’innovazione del trasferimento del rischio!
Il mercato spera che tutto torni come prima, ma tutto cambia nulla è per sempre.
Come dice GILLIAN_TETT la mia fonte preferita di informazioni sul Financial Times gli investitori e le imprese stanno incominciando ad abituarsi all’idea che il costo del borrowing è cambiato, all’idea di un costo a breve termine totalmente dipendente dagli umori dell’euribor a tre mesi ai massimi da sei anni. Vi è un timido risveglio del mercato corporativo ma la fragilità è evidente. Si potrà avere una ripresa delle contrattazioni sul debito corporativo, ma credo che per molto tempo l’attività degli strumenti derivati non vedrà la sua nuova alba.
Tabella grande della pagina

Nel frattempo proseguono le iniezioni di liquidità nel sistema con la dichiarazione di Trichet che ammette che il sistema finanziario è riluttante a riprendere l’attività del credito. " Vi è un problema generale di trasparenza"

" Le agenzie di rating danno giudizi alti a strumenti sconosciuti all’investitore finale, sono rating sul rischio di credito del collaterale e non di quello correlato alla liquidità" ha spiegato.

Una sfiducia persistente nel mercato, ma secondo il sottoscritto determinata dall’impossibilità di sapere in realtà quale è il livello di esposizione nei confronti dei derivati (CDO,CLO) e specialmente nei confronti di quei satelliti finanziari che corrispondono al nome di CONDUITS&SIV.

Un mondo fantasma, bilanci fantasma, una irreale e persistente nebbia avvolge le perdite potenziali liftate dalle norme di contabilità generose, corrispondenti ad un fair value che non corrisponde ad una realtà dove nessuno è in grado di quantificare strumenti derivati, di una complessità tale da essere sfuggiti di mano allo stesso sistema.

L’alto livello dei tassi a breve è determinato dalla contrazione del credito, determinata a sua volta dalla ricerca di liquidità che possa costituire una scorta sufficiente ad assorbire le prossime scosse dei mercati finanziari.

Nella vita la fiducia in una persona che ha tradito le tue aspettative, non si riconquista facilmente, talvolta non si riconquista affatto e lo stesso vale per i mercati finanziari pure agli alti livelli.

Come dice Gillian  questo senso di calma crea un’illusione a causa del suo effetto ritardante. La storia finanziaria suggerisce che ogni qualvolta che i costi del credito sono aumentati nei cicli precedenti, occorrono tipicamente alcuni mesi per  vedere l’effetto completo sulle aziende o sui consumatori.

Storicamente la contrazione del mercato del credito anticipa di circa 4 mesi una correzione dell’azionario e collocando l’inizio di questa contrazione ai primi di giugno, quando i rendimenti a dieci anni dei Treasury sono decollati rompendo la trendline di coloro che prevedevano un lungo periodo di tassi anemici ottobre dovrebbe essere il mese dello storno.

Non ho avuto tempo di trovare grafici a sostegno di questa ipotesi ma nei prossimi giorni aggiornerò il post con materiale vario.

La maggior parte degli economisti pensano che l’economia globale possa essere esposta ad un cambiamento climatico nei default corporativi  o nella caduta dei prezzi delle case. Vi ricordo che in Australia, Spagna, Inghilterra, Francia, Danimarca, Irlanda e Svezia i prezzi sono aumentati in maniera molto più sostenuta che in America anche se influenzata da fenomeno subprime, ma nulla vieta che tale dinamica si ripresenti in queste realtà. 

Un effetto domino che parte dalla contrazione del credito, che seguito da un calo dell’attività economica o una recessione, condurrà ad un alto tasso di default che porterà ad un’ulteriore contrazione del credito inescando a sua volta una spirale di fallimenti, come quella in corso nel mercato immobiliare sia corporativa che retail.

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11 commenti Commenta
Scritto il 10 ottobre 2007 at 07:30

Ottimo post, come sempre, quello di Andrea, che se azzecca la previsione di ottobre sarà una sorpresa per molti…

Sentite un po’ qua. Ieri sono andato con un collega in un piccolo bar di periferia ed abbiamo pagato 3,40€ un bicchiere di vino (Teroldego, ottimo) come aperitivo più stuzzichini ecc.. Lui veniva da Torino ed il giorno prima, a Torino, aveva speso 14€ per lo stesso trattamento. Parlando di tale incongruenza e che esistevano troppe esagerazioni e qualcosa dovrebbe succedere per ripristinare una logica finanziaria, è intervenuta a sorpresa la barista, che parlava di “dollaro carta straccia” e crisi del ’29 imminente, riferito al sentito dire dai clienti del bar.

In senso contrarian, questo è molto positivo per le borse, ma se si sta diffondendo quest’opinione e la fuga dai fondi d’investimento è un esempio, la conseguenza logica è una contrazione del consumo e degli investimenti da parte della massa, che è quella che conta.
Quella massa che gudagna(va) e che può spendere, secondo gli insegnamenti di Ford, sostituita ora dalla massa cinese ed indiana, che non guadagna abbastanza per sostenere gli stessi consumi.

Non so com’è il “polso” della gente dalle vostre parti, ma quello che è accaduto ieri mi ha stupito non poco.

Ciao a tutti.
Bill

utente anonimo
Scritto il 10 ottobre 2007 at 08:34

I complimenti per la completezza di tali articoli non saranno mai sufficientemente adeguati.
Per chi volesse verificare correlazioni fra indici azionari e obbligazionari consiglio l’uso del
grafico interattivo
dove è possibile moficare gli indici scegliendoli per esempio fra

altri treasury o altri

DOW . E’ sufficiente inserire i codici dentro i campi SYMBOLS: e spostare la barra preimpostata 200 DAYS.

Fogar

utente anonimo
Scritto il 10 ottobre 2007 at 10:39

Non c’è che dire, la mole di dati forniti è notevole, ma proprio perchè è così elevata mi viene da pensare che essa sia il risultato di un filtraggio. Un filtraggio al negativo, dove informazioni su tendenze positiviste siano completamente omesse. E’ più vantaggioso essere veggenti sull’apocalisse imminente, che allegri ottimisti! Nel primo caso si potrà dire con soddisfazione il fatidico … “ve l’avevo detto”, e tutti inizierebbero ad ascoltarti ma nel secondo chi mai ti darebbe ascolto una volta fatti i soldi??
Basta guardare piccole cose a conferma del fatto che esistono tendenze ottimistiche, di cui tu stesso ti stupisci: Merrill Lynch non è fallita semplicemente perchè ce la fa benissimo a sopportare perdite come quelle che ha appena dichiarato di subire, e così di riflesso il sistema economico americano.
E non ci stupiamo se il barista del bar all’angolo crede il ritorno della crisi del ’29! Il poveraccio ha conoscenza dei mercati azionari solo dal TG5, cioè nessuna. E se sente parlare di crisi (subprime) pensa che sia la fine del mondo.
A questo punto ora mi chiedo: se la fine del mondo è ormai prossima, così come la dipinge il nostro caro analista… perchè non è alle Hawaii a spendersi tutti i soldi con compiacenti signorine?? O molto più prosaicamente, dove li investe lui i suoi soldi, dato che da come dipinge il futuro, l’unico investimento sicuro è sotto il materasso??

utente anonimo
Scritto il 10 ottobre 2007 at 10:54

perché non ci spieghi quali sono le “tendenze positiviste”
pinio

utente anonimo
Scritto il 10 ottobre 2007 at 11:13

Carissimi compagni d’avventura
condividiamo la stessa nave e vorrei dirvi che a mio avviso, come sostiene Bill, la percezione della gente e’ corretta e focalizzata rispetto a quella di tanti analisti ed economisti, il perche’ e semplice prima di tanti altri hanno capito che i dati ed i numeri proposti non corrispondono alla realtà (non sto dicendo che sono truccati, sto solo dicendo che non riflettono il mondo reale).

L’inflazione calcolata ufficiale al 2% non e’ rappresentativa di quanto ogni giorno famiglie e singoli spendono in piu’ , pero’ufficialmente e’il 2% poi per anni gli e’stato detto che l’economia tirava ma le tasche si alleggerivano, la percentuale di risparmio e’ crollata in piu’ per tirare avanti bisognava pure far debiti.

Se il tutto fosse florido e sano perche’ aumenta il ricorso al debito da parte dei privati, perche’in Italia il tasso di risparmio e’ crollato (non eravamo le formiche mondiali assieme ai Giap), perche’ la gente in US deve dar fondo al k401 della propria futura pensione, il problema e’ ammettere oggi che tale sistema finanziario non ridistribuisce i proventi e ancor peggio per sostenere il trend non trova altro sistema che fagocitarsi utili con acquisto di titoli propri da cancellare.

La logica e’ perversa non si distribuiscono azioni gratuite o dividendi straordinari insomma soldi veri, si cancellano azioni proprie non e’ una logica da padre di famiglia (o del contadino come amo spesso ripetere) hai fatto profitti bene metti fieno in cascina per l’inverno, ma comprare azioni proprie sul mercato con i propri profitti stellari per poi cancellarle e sostenere i corsi azionari non e’ sano a meno i profitti siano solo teorici, di pura carta (con quel FAS 159 che ci ha spiegato Andrea) che allora non permette di far altro che scambiare “papers su papers” e ricadiamo con quanto pensa la gente che i numeri non sono rappresentativi della realta.

Chiudo col fatto che vedere un trend negativo per il prossimo venire non e’ da pessimisti ma da previdenti. Se davanti a me vedo mare in tempesta e preferisco non abbandonare gli ormeggi e perdere una giornata di pesca e’ una mia scelta, ma poi non venga a piangere chi e’ uscito lo stesso in mare ed ha perso la barca dicendo che non se lo aspettava…..

Saluti a tutti

Massimo

utente anonimo
Scritto il 10 ottobre 2007 at 11:50

Fonte:
PSICOLOGIA DELLA FINANZA , Lars TVEDE, Etas Libri,
pag 111

Quando gli esseri umani iniziano ad essere in dubbio , tendono a guardare agli altri per trovare una risposta. Questo fenomeno è chiamato “paragone sociale”
Due scienziati, Latane e Darley, fecero un esperimento nel 1968, in cui chiedevano ai soggetti di sedersi in una stanza e riempire questionari.
A metà del processo avrebbero iniziato a far entrare fumo nella stanza del test con un ventilatore. Risultò che i soggetti che erano soli reagirono abbastanza velocemente al fumo ( che era abbastanza sorprendente; dopo tutto il fumo di solito arriva da un fuoco ).
Tuttavia, se fate il test ad un gruppo di persone, queste ignoreranno il fumo per un periodo più lungo.
La spiegazione proposta è che gli individui preferiscono usare il giudizio degli altri come base per decidere. Ci sono altre persone nella stanza , tutti notano il fumo, ma aspettano comunque che qualcuno faccia qualcosa a proposito. E’ abbastanza facile immaginare la stessa reazione quando tutti vedono i prezzi delle azioni che continuano a salire. Dato i prezzi continuano a salire sembra che non ci sia niente di cui preoccuparsi

Fogar

utente anonimo
Scritto il 10 ottobre 2007 at 12:32

Caro Massimo,
il problema é che se tu osservi il mare e cerchi una ragione per non uscire a pesca, la trovi sempre. Forse il tempo é bello ma qualcuno ti dice che gli altri pescatori hanno già preso il pesce migliore. Forse c’é effettivamente troppo vento e l’uscita in mare é rischiosa. O forse ce né troppo poco e non conviene mollare gli ormeggi poiché la barca non uscirebbe dal porto. Forse le previsioni del tempo sono buone ma tu non ci credi perché sono tutte manipolate. O infine tu prevedi tempesta: stranamente tutti i pescatori sono in mare e stanno riempiendo le reti ma tu sei sicuro che non riusciranno a tornare a riva in tempo poiché il tempo peggiorerà rapidamente. La realtà é che uscire in mare per andare a pesca é un mestiere duro e pericoloso, pieno di insidie e trabocchetti. E se resti al porto perderai molte occasioni anche se presto o tardi avrai la tua tempesta che ti permetterà di dire: “l’avevo detto io!” – Io non so se arriva una tempesta ma sono un marinaio e vivo di pesca. Di conseguenza sto navigando cercando di evitare gli iceberg ma anche di trovare zone di mare tranquille e pescose.
A saluto a tutti
Michele

utente anonimo
Scritto il 10 ottobre 2007 at 12:57

Caro Pinio,
non voglio inserirmi nella polemica tra te e l’utente anonimo (ma questo no ce l’ha un nome?) ma effettivamente non sembra che le cose vadano poi così male. Se dai un’occhiata alle stime di crescita per l’economia mondiale noti un rallentamento ma non una recessione. Guarda cosa ha scritto ieri a questo proposito il FMI:

9 ottobre 2007
Fmi riduce stime crescita mondiale. Pesa crisi mutui

Crescita economica in calo negli Stati Uniti e in Europa. La crisi dei mutui e la conseguente contrazione del mercato del credito hanno lasciato il segno sul potenziale di crescita dell’economia mondiale. Il Fondo Monetario Internazionale ha infatti ridotto le previsioni di crescita contenute nel World Economic Outlook che verrà reso noto ufficialmente la prossima settimana alla vigilia della sessione autunnale dei lavori congiunti con la Banca Mondiale.

Secondo le prime anticipazioni, l’organizzazione internazionale prevede una crescita dell’economia mondiale pari al 4,8% nel 2008 contro il 5,2% delle proiezioni iniziali. Più drastica la riduzione delle stime di crescita per l’economia Usa (+1,9% nel 2008 anzichè +2,8%), mentre l’Eurozona registrerà un tasso di espansione del 2,1%, quattro decimi in meno delle previsioni offerte a primavera. All’interno di quest’area, l’Fmi prevede una crescita dell’1,3% per l’Italia contro l’1,7% delle stime originali e l’1,5% messo in cantiere per il prossimo anno dal governo. Ridotte anche le previsioni per la Germania (dal 2,4% al 2%) e per la Francia (dal 2,3% al 2%), mentre il principale motore economico di questa congiuntura, la Cina, registrerà una crescita del 10%, mezzo punto percentuale in meno rispetto ai calcoli effettuati prima dell’estate.

Michele

utente anonimo
Scritto il 10 ottobre 2007 at 14:48

Sarò breve :
Basta aver pazienza … il viaggio è tutt’ altro che finito !

Grazie Andrea e a tutti i compagni di viaggio per la vostra presenza !

Hunt for the red october
By Fabio

utente anonimo
Scritto il 10 ottobre 2007 at 15:02

Abbiate pazienza !

Cavolo ma guardate che bisogna anche credere in se stessi in ogni scelta che si fa ! e non fare come le banderuole che a seconda del vento cambiano direzione !

( con questo non voglio dire che bisogna scegliere sempre ad occhi chiusi)

Grazie Andrea e a tutti i grandi compagni di viaggio !

By Fabio

utente anonimo
Scritto il 10 ottobre 2007 at 17:11

Per essere pessimisti ci sono dati oggettivi, e si deve guardare solo a quelli, una volta che siano stati scremati, soppesati e spogliati di tutti gli artifici che la statistica è in grado di appiccicargli.

Poi come si dice, chi vede nero, lo vedrà anche nel rosa, ma che vede rosa lo vedrà anche nel nero.

DI fatto i prezzi delle case USA sono destinate a crollare, e cosi’ anche l’economia USA a regredire. Il fatto che gli effetti non siano immediati permette a molte cicale di cantare.
Se entro i tempi stabiliti dalle valutazioni del nostro capitano non dovessero verificarsi gli effetti previsti, allora possiamo iniziare a dubitare della ricostruzione.

I tempi stimati dicono che la crisi continuerà a macinare danni fino a febbraio 2008.
Solo dopo, e non prima, si deve giudicare.

Saluti
Phitio

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