IL CIELO STELLATO DI WALL STREET E I RECORD DEL DOW JONES

Scritto il alle 07:15 da icebergfinanza

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Record a cascata per il vecchio Dow Jones a Wall Street!

Dopo il muro dei 13.000 punti, cadono anche anche i 13100, 13200 ….. e si naviga nella terra di nessuno!

Che dire, l’effetto propulsore della stagione dei profitti, un indice composto dalle più grandi multinazionali americane, che hanno sfruttato a dovere la deriva del dollaro, la crescita economica mondiale!

Certo è che dopo che il mitico giochino soprannominato MEW ( Mortgage Equity Withdrawals ) ora si stà profilando la rinascita del DJEW ovvero ( DowJones Equity Withdrawals ) la staffetta che possa permettere al popolo americano di sostenere il pilastro dei consumi, non importa se il tasso di risparmio è negativo, ma gli stregoni della finanza hanno sempre la risposta pronta.

Non importa quanto sia effimero il record del DJIA, non importa a nessuno che sia un indice vecchio che rappresenta a malapena la realtà industriale americana, corrisponde a circa un quarto dell’intera capitalizzazione mentre numericamente è composto solo dal 2% delle società americane.

Interessa solo che tenga alto il morale del popolo americano.

Non importa a nessuno che sia solo una media ponderata dei prezzi, una media che permette di ottenere rialzi importanti con il solo contributo del titolo che ha il maggior peso sull’indice.

Quanti sono i singoli titoli che hanno raggiunto e battuto il loro record storico nella valutazione?

Non c’è dubbio, questo è il tempo dell’esaltazione, è il tempo dei vari alchimisti bullish, coloro che vivono di entusiasmo fine a se stesso o ai loro interessi che  sarebbero capaci di farvi credere che gli asini volano, figurarsi raccontare che questo è solo l’inizio di un bull market secolare.

E’ il tempo degli occhi stellati della Wall Street degli anni 30, del DowJones del 1987, dove ovunque si scommetteva sulla scia di solidi fondamentali e dell’accesso al credito illimitato.

E non importa che ormai la congiuntura sia sostenuta solamente dei consumi, figli di un risparmio negativo, che giorno dopo giorno, danno segno di cedimento, non importa che non vi sia traccia di investimenti, di produzione, l’industria automobilistica in recessione, quella manifatturiera vicina, il mercato immobiliare che si è talmente stabilizzato da crollare.

E qualcuno si autoconvince che siccome il piccolo risparmiatore non ha partecipato alla festa, questa è solo all’inizio.

Perché la Storia insegna che finche non si riempie il parco, la festa continua, come se la Storia non avesse insegnato abbastanza a diffidare dei facili entusiasmi, degli inviti interessati.

Chissà forse sono un semplice visionario, ma la Torre di Babele, il Buco Nero dell’indebitamento progressivo, totale, indiscriminato è forse la più grande Bolla che la Storia ricorderà per sempre.
Concludo questa mia “solita” riflessione riportandoVi alcuni passi di un pezzo pubblicato su Bloomberg.com relativo al pensiero del famoso banchiere Jeremy Grantham che da sempre amministra il patrimonio del vice presidente degli Stati Uniti Dick Cheney.

“Dalle antichità indiane, all’arte cinese moderna, dalla terra di Panama a Mayfair, dalla silvicoltura alle infrastrutture, dai Junk Bond alle Blue Chips nazionali….é il Tempo della Bolla!

La prima vera Bolla Globale! Tutto è in mezzo ad una Bolla!

La maggior parte delle bolle, come le azioni internet e le terre giapponesi degli anni 80, passano attraverso una fase esponenziale, prima di rompersi bruscamente e drammaticamente.

Le bolle richiedono generalmente due dinamiche: Fondamentali eccellenti e soldi facili!

La Banca del Giappone ne è la sorgente primaria, e quindi più potenza, più leva finanziaria usate, più il ritorno sarà immenso, da vera leva”

Dovunque siate vi sentirete ripetere che con questi tassi di crescita, questi tassi di interessi così bassi i mercati azionari non potranno che aumentare, che il “private equity” guiderà i mercati. Una nuova era!

Che centra se il mercato immobiliare crolla, se l’economia americana rallenta, guardate alla Cina, al lavoro asiatico, i deficit Americani fanno parte di un’economia sostenibile, integrata con il resto del Mondo.

Ma il problema, dice Grantham, è che lo scoppio di questa bolla avverrà attraverso tutti i paesi, tutte le merci ad eccezione dei bond di prima scelta e il premio al rischio si allargherà poiché in passato nessun evento globale simile si è presentato, e probabilmente gli sforzi del sistema per evitarla resteranno disattesi.”

Benvenuto nella Banda del Gufo, mister Grantham, siamo forse in troppi a mettere le mani davanti.

Nessuno sà cosa potra accadere, come dice John Kenneth Galbraith è evidente, perlomeno a coloro che non si lasciano andare a facili ottimismi, che siano di nuovo in presenza di una grande orgia speculativa. Oggi la quantità di denaro circolante nei mercati finanziari è superiore all’intelligenza necessaria per farlo fruttare.

" Il crollo è molto più repentino del rialzo, un palloncino bucato sgonfiandosi, non segue mai una traiettoria ordinata!"

 

 

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