LA MAGIA DELLA SOCIALIZZAZIONE DEL RISCHIO!

Scritto il alle 07:31 da icebergfinanza

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"Il rallentamento delle attività dei prestiti subprime frenerà l’acquisto di case e gli investimenti in immobili residenziali nei trimestri a venire", ha detto Bernanke nella conferenza stampa organizzata dalla Federal Reserve di Chicago.
"In più, è probabile che assisteremo a ulteriori casi di inadempienze e di pignoramento sia nel corso di quest’anno che nel prossimo, dal momento che molti prestiti a tasso variabile faranno fronte all’aggiustamento dei tassi di interesse".

Per Vostra informazione sono andato a fare una ricerca ed ho scoperto che solo nei mesi di agosto e settembre scadranno ben 400 miliardi di dollari di prestiti a tasso variabile alcuni insostenibili!

“Grazie alle condizioni favorevoli del mercato del lavoro, le conseguenze della crisi del mercato subprime sull’intero comparto immobiliare saranno però probabilmente limitate e non ci aspettiamo effetti significativi sul resto dell’economia o sul sistema finanziario", ha aggiunto il presidente della Fed.

"C’è sempre la possibilità che vi sia un’improvvisa accelerazione del fenomeno, ma il sistema finanziario è in grado di assorbire le perdite senza seri problemi. Non vediamo quindi un rischio serio per le banche e le istituzioni di risparmio in quanto i fallimenti, per la maggior parte, sono avvenuti in istituzioni che non hanno assicurato i propri depositi."

Fin qui niente di nuovo o forse una timida ammissione che forse il crollo del mercato immobiliare stà assumendo dimensioni leggermente differenti da una eventuale stabilizzazione come più volte ricordato dalle minute rilasciate dalla FED.

Ma quello che mi ha colpito in maniera particolare è stato il riferimento al pericolo di un consistente trasferimento del rischio “subprime” attraverso gli investitori.

“ Secondo i termini di vendita, quando un prestito viene concesso con i relativi servizi, rischi ( incluso naturalmente ogni rischio associato all’accreditamento povero ) in gran parte viene trasferito agli investitori piuttosto che essere “sopportato” soprattutto dall’azienda che ha erogato il prestito.”

Niente di meno che “la privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite e dei rischi” come sostiene l’economista dell’Università di New York, Nouriel Roubini.

Per correttezza vorrei ricordare che il fenomeno delle cartolarizzazioni dei mutui ovvero per rendere semplice la comprensione, la loro trasformazione in obbligazioni con annessi i dividendi provenienti dall’incasso della rata è un sistema finanziario che permette alle banche di fare provvista con un ‘operazione tendenzialmente trasparente sui mercati.

Di certo non è trasparente e chiara l’operazione apparsa su BusinessWeek.com secondo il quale la banca d’affari Bear Stearns Cos. proprietaria del 67 % della società finanziaria Everquest Financial Ltd stà progettando una IPO da 100 milioni di dollari, società creata per investire in mutui sostenuti da ipoteche “subprime”.

In alcuni blog americani circola questo avvertimento: “ Se siete abbastanza insensati da pensare che Wall Street non possa muoversi abbastanza rapidamente per trasferire il rischio “subprime” non sottovalutate mai la capacità di un’azienda di investimento mobiliare nel trasferire il suo rischio al mercato”.

Riassumendo la Everquest ottiene una linea di credito per 200 milioni di dollari da Citigroup per acquistare CDOs misto “subprime” e la maggior parte di questi CDOs sono stati acquistati da hedge fund controllati da Bear Stearns che effettua la loro stima per distinguerli in equity, mezzanine etc.

Quanti di questi CDOs sono stati trasferiti ad ignari investitori, fondi pensione o hedge fund in questi ultimi mesi?

Quanti mutui di derivazione “subprime” sono stati erogati negli scorsi anni e quanti vengono erogati tuttora sotto le mentite spoglie di prestiti con buon accreditamento, buon reddito, da  istituzioni finanziarie che applicano tipologie di rimborso a dir poco fantasiose?

Bene se credete che l’attuale legislazione sia sufficiente e che ora gli istituti finanziari abbiano accentuato e innasprito la richiesta di documentazioni reddituali e patrimoniali leggetevi questo articolo apparso sul (http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/04/06/AR2007040600956.html ) Washingtonpost.com che parla del “furto di identità”.

Forse alcuni di Voi avranno notato che in questi giorni su alcuni siti internet compare una bella signora senza veli che viene espropriata della sua identità da parte della “Gioconda” del Leonardo. Bene questa signora pubblicizza un sistema di protezione dal furto di identità una vera piaga sociale che permette tramite internet di accedere ad accreditamenti, utilizzi di carta di credito, e beneficiare di documentazione falsa, documentazione accreditata talvolta con la complicità di mediatori e costruttori edili.

Torniamo ora al fenomeno del trasferimento del rischio e voltiamo l’angolo trasferendoci nel pianeta private equity, ricordando un bel articolo di quelli che fanno riflettere, apparso sul Sole 24 Ore Plus di sabato a proposito dell’ acquisizione della Chrysler ad opera del fondo Cerberus a firma Mario Platero.

“ Al di là dell’investimento in conto capitale di circa 7 miliardi di dollari e dell’assunzione di oneri sanitari per 18 miliardi, Cerberus deve ora raccogliere ben 62 miliardi di dollari di nuovo indebitamento, 62 miliardi di dollari! La cifra è colossale: pensate che il disavanzo pubblico italiano era pari a circa 50 miliardi di euro al netto della manovra del governo Prodi”

“ E’ dunque sbalorditivo che un fondo privato, e neppure il più grande, oggi sia in grado da solo di operare su cifre non dissimili dai dati macroeconomici di bilancio italiano”

“ Le banche da J.P.Morgan a Bear Stearns a Goldman Sachs a Citigroup a Morgan Stanley sono tutte mobilitate per gestire questo collocamento con vari strumenti, dai junk bond a regolari prestiti, ad emessioni obbligazionarie a “asset backed securities”

Mario Platero aggiunge inoltre una considerazione, un avvertimento sperando che il “giocattolo” non scappi di mano, soprattutto se si continuera di questo passo, se gli obiettivi di acquisto saranno sempre più colossi che un tempo potevano essere ambiti  solo da controparti industriali.

Bene, questo secondo il sottoscritto è un fenomeno che sancisce in maniera definitiva l’impero del “ Capitalismo senza capitale”  un fenomeno che permette di acquisire, fondere e ristrutturare aziende, socializzando i rischi connessi alle operazioni con il mercato, trasferendo il possibile contagio attraverso tutto il sistema finanziario.

Non è possibile sostenere che queste operazioni permettono di avere una maggior grado di liquidità all’interno dei mercati, che questi fondi assicurano una stabilità al sistema, quando forse nessuno sa quale sarebbe la reazione del sistema di fronte ad una crisi improvvisa, ad un aumento incontrollato della volatilità e della percezione del rischio.

State pur certi che alla prima occasione gli hedge fund e i private equity provvederanno a socializzare non solo i rischi, ma particolarmente le perdite con i mercati globali e forse quella famosa leggenda del fondo LTCM non resterà la sola storiella da raccontare alle generazioni di investitori che verranno.

E pensare che il sistema finanziario possa essere immune da qualsiasi terremoto è puramente un esercizio accademico di innato ottimismo o una semplice speranza in quanto anche il presidente della FED, Bernanke si è detto preoccupato per il crescente appetito per il rischio mostrato dalle istituzioni finanziari che potrebbero ballare davanti ad improvvisi cambiamenti delle condizioni generali.

“Mi appello alle banche perché valutino il rischio che si stanno accollando, non solo nel contesto di un clima finanziario benevolo e caratterizzato da ampia liquidità, ma in un’atmosfera che potrebbe diventare meno benigna”.

Un appello od un avvertimento preciso anche a coloro che credono ad una nuovo politica espansiva?

Nel frattempo prosegue la marcia di avvicinamento ai mercati da parte del colosso Blackstone  deciso più che mai a dare il buon esempio per rendere partecipe il mercato delle sue conquiste, delle sue potenzialità sussurrando la più grande magia del trasferimento nella storia del rischio.

"Non conosciamo esattamente chi detiene il rischio, ma in un certo senso tutti teniamo questo rischio, il rischio non va via da solo, qualcuno deve averlo…."

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7 commenti Commenta
Scritto il 21 maggio 2007 at 06:37

un riassuntino veloce del post interessaqnte ma mi sono perso….
ciao giulio

utente anonimo
Scritto il 21 maggio 2007 at 12:59

ma anche gli effetti della politica internazionale potrebbero avere ripercussioni rilevanti sui mercati in generale, anzi ne giustificherebbero la volatilità e gli errori sistemici, uno sventurato conflitto medio orientale (+o- inaspettato)sanerebbe tutte le malefatte finanziarie degli ultimi anni e sinceramente credo che ad auspicarlo siano in molti (purtroppo!). penso che i mercati continueranno a crescere anche nelle prossime settimane disinteressandosi di qualsiasi dichiarazione o fatto negativo…poi si vedrà….

utente anonimo
Scritto il 21 maggio 2007 at 18:04

non puoi comparare il disavanzo con il debito ….. meglio fare il confronto debito con debito …. Quindi l’ italia con 1600 mld Vince !!!

utente anonimo
Scritto il 22 maggio 2007 at 10:30

La Cina investirà più di 3miliardi di dollari in Blackstone Group, uno dei più aggressivi fondi di private equity americani…circa il 10% del capitale…
possibile che il governo cinese sia così miope da accollarsi rischi incalcolabili?? la notizia è apparsa sul sole 24ore di oggi 22 Maggio 2007

utente anonimo
Scritto il 22 maggio 2007 at 10:32

Ciao,
seguo spesso il tuo blog e lo trovo davvero interessante; volevo chiederti se pensi di poter dedicare qualche post al mercato immobiliare italiano ed ai nostri rischi di natura finanziaria. Grazie.

Scritto il 22 maggio 2007 at 21:07

Per quanto riguarda la notizia della Cina il problema non è tanto come investa il suo enorme surplus, considerando che ormai Blackstone è diventata quasi più famosa e considerata della stessa Federal Reserve, ma quale capacità ha una nazione di preservare il suo capitale umano e finanziario, pur riconoscendo attraverso i suoi dirigenti questa ” esuberanza irrazionale”. Quanto a Blackstone chi crede veramente in un impero fondato sulla leva, sul debito si accomodi, la IPO stà per incominciare!

Scritto il 22 maggio 2007 at 21:12

Avrei bisogno di un giorno composto di 48 ore per lavorare e nel contempo seguire il blog, ma certamente l’articolo che mi hai chiesto è nel cassetto da molto tempo e forse riuscirò a completarlo a breve.
Abbi fede prima o poi arrivo!
Ciao Andrea

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